Un incontro di sguardi

di
genere
trans

Il parcheggio del supermercato era quasi deserto in quella calda e afosa serata di fine giugno. Arrivammo nello stesso istante. Mentre scendevamo dalle nostre auto, i nostri sguardi si incrociarono, e una scintilla elettrica attraversò l'aria tra di noi.
Era una donna matura, di una eleganza magnetica e una sensualità che catturava immediatamente l'attenzione ma qualcosa non tornava nella sua figura, slanciata ed esaltata da un paio di tacchi a spillo. I capelli castani lasciavano scoperto un collo aggraziato. Indossava occhiali scuri che aggiungevano un tocco di mistero. I jeans aderenti esaltavano le sue curve armoniose, mentre la maglia attillata rivelava l'assenza di reggiseno, delineando forme piene e turgide del suo seno.
Al solo vederla, un brivido di calore mi percorse il corpo. Lei entrò con passo sicuro. Io, quasi ipnotizzato, la seguii praticamente volando: c’era qualcosa in lei che attraeva la mia femminilità: volevo imitarla.
Tra le corsie del supermercato, i nostri occhi si cercavano, rendendo lo sguardo più intenso e carico di promesse inespresse.
Al banco dei gelati, ci ritrovammo a un passo di distanza. Fui avvolto dal suo profumo ancor prima che parlasse con una voce roca: una fragranza calda, dolce che mi fece tremare. Allungammo la mano verso lo stesso prodotto e le nostre dita si sfiorarono.
«Prego…» quasi sussurrai.
Lei sorrise, uno di quei sorrisi consapevoli di chi sa esattamente l'effetto che provoca. I suoi occhi sembravano leggermi dentro.
Alla cassa, di nuovo vicini. Quando si chinò per raccogliere la sua borsa, il movimento sensuale del suo corpo accentuava ogni curva, accendendo in me un desiderio bruciante di stare con lei.
Uscendo, la trovai ad aspettarmi accanto alla sua macchina, avvolta nell'ombra calda della notte.
«Abito a cinque minuti da qui,» sussurrò, con una voce roca e vibrante. «Seguimi. Ho capito cosa vuoi»
Appena la porta del suo appartamento si chiuse alle nostre spalle, l'aria sembrò prendere fuoco.
Mi premette contro il muro, azzerando ogni distanza. Il suo bacio fu famelico, vorace.
Le mie mani corsero ad accarezzare le sue forme perfette, mentre i nostri corpi si fondevano in un abbraccio: la passione esplose, travolgente, in un crescendo di gemiti e respiri affannosi. Ogni tocco, ogni carezza, era una scoperta elettrizzante e, quando scesi giù, lungo le sue cosce, la sorpresa fu tanto inaspettata quanto eccitante.
Le abbassai jeans e mutandine. Una grande sorpresa, gonfia e pronta.
Lei caì subito il mio desiderio, Mi fece sdraiare sul letto in posizione missionario. Mi apri le gambe e strofinò il cazzo duro lentamente, fino in fondo. Io inarcai la schiena e gemetti forte, sentendomi completamente riempito.
«Più forte…» ansimai.
Lei mi scopò con forza per prendermi tutto.
Poi si sdraiò e io salii sopra di lei, a cavalcioni. Mi abbassai lentamente sul suo cazzo, prendendolo tutto dentro. Iniziai a muovermi con movimenti circolari e profondi. Strinsi le natiche e lei, aiutandomi a salire e scendere sempre più velocemente, si lasciò cavalcare con passione, ansimando senza controllo.
Mi fece sdraiare di nuovo di lato, una gamba alzata. Entrò da dietro, con spinte intense: eravamo madidi di sudore.
«Vengo… non fermarmi!» urlò.
Sentii il mio culo contrarsi violentemente intorno al suo cazzo. Venne dentro di me con un orgasmo lungo e potente. Pochi secondi dopo anch’io non resistetti più, scaricando fiotti caldi e abbondanti.
Completamente svuotati, restammo abbracciati, con i corpi ancora uniti e pulsanti di un desiderio primordiale e inarrestabile
Lei si voltò verso di me, un sorriso malizioso e profondamente soddisfatto sulle labbra. Mi sfiorò la bocca con un bacio lento e dolcissimo.
«Resta stanotte…» sussurrò, la voce carica di promesse. «Non abbiamo ancora finito. Ti insegnerò tante cose.»
Non ci fu esitazione. Decisi di restare e sta insegnando molto a Marta.
di
scritto il
2026-07-19
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