La strada per diventare una schiava pt.2
di
Marco91
genere
corna
Al risveglio eravamo già impazienti.
Dopo aver pranzato e pulito tutta la casa ci preparammo.
Io mi misi una camicia, mentre lei si era preparata per bene; lavata e truccata ha indossato un vestito bordeaux sempre molto corto con un abbondante scollatura e di nuovo senza biancheria intima.
Eravamo d'accordo di prendere una pizza quindi non c'era nient'altro da preparare perciò ci sedemmo sul divano ad aspettare, erano quasi le 18 e Alberto sarebbe arrivato alle 18.30.
Ora le domande sorgevevano nella testa di entrambi: in che senso il suo sesso era diverso? Che regole c'erano da fissare? Cosa si sarebbe deciso a cena? Che richieste avevamo?
Ci stavamo confrontando quando, senza nemmeno essersi resi conto dell'orario, il campanello suonò.
Alberto era qui; indossava dei pantaloni grigio scuro e, nemmeno a farlo apposta, una camicia bordeaux.
Aveva una borsa, la portava a mano e sembrava piena.
Lo faccio salire in casa, ci saluta cordiale e ci dice che quella sarebbe stata una cena "d'affari".
Ci mettemmo a tavola lui poggiò la borsa per terra e ci bevemmo un aperitivo prima che arrivasse la pizza.
Io ero un po'agitato, ma mai quanto Gloria che era già rossa in viso e stringeva le coscie sotto al tavolo; lui perfettamente composto come un esperto che già sapeva cosa sarebbe accaduto.
Parlammo del più e del meno, della nostra quotidianità, i nostri orari, lavoro, amici, famiglia voleva sapere tutto, in particolare del sesso che facevamo.
La cena era arrivata e non ci mettemmo molto a finire, avevamo tutti in testa altre cose.
Una volta pulito il tavolo, tirò fuori dalla borsa dei fogli e ci fece sedere come voleva lui al tavolo.
Ora sembrava una commissione d'esame con Gloria seduta da sola da una parte del tavolo ed io e lui dall'altra.
Mi mise davanti un foglio, il titolo era "schiavitù".
Era scritto a mano, ma si capiva che non era la prima che lo faceva, come già ci aveva spiegato la sera prima.
Ero spiazzato, ma prima ancora che iniziassi a leggerlo, si schiarì la voce e attaccò il discorso lui:" questo è un contratto che ho buttato giù per voi, leggerò quello che ho deciso e ci assicureremo che vada bene a tutti; per fare questo tipo di cose ci vuole fiducia e ci vogliono delle regole precise così sapremmo esattamente cosa si può e non si può fare".
"Quello che io propongo è un rapporto a tempo pieno di servitù sessuale con potere, da parte mia, al 100%; avrò il diritto di comandare su di te Gloria, su quello che devi fare, quando farlo, come farlo, con chi farlo".
"Ieri sera abbiamo appurato che sei una gran troia, quindi non credo che mi dirai di no, ma te lo chiedo lo stesso...sei d'accordo nel diventare la mia troia personale? Nel provare ogni tecnica o pratica che io vorrò farti provare per provocarti eccitazione, godimento e libidine? Accetti che io abbia più potere del tuo ragazzo in merito sessuale su di te?"
Lei era rossa e imbarazzata, ma si vedeva anche che era arrapata come mai prima d'ora.
Mi guardò negli occhi prima di rispondere, io avevo il cazzo duro nei pantaloni, aveva capito che per me era un si e gli disse:" si accetto qualsiasi cosa mi venga proposta o ordinata".
Ora lui, impassibile, si rivolse a me direttamente:" la vostra relazione non cambierà molto di fatto se non che quando io la chiamo lei deve presentarsi, se io la desidero dovrà venire a farsi scopare nei modi che io voglio, tu subirai l'influenza delle mie decisioni sia sul tuo sesso che sul suo."
"Se do delle restrizioni dovranno essere rispettate sia da te che da lei altrimenti ci saranno delle punizioni; non ho intenzione di privarvi del vostro tempo libero quindi i rapporti che avrò con lei saranno contenuti. Ti sta bene tutto ciò?"
Ero eccitato anche io, lui avrebbe avuto un totale controllo su di lei, nemmeno io lo avevo mai avuto! Più lo pensavo e più ero convinto della risposta:" si, siamo d'accordo".
Un altro punto sulla lista che avevamo davanti io e lui era stato spuntato e il prossimo era: giochi.
Tirò fuori dal borsone dei sextoys, alcuni che non avevo nemmeno mai visto, che poi ho scoperto essere: una frusta, dei plug anali di varie dimensioni, un succhia clitoride, dei dildi e vibratori anch'essi di varie dimensioni, delle pinzette per capezzoli, una corda, varie sfere vaginali e anali, un morso a sfera e della lingerie.
"Queste sono alcune delle cose che userò con te, se non ne conosci posso illustrartele; basta che tu mi dia il consenso al loro utilizzo".
Nella nostra relazione avevamo fatto anale pochissime volte, nonostante questo lei disse di si.
Spuntò di nuovo e andò avanti.
"Mi darai il tuo numero e io potrò chiamarti o messaggiarti quando voglio, ti darò degli ordini anche per telefono e li eseguirai; ti dirò come ti vestirai quando ci vedremo, dove incontrarci e dimenticherai il mio nome, da adesso in poi mi chiamerai solo con l'appellativo padrone. Se farai la brava verrai ricompensata, ma se sarai disubbidiente verrai punita, ti è chiaro?"
"Si" rispose lei, ma si corresse subito con "si padrone".
Spuntato un altro punto si rivolse di nuovo a me.
"I tuoi diritti vengono ridotti, non potrai più avere il suo culo, non potrai farla scopare da altre persone se non lo deciderò io, non potrai venirle dentro nonostante lei usi la pillola se non lo permetterò io, potrò negarvi di fare sesso a mio piacimento fino ad una settimana al mese che può diventare di più se devo infliggere una punizione a voi e per ultima cosa dovrai cancellare dal telefono tutte le sue foto provocanti o nude perchè solo io le potrò avere, ora sono una mia proprietà"
Così sbloccai il telefono, gli passai video e foto, poi le cancellammo dal mio cellulare, gli diedi il numero di lei e proseguimmo sull'ultimo punto.
"Da questo momento diventi mia, userò gli appellativi che più mi piacciono con te e avrò il totale controllo; inoltre potrò organizzare delle attività dove sarai protagonista anche con altre persone, sia spettatrici che partecipanti se sei d'accordo basterà ufficializzare e decidere una parola che metterà fine alle attività o al totale rapporto se solo lo volessi per un qualsiasi motivo".
"Ci potrebbero essere anche altre persone?" chiese lei.
"Si, se lo vorrò si" le rispose lui.
"Quante?" continuò lei.
"Tutte quelle che vorrò" concluse lui.
Paonazza in viso, fece un sorrisetto:"va bene padrone".
Non potevo credere che la ragazza che recitava la parte della santarellina da più di due anni, fosse in realtà una troia simile, aveva accettato ogni condizione senza problemi e tutto ciò mi eccitava di brutto.
Devo aver fatto trapelare i miei pensieri perchè Alberto si girò verso di me e mi disse:" te lo avevo detto che era troia fino al midollo, ora firma e brindiamo, lei ha praticamente accettato le regole prima ancora che io entrassi da quella porta sta sera".
Era vero, a quanto pare lei aveva le idee molto chiare a riguardo.
Mi porse la penna e io firmai, la passò a lei, che ovviamente accettò, versai da bere e le disse" la tua parola di sicurezza sarà LOCALE visto che è da lì che è partito tutto".
"Ora vediamo se è tutto chiaro, togliti i vestiti mettiti a 90 e fammi vedere quanto sei vacca".
Lei ubbidì istantaneamente: si alzò sfilò via il vestito rimanendo nuda e si chinò in avanti lasciandoci ammirare il suo culone e la sua fica a gambe chiuse.
Era uno spettacolo e aveva la fighetta fradicia. "Apri bene quelle chiappe cicciona voglio vedere i tuoi buchi mentre si aprono" gli ordinò lui e lei ubbidì.
Avevo il cazzo durissimo, "non serve nemmeno ammaestrarla, è già una cagna ubbidiente" mi disse ridacchiando.
"Adesso inginocchiati e fai al tuo ragazzo un pompino come si deve".
Si mise davanti a me mi tirò fuori il cazzo e iniziò a succhiarmelo vogliosa, mentre Alberto si alzava e prendeva di nuovo da bere.
Ero così eccitato che dopo pochi minuti sborrai.
"Molto bene hai delle grandi doti, adesso mettiti sul divano apri quelle coscie e masturbati un po' per me" proseguì lui, senza nemmeno guardarla.
Gloria, da schiava ubbidiente quale era appena diventata, senza un battito di ciglia, fede quello che le era stato detto di fare.
Ma dopo poco Alberto si tolse pantaloni e mutande, credo che anche lui non vedesse l'ora di scoparsela, la prese per le gambe e le ficcò dentro il cazzo senza tante presentazioni.
Gloria inizio subito a gemere, lui la scopava con violenza, le stringeva le tette e i capezzoli con forza; le mise una mano sul collo stringendola quel che basta per non farle del male.
Continuava ad un ritmo sostenuto e si vedeva che lei godeva davvero, non c'era finzione, il suo viso esprimeva tutto.
Non aveva un cazzo più lungo del mio, ma sicuramente era più grosso e lo usava con forza dentro di lei.
Sapevo che lei era al limite, lo vedevo, e tutto un tratto lui si tolse, la prese, la girò a pecora e le sputò sul culo.
"Una bella vacca come te ha bisogno di essere scopata in tutti i buchi, io so bene cosa ti frulla nella testa" le disse.
Così glielo infilò in un colpo solo nel culo, a lei scappò un urletto, ma lui la stava già scopando, le mise una mano sulla fica e continuò a masturbarla mentre la penetrava da dietro.
Era arrivata al culmine, cominciò a contorcersi, le sue gambe tremavano forte, stava venendo, ma lui continuò a scoparla nel culo come se nulla fosse.
Gloria dalla faccia sembrava in estasi non la avevo mai vista così.
Fu il suo turno e le sborrò nel culo, si tolse da lei e lasciò sul divano mentre lei ancora si toccava la fica.
"Ecco di cosa ti parlavo" disse rivolgendosi a me "avevi per le mani una gran vacca anche se non lo sapevate entrambi, beh ora lo sai, ma adesso è mia".
Si rivestì, prese le sue cose e lasciò sul tavolo un plug anale, della biancheria in pizzo e andò verso la porta.
"E' stato un gran piacere e lo sarà per molto tempo da quanto dice la faccia della tua ragazza. Sono contento di averla come puttana personale, speravo proprio che accettaste".
"Ti contatterò presto puttana" le disse lui uscendo dalla porta.
"Grazie padrone" concluse lei.
Dopo aver pranzato e pulito tutta la casa ci preparammo.
Io mi misi una camicia, mentre lei si era preparata per bene; lavata e truccata ha indossato un vestito bordeaux sempre molto corto con un abbondante scollatura e di nuovo senza biancheria intima.
Eravamo d'accordo di prendere una pizza quindi non c'era nient'altro da preparare perciò ci sedemmo sul divano ad aspettare, erano quasi le 18 e Alberto sarebbe arrivato alle 18.30.
Ora le domande sorgevevano nella testa di entrambi: in che senso il suo sesso era diverso? Che regole c'erano da fissare? Cosa si sarebbe deciso a cena? Che richieste avevamo?
Ci stavamo confrontando quando, senza nemmeno essersi resi conto dell'orario, il campanello suonò.
Alberto era qui; indossava dei pantaloni grigio scuro e, nemmeno a farlo apposta, una camicia bordeaux.
Aveva una borsa, la portava a mano e sembrava piena.
Lo faccio salire in casa, ci saluta cordiale e ci dice che quella sarebbe stata una cena "d'affari".
Ci mettemmo a tavola lui poggiò la borsa per terra e ci bevemmo un aperitivo prima che arrivasse la pizza.
Io ero un po'agitato, ma mai quanto Gloria che era già rossa in viso e stringeva le coscie sotto al tavolo; lui perfettamente composto come un esperto che già sapeva cosa sarebbe accaduto.
Parlammo del più e del meno, della nostra quotidianità, i nostri orari, lavoro, amici, famiglia voleva sapere tutto, in particolare del sesso che facevamo.
La cena era arrivata e non ci mettemmo molto a finire, avevamo tutti in testa altre cose.
Una volta pulito il tavolo, tirò fuori dalla borsa dei fogli e ci fece sedere come voleva lui al tavolo.
Ora sembrava una commissione d'esame con Gloria seduta da sola da una parte del tavolo ed io e lui dall'altra.
Mi mise davanti un foglio, il titolo era "schiavitù".
Era scritto a mano, ma si capiva che non era la prima che lo faceva, come già ci aveva spiegato la sera prima.
Ero spiazzato, ma prima ancora che iniziassi a leggerlo, si schiarì la voce e attaccò il discorso lui:" questo è un contratto che ho buttato giù per voi, leggerò quello che ho deciso e ci assicureremo che vada bene a tutti; per fare questo tipo di cose ci vuole fiducia e ci vogliono delle regole precise così sapremmo esattamente cosa si può e non si può fare".
"Quello che io propongo è un rapporto a tempo pieno di servitù sessuale con potere, da parte mia, al 100%; avrò il diritto di comandare su di te Gloria, su quello che devi fare, quando farlo, come farlo, con chi farlo".
"Ieri sera abbiamo appurato che sei una gran troia, quindi non credo che mi dirai di no, ma te lo chiedo lo stesso...sei d'accordo nel diventare la mia troia personale? Nel provare ogni tecnica o pratica che io vorrò farti provare per provocarti eccitazione, godimento e libidine? Accetti che io abbia più potere del tuo ragazzo in merito sessuale su di te?"
Lei era rossa e imbarazzata, ma si vedeva anche che era arrapata come mai prima d'ora.
Mi guardò negli occhi prima di rispondere, io avevo il cazzo duro nei pantaloni, aveva capito che per me era un si e gli disse:" si accetto qualsiasi cosa mi venga proposta o ordinata".
Ora lui, impassibile, si rivolse a me direttamente:" la vostra relazione non cambierà molto di fatto se non che quando io la chiamo lei deve presentarsi, se io la desidero dovrà venire a farsi scopare nei modi che io voglio, tu subirai l'influenza delle mie decisioni sia sul tuo sesso che sul suo."
"Se do delle restrizioni dovranno essere rispettate sia da te che da lei altrimenti ci saranno delle punizioni; non ho intenzione di privarvi del vostro tempo libero quindi i rapporti che avrò con lei saranno contenuti. Ti sta bene tutto ciò?"
Ero eccitato anche io, lui avrebbe avuto un totale controllo su di lei, nemmeno io lo avevo mai avuto! Più lo pensavo e più ero convinto della risposta:" si, siamo d'accordo".
Un altro punto sulla lista che avevamo davanti io e lui era stato spuntato e il prossimo era: giochi.
Tirò fuori dal borsone dei sextoys, alcuni che non avevo nemmeno mai visto, che poi ho scoperto essere: una frusta, dei plug anali di varie dimensioni, un succhia clitoride, dei dildi e vibratori anch'essi di varie dimensioni, delle pinzette per capezzoli, una corda, varie sfere vaginali e anali, un morso a sfera e della lingerie.
"Queste sono alcune delle cose che userò con te, se non ne conosci posso illustrartele; basta che tu mi dia il consenso al loro utilizzo".
Nella nostra relazione avevamo fatto anale pochissime volte, nonostante questo lei disse di si.
Spuntò di nuovo e andò avanti.
"Mi darai il tuo numero e io potrò chiamarti o messaggiarti quando voglio, ti darò degli ordini anche per telefono e li eseguirai; ti dirò come ti vestirai quando ci vedremo, dove incontrarci e dimenticherai il mio nome, da adesso in poi mi chiamerai solo con l'appellativo padrone. Se farai la brava verrai ricompensata, ma se sarai disubbidiente verrai punita, ti è chiaro?"
"Si" rispose lei, ma si corresse subito con "si padrone".
Spuntato un altro punto si rivolse di nuovo a me.
"I tuoi diritti vengono ridotti, non potrai più avere il suo culo, non potrai farla scopare da altre persone se non lo deciderò io, non potrai venirle dentro nonostante lei usi la pillola se non lo permetterò io, potrò negarvi di fare sesso a mio piacimento fino ad una settimana al mese che può diventare di più se devo infliggere una punizione a voi e per ultima cosa dovrai cancellare dal telefono tutte le sue foto provocanti o nude perchè solo io le potrò avere, ora sono una mia proprietà"
Così sbloccai il telefono, gli passai video e foto, poi le cancellammo dal mio cellulare, gli diedi il numero di lei e proseguimmo sull'ultimo punto.
"Da questo momento diventi mia, userò gli appellativi che più mi piacciono con te e avrò il totale controllo; inoltre potrò organizzare delle attività dove sarai protagonista anche con altre persone, sia spettatrici che partecipanti se sei d'accordo basterà ufficializzare e decidere una parola che metterà fine alle attività o al totale rapporto se solo lo volessi per un qualsiasi motivo".
"Ci potrebbero essere anche altre persone?" chiese lei.
"Si, se lo vorrò si" le rispose lui.
"Quante?" continuò lei.
"Tutte quelle che vorrò" concluse lui.
Paonazza in viso, fece un sorrisetto:"va bene padrone".
Non potevo credere che la ragazza che recitava la parte della santarellina da più di due anni, fosse in realtà una troia simile, aveva accettato ogni condizione senza problemi e tutto ciò mi eccitava di brutto.
Devo aver fatto trapelare i miei pensieri perchè Alberto si girò verso di me e mi disse:" te lo avevo detto che era troia fino al midollo, ora firma e brindiamo, lei ha praticamente accettato le regole prima ancora che io entrassi da quella porta sta sera".
Era vero, a quanto pare lei aveva le idee molto chiare a riguardo.
Mi porse la penna e io firmai, la passò a lei, che ovviamente accettò, versai da bere e le disse" la tua parola di sicurezza sarà LOCALE visto che è da lì che è partito tutto".
"Ora vediamo se è tutto chiaro, togliti i vestiti mettiti a 90 e fammi vedere quanto sei vacca".
Lei ubbidì istantaneamente: si alzò sfilò via il vestito rimanendo nuda e si chinò in avanti lasciandoci ammirare il suo culone e la sua fica a gambe chiuse.
Era uno spettacolo e aveva la fighetta fradicia. "Apri bene quelle chiappe cicciona voglio vedere i tuoi buchi mentre si aprono" gli ordinò lui e lei ubbidì.
Avevo il cazzo durissimo, "non serve nemmeno ammaestrarla, è già una cagna ubbidiente" mi disse ridacchiando.
"Adesso inginocchiati e fai al tuo ragazzo un pompino come si deve".
Si mise davanti a me mi tirò fuori il cazzo e iniziò a succhiarmelo vogliosa, mentre Alberto si alzava e prendeva di nuovo da bere.
Ero così eccitato che dopo pochi minuti sborrai.
"Molto bene hai delle grandi doti, adesso mettiti sul divano apri quelle coscie e masturbati un po' per me" proseguì lui, senza nemmeno guardarla.
Gloria, da schiava ubbidiente quale era appena diventata, senza un battito di ciglia, fede quello che le era stato detto di fare.
Ma dopo poco Alberto si tolse pantaloni e mutande, credo che anche lui non vedesse l'ora di scoparsela, la prese per le gambe e le ficcò dentro il cazzo senza tante presentazioni.
Gloria inizio subito a gemere, lui la scopava con violenza, le stringeva le tette e i capezzoli con forza; le mise una mano sul collo stringendola quel che basta per non farle del male.
Continuava ad un ritmo sostenuto e si vedeva che lei godeva davvero, non c'era finzione, il suo viso esprimeva tutto.
Non aveva un cazzo più lungo del mio, ma sicuramente era più grosso e lo usava con forza dentro di lei.
Sapevo che lei era al limite, lo vedevo, e tutto un tratto lui si tolse, la prese, la girò a pecora e le sputò sul culo.
"Una bella vacca come te ha bisogno di essere scopata in tutti i buchi, io so bene cosa ti frulla nella testa" le disse.
Così glielo infilò in un colpo solo nel culo, a lei scappò un urletto, ma lui la stava già scopando, le mise una mano sulla fica e continuò a masturbarla mentre la penetrava da dietro.
Era arrivata al culmine, cominciò a contorcersi, le sue gambe tremavano forte, stava venendo, ma lui continuò a scoparla nel culo come se nulla fosse.
Gloria dalla faccia sembrava in estasi non la avevo mai vista così.
Fu il suo turno e le sborrò nel culo, si tolse da lei e lasciò sul divano mentre lei ancora si toccava la fica.
"Ecco di cosa ti parlavo" disse rivolgendosi a me "avevi per le mani una gran vacca anche se non lo sapevate entrambi, beh ora lo sai, ma adesso è mia".
Si rivestì, prese le sue cose e lasciò sul tavolo un plug anale, della biancheria in pizzo e andò verso la porta.
"E' stato un gran piacere e lo sarà per molto tempo da quanto dice la faccia della tua ragazza. Sono contento di averla come puttana personale, speravo proprio che accettaste".
"Ti contatterò presto puttana" le disse lui uscendo dalla porta.
"Grazie padrone" concluse lei.
2
voti
voti
valutazione
7
7
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
La strada per diventare una schiava
Commenti dei lettori al racconto erotico