Tra le dune spiaggia nudisti

di
genere
trans

Ciao da Alessia6868
Quest'anno il caldo a Roma è stato insopportabile e quindi ho deciso la domenica di andare in spiaggia nudisti a Torvajanica.
Chiamo un paio di giorni prima la mia amica e il mio amore trans Claudia e così due giorni dopo, di prima mattina, eravamo già distesi sulla spiaggia a prendere il sole.
La giornata un pò ventosa e il mare mosso alleggerivano quella calura dei giorni seguenti.
Io indossavo un tanga e dietro solo il piccolo cordoncino in mezzo al culo che risalta le chiappe rotonde, mentre claudia in topless indossava un costumino anchesso di ridotte dimensioni che coprivano il cazzo asinino rivolto all'indietro tra le gambe.
Dopo esserci spalmate a vicenda l'abbronzante e con relativi sul mio culo che lei apprezzava molto e dicendo che era solo il suo e di proprietà, ci sdraiamo sulle stuoie; lei con il seno rivolto al sole, bello sodo e io invece di pancia con il culo per aria.
Volevo abbronzrmi davvero e lasciare il filino bianco dietro le chiappe per farlo risaltare di più.
Ad un tratto sento la mano di Claudia che mi palpa il culo e inizia a pizzicarlo; io faccio finta di nulla e continuo a godermi quel sole sulla schiena.
Dopo un paio di secondi, sempre con la mano appoggiata sulla natica, la sento che mi pizzica più forte facendomi scappare un gridolino.
Mi giro verso di lei e vedo che ha una gamba sollevata per nascondere il suo cazzo che le era uscito dal costume e che stava in tiro.
Io le dico che cosa era successo e lei mi risponde che guardando il mio culetto si era eccitata e aveva voglia.
Sorridendo mi alzo e prendendole la mano l'aiuto a sollevarsi e la spingo a dirigersi verso le dune dove si poteva rimanere un pò in disparte.
Lei correva con il cazzo penzoloni e ridendo siamo giunti dietro la spiaggia in un anfratto isolato e fuori da occhi indiscreti.
Iniziamo a baciarci come due innamorati; lo siamo innamorati l'una dell'altra.
Continuo a baciarla e le nostre lingue si contorcevano come se fosse la prima volta cercando di assaporare la saliva e il gusto dell'altra.
Continuai a baciarla sul collo e poi le spalle fino a scende a succhiare il seno e i capezzoli arrossati dal sole.
Li strizzavo con la bocca facendola gridare di dolore e piacere per quella mungitura.
Scendevo sul suo ventre e messami in ginocchio, con la mano afferrai quel cazzo asinino che nel frattempo si era indurito come il ferro.
Iniziai a baciarlo sulla punta e con la mano afferratolo alla base, tirai indietro la pelle che ricopriva il glande.
Baciai il glande sopra il prepuzio e il frenulo: poi lo leccai con la lingua fino alla base per poi ritornare su con piccoli baci fino a ricoprirlo con le labbra.
Giocai con la lingua sulla punta tenendolo dentro la bocca per poi scivolare piano piano fino a metà asta.
Con l'altra mano tenevo i testicoli massaggiandoli in modo da far produrre più sperma possibile per la bevuta finale.
Scendevo con la bocca e ingoiavo quel cazzo lubrificandolo con la saliva e assaporando ogni centimetro con la lingua.
Con gli occhi guardavo il suo viso e lei era estasiata dai miei movimenti; lo facevo scorrere dentro per poi continuare a baciarlo e poi ancora dentro la mia bocca calda.
Lei ansimava e ogni volta che andava dentro si lasciava scappare mugiti di piacere.
La testa verso le spalle dietro per offrirmi il massimo della lunghezza; ad un tratto la sento irrigidirsi e a tremare.
Ho capito che stava arrivando; era al capolinea.
Spalancai la bocca per portarlo più in fondo possibile e in quel momento dei fiotti potenti di sperma arrivarono diretti in gola.
Chiusi la bocca deglutendo quello sperma sublime che direttamente andava giu e gli altri fiotti li rallentai con la lingua per assaporarli più a lungo.
Un sapore salato ma che ben conoscevo ormai da qualche anno dato che Claudia mi ha sempre deliziato del suo sperma specialmente quando mi diceva di aver mangiato per un paio di giorni frutta e miele.
Lo tenni sulla bocca facendolo roteare con la lingua sul palato e ancora sul suo cazzo prima di inghiottire tutto quel liquido.
Con la lingua ho pulito tutto il glande e lei, presami per mano, mi aiuta a sollevarmi.
Ci guardiamo negli occhi e iniziamo a baciarci nuovamente.
Le dico che era ora di riprendere il sole ma che dopo avrei voluto sentirmi inondata dentro il mio ventre e avrei voluto, come sempre, riceverla dentro di me per riempire il mio culetto voglioso.
Lei annuì e insieme ci sdraiammo in riva al mare mano nella mano.
To be continued
alessia6868@libero.it
scritto il
2026-09-13
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