Vacanze in grecia 4

di
genere
feticismo

Cap 4. La montagna e le montagne

Il ritorno a casa fu piacevole. Dopo gli eventi dei giorni prima, le tettone non erano tanto rimpicciolite. Di nuovo erano gestibili, quasi umane o comunque come se si fosse fatta una plastica, ma comunque grandi. Belle grandi. Sicuramente più di prima. Decidemmo quindi che senza passare da casa, sarebbe stato troppo difficile spiegare l’accaduto, avremmo trascorso ancora qualche giorno in montagna, per rilassarci prima di riprendere a lavorare e dare il tempo alle sue tettone di tornare normali o quantomeno comprensibili.
Il viaggio in aereo fu tutto sommato tranquillo, nonostante ovviamente i numerosi sguardi nella scollatura di Luna. Anche perchè, le sue tette occupavano parecchio spazio, e in aereo dove già normalmente si sta appiccicati era difficile non farsi notare. Un ragazzo di circa 20 anni, di fianco a lei, passò tutto il tempo a cercare di non guardare, senza ovviamente riuscirci. Luna non seppi mai se faceva apposta o meno, ma spesso appoggiava lateralmente la sua grossa tetta sul braccio di lui, provocando per altro una vista erezione che si intravedeva dai pantaloni.
All’arrivo, senza quasi passare da casa, prendemmo la macchina, direzione casa in montagna. Almeno saremmo stati tranquilli. Luna dormì per tutto il viaggio...
L’inaspettato arrivò un paio di giorni dopo… Luna era in giardino con un vestito floreale addosso, che mi piaceva molto. Metteva in risalto la scollatura, e dava aria ai seni senza però essere particolarmente volgare. Era in piedi, si stava facendo sera. Mi aveva appena detto che aveva voglia di sesso, e che la sera l’avremmo fatto. Come oppormi? Peccato che dopo averlo detto, sparì in casa, uscendo poco dopo con le guance gonfie, come se stesse trattenendo l’acqua in bocca, e guardandomi sorridendo deglutì.
All’inizio non avevo capito, poi dopo qualche secondo mi resi conto della situazione. Ma non era possibile, le avevamo buttate…
E invece….
Cominciando ad ansimare, aprendo la bocca in cerca di aria e sorridendo le sue tettone cominciarono di nuovo ad espandersi, veramente tanto, strappando il vestitino che tanto mi piaceva. Raggiunsero una dimensione mostruosa. Erano veramente enormi, come due palle di quelle su cui ci si siede per fare esercizi.
Rimasi scioccato. Ok, l’avevo già visto succedere altre 3 volte, ma questa volta non ero preparato minimamente, e poi la dimensione… era qualcosa di indescrivibile per quanto fossero grandi. Sembrava quasi non ci stessero sul suo corpo. Il diametro eccedeva oltre il fianco, quasi dovesse tenere le braccia più larghe del normale. E questa volta, oltre che di larghezza, erano parecchio aumentate di dimensioni. Forse meno tonde, più simili a delle tette vere, ma esageratamente grandi. Avevamo superato le dimensioni “pallone da basket”, ora erano veramente imponenti. I capezzoli, prima larghi certo, e anche dopo le prime trasformazioni erano grossi, ora erano enormi. Più grossi di un dito, e molto in rilievo, quasi ci fosse qualcosa sotto che spingeva per buttarli fuori.

Luna se li guardava, tutta soddisfatta, e sorridente. Il piacere che dava questa trasformazione doveva essere davvero tanto. Sembrava orgogliosa di questi seni ancora una volta aumentati a dismisura, ed enormi sulla sua figura, tanto da farla sembra esile in confronto.
Io ero senza parole… ma lei non mi diede il tempo di pensare a niente. Si lanciò verso di me, e soffocandomi qualsiasi mia recriminazione in mezzo a due enormi pianeti, mi disse:

La mia risposta era soffocata dalla grandezza di quelle tette, che superavano anche la mia stessa testa, quindi semplicemente la seguii in camera, e facemmo sesso selvaggio per più di un’ora. Presi le sue tette in tutti i modi possibili, e ogni volta trovavo dei punti in cui non ero passato. Il mio cazzo, per quanto di dimensioni normali, spariva letteralmente divorato dagli immensi gommoni che ora erano sul petto di mia moglie quando lo infilavo per una spagnola. Se ci avessi infilato la testa in mezzo, probabilmente sarei rimasto soffocato come da due grossi cuscini gonfi di piume, anche se molto più eccitanti. La dimensione di queste due gigantesche forme era ormai fuori misura, impossibile da definire secondo degli standard. Credo, così ad occhio, di aver visto solo una volta una cosa simile, su qualche hentai. Forse era una di quelle coppe non standard, tipo una W o una Y... oppure una doppia o tripla lettera, tipo una JJJ. Luna impazziva poi quando cominciavo a succhiare i capezzoli... così grossi sembravano dei piccoli calippo, da succhiare. Avevano un sapore buonissimo, quasi dolce. L’ho vista più volte venire mentre glieli succhiavo, e i suoi orgasmi “di capezzoli” erano particolarmente intensi. Poi stremati, dopo l’ennesimo suo orgasmo, che ormai l’aveva portata ad avere il respiro strozzato e gli occhi rivoltati all’indietro bianchi, ci addormentammo beatamente.
Quella notte dormì benissimo, probabilmente spesso usavo una di quelle splendide bocce come cuscino, e la mattina dopo quando ci svegliammo, le sue tette erano ancora così gonfie ed enormi come la sera prima. Mi sembrava strano, di solito a quest’ora si sarebbero dovute ridurre... invece mi sembravano ancora così enormi come la sera prima. Forse avendo preso le pillole tardi doveva passare ancora del tempo.
Entrando in doccia, non ci stavamo in 4... io lei e le sue due gigantesche mammelle gonfie e sode. Provai per gioco a mettermi sotto di loro, e con l’acqua sopra non mi bagnavo la testa! Praticamente due ombrelloni di carne che mi proteggevano...
Per fortuna, durante la mattinata piano piano tornarono a ridursi... arrivando però come le altre volte ad una dimensione maggiore di prima delle ultime pillole. Oramai temevo che la nuova misura sarebbe diventata permanente. E in effetti non mi allontanavo molto dalla verità. Nonostante i miei avvertimenti sull’andarci piano, e sui possibili effetti di tutto questo, Luna non mi aiutava di certo. Fare l’amore con lei ora che la sua sensibilità sulle tettone era aumentata, era sempre un piacere unico per entrambi. Farsi fare una spagnola era incredibilmente appagante per entrambi, lei godeva proprio nell’usare le sue gigantesche mammellone come fossero una seconda figa. Anzi, addirittura sembrava ormai godesse di più con quelle che con una penetrazione normale.
E in effetti, dopo questo episodio, la vita di Luna era diversa. Quando si sentiva eccitata, e capitava spesso, decideva che era il momento per aumentare il seno enormemente. Non so nemmeno quante pillole avesse ancora, ma ne abusava.
Scoprì solo dopo che la volta precedente ne aveva prese almeno 2 insieme, perchè quella dimensione non poteva essere data da una sola.
Qualche giorno dopo le tette erano ancora grosse. Sembrava che questa volta faticassero a ridursi davvero... mi stavo cominciando a preoccupare, ma ero l’unico dei due a pensarci. Come se non bastasse, per Luna ogni occasione era buona per poter ripetere l’esperienza. Non capivo se non si rendesse conto della situazione, non vedendo i cambiamenti che il suo corpo e il suo seno stavano subendo, se la sensazione di piacere dovuta alla sensibilità delle tette gonfie e della trasformazione stessa, o le pillole in se, avessero creato in lei una dipendenza difficile da combattere.
Aveva deciso di tagliarsi i capelli, accorciandoli, cosa che ovviamente metteva ancora più in mostra quei grossi corpi rotondi, ormai sempre enormi, che aveva.
Durante una camminata in montagna, pensai che il movimento ci avrebbe fatto bene, era annoiata, e decise di ravvivare la giornata.
Aveva trovato dei modi veramente curiosi per nascondere queste pillole, io avevo provato a cercarle in tutti i modi, ma quel giorno capii quanto fosse profonda questa sua dipendenza. Aveva nascosto le pillole in una confezione di nutella di quelle monoporzioni. Il cioccolato era uno di quei cibi che potevano influire sugli effetti, visto la quantità di endorfine generate nel mangiarlo, ma ovviamente non me lo ricordavo... lei probabilmente sì.
Vedevo che aveva alcuni vestiti in valigia, alcuni anche larghi. E la stessa maglietta che aveva sembrava molto più larga del solito.
Non so nemmeno come avesse fatto, mentre eravamo fermi in un sentiero, e nessuno intorno, decise che era il momento, e scolandosi per intero la monoporzione, mi fissò sorridendomi, le braccia dietro la schiena... poi cominciò ad inspirare ed espirare molto forte, prendendo grosse boccate d’aria mentre assistevo alla stessa solita scena. Questa volta, nemmeno lei era preparata. Il cioccolato aveva immensamente aumentato l’effetto, e le due mongolfiere che si stavano allargando sul suo corpo erano immense. Oltre ogni immaginazione. Non erano più poppe, o tettone. Erano copertoni da camion. Lo spettacolo di queste grosse bombe di carne che si espandevano nel vestito, che per quanto largo comunque scivolò mostrando tutto ciò che c’era, era un paradiso.
Finito tutto, aveva ancora le braccia incrociate dietro la schiena, a mostrare ancora di più ciò che stava avvenendo... Le due bocce, dopo un pochino di sussulti, quasi non riuscissero a stabilizzarsi, si calmarono rimanendo ferme e gargantuesche.
Wow.
Ma ora? Cosa avremmo potuto fare?
Quei due enormi satelliti mi guardavano... lei si stava calmando e respirando piano passò le sue mani su entrambe le gigantesche ed enormi rotondità che si erano formate sul suo corpo.



dissi con riluttanza
Tirò fuori dallo zaino una specie di grosso poncho... certo non nascondeva nulla, ma almeno copriva ciò che era osceno. Il solo contatto della stoffa sui capezzoli li fece irrigidire e lei emise un gemito strozzato. Dovevano essere davvero sensibili stavolta... l’aiuto della nutella aveva fatto tutto ciò? Ma quanto erano potenti quelle pillole? E sopratutto, quante ne aveva ancora??
Mentre ci incamminavamo per la discesa a valle, mi continuavo a guardare intorno come mi aspettassi il peggio da un momento all’altro. Il tendone da circo che ricopriva mia moglie dal collo in giù in realtà lasciava bene poco all’immaginazione, perchè nonostante la dimensione generosa, bastava appena per coprire i due gommoni davanti, lasciando visibile i pantaloni e le gambe, mentre dietro arrivava quasi alle caviglie. Bastava un po di immaginazione per capire cosa nascodesse sotto, anche perchè la forma perfettamente sferica di quelle gigantesche tettone si capiva chiaramente.
Mano mano che ci avvicinavamo al parcheggio, la gente intorno a noi aumentava. I giovani e gli uomini guardavano estasiati la mia Luna che con passo ondeggiante ma sicuro, procedeva senza alcuna remora. Le mamme cercavano di coprire gli occhi ai propri figli, non potendosi spiegare nemmeno loro quello che vedevano.
Io ero sempre più stupito dall’atteggiamento di Luna. Da quanto prima era preoccupata del suo corpo e che la gente potesse in qualche modo vederlo, e giudicare, ora era completamente spensierata. Sorrideva a tutti, anche se potevi vedere poco della sua faccia, quando quegli enormi giganti globi si sollevavano verso l’alto mentre camminava. La nuova Luna devo dire che mi piaceva, era sicura di se, solare e sorridente, come se avere quelle due enormi bocce la rendesse padrona di se stessa e del mondo circostante. E in effetti, gli uomini sembravano sbavare dietro di lei, e pronti a cadere ai suoi piedi. Dal canto mio nonostante la mia paura che qualcuno facesse qualcosa, avrei voluto sprofondare in quei due paradisi, affondando la faccia, leccandogliele tutte e facendola godere fino all’infinito strizzando e mordendo quei due capezzoli grandi quanto un dito.
Ma per intanto, se non avessi voluto incorrere in un reato di atti osceni in luogo pubblico, e già così rischiavamo, avrei dovuto aspettare...
scritto il
2026-09-08
5 6
visite
1
voti
valutazione
1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Vacanza in Grecia 3

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.