Vacanza in Grecia 3

di
genere
feticismo

Cap.3 - Comincia l’inganno
La mattina dopo ci svegliammo molto riposati, la giornata incredibile, e la serata di sesso ci avevano sicuramente stancato.
Le sue tette però erano tornate più piccole. Più grandi rispetto al solito, ma decisamente meno invadenti. Diciamo che sembravano solo grosse. Belle piene e sode, molto rotonde, quasi da voler sembrare finte. Ma sicuramente non i pianeti del giorno prima.
chiesi senza troppa convinzione.
Luna era girata di spalle, tenendo le mani sulle tette, da dietro quindi non potei vedere la delusione e la frustrazione nei suoi occhi. Quando si girò per rispondermi era già riuscita a nasconderla
disse l’ultima frase quasi con un leggero velo di tristezza...
.
Non avevo ovviamente idea della situazione in cui ci avevo messi, e non potevo prevedere quello che da lì a poco sarebbe successo.

La spiaggia era accanto alla spiaggia naturista del giorno prima, e questa volta la dimensione delle ragazze che passavano non facevano certo sfigurare la mia Luna, che nonostante un po’ di tempo trascorso aveva ancora dei bei meloni. Rispetto al solito, o al giorno prima in spiaggia, aveva delle tette tonde e sode. Piccoli palloncini, apparentemente non troppo naturali, ma anche questi troppo perfetti per essere finti. Stavo quindi considerando che forse, ogni volta, una piccola parte rimaneva. Non sarebbero mai tornate completamente normali, o forse con molto tempo... Ma per ora ogni esplosione aggiungeva un pochettino di dimensioni anche in stato “normale”. Presi mentalmente nota della cosa, considerando che in effetti aveva senso, e in fondo non mi dispiaceva così tanto.
La mattinata trascorse tranquilla. Però vedevo un po di inquietudine in Luna, quasi fosse agitata, come se aspettasse qualcosa o le mancasse qualcosa. Ogni tanto girava la testa verso il sentierino che conduceva alla zona naturista. Ma non capivo. Luna non era mai stata particolarmente contenta di mostrarsi, figurarsi se aveva voglia di tornare la, nuda, e con le tette che si ritrovava dopo le pillole di ieri.
Scoprì le sue carte nel peggiore dei modi…




Stetti via forse 4-5 minuti. Furono sufficienti per dare a lei il tempo di decidere. Senza avermi vicino, forse, da sola, trovò il coraggio di prendere una decisione che mai avrei pensato possibile. Avevo sicuramente sottovalutato l’evento di ieri, della seconda pillola presa a forza dalle mani, e non mi ero reso conto di quanto, stranamente, lei volesse davvero che le sue tette fossero così grosse.
Intendiamoci, non mi potevo lamentare (ancora) della situazione, anche io sognavo che lei volesse davvero quello che volevo io, parlando delle sue tette, ma mi sembrava che questo fosse particolarmente “forzato”. Non so come dire, era come se quelle pillole l’avessero indotta a scegliere. Forse l’intesità delle emozioni del giorno e della notte prima l’avevano spinta su un sentiero da cui era difficile tornare indietro?
Tornando con l’acqua gliela porsi. Non mi resi subito conto, aveva la bocca chiusa e non mi ringraziò nemmeno ma mi strappò quasi la bottiglietta di mano, e bevve un sorso. Poi, deglutendo fortemente come a mandare giù qualcosa si mise a guardarmi, dopo pochi secondi spalancò la bocca e cominciò ad ansimare. Capì subito. Aveva preso un’altra pillola di nascosto, vedevo la mia scatolina nella borsa. Maledizione mi dissi, quando le aveva prese?
Ancora nel giro di pochi secondi le sue tettone, che già erano più grandi del normale visto l’uso delle pillole di ieri, cominciarono di nuovo a gonfiarsi, come due palloni da spiaggia tirati fuori dalla borsa, e preparati per giocare a beach-volley. Luna, spostò le braccia dietro di se, facendo peso sulla sdraio, con la testa reclinata all’indietro continuava ad ansimare, quasi urlando ma senza emettere suoni forti. Ogni secondo era un centimetro in più di diametro e di grandezza, ovviamente il povero bikini bianco si strappò in due, era stato troppo anche per lui. Devo dire che comunque era sempre uno spettacolo vedere questa trasformazione così repentina, e la sua faccia impagabile. Puro piacere e sorpresa.
Quando si fermarono, fiera delle sue tettone, e contenta di ciò che aveva fatto, sorrideva estasiata. Dopo il primo momento di sgomento inziale avvicinò le mani a questi due grossi globi corposi, sudati e con le vene in risalto. Li soppesò alzandoli: a dimensione era leggermente più grande della seconda mezza pillola di ieri, sia perchè stavolta era una intera, sia perchè stavolta partivamo già da una dimensione più grande. Eccitanti come non mai, mentre si calmava, continuava a massaggiarle, e saggiarne la circonferenza enorme.
Inutile dire che il resto della spiaggia era tutta a guardare noi. Le altre donne con degli occhi da invidia pura, gli uomini che lasciavano trasparire la lussuria di cosa avrebbero fatto.
Gli gettai addosso un asciugamano.



disse prendendo un nuovo bikini più largo dalla borsa (quando l’aveva comprato??) ma senza indossarlo.

Mise la mano sul pacco strofinandolo… poi ci appoggiò una delle tettone.

Senza nemmeno degnarmi troppo di uno sguardo, si incamminò verso la spiaggia nudista, con questi due gommoni che ballonzolavano liberi di qua e di la, attirando gli sguardi di chiunque, visto che oltretutto erano molto grandi.

Ovviamente il resto del pomeriggio sembrava andare tranquillo. Molti uomini guardavano le nuove tette giganti di Luna che prendeva il sole accanto a me, e non potevo certo dargli torto. Lo spettacolo di queste due enormi tettone giganti, che si sollevavano e si abbassavano a ritmo del suo respiro era uno spettacolo difficile da ignorare.
Decisi di andare a sgranchirmi le gambe e facendo un giro ascoltai un po i commenti. I più audaci commentavano cose oscene, ma senza preoccuparsi troppo di non farsi sentire. Da lontano però vidi un ragazzo particolarmente spigliato avvicinarsi a Luna. Aveva un cazzo piuttosto grandicello tra le gambe particolarmente vistoso anche da lontano. Non so cosa si siano detti, ma evitai di avvicinarmi, e infatti, poco dopo, luna si tirò su, poggiando i gomiti sulla sabbia, e con una faccia inequivocabile allungò una mano per toccargli il grosso cazzo. L’erezione arrivò praticamente subito diventando grosso e duro. Luna a quel punto si abbassò, guardandolo sensualmente, lasciando che il giovane poggiasse il cazzone tra le due mammelle enormi gonfiate a dismisura. Nonostante la prestanza, il giovane durò veramente poco, e in qualche minuto venne, sparando dei getti di sborra calda su tutte le giga tettone. Inarcando la schiena, e spingendole verso il fuori, Luna fece scivolare quella sborra calda lentamente fino alle sue labbra, e poi, leccandola avidamente dalla tetta, la ingoiò senza dire una parola. Il ragazzo si stava già allontanando...
Tornato dal giro, non commentai la cosa, ne tantomeno lo fece lei, ma la sera passammo una notte di sesso violento e in cui i due bazooka-bomb facevano da centro di tutto. Non era mai sazia, era come se le sue tettone contenessero tutta la sua lussuria che prima mai avrebbe avuto. Dopo 3 sborrate mie, e innumerevoli suoi orgasmi, rimanemmo sul letto sfiniti.
Passammo poi la serata discutendo per l’inganno e per ciò che era successo..
La mattina dopo decidemmo di comune accordo, di buttare la scatolina delle pillole, visto che saremmo tornati a casa nel pomeriggio. Già l’ascensore era un problema, figuriamoci l’aereo… e io volevo evitare il ripetersi della scena con chicchesia.
scritto il
2026-03-10
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