Vacanza in Grecia 2
di
racconticm
genere
feticismo
Vacanza in Grecia: Cap 2. - La seconda volta
Arrivammo alla spiaggia. Dovevamo scendere dalla barca. Vederla alzarsi in piedi, con quelle nuove bombe che ballonzolavano nel costume è stato incredibile. Io poi non vedevo l’ora di vederle bagnate... già mi pregustavo la scena in testa. Fortunatamente il ponte superiore dove eravamo era vuoto quindi scendendo non incontrammo troppe difficoltà. La scala interna però mise a dura prova la mia tranquillità, le sue nuove tettone salivano e scendevano come un pendolo ipnotico che attraeva qualsiasi sguardo su di se. Per quanto luna sembrasse un po in difficoltà inizialmente a mantenere l’equilibrio, dopo qualche passo sulla terra ferma sembra decisamente più a suo agio. Nonostante la dimensione contenute, grosse sì ma non esagerate, le nuove tettone dovevano essere difficili da controllare. Dopo una camminata sul molo che avrebbe ridato la vista ad un cieco, ci avvicinammo alla zona della spiaggia dove ci saremmo fermati fino al pomeriggio. La voglia di fare un bagno in quello splendido mare era tanta, senza nemmeno aspettare, dal molo Luna si buttò in acqua e io con lei.
Nuotammo per un pochino, giocando sotto l’acqua. Approfittai dell’acqua e della poca gente, e decisi che era il momento di toccarle. Con la mano mi avvicinai sotto l’acqua e prendendola da dietro gliele afferrai. Al tatto erano ancora più spettacolari, quasi non riuscivo con una sola mano a prenderle tutte per quanto erano grandi. La circonferenza era talmente più grande di prima che forse due mani sarei riuscito a prenderne una per intero. I capezzoli, che già si vedevano duri attraverso il bikini, diventarono spilli al mio tocco, e un flebile ma convinto sospiro di piacere uscì dalla bocca di Luna. Era estasiata dal mio tocco, e la sua sensibilità era decisamente aumentata. Incredibile. Luna mi staccò violentemente le mani. Pensai stesse per picchiarmi, ma invece si girò, e appoggiando le nuove tettone sul mio petto, mi diede un bacio infilando la lingua dentro la mia bocca. Con una mano mi teneva la testa, con l’altra, scese lungo il corpo e cominciò a massaggiarmi il cazzo durissimo attraverso il costume.
mi sussurrò all’orecchio mentre massaggiava vistosamente il mio cazzo.
Non ci misi molto a venire… il peso delle sue nuove tette contro il mio petto, il bacio appassionato, il suo massaggiarmi sempre più intensamente… dopo qualche minuto venni, dentro al costume. Luna si staccò da me, passandosi di nuovo la lingua sulle labbra, e nuotando si allontanò un pochino.
La giornata ricominciò a scorrere tranquilla. Mangiammo un buon gyros sulla spiaggia, ma mentre il tempo passava le sue tette cominciarono a rimpicciolirsi. Dopo un po’ vidi che le sue tette erano quasi tornate normali. Probabilmente la mezza pillola era poca, anche nella durata oltre che nell’effetto. Preso nota, avrei fatto meglio la prossima volta. Che non tardò ad arrivare…
Mentre facevamo un altro bagno prima di tornare alla barca, io e luna eravamo abbracciati, sul bagnoasciuga, facendoci le coccole e chiacchierando.
risposi sorridendo.
mi chiese…
.
Luna si morse le labbra, voleva dire qualcosa ma forse si tratteneva. Allora le presi la mano..
disse alzandosi, e mettendosi in piedi nell’acqua fino alla vita.
Presi la scatolina e con attenzione gli porsi la mezza pillola avanzata.
Ancora una volta mi sorpresi dell’effetto… Ansimando, ma stavolta meno in ansia anche se ancora un po spaventata, in pochi secondi raggiunse una dimensione molto grande delle sue tettone. Passandosi le mani sui due nuovi globi, velocemente spostò il costume di lato per evitare che si strappasse. Ne assaporò la consistenza con le dita, per rendersi anche conto di quanto grandi fossero. Forse erano leggermente più grandi di prima, e inutile dire che il mio cazzo si svegliò subito, duro e rigido. Per fortuna eravamo in acqua fino alla vita…
E qui successe una cosa che non avevo previsto.
Senza che me ne rendessi troppo conto, Luna prese la scatolina dalle mie mani, e mise in bocca rapidamente un’altra pillola.
ripresi la scatolina con violenza, stando però attento a non perdere nemmeno una pillola. ma lei guardandomi negli occhi, per tutta risposta, ingoiò la pillola.
La guardai fisso, aspettandomi di tutto, spaventato da quello che poteva succedere.
Luna teneva le mani sui già grossi rotondi seni, e dopo un secondo di incertezza, aprì la bocca, sorridendo e inspirando aria. Mentre quei due grossi meloni diventavano sempre più grandi… l’effetto fu inimmaginabile. Erano enormi, giganti. Praticamente due palloni da basket, anche di più forse.
Non sapevo nemmeno se avessi un top abbastanza grande… erano praticamente due grossi globi che orbitavano intorno al suo corpo. Spaziale.
strinse di nuovo le sue nuove tettone una contro l’altra, schiacciandole un po
mugolò di piacere ogni tocco.
Stavo già pregustando la serata che ci aspettava…
Il ritorno in barca non fu proprio facile. Fortunatamente (o chissà cos’altro) la dimensione più grande del bikini che avevo comprato era perfetta (eppure io ero sicuro che fosse più piccola quando l’avevo comprata… probabilmente mi ingannavano le proporzioni), in compenso il ponte superiore era pieno di gente.
Ogni movimento della barca era un’estasi per chiunque guardasse. Questi due enormi palle si muovevano da tutte le parti nonostante il bikini. Sembravano animati da vita propria, e Luna di certo non le nascondeva, anzi. Eravamo ancora seduti sulla panca del ponte e lei ogni tanto univa le braccia per esaltarli ancora di più, oppure si chinava leggermente in avanti come per raccogliere qualcosa mettendo in mostra le due enormi palle gonfiabili che sembravano quasi cadere dal piccolo lembo di stoffa che le tratteneva.
La mia eccitazione e la sua erano palpabili. Temevo che chiunque a bordo potesse odorare il sesso e l’eccitazione che emanava il suo corpo e il mio.
Per scendere dalla barca ovviamente dovevamo alzarci, e quando Luna si tirò in piedi, avvicinandosi al bordo, mostrando l’enormità delle nuove tettone in tutta la loro grandezza, mancò poco che ci fu un applauso. Sfidavano la forza di gravità nonostante fossero grosse e rotonde.
Ovviamente scendemmo per ultimi, e tutti si fermarono a guardare lo spettacolo di un piccolo costume da bagno che riceve delle pallonate verso destra e sinistra.
All’arrivo in albergo, oltre alla faccia sorpresa della receptionist e il suo sguardo che passava in rassegna le due bombe di Luna, non incontrammo nessuno. Entrare ed uscire dall’ascensore fu la parte più difficile… Queste due montagne occupavano la porta per il largo, era impossibile entrare in fronte; quindi, Luna fu costretta ad entrare con il fianco, e anche così non fu proprio semplice.
Una volta in camera, non perdemmo tempo, manco il tempo di svestirci e cominciammo a baciarci in maniera sensuale, ma sempre più spinta. Sul momento non mi resi conto di quanto stesse aumentando l’intensità, arrivando persino a mordermi le labbra. Preso dalla foga, la spinsi sul letto. Le due mongolfiere rimbalzarono pesantemente e le strapparono un sospiro. Era assurdo quanto fossero diventate sensibili. Mi ci avvicinai, bocca aperta, e cominciai a leccarle leggermente, con la lingua di fuori. Ogni centimetro era accompagnato da un sospiro, e un movimento di lei, sotto di me… ad un certo punto mi prese la testa e me la spinse contro il capezzolo, duro come il marmo ed eretto, svettante. Anch’esso era più grande, insieme al resto. Quando lo presi in bocca sembrava delle dimensioni di un pollice, forse anche leggermente più largo. Bellissimo e buonissimo da succhiare. Cominciai quindi a leccarlo, come fosse il suo clitoride. Luna dopo poco emise un suono mai sentito prima e alzando lo sguardo la vidi occhi chiusi, un’espressione di godimento intensa in faccia. Era venuta solo succhiandole il capezzolo… molto interessante!
Mi spostai, e tenendo le mani intorno ai due palloni cominciai a infilare il mio cazzo in mezzo. La spagnola migliore della mia vita. Luna, riprendendosi un po, mise le sue mani al posto delle mie, stringendo quelle due gigantesche formose tettone e rendendomi le cose ancora più belle. Quando stavo quasi per venire, mi fermai.
Scendendo dal letto, la misi sul bordo, e senza troppi preavvisi la infilzai, infilandogli tutto il cazzo in un solo movimento dentro la figa fradicia.
Prima lentamente, poi sempre più veloce, spingevo e indietreggiavo quasi uscendo da lei. Stava diventando matta… decisi che era il momento giusto. Quando stavo di nuovo per venire, presi un capezzolo in mano, e l’altro in bocca, stringendogli e mordendogli. Luna urlò e venimmo insieme. Io che gli riempivo l’utero e lei con gli occhi riversi indietro, quasi in trans, impazzendo di piacere e urlando tutto il suo godimento. Non l’avevo mai vista avere un orgasmo così intenso…
Ci avrà sentito tutta l’isola come minimo…
Crollammo l’uno sull’altro, facendoci le coccole. Io che continuavo ad appoggiarmi come un cuscino su quelle splendide rotondità che forse mai avevo sognato, ma che erano realtà.
Col senno di poi, avrei dovuto prestare più attenzione a tanti dettagli, mentre me ne andavo a fare una doccia…
Questo lo seppi dopo, ma Luna prese di nascosto la scatola delle pillole dalla mia borsa, le sostituì con delle semplici aspirine. Senza aprirle e guardarle bene non potevo accorgermi dello scambio… Questo fu l’inizio di tutti i problemi.
Arrivammo alla spiaggia. Dovevamo scendere dalla barca. Vederla alzarsi in piedi, con quelle nuove bombe che ballonzolavano nel costume è stato incredibile. Io poi non vedevo l’ora di vederle bagnate... già mi pregustavo la scena in testa. Fortunatamente il ponte superiore dove eravamo era vuoto quindi scendendo non incontrammo troppe difficoltà. La scala interna però mise a dura prova la mia tranquillità, le sue nuove tettone salivano e scendevano come un pendolo ipnotico che attraeva qualsiasi sguardo su di se. Per quanto luna sembrasse un po in difficoltà inizialmente a mantenere l’equilibrio, dopo qualche passo sulla terra ferma sembra decisamente più a suo agio. Nonostante la dimensione contenute, grosse sì ma non esagerate, le nuove tettone dovevano essere difficili da controllare. Dopo una camminata sul molo che avrebbe ridato la vista ad un cieco, ci avvicinammo alla zona della spiaggia dove ci saremmo fermati fino al pomeriggio. La voglia di fare un bagno in quello splendido mare era tanta, senza nemmeno aspettare, dal molo Luna si buttò in acqua e io con lei.
Nuotammo per un pochino, giocando sotto l’acqua. Approfittai dell’acqua e della poca gente, e decisi che era il momento di toccarle. Con la mano mi avvicinai sotto l’acqua e prendendola da dietro gliele afferrai. Al tatto erano ancora più spettacolari, quasi non riuscivo con una sola mano a prenderle tutte per quanto erano grandi. La circonferenza era talmente più grande di prima che forse due mani sarei riuscito a prenderne una per intero. I capezzoli, che già si vedevano duri attraverso il bikini, diventarono spilli al mio tocco, e un flebile ma convinto sospiro di piacere uscì dalla bocca di Luna. Era estasiata dal mio tocco, e la sua sensibilità era decisamente aumentata. Incredibile. Luna mi staccò violentemente le mani. Pensai stesse per picchiarmi, ma invece si girò, e appoggiando le nuove tettone sul mio petto, mi diede un bacio infilando la lingua dentro la mia bocca. Con una mano mi teneva la testa, con l’altra, scese lungo il corpo e cominciò a massaggiarmi il cazzo durissimo attraverso il costume.
mi sussurrò all’orecchio mentre massaggiava vistosamente il mio cazzo.
Non ci misi molto a venire… il peso delle sue nuove tette contro il mio petto, il bacio appassionato, il suo massaggiarmi sempre più intensamente… dopo qualche minuto venni, dentro al costume. Luna si staccò da me, passandosi di nuovo la lingua sulle labbra, e nuotando si allontanò un pochino.
La giornata ricominciò a scorrere tranquilla. Mangiammo un buon gyros sulla spiaggia, ma mentre il tempo passava le sue tette cominciarono a rimpicciolirsi. Dopo un po’ vidi che le sue tette erano quasi tornate normali. Probabilmente la mezza pillola era poca, anche nella durata oltre che nell’effetto. Preso nota, avrei fatto meglio la prossima volta. Che non tardò ad arrivare…
Mentre facevamo un altro bagno prima di tornare alla barca, io e luna eravamo abbracciati, sul bagnoasciuga, facendoci le coccole e chiacchierando.
risposi sorridendo.
mi chiese…
.
Luna si morse le labbra, voleva dire qualcosa ma forse si tratteneva. Allora le presi la mano..
disse alzandosi, e mettendosi in piedi nell’acqua fino alla vita.
Presi la scatolina e con attenzione gli porsi la mezza pillola avanzata.
Ancora una volta mi sorpresi dell’effetto… Ansimando, ma stavolta meno in ansia anche se ancora un po spaventata, in pochi secondi raggiunse una dimensione molto grande delle sue tettone. Passandosi le mani sui due nuovi globi, velocemente spostò il costume di lato per evitare che si strappasse. Ne assaporò la consistenza con le dita, per rendersi anche conto di quanto grandi fossero. Forse erano leggermente più grandi di prima, e inutile dire che il mio cazzo si svegliò subito, duro e rigido. Per fortuna eravamo in acqua fino alla vita…
E qui successe una cosa che non avevo previsto.
Senza che me ne rendessi troppo conto, Luna prese la scatolina dalle mie mani, e mise in bocca rapidamente un’altra pillola.
ripresi la scatolina con violenza, stando però attento a non perdere nemmeno una pillola. ma lei guardandomi negli occhi, per tutta risposta, ingoiò la pillola.
La guardai fisso, aspettandomi di tutto, spaventato da quello che poteva succedere.
Luna teneva le mani sui già grossi rotondi seni, e dopo un secondo di incertezza, aprì la bocca, sorridendo e inspirando aria. Mentre quei due grossi meloni diventavano sempre più grandi… l’effetto fu inimmaginabile. Erano enormi, giganti. Praticamente due palloni da basket, anche di più forse.
Non sapevo nemmeno se avessi un top abbastanza grande… erano praticamente due grossi globi che orbitavano intorno al suo corpo. Spaziale.
strinse di nuovo le sue nuove tettone una contro l’altra, schiacciandole un po
mugolò di piacere ogni tocco.
Stavo già pregustando la serata che ci aspettava…
Il ritorno in barca non fu proprio facile. Fortunatamente (o chissà cos’altro) la dimensione più grande del bikini che avevo comprato era perfetta (eppure io ero sicuro che fosse più piccola quando l’avevo comprata… probabilmente mi ingannavano le proporzioni), in compenso il ponte superiore era pieno di gente.
Ogni movimento della barca era un’estasi per chiunque guardasse. Questi due enormi palle si muovevano da tutte le parti nonostante il bikini. Sembravano animati da vita propria, e Luna di certo non le nascondeva, anzi. Eravamo ancora seduti sulla panca del ponte e lei ogni tanto univa le braccia per esaltarli ancora di più, oppure si chinava leggermente in avanti come per raccogliere qualcosa mettendo in mostra le due enormi palle gonfiabili che sembravano quasi cadere dal piccolo lembo di stoffa che le tratteneva.
La mia eccitazione e la sua erano palpabili. Temevo che chiunque a bordo potesse odorare il sesso e l’eccitazione che emanava il suo corpo e il mio.
Per scendere dalla barca ovviamente dovevamo alzarci, e quando Luna si tirò in piedi, avvicinandosi al bordo, mostrando l’enormità delle nuove tettone in tutta la loro grandezza, mancò poco che ci fu un applauso. Sfidavano la forza di gravità nonostante fossero grosse e rotonde.
Ovviamente scendemmo per ultimi, e tutti si fermarono a guardare lo spettacolo di un piccolo costume da bagno che riceve delle pallonate verso destra e sinistra.
All’arrivo in albergo, oltre alla faccia sorpresa della receptionist e il suo sguardo che passava in rassegna le due bombe di Luna, non incontrammo nessuno. Entrare ed uscire dall’ascensore fu la parte più difficile… Queste due montagne occupavano la porta per il largo, era impossibile entrare in fronte; quindi, Luna fu costretta ad entrare con il fianco, e anche così non fu proprio semplice.
Una volta in camera, non perdemmo tempo, manco il tempo di svestirci e cominciammo a baciarci in maniera sensuale, ma sempre più spinta. Sul momento non mi resi conto di quanto stesse aumentando l’intensità, arrivando persino a mordermi le labbra. Preso dalla foga, la spinsi sul letto. Le due mongolfiere rimbalzarono pesantemente e le strapparono un sospiro. Era assurdo quanto fossero diventate sensibili. Mi ci avvicinai, bocca aperta, e cominciai a leccarle leggermente, con la lingua di fuori. Ogni centimetro era accompagnato da un sospiro, e un movimento di lei, sotto di me… ad un certo punto mi prese la testa e me la spinse contro il capezzolo, duro come il marmo ed eretto, svettante. Anch’esso era più grande, insieme al resto. Quando lo presi in bocca sembrava delle dimensioni di un pollice, forse anche leggermente più largo. Bellissimo e buonissimo da succhiare. Cominciai quindi a leccarlo, come fosse il suo clitoride. Luna dopo poco emise un suono mai sentito prima e alzando lo sguardo la vidi occhi chiusi, un’espressione di godimento intensa in faccia. Era venuta solo succhiandole il capezzolo… molto interessante!
Mi spostai, e tenendo le mani intorno ai due palloni cominciai a infilare il mio cazzo in mezzo. La spagnola migliore della mia vita. Luna, riprendendosi un po, mise le sue mani al posto delle mie, stringendo quelle due gigantesche formose tettone e rendendomi le cose ancora più belle. Quando stavo quasi per venire, mi fermai.
Scendendo dal letto, la misi sul bordo, e senza troppi preavvisi la infilzai, infilandogli tutto il cazzo in un solo movimento dentro la figa fradicia.
Prima lentamente, poi sempre più veloce, spingevo e indietreggiavo quasi uscendo da lei. Stava diventando matta… decisi che era il momento giusto. Quando stavo di nuovo per venire, presi un capezzolo in mano, e l’altro in bocca, stringendogli e mordendogli. Luna urlò e venimmo insieme. Io che gli riempivo l’utero e lei con gli occhi riversi indietro, quasi in trans, impazzendo di piacere e urlando tutto il suo godimento. Non l’avevo mai vista avere un orgasmo così intenso…
Ci avrà sentito tutta l’isola come minimo…
Crollammo l’uno sull’altro, facendoci le coccole. Io che continuavo ad appoggiarmi come un cuscino su quelle splendide rotondità che forse mai avevo sognato, ma che erano realtà.
Col senno di poi, avrei dovuto prestare più attenzione a tanti dettagli, mentre me ne andavo a fare una doccia…
Questo lo seppi dopo, ma Luna prese di nascosto la scatola delle pillole dalla mia borsa, le sostituì con delle semplici aspirine. Senza aprirle e guardarle bene non potevo accorgermi dello scambio… Questo fu l’inizio di tutti i problemi.
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