Compleanno

di
genere
incesti

Mi chiamo Carlo, ho 56 anni e convivo da 14 con Carmen una cubana di 36 anni, mora, alta 1,70, una terza di seno, capelli corvini, occhi verdi, abitiamo a Roma in zona Prati e oggi è una giornata molto particolare, dopo 7 anni di lontananza arriva mia cognata Leticia con l'attuale compagno Ernesto e la di lui figlia Maria. Il viaggio è stato organizzato per festeggiare i 18 anni di Maria che compie proprio domani È il 22 luglio, sono le 3 del pomeriggio, c'è un caldo infernale, siamo all'aeroporto di Fiumicino e finalmente dopo due ore di attesa è atterrato, proveniente da L'Avana, l'aereo che attendavamo, mia moglie è ovviamente emozionata, per decidere cosa mettersi ha svuotato i guardaroba e ha poi optato per un tailleur scollato e gonna sopra il ginocchio. Dopo qualche minuto di attesa ecco sbucare dagli "arrivi" mia cognata, è sempre stata una gran gnocca ma se devo dare un giudizio immediato, direi che è anche migliorata dall'ultima volta che ci siamo incontrati, ha messo su qualche chilo ma seno e culo ne hanno tratto giovamento, la camicetta e l'ampia gonna che indossa non riescono ad annullare le grazie di questa femmina di 37 anni. Alle sue spalle Maria, una "bambina-donna" di 18 anni, capelli lunghi neri sguardo dimesso, un vestito largo e lungo che nasconde quasi completamente le forme del fisico, l'unica cosa che noto sono le punte dei capezzoli che pungono la stoffa, Ernesto è un bell'uomo moro, non molto alto ma prestante, sui 40 direi. Baci abbracci, come sempre accade voci e domande si accavallano, dopo aver recuperato i bagagli, saliamo sulla mia Volvo e ci dirigiamo verso casa, i viaggiatori anelano una doccia, durante il viaggio ci spiegano la situazione per niente allegra di Cuba e un po' delle conseguenze sulle loro vite. Arrivati a casa, la corsa ai due bagni, dopo un riposino nelle rispettive camere, usciamo a cena in un locale lì vicino. Le donne hanno dato il loro meglio, elegantissime, Leticia è anche veramente sexy, forse troppo, abito morbido a metà coscia scollato con le tette libere di ondeggiare, mia moglie elegante come sempre con gonna sopra il ginocchio e una camicetta, ma la vera rivelazione è Maria che con una canotta e una mini nera aderente mette in mostra un fisico da perderci la vista. Al ristorante il tempo trascorre tra buon cibo e racconti sui sette anni trascorsi, Maria è seduta al mio fianco e mi rivolge spesso domande sul mio lavoro, sono fotografo, e sulla storia di Roma, verso la fine della cena esprime un desiderio "mi piacerebbe in futuro avere un book fotografico, per ora non ho aspirazioni ma in futuro magari mi potrebbe servire" la guardo e nel contempo noto che la sua coscia nuda si appoggia alla mia, sono almeno tre settimane che non faccio sesso con Carmen e sono facilmente eccitabile "in questo momento sono molto preso ma se si aprissero degli spazi potrei fartelo io" scosto la gamba ma dopo poco anche la sua "sarebbe magnifico Carlo, Leticia mi ha parlato tanto di te, speriamo in un piccolo spazio libero" sto facendo pensieri assurdi. Leticia di fronte a me si alza per andare ai servizi e io ne approfitto per seguirla e interrompere quel contatto eccitante. Mi aspetta, mi prende sottobraccio e mi sussurra "tu e Carmen avete qualche problema? Vi vedo distanti, come vanno le cose a letto?" Dopo un attimo di imbarazzo decido di confessarle la verità "mi spiace Carlo ma scusa la franchezza, hai provato con qualche pastiglietta blu?" Scuoto la testa "ma figurati Leticia, solo a vederti camminare mi eccito, a proposito sei sempre una grande gnocca" stiamo entrando in un campo minato ma non me ne accorgo "vieni Carlo usciamo a fumare una sigaretta" appena fuori lei mi guarda e.."da quanto tempo non...." sono eccitato, le metto un braccio intorno alla vita "almeno 20 giorni Leti" con la mano riesco a sfiorarle il seno, lei non dice nulla, poi le tocco il sedere "dio mio Carlo è mia sorella, facciamo le persone serie" ormai ho varcato la soglia, le prendo la mano, che lei stringe e la porto sul mio inguine "cazzo come ce l'hai duro piccolo mio " siamo infrattati tra le auto, mi slaccia i pantaloni che cadono ai piedi, mi guardo in giro, nessuno ci guarda, mi abbassa gli slip e inizia a segarmi "non riuscirò più a guardare in faccia mia sorella, lo sai?" Una mano sotto la gonna, le scosto le mutandine, è bagnata, tocco il clitoride, lei cerca la mia bocca, alza il vestito, si piega e alla pecorina la scopo in un parcheggio, prendiamo subito il ritmo che due affamati trovano all'unisono la mia verga scivola dentro di lei "quando stai per godere dillo alle mie orecchie piccolo mio, a me manca poco aaahh cosíiiiii, sì, sei veramente un maiale Carlo, dio come mi piaci, aaahhhh, goodoooo" con voce roca "sto per godere Leti, ecco sento la sborra" lei si gira cerca la mia bocca, le sue labbra mi succhiano, dammi la tua saliva piccolo mio" mi afferra il cazzo bagnato dai suoi umori, lentamente lo sega mentre dalla cappella esce un getto di sperma che le bagna le cosce e gocciola sui suoi piedi.
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scritto il
2026-09-03
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