Il direttore 4
di
antonemil
genere
tradimenti
Alle 20 esco dalla camera, prima di andare all'ascensore busso alla porta della mia vicina mulatta trans (vedere episodio precedente) che mi apre dopo pochi secondi, rimango senza parole, indossa un abito aderente nero trasparente che arriva a stento a metà coscia e come intimo solo un ridottissimo slip gonfio del suo cazzo, ci guardiamo e all'unisono "sei bellissima" ci abbracciamo, ci scambiamo nomi e cellulari con la promessa di un incontro poi lei "Anna posso chiederti un piacere? mi puoi dedicare un minuto, vieni dentro" chiude la porta alle mie spalle e a voce roca sussurra "questa notte non ho chiuso occhio e la colpa è del tuo posteriore, ti puoi girare per favore?" le sorrido "certo Paola è tutto tuo, tocca se vuoi, tanto immagino non sarai l'unica stanotte" mi appoggio con i gomiti alla porta e spingo indietro il bacino, sento le dita affusolate di Paola che mi sfiorano la pelle, poi scivolano sotto le stringhe della minigonna e cercano lo spazio tra i glutei "dio mio Anna hai un culo di marmo, meglio di un uomo" con un dito mi stuzzica l'ano e io d'istinto spingo ancora più indietro il culo "cazzo Anna se fai così mi eccito, hai mai provato con un trans?"per risposta ondeggio il bacino e mormoro "no Paola ma le tue mani sono fantastiche" uno sguardo all'orologio "mio dio sono già le 20,30 devo andare, sarà già incazzato" mi giro di scatto e rimango esterefatta, dalla mini di Paola spunta la cappella di un cazzo di almeno 22cm "ti spiegherò tutto, quando rientro stanotte provo a chiamarti, un bacio, buona serata Paola, spero a più tardi" mi precipito all'ascensore e poi di corsa alla porta sul retro dell'albergo, Lui è già lì appoggiato alla portiera del taxi, mi porge il braccio, mi fa salire e si siede incollato a me "bene arrivata amore mio, oggi ti ho pensato veramente tanto, forse troppo per un uomo come me" sono realmente sorpresa di questo affetto e cortesia, sembriamo due fidanzatini ai primi appuntamenti. Guardo lo specchietto sopra la testa dell'autista e vedo che ha gli occhi su sedile posteriore, io cerco di coprire il poco che posso ma Franco ha scelto la posizione migliore, avvicina la bocca al mio viso e sussurra "recita la parte Anna, sei la mia fidanzata" mi bacia sul collo poi cerca la mia bocca mentre la sua mano calda mi accarezza l'inguine. Cerco di pensare alla mia famiglia, al nostro futuro insieme, cerco di resistere a quel calore che dalle cosce sale su fino alle labbra della fica, cerco di stringere le gambe, le sue dita sfiorano il clitoride, sono già bagnata e come ieri notte mi abbandono al piacere, la mia lingua cerca la sua, allargo le cosce, una mano sulle sue gambe, sento la mia voce che implora "fatti toccare Franco, abbassa la cerniera fammi sentire quanto mi desideri" Franco mi guarda e..."pazienza amore sarà una lunga serata piena di stupende sorprese, Anna dimmi, conosci Roma? hai un posto del cuore" lo guardo con sorpresa "no Franco non la conosco ma mi piacerebbe vedere piazza Navona, l'ho vista tante volte in televisione e ho imparato ad amarla, l'impero Romano, i grandi artisti, Bernini, Borromini, le fontane, la chiesa di Sant'Agnese" un cenno al taxista e... "ha sentito la signora, si và a piazza Navona". Passeggiamo come persone normali lungo la piazza, davanti alla fontana dei Quattro Fiumi mi scatta una foto, Franco è un amante dell'arte e mi fa da cicerone poi ci sediamo a un ristorantino e mangiamo cacio e pepe bagnato da due calici di Fiano. Al termine della cena lo guardo e... "mi lasci senza parole mio direttore, sei anche capace di dolcezze, cortesie e rispetto per chi ti sta a fianco, sei una persona che non finisce di stupire" mi avvicino e lo bacio con lingua in bocca, lui ne approfitta e mi mette una mano tra le gambe, non mi muovo, le sue dita dentro di me, dalla mia bocca un mugolio di piacere "è vero Anna ma non dimenticare mai che sono anche un libidinoso maiale egoista, in grado di sedurre approfittando del proprio potere, un uomo che è capace delle peggiori bassezze per ottenere ciò che vuole e tu ne sei la prova vivente" sento di dover rispondere "tutto questo è vero ma quel bacio te lo darei lo stesso per quanto è mi hai regalato in questa piazza" Dopo aver saldato il conto chiama un taxi che ci porta fuori dal club privè Roma, all'ingresso Franco esibisce una tessera e un cameriere ci accompagna a un divanetto riservato, è quasi mezzanotte, ci saranno una ventina di coppie e altrettante sulla pista da ballo Visto il mio look e il fisico tutti i presenti mi spogliano con gli occhi, una musica lenta di sottofondo, osservo la coppia che danza di fronte a me, lei della mia età, vestito lungo aderente a schiena nuda e ampia scollatura, lui sui 25, palestrato, moro (lo chiamerò così) le sue mani le carezzano la schiena, tra un bacio con lingua e l'altro non smette un attimo di mangiarmi con gli occhi, la musica s'interrompe ed entrambi tornano a sedersi nel divanetto vicino al nostro, Franco li osserva e, guardandoli, inizia a toccarmi la fica, allargo le cosce, mi accarezza il clitoride, poi mi sussurra "ora sei pronta, vai al bar e fai come se io non ci fossi, cammina lentamente, metti in mostra ciò che hai, fammi vedere quanto sei troia" attraverso la sala, arrivo al bar e ordino un Mojito, riprende la musica, dopo poco sento una presenza alle spalle e una voce "posso farle compagnia? lei è veramente stupenda" da vicino il moro è un gran bel maschio, almeno 1,80 occhi neri è penetranti, viso dai caratteri marcati, la camicia aderente sotto la giacca disegna i pettorali, lo guardo a lungo negli occhi e.."non mi hanno ancora servito, potremmo parlare mentre balliamo, se le fa piacere" ...."non potrei desiderare di più" mi guida sulla pista e sceglie un angolo buio lontano dai nostri divanetti, si stringe a me, sento le sue braccia forti, mi accarezza la schiena, mi piace, lo lascio fare, avvicina la sua bocca al mio viso, un bacio appena accennato, la musica si ferma un attimo per poi subito riprendere, mi sussurra "di solito ne fanno tre di fila, vuol continuare?" un cenno con il capo e un "sì" dolce dolce, mi ritrovo la sua mano sul culo, sento il suo cazzo contro il mio inguine, la sua lingua sta cercando la mia bocca, non faccio nulla per impedirglielo, mi sussurra "andiamo nel privè?"... "no aspetta, baciami, toccami mentre gli altri ci guardano" le sue mani sotto il velo che mi copre il seno, faccio scivolare la mano tra le sue gambe, intravedo Franco sul divanetto con la compagna del mio cavaliere, stanno limonando ma la cosa non ci disturba, poi lentamente ci avviciniamo al privè, varchiamo la soglia, una coppia ci segue, sono di mezz'età, mentre ballavano, ho notato la bellezza e la dolcezza di lei, intravedo una serie di separé
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