Il compagno nerd 3

di
genere
gay

Rientriamo in taverna e appoggiamo gli zaini sul pavimento. Siamo a petto nudo e con il costume ancora addosso e Giovanni, a cui di certo non manca certo l’iniziativa, se lo leva immediatamente mostrandomi tutta la sua asta eretta. Io mi levo il costume e mi avvicino a lui.
Cominciamo a baciarci in modo intenso, con lui che mi tiene le mani sulle guance e io ai suoi fianchi. Ogni tanto si ferma, mi sorride, e poi riprende a baciarmi in modo deciso.
Finalmente posso vedere bene il suo cazzo. Ho la conferma che è più grosso del mio ed è anche curvo. Glielo massaggio per bene afferrando sia l’asta che le sue palle pelose. Intanto massaggio pure il mio cazzo.
A un certo punto Giovanni prende le mie braccia, le alza verso l’alto e mi spinge facendo leva sul suo peso verso il grosso tavolo di legno al centro della stanza. Mi ci fa sdraiare sopra. Sono nudo sul tavolo a pancia in su con le gambe a penzoloni. Lo vedo nudo di fronte a me e con le sue mani comincia a giocare con il mio cazzo. Lo massaggia in modo intenso quasi dandomi fastidio ai testicoli, cosa che mi costringe ad emettere qualche verso di dolore ogni tanto.
La cosa sembra eccitarlo molto, tanto che si avvicina al mio cazzo con la bocca, comincia a baciarmi la cappella e poi la accoglie nella sua bocca. La sua bocca calda e ampia mi fa sussultare, tanto da farmi cominciare a compiere dei movimenti ritmici con il bacino per cercare di fare entrare tutto il mio cazzo nella sua bocca. Chiudo gli occhi e mi lascio andare a questa sensazione nuova con un ragazzo.
La tentazione di tenergli ferma la testa è tanta, anche se non vorrei mancargli di rispetto. Ad un certo punto lo faccio e lo costringo ad accogliere tutto il mio cazzo nella sua bocca. Questo gli provoca un piccolo conato che lo costringe a lasciare il cazzo e a fissarmi negli occhi.
“Sei un porco eh” mi dice sorridendo.
“Sta zitto e succhia” gli rispondo di rimando. E riprendendogli la testa lo induco ad accogliere ancora il mio cazzo nella sua bocca.
Continua a provocarmi piacere per un po’, anche se per altre tre volte e costretto a lasciare il cazzo per la comparsa di un conato.
Lasciando il mio cazzo per l’ultima volta, decide di prendermi per le braccia e di farmi alzare in piedi, con il suo cazzo che mi batte sull’addome. Io scorgo il suo fisico dallo specchio dietro di lui e vedo che ha una peluria molto folta sui glutei. La cosa mi piace a tal punto che comincio a toccarglieli, curioso di andare sempre più in profondità.
Giovanni mi blocca dicendomi “Adesso devi fare anche tu qualcosa a me, mettiti in ginocchio”.
Io resto un po’ titubante, non avevo mai pensato di fare un pompino a un ragazzo, anche se la cosa mi intriga.
Mi dà una leggera pressione sulle spalle e mi induce a stare in ginocchio. Una volta raggiunta la posizione mi ritrovo in faccia tutto il suo pelo.
“Dai apri la bocca Matte” mi dice dolcemente, abbassando leggermente l’asta del cazzo affinché la cappella arrivi alle mie labbra. Me la appoggia forzandone leggermente l’apertura.
Essendo per me la prima volta, comincio timidamente a succhiargli la cappella, che è già comunque molto grossa. Resto per un po’ a succhiargli solo la cappella; ogni tanto gli fisso il viso e vedo che ha gli occhi chiusi mentre gode.
Prendendomi la testa da dietro con una mano prova ad aiutarsi per inserire una parte sempre maggiore dell’asta, incontrando una mia iniziale resistenza. Quando vede che faccio resistenza apre gli occhi e mi guarda dall’alto verso il basso dicendomi “Continua così, faccio piano”.
A quella rassicurazione mi faccio coraggio e apro la bocca per accogliere quanto più cazzo riesco, anche se non posso arrivare fino alla base dell’asta.
Vedendomi volenteroso inizia a spingere ritmicamente nella mia bocca mentre cerco di stare al suo ritmo. Anche io sono costretto a fermarmi qualche volta per la comparsa di un conato, ma lui non vuole accettare pause e ricomincia subito ad inserirmelo ritmicamente. Ormai continuiamo a fissarci negli occhi mentre lo facciamo.
Il suo ritmo si fa sempre più intenso ed emette dei suoni di godimento dalla bocca. Io voglio accoglierlo e dargli piacere, per cui cerco di resistere il più possibile al prossimo conato.
“Continua così Matte” mi dice con una voce flebile data dal fatto che sta godendo.
Improvvisamente emette due versi di suono più forte, mi prende la testa e fa uscire il suo cazzo dalla mia bocca, se lo prende in mano e mi inonda il viso con sei, sette schizzi di sborra molto calda che mi colpisce la parte bassa del viso ed il collo.
Ho chiuso gli occhi mentre avveniva tutto ciò e quando li riapro lo vedo che mi guarda sorridendo e continuando a massaggiarsi lentamente il suo cazzo.
“Ti è piaciuto?” gli chiedo.
“Si, e a te?” mi domanda.
“Bello, sì” rispondo effettivamente felice di quella nuova esperienza.
Mi dice di alzarmi e mi ritrovo ancora davanti a lui. Con la mano cerca di pulirmi il viso come riesce.
Improvvisamente la sua mano enorme mi avvolge il collo prendendomi da davanti. Sono impreparato a questa cosa, pensavo avessimo finito.
Tendendomi per il collo mi porta davanti a quello specchio presente nella stanza e si mette dietro di me. Ci ritroviamo davanti allo specchio, Giovanni dietro di me con una mano al mio collo e io che fisso lo specchio dove il mio cazzo risulta ancora in erezione.
Sempre tenendomi con una mano per il collo con l’altra comincia a massaggiare il mio cazzo in modo molto energico, mentre con la bocca mi bacia il collo.
Sono bloccato e continua a massaggiarmi molto energicamente. Chiudo gli occhi e mi lascio andare fino a quando non sento la sensazione di dover venire. La sensazione che qualcuno ti faccia venire massaggiandoti il cazzo mi induce a prendere il cazzo per farlo da solo. Giovanni lo capisce e mi stringe leggermente il collo così che le mie mani per un momento vadano lì e contemporaneamente mi massaggia energicamente, sussurrandomi all’orecchio “Dai vieni, fai uscire tutta quella che hai!”
In quel momento le mie gambe si fanno rigide, voglio spingere fuori tutto quello che ho e, aiutato dal suo massaggio energico, mi metto sulle punte e spingo più che posso fino ad imbrattare lo specchio con quattro schizzi abbondanti. Mentre vengo ho gli occhi aperti e vedo che Giovanni sta guardando tutta la scena con un sorriso enorme stampato sulla faccia.
La presa al collo diventa molto leggera, la mano si sposta verso il mento e poi sulla spalla. Con l’altra continua a massaggiarmi dolcemente, anche se comincia a darmi un po’ fastidio e questa volta, complice il fatto che con la mia mano prendo la sua per spostarla, decide di lasciarmi il cazzo. Mi mette le braccia intorno al collo e mi dice: “Adesso sei più soddisfatto vero?”
Alzo lo sguardo verso l’alto e gli dico sorridendo, “Penso che studieremo matematica per tutta l’estate sai, voglio entrare a Ingegneria”.
Lui mi guarda negli occhi e mi risponde “Intanto andiamo a farci una doccia”.

Continua (se piace) ...

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scritto il
2026-07-16
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