Il compagno nerd

di
genere
gay

Si avvicinano gli esami di maturità e sono in difficoltà con matematica. Decido di chiedere aiuto al mio compagno di classe Giovanni, decisamente portato per la matematica, anche se nel corso dei cinque anni non avevamo mai legato più di tanto.
In effetti è un ragazzo che non si è integrato molto con la classe, preferendo continuare a frequentare altre compagnie nei weekend. Anche durante l’intervallo non si è mai integrato e i nostri rapporti, seppur sempre cordiali, non sono mai andati oltre il “Ciao coma va?”.
Io invece, complice il fatto che gioco nella squadra di calcio del quartiere e alcuni miei compagni sono in classe con me, sono sempre stato ben inserito in classe.
Giovanni è un ragazzo castano molto alto, fisicamente slanciato in quanto pratica karate. Certo vestendosi sempre con magliette e pantaloni piuttosto larghi il suo fisico non viene esaltato. Tiene una barba molto folta che lo fa sembrare più grande e questo mi attira parecchio.
Io sono biondo, occhi azzurri, non molto alto, circa 174 cm, e devo dire che trovarmi di fianco a lui che arriva a 193 cm anche solo durante gli esercizi dell’ora di educazione fisica mi imbarazza parecchio. Giocando a calcio sono abbastanza tonico per cui a fisico sono messo bene.
Una mattina durante l’intervallo gli chiedo se nel weekend vuole venire a casa mia per prepararci insieme alle prove di matematica. All’inizio sembra titubante, quasi sorpreso, poi accetta a patto che riesca a liberarsi per l’ora di cena. Per invogliarlo gli propongo anche di portarsi il costume così saremmo potuti andare in piscina.
I miei genitori non ci sarebbero stati e avrei avuto casa e piscina libere.
Non so perché gli ho proposto il bagno in piscina, però mi eccita l’idea di poterlo vedere in costume da bagno.
Sabato pomeriggio, subito dopo l’ora di pranzo, il campanello di casa suona. Giovanni entra con la sua piccola utilitaria nel viale di casa mia. Lo vedo scendere dalla macchina e indossa pantaloni corti (che non ha mai portato in classe), una canotta bianca e le solite scarpe da tennis nere che porta praticamente sempre.
Io decido di presentarmi con una magliettina attillata in modo che si vedano i pettorali e i bicipiti (anche se non sono ancora molto grossi), pantaloni corti e calze bianche.
Appena arriva davanti alla porta di casa lo accolgo. Stranamente sembra più felice del solito di vedermi. Devo dire che la canotta gli sta bene, e fa intravedere la peluria sul petto e soprattutto una peluria molto folta sotto le ascelle. Anche le gambe sono piene di peli marrone scuro. Devo dire la verità che non me lo aspettavo così peloso, forse perché io ancora sul petto non ne ho e sulle gambe ne ho pochi.
Entra in casa e lascia dietro di sé un profumo di deodorante sportivo, di quelli che si usano soprattutto in palestra, come se se lo fosse appena messo per assicurarsi di emanare un buon odore.
“Sei più sportivo del solito” gli dico.
“Beh quando sono a casa generalmente mi vesto così” mi risponde, e aggiunge “a volte in casa sto anche senza maglia”.
In quel momento là sotto qualcosa comincia a muoversi. Quanto mi piacerebbe vederlo senza maglia, scoprire quanto cazzo è peloso sotto quella canottiera.
Noto che è anche abbastanza muscoloso sulle braccia, dopo tutto pratica karate per cui ci sta.
“L’ho detto perché stai bene vestito così” gli dico per non farlo sentire in imbarazzo.
Ci sediamo a tavola e tra un caffè e bicchiere di bibita passiamo circa due ore a studiare matematica.
Comincia a fare veramente caldo, per cui mi alzo in piedi per andare a prendere il telecomando del condizionatore, ma Giovanni in ferma dicendo “Aspetta, non è il caso di accedere, io possono anche togliermi la maglia e sto bene”.
Rimango un po’ spiazzato da quell’uscita. Però potrebbe esse l’occasione per vederlo a petto nudo per cui rispondo “Ok va bene, magari senza maglia si sta meglio” e decido di anticiparlo togliendomi la maglietta e lanciandola sul divano.
Lui mi guarda per un attimo e poi mi dice “Bello il piercing al capezzolo, ti sta bene”. Quasi d’improvviso si alza in piedi anche lui e mi si pone di fronte, quasi a voler sottolineare la sua altezza, togliendosi la canottiera; sfiorandomi mi oltrepassa e va ad appoggiarla sul divano.
Adesso posso vederlo a petto nudo. Devo dire che è molto peloso rispetto a me. È peloso sul petto, e una striscia folta di peli gli passa tutto l’addome sino all’ombelico, dove va a congiungersi con una parte molto pelosa sotto l’ombelico che porta alla zona pubica.
Io sono glabro rispetto a lui, solo con una sottile striscia di peli biondi, tra l’altro anche poco visibili, che mi arriva all’ombelico e parte dalla zona pubica.
Andiamo avanti ancora una mezzoretta poi gli propongo di andare in piscina.
Gli dico che può andare a mettersi il costume in bagno, mentre io sarei andato a cambiarmi in camera mia.
Esce dal bagno con un bel costume a pantaloncino, che gli arriva poco sopra al ginocchio. Io decido di mettere un pantaloncino che metta in risalto le mie gambe muscolose, per cui la gamba arriva a metà coscia.
È a piedi nudi e mi dice che si è dimenticato le ciabatte. Gli provo a prestare un paio delle mie, ma non gli vanno bene. Certo, Io porto il 42, lui il 46. Mentre prova a mettersele noto che ha un piede bello, curato, con una peluria sul dorso.
Quindi gli do un paio di ciabatte di mio padre che porta il 44 e sicuramente gli stanno meglio.
Mentre stiamo scendendo per andare in piscina in giardino mi chiede:
“Matteo scusa, ma come mai voi calciatori vi depilate?”
La domanda mi spiazza, anche perché io non sono depilato, mi accorcio solo i peli sul pube al massimo.
“Giovanni io non mi depilo, ho i peli chiari e si vedono poco”, dopo tutto quelli sulle gambe un po’ si vedono. “Certo non sono peloso come te!” e iniziamo a ridere entrambi.
“In effetti io sembro una scimmia” risponde ridendo.
“Ma no dai, ti sta bene, e poi la tua barba così folta te la invidio, a me sulle guance ancora fa fatica a crescere” continuo io.
Mettiamo gli asciugamani sul prato, appoggiamo i telefoni e gli chiedo se vuole buttarsi in acqua. Si avvicina per sentire la temperatura dell’acqua con il piede e mi dice che è un po’ fredda e vuole aspettare.
Forse preso dalla voglia di sentire il suo corpo, mi avvicino e provo a prenderlo di peso cercando di spingerlo in acqua. Mi stupisco di quanto sia pesante e forte. Non lo muovo di un centimetro.
Giovanni ridendo mi prende entrambe le braccia e mi dice “Cosa vuoi fare? Lottare con me? Non ti conviene .. Peso sui 90 kg scricciolo” e mi tiene le braccia bloccate guardandomi dall’alto verso il basso.
E aggiunge “tu vuoi fare un bel tuffo?”. Ridendo gli dico che prima sarebbe finito in acqua lui.
Così improvvisamente mi prende da sotto le ascelle, mi alza di peso e mi lancia in piscina.
Il lancio in piscina proprio non me lo aspettavo. Infatti, finisco in acqua un po’ scoordinato e bevo un po’. Siccome la piscina non è profondissima mi rimetto in piedi e scopro che lui si è già lanciato dentro e me lo trovo di fronte.
“Tutto bene Matteo?” mi dice.
“Si si tranquillo, non mi aspettavo di essere buttato come un sacco di patate” rispondo ridendo.
“Ok allora possiamo continuare a lottare” aggiunge in tono divertito e facendo leva sul suo peso mi spinge sino a bordo piscina.
Ci troviamo quindi in prossimità del bordo piscina con il suo petto che praticamente poggia sul mio viso e con le sue mani che tengono i miei polsi e portano le mie braccia verso l’alto.
Pur facendo forza non riesco a liberarmi dalla presa e gli dico “Ok Giova lasciami i polsi ora, va bene, sei più forte”.
Lui mi domanda “Quindi ti stai arrendendo?”.
Solo in quel momento mi rendo contro che il mio cazzo è di marmo e voglio a tutti i costi liberarmi da quella posizione per far in modo che non se ne accorga.
Lo guardo e mi accorgo che, mentre mi guarda che provo a liberarmi, mi sorride e mi dice “Va bene ti lascio..”. Con una mano lascia il polso e mi tiene il mento; l’altra finisce sotto l’acqua e mi tocca proprio lì. Sentendo il mio cazzo in erezione, aggiunge ridendo “allora qualcosa di grosso ce l’hai anche tu?”.
Sono decisamente in imbarazzo, lui lo nota e mi dice: “Matte senti il mio, ti va?”.
Non me lo faccio ripetere due volte e metto la mia mano là sotto e sento un cazzo molto grosso. Alzo lo sguardo e lo fisso negli occhi dicendo “Adesso ti sego per bene”.
Lui per tutta risposta mi stringe un po’ le palle obbligandomi a mettermi sulle punte e fissandomi mi dice “Va bene, però dobbiamo levarci questi costumi che danno fastidio.”

Continua…
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2026-07-10
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