Biancaneve e i Sette Nani Porci

di
genere
orge

Biancaneve aveva appena compiuto diciotto anni. Il suo corpo era diventato un’opera d’arte del peccato: seni grandi e sodi con capezzoli rosa scuro che sporgevano provocanti, vita sottile, fianchi larghi e un culo tondo, alto e perfetto che ondeggiava a ogni movimento. I capelli neri corvini le scendevano sulla schiena mentre fuggiva nel bosco, il vestito strappato che lasciava intravedere le cosce lisce e la figa già gonfia e bagnata per la paura e l’eccitazione proibita.
Trovò la casetta dei sette nani. Quando entrò, i sette ometti la fissarono con occhi famelici. Non erano più i simpatici minatori: erano sette maschi pervertiti, con cazzi sproporzionatamente grossi per la loro statura, sempre duri e pronti a sfogarsi.
«Guarda che troia abbiamo in casa» grugnì Brontolo, il più cattivo, già con il cazzo fuori dai pantaloni.
Biancaneve arrossì, ma invece di scappare sentì un calore intenso tra le gambe. «Vi prego… ho tanto caldo…» mormorò, lasciando cadere a terra ciò che restava del vestito.
I sette nani le furono addosso come animali in calore. Due le succhiarono e mordicchiarono i capezzoli con forza, tirandoli e leccandoli. Un altro si inginocchiò e le infilò la lingua spessa nella figa vergine, leccandola avidamente mentre le dita callose le aprivano le grandi labbra. Biancaneve gemeva come una puttana, spingendo la figa contro la sua faccia.
«Succhiamelo, principessa» ordinò Dotto, spingendole il cazzo spesso e venoso in bocca. Biancaneve lo prese fino in gola, sbavando e gorgogliando mentre gli altri la palpavano e la usavano.
La sdraiarono sul grande tavolo della cucina. Uno dopo l’altro le infilarono i cazzi nella figa stretta, sbattendola senza pietà. Brontolo fu il primo a incularsela, tenendola per i fianchi e spaccandola con spinte violente e profonde. «Prendi tutto, troia reale!»
Gli altri la riempivano di sborra densa: in bocca, sulle tette enormi, dentro la figa. Due nani la presero contemporaneamente, uno nella figa e uno nel culo vergine, allargandola brutalmente mentre lei urlava di piacere e dolore. Biancaneve veniva senza sosta, squirtando sui loro cazzi, il corpo scosso da orgasmi violenti.
«Ancora… riempitemi tutti… sono la vostra puttana!» supplicava, a quattro zampe, mentre veniva distrutta.
Mentre Biancaneve veniva usata dai sette nani in un’orgia sudata e sporca, la matrigna — la Regina — era davanti allo specchio magico, completamente nuda. Il suo corpo maturo era voluttuoso: tette enormi e pesanti, culo grosso e sodo, figa rasata e sempre bagnata di desiderio.
«Specchio, specchio delle mie brame… chi è la più troia del reame?»
Lo specchio le mostrò Biancaneve che veniva sbattuta da tre nani contemporaneamente. La Regina, invidiosa ed eccitatissima, si infilò tre dita nella figa e si masturbò furiosamente. Poi decise di andare di persona.
Arrivò alla casetta proprio mentre i nani stavano coprendo Biancaneve di sborra dalla testa ai piedi. Invece di arrabbiarsi, la Regina sorrise da vera troia.
«Brava figliastra… ma adesso tocca a me insegnarti come si fa davvero la puttana.»
La Regina si spogliò, mostrando il corpo maturo e lascivo. Costrinse Biancaneve a leccarle la figa mentre i nani guardavano eccitati. La ragazza infilò la lingua dentro la matrigna, succhiandole il clitoride gonfio e leccandola con passione mentre la Regina gemeva e le teneva la testa premuta contro la figa.
I sette nani si unirono all’orgia. La Regina si fece scopare da due nani alla volta, uno nella figa e uno nel culo, mentre succhiava il cazzo di un altro. Biancaneve venne messa sotto di lei in posizione 69: leccava la figa della matrigna mentre i nani le fottevano entrambe senza pietà.
La Regina cavalcava i cazzi con ferocia, schiaffeggiando le tette di Biancaneve e insultandola: «Sei solo una troietta, io sono la vera regina puttana!»
L’orgia durò tutta la notte. Biancaneve venne riempita in ogni buco dai nani e dalla lingua esperta della matrigna. La Regina si fece leccare il culo da Biancaneve mentre veniva inculata da Brontolo. I nani vennero dentro e sopra di loro fino a farle colare sborra densa da figa, culo, bocca e tette.
Alla fine, Biancaneve e la matrigna si baciarono profondamente, condividendo la sborra dei sette nani sulla lingua, mentre i nani le guardavano esausti ma già pronti per il secondo round.
Da quel giorno la casetta nel bosco divenne un bordello perenne: Biancaneve e la matrigna troia, sempre pronte a farsi distruggere e riempire dai sette nani porci in ogni modo lurido, sporco e depravato.
E vissero tutti felici, sborrati e soddisfatti… per sempre.
scritto il
2026-06-19
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