Psicologa a novanta
di
Amyyyyy
genere
etero
La psicologa trentacinquenne chiamò dalla sala d'attesa il prossimo cliente. Era Stefano, un ragazzo di 25 anni timido, depresso e molto sensibile. "Come stai?" Chiese lei.Lui non rispose, si sedette sulla sedia con le rotelle e si avvicinoʻ alla scrivania. Parlarono a fatica per cinque minuti, poi la psicologa, abituata a notare ogni dettaglio, vide che Stefano non aveva le braccia appoggiate sulla scrivania e pensò che forse nascondeva dei tagli. Stefano la giardava sempre più intensamente e parlava sempre meno,sudava e respirava forte. Si stava facendo una sega. Lei cercò di mantenere un tono professionale "non puoi masturbarti qui". In verità però anche la psicologa in quanto umana fu attratta da un brivido di eccitazione. Si rese conto che le piaceva che lui le fissasse le tette e si sbottonò di piú la camicetta. Lui si alzò, fece il giro della scrivania con il pene retto e liberò le tette dalla camicia. Succhiò i capezzoli e le massaggiò entrambe mentre lei cercava tra gli affanni di dire "non possiamo", ma ormai era tardi. Lei si alzò e lui la girò contro la scrivania, appoggiò il suo petto lí in modo da metterla a novanta. Stefano pronunciò finalmente una parola "Dottoressa?" E lei annuí. Allora lui tirò giù la zip della gonna e scoprí il suo culo maestoso. Si fermò due secondi a contemplarlo, poi lo aprí dividendo le chiappe e studiando il suo interno. Tirò un paio di schiaffi e la psicologa gemette. "Oh si, faccia sentire a tutti fuori come gode". Le sistemò meglio il sedere, riaprí e valutò che era già abbastanza lubrificata e bagnata cosí lentamente da dietro inserì il pene nella vagina della dottoressa. Lei si sbottonò del tutto la camicia che caddé sugli appunti e sui libri. Dentro, fuori, dentro, fuori...ahhh ahhh poi uno schiaffo sulla chiappa destra e uno su quella sinistra. Le sfiorò l'ano, facendo dei cerchi con il pollice e premendo appena appena. Lei si dimenava dal piacere e senza ritegno gemeva ooohhh ohhh siii siii ed entrambi vennero rumorosamente quando Stefano si sporse per afferrarle le tette che intanto penzolavano e sembravano applaudire. Erano stanchissimi, lui la aiutò a allacciare la zip e poi disse "c'é il segreto peofessionale,vero?". "Si, ci vediamo Lunedí prossimo, abbiamo ancora molte cose su cui lavorare". Stefano se ne andò più leggero e la dottoressa uscí a chiamare il prossimo paziente, un ragazzo di 30 anni, ma si era dimenticata di allacciarsi bene la camicia. "Oddiooo ahh ahhh ahhh ancora" si sentí per la seconda volta dalla sala d'attesa.
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