Vacanze siciliane 1 l'arrivo
di
Ladyam
genere
dominazione
L'aereo atterra a Catania in perfetto orario. Prima di partire ho dovuto accontentare sia mio marito che il mio amante: come faccio a stare una settimana senza di te? Fatti sentire...sembrava che si fossero messi d'accordo: e che palle!
Ho appena recuperato la valigia quando mi si avvicina un tizio che mi saluta con riverenza e prende la valigia.
Faccio io signora, a sua disposizione.
E' il fidato autista dell'onorevole.
Saliamo in macchina.
Il viaggio dura circa un'ora, è piacevole.
Il paesaggio mi incanta, guardo rapita.
Siamo quasi arrivati signora, mi fa l'autista.
Imbocchiamo una strada secondaria, un enorme cancello in ferro battuto ci immette in un lungo viale sterrato e alberato al termine del quale c'è una villa meravigliosa.
Mi tornano subito alla mente i film di Montalbano, quelle stesse atmosfere, quegli stessi fabbricati nobili e misteriosi, caldi e luminosi.
Le faccio strada signora.
Seguo l'uomo.
Attraversiamo l'ampio salone stupendamente arredato.
Saliamo una lunga scalinata di marmo, la balaustra contiene piccole colonne le cui scanalature si avvolgono sinuose.
Sfioro il corrimano freddo e luminoso.
Lei è ospite dello zio dell'onorevole, l'avvocato...
Questa è la sua stanza. Dove le lascio la valigia?
Sul letto, grazie.
L'onorevole arriva tra poco, mi dice senza guardarmi. Buona permanenza, e se ne va.
Resto ad ammirare quel luogo, entro nel bagno, lussuoso e accogliente. C'è una vasca meravigliosa che mi attende.
Apro l'acqua calda, mi spoglio lentamente.
Sono eccitata.
Faccio un bagno lungo e rilassante.
Mentre sono ancora nella vasca sento la voce dell'onorevole che mi chiama.
Si, un attimo che sono in bagno!
Non finisco la frase che me lo vedo entrare e guardarmi.
Sei uno spettacolo divino. Ti stai preparando per me, vero?
Certo, ne dubiti?
Mi piacciono le femmine profumate, bagnate, mi dice eccitato mentre mi afferra con desiderio i capelli.
Mi solleva.
Ecco Afrodite che esce dalla spuma del mare, mi dice guardandomi mentre, ancora insaponata mi alzo dalla vasca.
Mi accarezza le tette, allontana la schiuma che le ricopre e prende a baciarmi e succhiarmi i capezzoli.
Mmmm, sono meravigliosi i tuoi capezzoli.
Con una mano scende in basso, accarezzandomi la pancia fino alla fica.
Si, come piace a me, con questa peluria delicata e morbida, mi dice mentre con le dita va a stimolare il mio clitoride già duro e vibrante.
Entra con dito nella fica.
E' pronta?
Sempre, rispondo ansimando.
Mi tira a sè, mi abbassa.
Gli apro la zip dei pantaloni, infilo la mano dentro alla ricerca del suo cazzo già duro.
lo estraggo, lo guardo per un secondo, lo accarezzo, lo lecco lentamente, poi lo metto in bocca e inizio un pompino vorace, con la lingua avvolgente.
Mi fa rialzare, mi tira verso il letto.
Si spoglia rapidamente, mi sale addosso.
Prende a leccarmi la fica con gusto.
Sento la sua lingua intrufolarsi dappertutto mentre con le mani mi strizza i capezzoli.
Si rialza.
Allargo le gambe, con le mani apro la fica.
Dai sbattimi...
Lui impugna il suo cazzo, lo appoggia sulla mia fica e inizia a spingere. Entra con decisione.
Io ansimo, siii
Inizia a pompare con veemenza, in profondità.
Esce. Mi fa voltare.
A quattro zampe troia, il culo ti voglio sfondare.
Siii, sfondami, dai...
Mi allarga il culo con le mani, mi lecca a lungo, con gusto, sento la sua lingua dentro il mio culo.
Il suo cazzo, duro, mi penetra con decisione.
Due, tre colpi e lo sento dentro, che mi devasta il culo.
Urlo, godo, urlo e godo.
Mi tira per i capelli.
Troia, puttana, in bocca ti sborro
Sii, in bocca, sborrami in bocca! Gli dico mentre mi masturbo e vengo dimenandomi per il piacere.
Esce, mi giro, sale su di me, mi piazza il suo cazzo davanti alla faccia, si sega.
Spalanca quella cazzo di bocca, troia!
Attendo con ansia. Qualche secondo e mi esplode in faccia.
Il primo schizzo mi centra un occhio, dannazione. Mi brucia.
Con le dita cerco di pulirmi mentre i fiotti successivi mi riempiono la bocca.
Non ingoiare, troia! Ingoi quando te lo dico io, chiaro?
Dopo diversi fiotti finisce di sgocciolarmi il suo cazzo sulla lingua.
Mi guarda.
Ti piace zoccola?
Annuisco con la testa.
Si, ora ingoia, fammi vedere.
Ho la bocca piena, Alzo un pò la testa, ingoio, lo guardo, mi lecco le labbra.
Ancora? Gli chiedo ammiccante, mentre gli afferro il cazzo e lo lecco per ripulirlo per bene.
Stasera.
Tra poco arriva mio zio con il nostro amico.
Faremo una cena a quattro, e dopo avremo da divertirci.
Ora vatti a preparare, che mio zio arde dal desiderio di conoscerti, mi dice mentre raccoglie con le dita lo sperma sulla faccia e me lo fa leccare.
Siamo a cena. Siamo in quattro.
Io, l'onorevole e due distinti signori sulla settantina, dai modi raffinati.
Uno è lo zio e mentore dell'onorevole, un potente avvocato appartenente alla nobiltà siciliana. L'altro è un potentissimo banchiere, intimo amico degli altri due.
Una cena meravigliosa.
Discorsi divertenti e interessanti.
A un certo punto l'onorevole chiama il suo autista e gli fa un cenno.
L'autista mi si avvicina: prego signora, mi segua.
Immagino quello che sta per succedere, non faccio domande. Mi alzo e lo seguo. Mi porta in cantina.
Entriamo in un ambiente che non immaginavo.
Ampio, tappezzato di rosso, pavimento di cotto, con un letto, un grosso tavolo, attrezzi che un pò ricordano antichi strumenti di tortura.
Mi fa spogliare.
Quando sono nuda mi lega con le mani in alto a un gancio che pende dal soffitto. A quel punto arrivano gli altri tre.
L'autista inizia ad armeggiare con gli attrezzi. È esperto, ci sa fare. Il dolore che provoca è proporzionale al piacere. Gli altri guardano, si eccitano, mi toccano.
Ora in questa sede non credo sia il caso di scendere nei particolari delle varie pratiche a cui mi hanno sottoposto.
Posso dire che mi hanno usata in tutti i modi, con attrezzi i più diversi. Aste, vibratori, legacci, maschere.
E insomma, non so bene per quanto tempo si sono divertiti con me, ma a un certo punto, dopo alcune scudisciate ricevute, mi hanno fatto inginocchiare per terra per essere innaffiata dal loro sperma.
Durante alcuni trattamenti particolari l'onorevole si è divertito a chiamare e video chiamare mio marito e il mio amante per far sentire e vedere loro cosa mi stavano facendo. I tre godevano nel vederli umiliati.
Senti come urla la troia? La vedi la zoccola di tua moglie? Senti la tua amante, la tua puttana? E poi alla fine, hanno preso a segarsi, uno alla volta, e a sborrarmi in bocca, uno alla volta. Prima il loro amico, per dovere di ospitalità, poi lo zio e poi l'onorevole. Ma c'era ancora un passo da fare. Tutti e tre insieme mi hanno pisciato addosso, io con la bocca aperta ingoiavo e mi cospargevo il corpo col loro piscio. In conclusione l'onorevole riprende a scudisciarmi: Ora pulisci tutto, troia, chiaro? E per bene. Mi hanno dato un secchio d'acqua, del detersivo, degli stracci e con la santa pazienza mi sono messa a pulire tutto.
Brava, proprio brava questa troia, e ridevano compiaciuti.
Finito di pulire il pavimento mi rialzo, nuda, davanti a loro.
Mi guardano, sorridono.
Benvenuta signora, mi dice l'onorevole, ti è piaciuta l'accoglienza?
Certo, non potevo chiedere di meglio, rispondo.
Tu sai che questo è solo l'inizio, vero?
Ne sono consapevole, e non vedo l'ora, rispondo provocante.
Mi piaci.
La serata è finita. Tutti vanno via, io torno in camera, debbo assolutamente farmi un bagno rigenerante.
Ho una pagina Instagram
Chatto su telegram @seduzioneamaranto
Ho canali telegram dove pubblico immagini di me e brevissimi racconti
Ho appena recuperato la valigia quando mi si avvicina un tizio che mi saluta con riverenza e prende la valigia.
Faccio io signora, a sua disposizione.
E' il fidato autista dell'onorevole.
Saliamo in macchina.
Il viaggio dura circa un'ora, è piacevole.
Il paesaggio mi incanta, guardo rapita.
Siamo quasi arrivati signora, mi fa l'autista.
Imbocchiamo una strada secondaria, un enorme cancello in ferro battuto ci immette in un lungo viale sterrato e alberato al termine del quale c'è una villa meravigliosa.
Mi tornano subito alla mente i film di Montalbano, quelle stesse atmosfere, quegli stessi fabbricati nobili e misteriosi, caldi e luminosi.
Le faccio strada signora.
Seguo l'uomo.
Attraversiamo l'ampio salone stupendamente arredato.
Saliamo una lunga scalinata di marmo, la balaustra contiene piccole colonne le cui scanalature si avvolgono sinuose.
Sfioro il corrimano freddo e luminoso.
Lei è ospite dello zio dell'onorevole, l'avvocato...
Questa è la sua stanza. Dove le lascio la valigia?
Sul letto, grazie.
L'onorevole arriva tra poco, mi dice senza guardarmi. Buona permanenza, e se ne va.
Resto ad ammirare quel luogo, entro nel bagno, lussuoso e accogliente. C'è una vasca meravigliosa che mi attende.
Apro l'acqua calda, mi spoglio lentamente.
Sono eccitata.
Faccio un bagno lungo e rilassante.
Mentre sono ancora nella vasca sento la voce dell'onorevole che mi chiama.
Si, un attimo che sono in bagno!
Non finisco la frase che me lo vedo entrare e guardarmi.
Sei uno spettacolo divino. Ti stai preparando per me, vero?
Certo, ne dubiti?
Mi piacciono le femmine profumate, bagnate, mi dice eccitato mentre mi afferra con desiderio i capelli.
Mi solleva.
Ecco Afrodite che esce dalla spuma del mare, mi dice guardandomi mentre, ancora insaponata mi alzo dalla vasca.
Mi accarezza le tette, allontana la schiuma che le ricopre e prende a baciarmi e succhiarmi i capezzoli.
Mmmm, sono meravigliosi i tuoi capezzoli.
Con una mano scende in basso, accarezzandomi la pancia fino alla fica.
Si, come piace a me, con questa peluria delicata e morbida, mi dice mentre con le dita va a stimolare il mio clitoride già duro e vibrante.
Entra con dito nella fica.
E' pronta?
Sempre, rispondo ansimando.
Mi tira a sè, mi abbassa.
Gli apro la zip dei pantaloni, infilo la mano dentro alla ricerca del suo cazzo già duro.
lo estraggo, lo guardo per un secondo, lo accarezzo, lo lecco lentamente, poi lo metto in bocca e inizio un pompino vorace, con la lingua avvolgente.
Mi fa rialzare, mi tira verso il letto.
Si spoglia rapidamente, mi sale addosso.
Prende a leccarmi la fica con gusto.
Sento la sua lingua intrufolarsi dappertutto mentre con le mani mi strizza i capezzoli.
Si rialza.
Allargo le gambe, con le mani apro la fica.
Dai sbattimi...
Lui impugna il suo cazzo, lo appoggia sulla mia fica e inizia a spingere. Entra con decisione.
Io ansimo, siii
Inizia a pompare con veemenza, in profondità.
Esce. Mi fa voltare.
A quattro zampe troia, il culo ti voglio sfondare.
Siii, sfondami, dai...
Mi allarga il culo con le mani, mi lecca a lungo, con gusto, sento la sua lingua dentro il mio culo.
Il suo cazzo, duro, mi penetra con decisione.
Due, tre colpi e lo sento dentro, che mi devasta il culo.
Urlo, godo, urlo e godo.
Mi tira per i capelli.
Troia, puttana, in bocca ti sborro
Sii, in bocca, sborrami in bocca! Gli dico mentre mi masturbo e vengo dimenandomi per il piacere.
Esce, mi giro, sale su di me, mi piazza il suo cazzo davanti alla faccia, si sega.
Spalanca quella cazzo di bocca, troia!
Attendo con ansia. Qualche secondo e mi esplode in faccia.
Il primo schizzo mi centra un occhio, dannazione. Mi brucia.
Con le dita cerco di pulirmi mentre i fiotti successivi mi riempiono la bocca.
Non ingoiare, troia! Ingoi quando te lo dico io, chiaro?
Dopo diversi fiotti finisce di sgocciolarmi il suo cazzo sulla lingua.
Mi guarda.
Ti piace zoccola?
Annuisco con la testa.
Si, ora ingoia, fammi vedere.
Ho la bocca piena, Alzo un pò la testa, ingoio, lo guardo, mi lecco le labbra.
Ancora? Gli chiedo ammiccante, mentre gli afferro il cazzo e lo lecco per ripulirlo per bene.
Stasera.
Tra poco arriva mio zio con il nostro amico.
Faremo una cena a quattro, e dopo avremo da divertirci.
Ora vatti a preparare, che mio zio arde dal desiderio di conoscerti, mi dice mentre raccoglie con le dita lo sperma sulla faccia e me lo fa leccare.
Siamo a cena. Siamo in quattro.
Io, l'onorevole e due distinti signori sulla settantina, dai modi raffinati.
Uno è lo zio e mentore dell'onorevole, un potente avvocato appartenente alla nobiltà siciliana. L'altro è un potentissimo banchiere, intimo amico degli altri due.
Una cena meravigliosa.
Discorsi divertenti e interessanti.
A un certo punto l'onorevole chiama il suo autista e gli fa un cenno.
L'autista mi si avvicina: prego signora, mi segua.
Immagino quello che sta per succedere, non faccio domande. Mi alzo e lo seguo. Mi porta in cantina.
Entriamo in un ambiente che non immaginavo.
Ampio, tappezzato di rosso, pavimento di cotto, con un letto, un grosso tavolo, attrezzi che un pò ricordano antichi strumenti di tortura.
Mi fa spogliare.
Quando sono nuda mi lega con le mani in alto a un gancio che pende dal soffitto. A quel punto arrivano gli altri tre.
L'autista inizia ad armeggiare con gli attrezzi. È esperto, ci sa fare. Il dolore che provoca è proporzionale al piacere. Gli altri guardano, si eccitano, mi toccano.
Ora in questa sede non credo sia il caso di scendere nei particolari delle varie pratiche a cui mi hanno sottoposto.
Posso dire che mi hanno usata in tutti i modi, con attrezzi i più diversi. Aste, vibratori, legacci, maschere.
E insomma, non so bene per quanto tempo si sono divertiti con me, ma a un certo punto, dopo alcune scudisciate ricevute, mi hanno fatto inginocchiare per terra per essere innaffiata dal loro sperma.
Durante alcuni trattamenti particolari l'onorevole si è divertito a chiamare e video chiamare mio marito e il mio amante per far sentire e vedere loro cosa mi stavano facendo. I tre godevano nel vederli umiliati.
Senti come urla la troia? La vedi la zoccola di tua moglie? Senti la tua amante, la tua puttana? E poi alla fine, hanno preso a segarsi, uno alla volta, e a sborrarmi in bocca, uno alla volta. Prima il loro amico, per dovere di ospitalità, poi lo zio e poi l'onorevole. Ma c'era ancora un passo da fare. Tutti e tre insieme mi hanno pisciato addosso, io con la bocca aperta ingoiavo e mi cospargevo il corpo col loro piscio. In conclusione l'onorevole riprende a scudisciarmi: Ora pulisci tutto, troia, chiaro? E per bene. Mi hanno dato un secchio d'acqua, del detersivo, degli stracci e con la santa pazienza mi sono messa a pulire tutto.
Brava, proprio brava questa troia, e ridevano compiaciuti.
Finito di pulire il pavimento mi rialzo, nuda, davanti a loro.
Mi guardano, sorridono.
Benvenuta signora, mi dice l'onorevole, ti è piaciuta l'accoglienza?
Certo, non potevo chiedere di meglio, rispondo.
Tu sai che questo è solo l'inizio, vero?
Ne sono consapevole, e non vedo l'ora, rispondo provocante.
Mi piaci.
La serata è finita. Tutti vanno via, io torno in camera, debbo assolutamente farmi un bagno rigenerante.
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