In viaggio 1
di
Dolores trav
genere
trans
-Ma sei una ragazza o un ragazzo??-
-Un ragazzo... ma sono assolutamente femmina-
-E vorresti andare a Nord... bè sei fortunata, sto andando in Svezia se sai adattarti ti ci porto... Dai, salta su!-
Era un uomo tarchiato sui 45, pochi capelli, barba incolta molto fitta, braccia grosse e pelose. Questo fu più o meno il nostro dialogo prima di partire, e una volta salita in camion avrei avuto modo di conoscerlo meglio.
-Ciao, mi chiamo Dolores, e sono felice di fare la tua conoscenza- e
gli porsi la manina smaltata.
-Gino, piacere- La sua mano da troglodita avvolse la mia stringendola delicatamente.
-Che vai a fare al Nord? A me non piace troppo lassù... troppa luce d' estate, troppo buio d' inverno... gente fredda come il loro clima...- disse dopo avermi dato un occhiata ai raggi X
-Non ci sono mai stata e mi ha sempre affascinato il sole di mezzanotte, l aurora boreale... E poi sono in ferie, ma siccome ho pochi soldi... mi sono rivolta a te per arrivarci... E anzi ti ringrazio per il passaggio.-
-Di niente figurati, però se vuoi arrivare fin lassù con me ti avverto che la vita in camion non è così comoda come forse puoi immaginare... Si insomma, bagni e docce nelle stazioni di servizio, cibo pessimo nelle medesime... e la notte... la cuccetta è strettina.-
-Ohh Gino non ti preoccupare per me... io sono abituata a una vita da girovaga... e per la cuccetta... troveremo il modo di guadagnare spazio.- dissi allisciandomi una coscia con la mano.
-Ok tesoro, se va bene a te .... io sono a posto- rispose con voce decisa.
Avevo indosso una camicetta annodata in vita, un paio di jeans corti a mezza natica aderentissimi e sandali col tacco, trucco leggero anelle ai lobi un paio di braccialetti, i capelli lisci sciolti alla spalla e il più splendido dei miei sorrisi dipinto in volto.
-Ma dimmi un po'... sei davvero carina lo ammetto, ma come mai un ragazzo diventa così come sei ora? Non si incontra spesso una persona come te.-
-bè Gino che dire... sono una 24enne timida da sempre, il mio sviluppo ha preso una piega diversa durante la pubertà e non ho mai provato attrazione per le ragazze.. anzi... sono sempre stata attratta dai maschi, e forse questo mi ha resa quello che sono ora... una ragazzetta glabra con un pene piccino e il cuore grande grande.-
-E magari non solo quello...- Mi guardò sorridendo.
-Ahahah... no infatti, non solo quello- risposi ridendo di gusto.
-Dolores... sei una gran sagoma, oltre che carina mi sei anche simpatica-
-Chiamami Dolly, è più pratico.-
-E Dolly sia.-
Percorremmo parecchi km prima di fermarci a cenare e rinfrescarci durante i quali parlammo un po' di tante cose... Lui era separato dalla moglie da un paio d' anni a causa del lavoro che lo teneva troppo spesso lontano da casa, io gli confessai di aver avuto una relazione importante finita da poco e men mano che ci conoscevamo, trovai che il suo aspetto era meno peggio di come lo avevo inquadrato appena visto. Il suo modo di fare così affabile e quasi... direi paterno nei miei confronti, lo rendeva sempre più gradevole ai miei occhi. Poi l' accento Romagnolo mi veniva simpatico vieppiù che le ore trascorse assieme passavano.
Dopo cena risalimmo sul TIR per prepararci per la notte, era caldo e mi spogliai rimanendo solo col perizoma nero, Gino, coi soli pantaloncini, sgranò gli occhi quando mi vide così e, credo che avesse accolto la mia nudità come un invito, mi disse:
-Dolly... sei bellissima nuda così... Ma sinceramente io... si insomma, non ho mai avuto esperienze con persone come te e non vorrei essere fuori contesto... sbagliare nei modi oppure offenderti.-
-Oooh Gino che dolce che sei. non sei obbligato a fare nulla se non ti va... E se invece ti va... mi darai modo di sdebitarmi con te.-
Era curioso ma vagamente intimorito dalla situazione e rispose:
-Facciamo così, ora ci stendiamo da bravi finoc...Ehmm... da bravi ragazzi e poi... vedremo.-
-Ma certo- risposi tranquilla - non abbiamo nessuno obbligo, vero!?-
Gino si sdraiò supino e io di fianco a lui. Per alcuni minuti rimanemmo in silenzio, ma l aria era senz'altro più che pesante.
Poi si girò sul fianco e mi posò una mano sulla coscia... era una manona grossa con dita come Wurstel, io gli strinsi l interno del bicipite. Lui lo intese come un consenso e mi baciò le labbra, poi le leccò, poi mi limonò a fondo. Lo abbracciai e ricambiai i suoi baci con passione e desiderio, la sua manona iniziava a rovistarmi il culetto. Mentre mi baciava aprii le gambe e le sollevai un po' per facilitargli l accesso al mio buchetto, dove lui iniziò a premere con un dito.
-E' troppo asciutto... mettimelo prima in bocca che te lo bagno io- dissi
-Si Dolly... guidami tu- m' infilò il dito tra le labbra e io presi a succhiarglielo come fosse un pene eretto, sbavandolo tutto abbondantemente.
Gino lo tolse dalla bocca e lo puntellò al buchetto, mi infilò la lingua in bocca e inumidì il buchetto col dito.
-Dolly, se sei brava a succhiare così tutto quello che ti viene offerto...- e spinse con decisione il dito dentro fino alle nocche.
-Uuu-uuuhhh...... mmmmmmmmmm- mugolai - Sono anche più brava con altri articoli... puoi mettermi alla prova quando vuoi.-
-Presto succederà... ma ora voglio accarezzarti dall' interno, è così soffice e caldo.-
-Mmmmmm sssiii....-
Mi sditalò per parecchi minuti limonandomi con passione.
-Profumi di sesso tesoro- mi disse- sei dolce come una caramella-
-Mmmmm si dolce amore... tutta per te-
Alchè mi stappò il culetto e si mise in ginocchio, si abbassò i pantaloncini e un uccello bello in tiro prese tutta la scena per sè.
-Anche questo è tutto per te Dolly... inginocchiati al mio fianco e baciamelo-
L'ormone aveva preso il sopravvento su entrambi noi, così mi misi a pecorina con la testa rivolta verso di lui tenendo il sedere a portata della sua mano. Iniziai a leccargli le palle tenendo l asta nella mia manina, segandola delicatamente, lui mi accarezzava la testa con dolcezza, poi la schiena e il sedere, io sculettavo felice mentre glielo presi in bocca e iniziai a succhiare di gusto quel cazzo robusto.
-Ohhh siii Dolly così da brava.... sei davvero un'esperta!-
-Mmmmm... ho un master in pompa applicata- Risposi
-Ah-ah... in po...pompa applicata ahahah- rise sguaiatamente, e mi mollò una bella sculacciata.
-Aahiii.... mmmmmm- Presi a succhiare con brio, su e giù, ruotando la testa nelle mie incursioni su quel cazzo di marmo.
Gino mi sculacciava per aumentare il ritmo e io gli stringevo delicatamente le palle con la mano. Lui si sputò su due dita e me le silurò dentro di sorpresa, poi iniziò ad avvitarmele e svitarmele su e giù per il buco del culo. La qual cosa mi fece eccitare ulteriormente e mi misi a pompare sbavando senza ritegno. La saliva colava sul lenzuolo come se ci fosse un rubinetto difettoso, e io sputavo sul glande scappellato onde poter scivolare sempre più veloce. D'altro canto anche Gino si occupava del mio sedere con la stessa dedizione e accuratezza sputando più e più volte per favorire lo scorrimento delle dita.
-Wowww che bel culetto che hai Dolly... piccino ma delizioso-
Gino non mi toccò mai sul davanti, sarebbe sto troppo per lui, ma di certo ci prese un gran gusto a sditalarmi. Poi mi assestò una bella sculacciata e mi fermò nella mia opera orale.
-Come ti piace prenderlo Dolly... in quale posizione ti piace di più?-
-A pecora... a me piace stare a pecora mentre me lo mettono nel culetto-
-E a pecora sia... togli le mutandine e mettiti in posa-
Non me lo feci ripetere. Mi posizionai davanti a lui che era a cazzo dritto e cominciai ruotare il bacino, a scuotere le natiche, a sculettare guardandolo fisso negli occhi. Gino si avvicinò estasiato per quello che vedeva per la prima volta nella vita e che sembrava piacergli parecchio. Il suo uccello era robusto ma nella normalità come dimensione, e pulsava di desiderio il che mi rendeva entusiasta. Mi appoggio la cappella al buchetto e iniziò a premere.
-Mmmmm siiii- Mugolai con voce soffocata
Premeva con un certo peso, ma non entrava... andò avanti così per qualche minuto, mentre io friggevo in attesa di lui.
-Mmmm sssi Gino siii.... prendimi... fammi tua...-
Lui mi afferrò per i fianchi e mi tirò a sè lentamente facendomi assorbire ogni mm di quel grosso pezzo di carne turgida e quando le chiappe furono a battuta contro il suo ventre mi mollò una bella sculacciata.
-Oooooohhsssiii amoreeee siiii- dissi sottovoce
Gino tenendomi ben stretta a sè per i fianchi si chinò sopra di me e mi mordicchiò il collo grugnendo come un facocero.
-Sii siiii siiiiiiii- Gridai piano nella cabina.
-Ora sculetta contro di me Dolly, voglio vederti esprimere- Disse allentando la presa sui fianchi
-Si amore... si certo- dissi sempre sottovoce
iniziai a ruotare il bacino in cerchio rimanendo ben pressata contro di lui...Ruotavo prima lentamente e man mano che il cazzo mi allargava il culo sempre più veloce fino ad arrivare a ruotare andando avanti e indietro. Iniziarono a piovere sculacciate di gradimento.
_Si siii cosììì Dolly ... brava la mia culetta... si siii continua che mi fai sballare di testa...mmmmmmmm-
Lo scopavo in retromarcia cercando di mantenere la rotazione, ma certo dopo un po' perdevo il ritmo allora mi conficcavo il palo tutto dentro spingendo col sedere contro all'inguine di Gino, il quale per farmi riprendere mi sculacciava con una certa forza. E così ripartivo sbattendo il sedere con forza e scorrendomi tutta la lunghezza della verga per intero.
-Ohhh oohhh siii siii amore... hai un cazzo divino- dissi prima di fermarmi esausta.
-Ma inizio a non farcela più-
-Si tesoro, sei stata bravissima, non credevo potesse essere così piacevole l' amore con te-
Mi appoggiò le manone sulle natiche e me le divaricò tenendo i pollicioni vicinissimi alle labbra del culetto, poi si ritirò fin quasi ad uscire con la cappella e me rifiondò dentro a tutta forza.
Iniziò a chiavarmi così, scorrendo lentamente all indietro per poi ricacciarlo dentro tutto di potenza.
-Aaaahh-aaaahh-aaaahh-aaaahhsssii così Gino cosìììììì... dammelo tutto dritto su per il culo....mmmmmmmm siii siii cosììì cosìììì-
Quelle manone che mi divaricavano il sedere mi stringevano con forza fin quasi al dolore, ma allo stesso tempo mi facevano toccare il cielo. Gino allettato dalle mie richieste iniziava a chiavare sempre più velocemente e pesantemente, mi spostava in avanti ad ogni botta.
-Siii siii troietta mia... siii ti rompo il culetto adesso... ti piace se te lo sfondo piccina?-
-Mmmmmmm siii siiii rompimi il culo Gino.... aprimi un tunnel fra le chiappe...-
MI prese in parola, e iniziò a scopami uscendo del tutto fuori dal buco e rientrando con la rincorsa.
-Oddiiioo Ginooooo siiii siiii inculaaaamiii.... inculami a bestiaaa siiiii-
-T'inculo siii t' inculo siiii tutta ti voglio... tutta ti fotto...-
Poi si fermò un attimo lo sfilò fuori tenendomi i pollicioni tirati al massimo ed esclamò:
-Te na bela busona Dolly.... mmmm e chè busona!!-
Non capii subito il significato di quel suo dialetto, ma quando lo rificcò dentro e ricominciò come prima afferrai il senso delle sue parole che si riferivano al diametro del mio bucone sfondato.
-Si Gino siii... continua così... scopami il culetto.... scopami fino ad arrivarmi al cervello... scopami finchè ne hai la forza sssssiiiii-
Prese a martellarmi con forza, il suono delle chiappe percosse risuonava nella cabina come un rullo di tamburo, veloce, veloce, sempre più veloce. Io ansimavo sudata e spettinata per tutte quelle spintone che incassavo, mugolavo sbavando, lanciavo urletti striduli che denunciavano la mia femminilità portata all' estremo e nel delirio dei sensi non avevo più parole sensate da proferire, solo lamenti libidinizzati. L'ultimaa raffica d'inculate mi fece venire e strillai il mio piacere con la voce ritmicamente interrotta.
-Aaaahh-aaaaaahhhh-aaaaahhhhh-ahhhhhhhhhhhhhsss-ssiiiiii-iiiiiiii-
L'anello del culo avvinghiava intermittente il cazzo che lo trafiggeva senza poter in alcuna maniera frenare quella furia che si stava abbattendo su di lui.
Non poteva fermarla, certo no, ma fece sì da poterla acuire, esasperare, aumentare al punto di non ritorno... e così sentii Gino interrompere il respiro mentre sbatteva all' impazzata il mio culo assediato per l'ennesima volta, trattenere il fiato fino a scoppiare in un urlo strozzato somigliante ed un grugnito, e fui invasa dal suo abbondante seme caldo.
-Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...-
-Ohhhhhhhhhhhhhhhsssssssssssssssssiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...-
-Mmmmmmmmmmmmmmmmm piccooolaaaaaaaa siiiiiiiiiiiiiii-
Rimase conficcato dentro di me e si accasciò sulla mia schiena. Il respiro affannato e il cazzo che ancora mi pulsava dentro, furono attimi di piacere indimenticabili. Dopo qualche minuto disse:
-Cristo Dolly... che cazzo di rotta in culo che sei... non lo avrei mai creduto possibile.... un orgasmo stratosferico... ed è tutto merito tuo... di quanto sei meravigliosamente troia-
-Mmmmmm porcone... pure tu mica hai scherzato.... mi sento il culetto come un cratere.... sei tu che mi hai resa così-
-Cazzo si, l'ho visto bene quanto sei sfondata... non ne avevo mai visto uno così tondo e largo-
-Allora ti è piaciuto... Posso prenderlo per un complimento?-
-Ma certo che è un complimento... sei la mia bucona te -
Ci sdraiammo insieme sul fianco, io ancora penetrata davanti a lui e respirammo all'unisono per alcuni minuti. L'uccello furioso si sbollì e lasciò la sua gabbietta che rimase spalancata disperdendo tutto il suo nettare.
-
-
-Un ragazzo... ma sono assolutamente femmina-
-E vorresti andare a Nord... bè sei fortunata, sto andando in Svezia se sai adattarti ti ci porto... Dai, salta su!-
Era un uomo tarchiato sui 45, pochi capelli, barba incolta molto fitta, braccia grosse e pelose. Questo fu più o meno il nostro dialogo prima di partire, e una volta salita in camion avrei avuto modo di conoscerlo meglio.
-Ciao, mi chiamo Dolores, e sono felice di fare la tua conoscenza- e
gli porsi la manina smaltata.
-Gino, piacere- La sua mano da troglodita avvolse la mia stringendola delicatamente.
-Che vai a fare al Nord? A me non piace troppo lassù... troppa luce d' estate, troppo buio d' inverno... gente fredda come il loro clima...- disse dopo avermi dato un occhiata ai raggi X
-Non ci sono mai stata e mi ha sempre affascinato il sole di mezzanotte, l aurora boreale... E poi sono in ferie, ma siccome ho pochi soldi... mi sono rivolta a te per arrivarci... E anzi ti ringrazio per il passaggio.-
-Di niente figurati, però se vuoi arrivare fin lassù con me ti avverto che la vita in camion non è così comoda come forse puoi immaginare... Si insomma, bagni e docce nelle stazioni di servizio, cibo pessimo nelle medesime... e la notte... la cuccetta è strettina.-
-Ohh Gino non ti preoccupare per me... io sono abituata a una vita da girovaga... e per la cuccetta... troveremo il modo di guadagnare spazio.- dissi allisciandomi una coscia con la mano.
-Ok tesoro, se va bene a te .... io sono a posto- rispose con voce decisa.
Avevo indosso una camicetta annodata in vita, un paio di jeans corti a mezza natica aderentissimi e sandali col tacco, trucco leggero anelle ai lobi un paio di braccialetti, i capelli lisci sciolti alla spalla e il più splendido dei miei sorrisi dipinto in volto.
-Ma dimmi un po'... sei davvero carina lo ammetto, ma come mai un ragazzo diventa così come sei ora? Non si incontra spesso una persona come te.-
-bè Gino che dire... sono una 24enne timida da sempre, il mio sviluppo ha preso una piega diversa durante la pubertà e non ho mai provato attrazione per le ragazze.. anzi... sono sempre stata attratta dai maschi, e forse questo mi ha resa quello che sono ora... una ragazzetta glabra con un pene piccino e il cuore grande grande.-
-E magari non solo quello...- Mi guardò sorridendo.
-Ahahah... no infatti, non solo quello- risposi ridendo di gusto.
-Dolores... sei una gran sagoma, oltre che carina mi sei anche simpatica-
-Chiamami Dolly, è più pratico.-
-E Dolly sia.-
Percorremmo parecchi km prima di fermarci a cenare e rinfrescarci durante i quali parlammo un po' di tante cose... Lui era separato dalla moglie da un paio d' anni a causa del lavoro che lo teneva troppo spesso lontano da casa, io gli confessai di aver avuto una relazione importante finita da poco e men mano che ci conoscevamo, trovai che il suo aspetto era meno peggio di come lo avevo inquadrato appena visto. Il suo modo di fare così affabile e quasi... direi paterno nei miei confronti, lo rendeva sempre più gradevole ai miei occhi. Poi l' accento Romagnolo mi veniva simpatico vieppiù che le ore trascorse assieme passavano.
Dopo cena risalimmo sul TIR per prepararci per la notte, era caldo e mi spogliai rimanendo solo col perizoma nero, Gino, coi soli pantaloncini, sgranò gli occhi quando mi vide così e, credo che avesse accolto la mia nudità come un invito, mi disse:
-Dolly... sei bellissima nuda così... Ma sinceramente io... si insomma, non ho mai avuto esperienze con persone come te e non vorrei essere fuori contesto... sbagliare nei modi oppure offenderti.-
-Oooh Gino che dolce che sei. non sei obbligato a fare nulla se non ti va... E se invece ti va... mi darai modo di sdebitarmi con te.-
Era curioso ma vagamente intimorito dalla situazione e rispose:
-Facciamo così, ora ci stendiamo da bravi finoc...Ehmm... da bravi ragazzi e poi... vedremo.-
-Ma certo- risposi tranquilla - non abbiamo nessuno obbligo, vero!?-
Gino si sdraiò supino e io di fianco a lui. Per alcuni minuti rimanemmo in silenzio, ma l aria era senz'altro più che pesante.
Poi si girò sul fianco e mi posò una mano sulla coscia... era una manona grossa con dita come Wurstel, io gli strinsi l interno del bicipite. Lui lo intese come un consenso e mi baciò le labbra, poi le leccò, poi mi limonò a fondo. Lo abbracciai e ricambiai i suoi baci con passione e desiderio, la sua manona iniziava a rovistarmi il culetto. Mentre mi baciava aprii le gambe e le sollevai un po' per facilitargli l accesso al mio buchetto, dove lui iniziò a premere con un dito.
-E' troppo asciutto... mettimelo prima in bocca che te lo bagno io- dissi
-Si Dolly... guidami tu- m' infilò il dito tra le labbra e io presi a succhiarglielo come fosse un pene eretto, sbavandolo tutto abbondantemente.
Gino lo tolse dalla bocca e lo puntellò al buchetto, mi infilò la lingua in bocca e inumidì il buchetto col dito.
-Dolly, se sei brava a succhiare così tutto quello che ti viene offerto...- e spinse con decisione il dito dentro fino alle nocche.
-Uuu-uuuhhh...... mmmmmmmmmm- mugolai - Sono anche più brava con altri articoli... puoi mettermi alla prova quando vuoi.-
-Presto succederà... ma ora voglio accarezzarti dall' interno, è così soffice e caldo.-
-Mmmmmm sssiii....-
Mi sditalò per parecchi minuti limonandomi con passione.
-Profumi di sesso tesoro- mi disse- sei dolce come una caramella-
-Mmmmm si dolce amore... tutta per te-
Alchè mi stappò il culetto e si mise in ginocchio, si abbassò i pantaloncini e un uccello bello in tiro prese tutta la scena per sè.
-Anche questo è tutto per te Dolly... inginocchiati al mio fianco e baciamelo-
L'ormone aveva preso il sopravvento su entrambi noi, così mi misi a pecorina con la testa rivolta verso di lui tenendo il sedere a portata della sua mano. Iniziai a leccargli le palle tenendo l asta nella mia manina, segandola delicatamente, lui mi accarezzava la testa con dolcezza, poi la schiena e il sedere, io sculettavo felice mentre glielo presi in bocca e iniziai a succhiare di gusto quel cazzo robusto.
-Ohhh siii Dolly così da brava.... sei davvero un'esperta!-
-Mmmmm... ho un master in pompa applicata- Risposi
-Ah-ah... in po...pompa applicata ahahah- rise sguaiatamente, e mi mollò una bella sculacciata.
-Aahiii.... mmmmmm- Presi a succhiare con brio, su e giù, ruotando la testa nelle mie incursioni su quel cazzo di marmo.
Gino mi sculacciava per aumentare il ritmo e io gli stringevo delicatamente le palle con la mano. Lui si sputò su due dita e me le silurò dentro di sorpresa, poi iniziò ad avvitarmele e svitarmele su e giù per il buco del culo. La qual cosa mi fece eccitare ulteriormente e mi misi a pompare sbavando senza ritegno. La saliva colava sul lenzuolo come se ci fosse un rubinetto difettoso, e io sputavo sul glande scappellato onde poter scivolare sempre più veloce. D'altro canto anche Gino si occupava del mio sedere con la stessa dedizione e accuratezza sputando più e più volte per favorire lo scorrimento delle dita.
-Wowww che bel culetto che hai Dolly... piccino ma delizioso-
Gino non mi toccò mai sul davanti, sarebbe sto troppo per lui, ma di certo ci prese un gran gusto a sditalarmi. Poi mi assestò una bella sculacciata e mi fermò nella mia opera orale.
-Come ti piace prenderlo Dolly... in quale posizione ti piace di più?-
-A pecora... a me piace stare a pecora mentre me lo mettono nel culetto-
-E a pecora sia... togli le mutandine e mettiti in posa-
Non me lo feci ripetere. Mi posizionai davanti a lui che era a cazzo dritto e cominciai ruotare il bacino, a scuotere le natiche, a sculettare guardandolo fisso negli occhi. Gino si avvicinò estasiato per quello che vedeva per la prima volta nella vita e che sembrava piacergli parecchio. Il suo uccello era robusto ma nella normalità come dimensione, e pulsava di desiderio il che mi rendeva entusiasta. Mi appoggio la cappella al buchetto e iniziò a premere.
-Mmmmm siiii- Mugolai con voce soffocata
Premeva con un certo peso, ma non entrava... andò avanti così per qualche minuto, mentre io friggevo in attesa di lui.
-Mmmm sssi Gino siii.... prendimi... fammi tua...-
Lui mi afferrò per i fianchi e mi tirò a sè lentamente facendomi assorbire ogni mm di quel grosso pezzo di carne turgida e quando le chiappe furono a battuta contro il suo ventre mi mollò una bella sculacciata.
-Oooooohhsssiii amoreeee siiii- dissi sottovoce
Gino tenendomi ben stretta a sè per i fianchi si chinò sopra di me e mi mordicchiò il collo grugnendo come un facocero.
-Sii siiii siiiiiiii- Gridai piano nella cabina.
-Ora sculetta contro di me Dolly, voglio vederti esprimere- Disse allentando la presa sui fianchi
-Si amore... si certo- dissi sempre sottovoce
iniziai a ruotare il bacino in cerchio rimanendo ben pressata contro di lui...Ruotavo prima lentamente e man mano che il cazzo mi allargava il culo sempre più veloce fino ad arrivare a ruotare andando avanti e indietro. Iniziarono a piovere sculacciate di gradimento.
_Si siii cosììì Dolly ... brava la mia culetta... si siii continua che mi fai sballare di testa...mmmmmmmm-
Lo scopavo in retromarcia cercando di mantenere la rotazione, ma certo dopo un po' perdevo il ritmo allora mi conficcavo il palo tutto dentro spingendo col sedere contro all'inguine di Gino, il quale per farmi riprendere mi sculacciava con una certa forza. E così ripartivo sbattendo il sedere con forza e scorrendomi tutta la lunghezza della verga per intero.
-Ohhh oohhh siii siii amore... hai un cazzo divino- dissi prima di fermarmi esausta.
-Ma inizio a non farcela più-
-Si tesoro, sei stata bravissima, non credevo potesse essere così piacevole l' amore con te-
Mi appoggiò le manone sulle natiche e me le divaricò tenendo i pollicioni vicinissimi alle labbra del culetto, poi si ritirò fin quasi ad uscire con la cappella e me rifiondò dentro a tutta forza.
Iniziò a chiavarmi così, scorrendo lentamente all indietro per poi ricacciarlo dentro tutto di potenza.
-Aaaahh-aaaahh-aaaahh-aaaahhsssii così Gino cosìììììì... dammelo tutto dritto su per il culo....mmmmmmmm siii siii cosììì cosìììì-
Quelle manone che mi divaricavano il sedere mi stringevano con forza fin quasi al dolore, ma allo stesso tempo mi facevano toccare il cielo. Gino allettato dalle mie richieste iniziava a chiavare sempre più velocemente e pesantemente, mi spostava in avanti ad ogni botta.
-Siii siii troietta mia... siii ti rompo il culetto adesso... ti piace se te lo sfondo piccina?-
-Mmmmmmm siii siiii rompimi il culo Gino.... aprimi un tunnel fra le chiappe...-
MI prese in parola, e iniziò a scopami uscendo del tutto fuori dal buco e rientrando con la rincorsa.
-Oddiiioo Ginooooo siiii siiii inculaaaamiii.... inculami a bestiaaa siiiii-
-T'inculo siii t' inculo siiii tutta ti voglio... tutta ti fotto...-
Poi si fermò un attimo lo sfilò fuori tenendomi i pollicioni tirati al massimo ed esclamò:
-Te na bela busona Dolly.... mmmm e chè busona!!-
Non capii subito il significato di quel suo dialetto, ma quando lo rificcò dentro e ricominciò come prima afferrai il senso delle sue parole che si riferivano al diametro del mio bucone sfondato.
-Si Gino siii... continua così... scopami il culetto.... scopami fino ad arrivarmi al cervello... scopami finchè ne hai la forza sssssiiiii-
Prese a martellarmi con forza, il suono delle chiappe percosse risuonava nella cabina come un rullo di tamburo, veloce, veloce, sempre più veloce. Io ansimavo sudata e spettinata per tutte quelle spintone che incassavo, mugolavo sbavando, lanciavo urletti striduli che denunciavano la mia femminilità portata all' estremo e nel delirio dei sensi non avevo più parole sensate da proferire, solo lamenti libidinizzati. L'ultimaa raffica d'inculate mi fece venire e strillai il mio piacere con la voce ritmicamente interrotta.
-Aaaahh-aaaaaahhhh-aaaaahhhhh-ahhhhhhhhhhhhhsss-ssiiiiii-iiiiiiii-
L'anello del culo avvinghiava intermittente il cazzo che lo trafiggeva senza poter in alcuna maniera frenare quella furia che si stava abbattendo su di lui.
Non poteva fermarla, certo no, ma fece sì da poterla acuire, esasperare, aumentare al punto di non ritorno... e così sentii Gino interrompere il respiro mentre sbatteva all' impazzata il mio culo assediato per l'ennesima volta, trattenere il fiato fino a scoppiare in un urlo strozzato somigliante ed un grugnito, e fui invasa dal suo abbondante seme caldo.
-Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...-
-Ohhhhhhhhhhhhhhhsssssssssssssssssiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...-
-Mmmmmmmmmmmmmmmmm piccooolaaaaaaaa siiiiiiiiiiiiiii-
Rimase conficcato dentro di me e si accasciò sulla mia schiena. Il respiro affannato e il cazzo che ancora mi pulsava dentro, furono attimi di piacere indimenticabili. Dopo qualche minuto disse:
-Cristo Dolly... che cazzo di rotta in culo che sei... non lo avrei mai creduto possibile.... un orgasmo stratosferico... ed è tutto merito tuo... di quanto sei meravigliosamente troia-
-Mmmmmm porcone... pure tu mica hai scherzato.... mi sento il culetto come un cratere.... sei tu che mi hai resa così-
-Cazzo si, l'ho visto bene quanto sei sfondata... non ne avevo mai visto uno così tondo e largo-
-Allora ti è piaciuto... Posso prenderlo per un complimento?-
-Ma certo che è un complimento... sei la mia bucona te -
Ci sdraiammo insieme sul fianco, io ancora penetrata davanti a lui e respirammo all'unisono per alcuni minuti. L'uccello furioso si sbollì e lasciò la sua gabbietta che rimase spalancata disperdendo tutto il suo nettare.
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