Il viaggio 2

di
genere
trans

Gino mi abbracciò da dietro e mi strinse forte. Con una voce calda e rilassata mi sussurrò all'orecchio le sue emozioni.
-Dolly... non avevo mai avuto idea di cosa fosse un rapporto fra maschi... penso di averlo fuggito per tutta la vita in quanto ho ricevuto un'educazione all'antica... ma ora che ti ho conosciuta mi ricredo su quello che ho sempre dato per scontato, e cioè che non si può essere veri uomini e al contempo omosessuali... io sono lo stesso che ero ieri... e la vicenda di stanotte la sento come un surplus di quello che è la mia esperienza di vita, e ti sono grato per ciò che sei stata in grado di farmi apprezzare.-
-Sono contenta che ti sia piaciuto godere del mio corpo- risposi con lo stesso tono estremamente confidenziale. - E sono altrettanto lieta che fra le cose che hai infranto stanotte ci fosse anche questo tuo tabù...-
Gino fece una risatina.- Sei pazzesca Dolly- disse, poi mi girò delicatamente la testa indietro e mi baciò profondamente, ma con una tenerezza che esulava dal rapporto sessuale. Mi strinse forte contro al suo corpo estremamente villoso e tra un sospiro e l'altro ci addormentammo.
Il mattino seguente alle 06,00 Gino mi destò dal sonno con una cascata di carezze e baci.
-Dolly... su svegliati pigrona... è ora di far la doccia che si deve partire... mica possimo rimanere qui per sempre anche se sarebbe bello... alzati dai.-
Mi girai ad occhi chiusi sbadigliando, quando li aprii la prima cosa che vidi furono i suoi, brillanti e solari come ancora non li avevo visti.
-Uuuuuhhh... che succede? dormivo così bene...-
-Alzati tesoro che ti devi fare la doccia... io già l ho fatta... prendi l'accappatoio e vai che dopo facciamo colazione e si parte.-
-Mmmmhh devo proprio??-
-Dai non fare i capricci monella... solleva il tuo bel culetto e vai a lavarti che prima di sera dobbiamo essere a Norimberga.-
Mi alzai e indossato l accappatoio di Gino mi avviai alle docce femminili dove per fortuna non c era nessuna, dopodiché mangiammo e risalimmo in camion per rimetterci in strada. La vita in cabina non era malvagia, si stava comode, al fresco, musica soffusa, e in buona compagnia le ore passano veloci. Giungemmo a Norimberga con un leggero anticipo sulla tabella di marcia, Gino si occupò di far scaricare la merce, mentre io attendevo in cabina e una volta finiti gli impegni di lavoro ripartimmo alla volta di Amburgo, ma di certo avremmo passato la notte in una stazione di servizio. Nel tragitto Gino era meno concentrato e più propenso alle confidenze, per cui mi raccontò di come aveva conosciuto la moglie, (della quale secondo me sentiva ancora la nostalgia) del loro primo rapporto e di come arrivarono al matrimonio.
-E così insomma, ci sposammo e fummo felici per qualche anno... poi arrivarono i figli, Giorgia e Filippo e la routine e la mia frequente assenza a causa del lavoro cominciò a rosicchiare il nostro feeling lentamente ma inesorabilmente... così decidemmo di separarci... tu invece Dolores... quale evento ha caratterizzato la tua vita?-
-Oh bè... io ero un ragazzino timidissimo ed assai effeminato, ero... posso dire infelice poichè la mia condizione di futuro gay mi impediva di avere amicizie, anche perchè vedevo negli altri ragazzi dei partner sessuali più che degli amici e di questo mi vergognavo parecchio... poi si parlava sempre di figa e a me non interessava affatto, così per un certo numero di anni vivevo il mio segreto in maniera disperatamente introspettiva. Poi ci fu una svolta quando avevo 18 anni... ebbi il mio primo rapporto sessuale che mi indirizzò sulla via giusta per me...-
-E con chi l hai fatto per primo?-
-Con un cacciatore... nel bosco-
-Un cacciatore??... e come diavolo è successo?-
-Ero andata nel bosco vicino alla casa dei miei nonni dove stavo in vacanza d'estate, non perchè mi piacesse particolarmente, ma era una situazione che mi permetteva di stare sola col mio desiderio... e di sfogarlo in tranquillità-
-Cioè andavi a caccia di cacciatori, eh troietta?- Disse ridendo Gino.
-Ma che dici bestione...-dissi dando uno schiaffetto alla spalla di Gino- andavo nel bosco in bici e poi mi spogliavo nuda e mi penetravo con un dildo per interi pomeriggi-
-Non ti arrabbiare- aggiunse Gino ridendo e massaggiandosi la spalla come se l'avesse colpito un pugile.- Io non so come si incontrano cacciatori nei boschi ahahah... e quindi?-
-Ah niente... mi colse sul fatto... intendo dire che mi stavo autosilurando e lui apparve alle mie spalle... che spavento... e che vergogna... scorreggiai il dildo sul panno e mi inginocchiai in preda al panico.-
-Lui che fece?-
-Mi tranquillizzò dicendomi che mi aveva già vista il giorno prima col binocolo e che avrebbe voluto incontrarmi subito... direi che era lui che dava la caccia a me...-
-E cos'altro ti ha dato?- Mi domandò con quei suoi occhietti furbi.
-Mi diede un'esperienza nuova e... dirompente direi-
-Si insomma ti ha rotto il culetto, no?-
-Si... diciamo che trovò una porta già aperta, ma di certo mi ha sverginato dal punto di vista emotivo e comportamentale... lui mi fece capire quale era il mio ruolo nella vita e nelle frequentazioni.-
-Mmmm... ce l aveva grosso?-
-Abbastanza grosso si...-
-Grosso come il mio?- domandò serio
-No nooo... però come primo uccello era corposo-
-Mmmmmm mi hai fatto venire voglia con questo raccontino...-
-Posso fare qualcosa per aiutarti?-
Si strinse la patta con la mano, e io afferrai il concetto
-Oohh tesoro... fammi sentire la gravità della situazione- dissi con voce di miele palpando il cazzo che gli pulsava nei pantaloncini -Accipicchia.... la cosa è grave... necessità di un intervento-
Gli sbottonai i pantaloncini e liberai l'uccello infuriato, poi messa una mano sulla spalla di Gino, con l'altra iniziai a segarlo dolcemente.
-Ti ha fatto arrapare pensare ad un omone che abusava il culetto di una ragazzina inerme e indifesa?-
-Mmmmm si Dolly... avrei voluto essere io quell'omone-
-Mmmmm se fossi stato tu avrei zoppicato per una settimana-
-Oh si tesoro... ti avrei fatto un culo così- e mi fece il gestaccio con le dita.
-Si amore... mi sarei sottomessa al tuo volere fino in fondo-
Il cazzone era di travertino e io lo segavo con gusto.
-Chinati a succhiarlo- mi disse
Io obbedii all'istante e cominciai a leccare la cappellona rossa, tenendolo ben scappellato con la mano.
-Si Dolores siii mmmmmmm brava... così siii-
Iniziai a pompare presa dall'entusiasmo della situazione, prenderlo in bocca e in gola mi dava un piacere smisurato, anche perchè sapevo che quell'eccitazione era dovuta a un fatto che riguardava me. Mentre ero impegnata nell'arte della fellatio, la mano di Gino mi sollevò la mini che indossavo e mi afferrò con forza una natica. La strinse forte e poi toccò il buchetto e ancora mi strinse la chiappa. A quel punto sentii una brusca sterzata che mi fece entrare la cappella fin nell'esofago, e infine una frenata e il motore si spense.
-Passa in cuccetta Dolly... ho bisogno di te-
Feci per spogliarmi ma Gino mi bloccò.
-Così come sei ti voglio-
Avevo messo un top nero una mini anch'essa nera calze autoreggenti a rete larga e sandali col tacco.
Entrai in cuccetta a gattoni e Gino dietro di me non mi diede il tempo per girarmi o per fare qualunque cosa, mi afferrò per i fianchi mi abbassò le mutandine con un impeto che quasi si strapparono e mi piantò la lingua su per il culo tenendomi le natiche divaricate con quelle manone enormi. Fu solo per qualche istante, all'improvviso mi fiocinò il culetto con un affondo prodigioso che mi fece sentire immediatamente le grosse palle schiacciate sotto al mio buchetto.
-Aaaaaaaaaahhhsssssiiiii mmmmmmmmmmmmmmmmmmmm- mi usci un verso gutturale per la sorpresa.
-Siii te lo do tutto nel culo Busoncina che sei... ti voglio sfondare tutta- E iniziò a martellarmi con brutalità.
-OooohhhhssssiiiGiinoooooo... prendimi... prendimi... sono tua... fai di me l'oggetto del tuo piacere selvaggio-
-Siii ti faccio mia... t inculo come se fossimo nel boschetto dalla nonna... ti faccio checca.. ti faccio frocia... ti faccio finocchia ti faccio rotta in culo-
-Mmmmmmm siiii siiiiiiii siiiiiiiiii sbattimi forte... fammi sentire tutta la tua possente virilità... lo prendo nel culo tutto... tutto per il tuo piacere di toro-
-Siii perchè sei una vacca... e la vacca desidera il toro... ti faccio un culo come quello di una giovenca-
-ohhh sii siii fammelo largo largo... voglio essere la tua busona personale-
Gino era un amante furioso in quel momento, e mi sbatteva senza pietà. Voleva davvero sverginarmi per la seconda volta marchiandomi il culetto col suo personale diametro... E che dire... non potevo che esserne lieta ed appagata.
-Si siii così spingi forte... non aver pietà di sta busoncina... fammi diventare la tua bambolina gonfiabile-
Le spintone che ricevevo mi avevano fatta avanzare fin contro la parete del camion, per cui a pecorina com'ero mi ci appoggiai con le mani alzate inarcando la schiena in una posa ancor più ricettiva per il culo. Sentivo tutto l'ardore di Gino che stava per concentrarsi ed esplodere, per cui iniziai a segarmi per poter essere con lui allo zenit dell'amplesso.
-Mmmmmmmmm dai Gino cosììììì.. inculami... inculami forte forte che ti spremo il cazzo col culo daaaaiiiiiii-
Forse trovai le parole magiche, perchè Gino urlando come un pazzo mi esplose dentro al culetto un fiume di sborra rovente e quello fu il segnale per me di fondermi con lui.
-Siii siii... tutta... siiii... tutta dentroooo.... siiiiii veeengooooooo- urlai con la mia vocina sottile-
Lo sbattimento rivolto al mio corpo era così violento e brutale che credetti di soccombere in quell'orgasmo furibondo.
-Aaaaaaahhhsssiiiiitisfooooondooooooooo- e ancora
-Mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm-
-Seimiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa-
Crollammo entrambi sulla cuccetta... io sfondata, e lui sfiancato.
Dopo qualche minuto di relax mi alzai a guardare fuori, eravamo in un'area di sosta dove c'erano solo gli alberi e i gabinetti.








scritto il
2026-06-02
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