La mia prima sciavetta
di
XXRickyXX
genere
orge
Nomi di persone E i fatti sono puramente inventati
Mi chiamo Roberto, ho 34 anni e vivo per lavoro a Limone Piemonte, in provincia di Cuneo. Sono alto 1,70, capelli rasati quasi a zero, occhi chiari e un po’ di panza.
Una sera, dopo che torno da lavoro a casa, vedo una notifica: una richiesta di amicizia su Facebook da parte di una ragazza di nome Luna. Ha 25 anni. Accetto e le scrivo.
Roberto: «Ciao, grazie per la richiesta. Ci conosciamo?»
Luna: «Ciao! No, ti ho trovato per caso. Vedo che sei di Limone, io vado spesso a sciare lì. Tu?»
Roberto: «Sì, ci vivo per lavoro. 34 anni. Tu di dove sei?»
Luna: «Torino. Ho 25 anni, lavoro in un negozio. Tu che fai?»
Roberto: «Lavoro in hotel qui a Limone. Single da un po’.»
Luna: «Anche io single. Meglio così no? Ahah»
Roberto: «Già. Che fai nel tempo libero?»
Luna: «Palestra, serie tv, leggo… cose normali. Tu?»
Roberto: «Lavoro tanto. Poi vado a camminare in montagna quando posso. Sei carina dalla foto profilo.»
Luna: «Grazie anche tu non sei male. Rasato ti sta bene.»
Continuiamo così per giorni. Parliamo del più e del meno, lavoro, amici, Limone, Torino. Dopo una settimana inizia a mandarmi foto normali, selfie al lavoro, in palestra.
Luna: «Guarda che culo mi sta facendo la palestra»
Manda foto in leggings
Roberto: «Minchia, mica male davvero.»
Luna: «Grazie. Tu invece? Foto niente?»
Le mando un selfie dopo la doccia, a petto nudo.
Luna: «Urca, hai un bel fisico. Anche se hai un po’ di panza ti sta bene.»
Roberto: «Eh la birra… ma sotto funziona tutto bene.»
Luna: «Ah sì? Ahah»
Roberto: «Vuoi verificare?»
Luna: «Ma va, sei un porco.»
Ridiamo. Però dopo due settimane il tono cambia.
Luna: «Che fai stasera?»
Roberto: «Niente, divano. Tu?»
Luna: «Sono a letto. Ho caldo.»
Roberto: «Spogliati allora.»
Luna: «Magari… sono solo in canottiera e mutandine.»
Roberto: «Foto o non ci credo.»
Luna: «Sei un maniaco. Però…»
Manda foto in canottiera, si vedono le tette che tirano e le mutandine di pizzo
Roberto: «Madonna Luna… sei una bomba. Che tette che hai.»
Luna: «Quasi quarta. Ti piacciono?»
Roberto: «Da impazzire. Se ti avessi qui davanti…»
Luna: «Cosa faresti?»
Roberto: «Ti levo subito quella canottiera e ti spremo quelle tette.»
Luna: «…continua»
Roberto: «Poi ti lecco i capezzoli fino a farteli duri. E scendo giù.»
Luna: «Oddio Roberto… mi stai facendo bagnare.»
Roberto: «Toccatela. Adesso.»
Luna: «Lo sto già facendo…»
Da lì in poi ogni sera è così. Dopo 3 settimane di chat, siamo già a livello porno totale.
Roberto: «Quanto ce l’hai grande il clitoride quando sei arrapata?»
Luna: «Adesso è gonfio… me lo sto massaggiando pensando a te.»
Roberto: «Io ho il cazzo duro. 20 cm. Ti spaccherei.»
Luna: «Mandami la foto, voglio vederlo.»
Gliela mando. Lei sparisce 5 minuti.
Luna: «Sono venuta. Solo a guardarlo. È enorme padrone…»
Roberto: «Padrone eh? Ti piace l’idea?»
Luna: «Sì… voglio essere la tua troia. Fammi quello che vuoi.»
Roberto: «Allora quando ci vediamo ti scopo come una cagna. Prima in bocca, poi in figa, poi nel culo. Tutto.»
Luna: «Sì… nel culo non l’ho mai preso ma per te lo faccio. Legami, sbattimi, fammi tua schiavetta.»
Roberto: «Basta chat. Nel mio giorno libero ti voglio qui. Pranzo e poi a casa mia. Ho una stanza apposta per queste cose.»
Luna: «Stanza apposta? Adesso sono curiosa porca… che ci fai lì dentro?»
Roberto: «Lo vedrai. Ti ci lego e ti sfondo. Promesso.»
Luna: «Vengo. Cazzo se vengo. Organizza.»
Ci accordiamo. Nel mio giorno libero la invito a pranzo.
Lei accetta. Ci becchiamo e, senza farle dire manco “ciao”, le stampo un bacio in bocca. Lì mi fa:
Luna: «Ma che cazzo fai? Sei partito subito in quinta.»
Roberto: «Dopo tutte le porcate che ci siamo scritti, che dovevo fare? Stringerti la mano?»
Mi dà ragione e mi chiede:
Luna: «Dove mi porti a mangiare?»
Andiamo in un ristorantino lì vicino. Ci sediamo e le dico di ordinare quello che cazzo vuole, io intanto ho già ordinato del vino rosso, che piace pure a lei. Arriva il cameriere.
Luna: «Per me un primo ai frutti di mare e tartare di salmone.»
Roberto: «Uguale per me.»
Tra una chiacchiera e l’altra, la stronza si sfila la scarpa sotto al tavolo. Mi arriva col piede nudo sulla caviglia, poi sale. Mi struscia sul polpaccio, sul ginocchio, sulla coscia e non si ferma finché non mi arriva dritta sul cazzo. Me lo spinge e lo stuzzica col piede per tutto il pranzo, guardandomi con quella faccia da troia. Si avvicina al mio orecchio.
Luna: «Senti com’è duro padrone… me lo fai assaggiare dopo?»
Finito di mangiare e scolato tutto il vino, le faccio:
Roberto: «Allora, vieni a casa mia o no?»
Luna: «Si va.»
In macchina le metto subito una mano sulla coscia. Salgo, le alzo il vestito e scopro che è senza mutande, la porca. Mi sussurra all’orecchio:
Luna: «Lo sapevo che finiva così… sono venuta già pronta per farmi sfondare.»
Allarga le gambe come una cagna in calore. Le infilo due dita nella figa che è già un lago e inizio a smanacciarla mentre guido. Sa di sesso e di voglia. Ad ogni curva la sento colare sulle dita.
Arrivati a casa sbatto la porta e manco il tempo di respirare che mi salta addosso con la lingua in bocca. La stritolo, lei mi infila la mano nei pantaloni e mi trova il cazzo già duro come il marmo. Io le tiro su il vestito e le spremo il culo con le mani.
Ci stacchiamo un secondo e le dico:
Roberto: «Ho una sorpresa per te, troia.»
Le tappo gli occhi con le mani e la porto in fondo al corridoio. Chiudo la porta con la gamba. Le tolgo le mani.
In mezzo c’è il palo da lap dance. Davanti, un letto a forma di cuore che sembra un bordello. Di lato, mensola piena di cazzi finti, vibratori, manette, fruste. Dall’altra parte, cinghie e manette morbide che penzolano dal soffitto.
Lei rimane lì a bocca aperta:
Luna: «Minchia, che stanza del piacere.»
Roberto: «Nelle chat te l’avevo accennato, ricordi? Che ti volevo scopare qua dentro. Io il tuo padrone, tu la mia schiavetta troia.»
Mi siedo sul letto e le ordino:
Roberto: «Vai al palo. Fammi vedere quanto sei zoccola.»
Lei non se lo fa dire due volte.
Luna: «Subito, padrone.»
Metto su una musica lenta, da porno. Lei si attacca al palo e inizia a dimenarsi. Si struscia, si inarca, si fa andare le tette su e giù. Si sfila il vestito e lo butta per terra. Resta solo con reggiseno di pizzo nero e autoreggenti. Si gira, si accuccia, si struscia la figa nuda sul palo. Si strappa il reggiseno e me lo tira addosso. Le tette le sballonzolano fuori, coi capezzoli duri. Si piega a 90, si apre il culo davanti alla mia faccia e continua a ballare. Adesso è nuda, sudata, unta.
Luna: «Ti piace il culo della tua troia, padrone?»
Finisce, mi viene davanti in ginocchio e mi apre i pantaloni. Mi tira fuori il cazzo e mi fa:
Luna: «Ti piace quello che vedi, padrone?»
Roberto: «Tanto.»
Le sbatte in faccia il mio cazzo da 20 cm, grosso che quasi non le sta in mano. Le viene l’acquolina in bocca. Lei inizia a farmi un pompino. Se lo infila in bocca di colpo e comincia a succhiare come una indemoniata. Su e giù, fino in gola, fino a strozzarsi. Tossisce, sputa, mi guarda con gli occhi da porca piena di saliva e ricomincia. Me lo pompa a due mani, lo ingoia tutto, lo fa sparire tra le labbra. Lo sbava, lo lecca, mi succhia le palle. Fa versi da troia mentre me lo lavora, vuole farmi sborrare lì ma io la fermo.
Si alza, mi spoglia del tutto e mi dice:
Luna: «Sono la tua puttana, padrone. Usami.»
La sbatto sul letto e le apro le cosce. Ha la figa rosa, pelata tranne una striscietta. Profuma di bagnato e di femmina arrapata. Le ci tuffo la faccia dentro. Le lecco la figa come un cane, le succhio il clitoride, le infilo la lingua e tre dita insieme. Lei mi tira i capelli e gode come una porca.
Poi le ordino:
Roberto: «69, adesso.»
Si gira al volo, perché le piace prenderlo in bocca mentre gliela lecco. Le sbatto la lingua in figa, ci entro dentro per bene, e ogni tanto scendo a leccarle il buco del culo. Sa di pulito ma di porco, e lei impazzisce. Lei sobbalza e geme più forte ogni volta che glielo passo con la lingua. Intanto mi divora il cazzo, me lo succhia fino alle palle, sbavando dappertutto.
Roberto: «Ti piace la lingua nel culo, troia?»
Luna: «Sì padrone… ancora… fammi sentire zoccola…»
Dopo la giro a pecora. Le do due sculacciate e le punto il cazzo sulla figa fradicia. Glielo infilo tutto in un colpo solo. Inizio a sfondarla. Ogni tanto mi fermo e lei mi supplica:
Luna: «No, padrone ti prego, non fermarti… scopami, spaccami!»
Roberto: «Chiedi il permesso per godere.»
Luna: «Posso godere padrone? Ti prego fammi godere!»
Roberto: «Godi, troia.»
Allora prendo a martellarla forte, le palle che le sbattono sul clitoride. Lei urla:
Luna: «Sì, così! Scopami, padrone! Sfonda la tua troia!»
Gode, le viene un orgasmo che trema tutta. Mi schizza sulle palle, calda e densa. Io rallento, prendo il lubrificante e glielo spalmo sul buco del culo.
Luna: «È la prima volta che lo prendo nel culo… ma te l’avevo promesso in chat, quindi prenditi pure quello.»
Le infilo un dito nel culo, poi due, poi tre. Glielo allargo per bene. Quando è bello largo le punto il cazzo sul buco e spingo. Entra a fatica, lei stringe i denti. Le entro piano nel culo, sento che mi stritola il cazzo.
Roberto: «Di chi è questo culo?»
Luna: «È tuo padrone… è tutto tuo… sfondamelo!»
Quando si abitua inizio a stantuffarla nel culo senza pietà. La prendo a pecora e le sfondo il culo fino in fondo, mentre lei urla e miagola come una gatta. Il rumore della mia pancia che sbatte sul suo culo rimbomba nella stanza.
Quando sto per venire esco dal suo culo, la tiro su per i capelli e la metto in ginocchio.
Roberto: «Apri quella fogna che hai per bocca.»
Le sborro tutto in faccia e sulle tette. La riempio. Cola calda giù per il mento. Lei si lecca le labbra, prende il mio cazzo e me lo pulisce succhiandolo, poi si pulisce la faccia con le dita e si ingoia pure la sua sborra.
Luna: «Grazie padrone… sono la tua puttana.»
Dopo la porto in doccia. Ci laviamo a vicenda, insaponandoci ovunque. Mi bacia, mi morde il collo, io le passo le mani sul culo e sulle tette. Le lecco l’acqua dalle tette, sa di sapone e di sborra. Ci sciacquiamo ridendo e limonando duro sotto l’acqua calda. Usciamo, andiamo nella camera normale e crolliamo a dormire, nudi e ancora caldi.
Fine prima parte.
Mi chiamo Roberto, ho 34 anni e vivo per lavoro a Limone Piemonte, in provincia di Cuneo. Sono alto 1,70, capelli rasati quasi a zero, occhi chiari e un po’ di panza.
Una sera, dopo che torno da lavoro a casa, vedo una notifica: una richiesta di amicizia su Facebook da parte di una ragazza di nome Luna. Ha 25 anni. Accetto e le scrivo.
Roberto: «Ciao, grazie per la richiesta. Ci conosciamo?»
Luna: «Ciao! No, ti ho trovato per caso. Vedo che sei di Limone, io vado spesso a sciare lì. Tu?»
Roberto: «Sì, ci vivo per lavoro. 34 anni. Tu di dove sei?»
Luna: «Torino. Ho 25 anni, lavoro in un negozio. Tu che fai?»
Roberto: «Lavoro in hotel qui a Limone. Single da un po’.»
Luna: «Anche io single. Meglio così no? Ahah»
Roberto: «Già. Che fai nel tempo libero?»
Luna: «Palestra, serie tv, leggo… cose normali. Tu?»
Roberto: «Lavoro tanto. Poi vado a camminare in montagna quando posso. Sei carina dalla foto profilo.»
Luna: «Grazie anche tu non sei male. Rasato ti sta bene.»
Continuiamo così per giorni. Parliamo del più e del meno, lavoro, amici, Limone, Torino. Dopo una settimana inizia a mandarmi foto normali, selfie al lavoro, in palestra.
Luna: «Guarda che culo mi sta facendo la palestra»
Manda foto in leggings
Roberto: «Minchia, mica male davvero.»
Luna: «Grazie. Tu invece? Foto niente?»
Le mando un selfie dopo la doccia, a petto nudo.
Luna: «Urca, hai un bel fisico. Anche se hai un po’ di panza ti sta bene.»
Roberto: «Eh la birra… ma sotto funziona tutto bene.»
Luna: «Ah sì? Ahah»
Roberto: «Vuoi verificare?»
Luna: «Ma va, sei un porco.»
Ridiamo. Però dopo due settimane il tono cambia.
Luna: «Che fai stasera?»
Roberto: «Niente, divano. Tu?»
Luna: «Sono a letto. Ho caldo.»
Roberto: «Spogliati allora.»
Luna: «Magari… sono solo in canottiera e mutandine.»
Roberto: «Foto o non ci credo.»
Luna: «Sei un maniaco. Però…»
Manda foto in canottiera, si vedono le tette che tirano e le mutandine di pizzo
Roberto: «Madonna Luna… sei una bomba. Che tette che hai.»
Luna: «Quasi quarta. Ti piacciono?»
Roberto: «Da impazzire. Se ti avessi qui davanti…»
Luna: «Cosa faresti?»
Roberto: «Ti levo subito quella canottiera e ti spremo quelle tette.»
Luna: «…continua»
Roberto: «Poi ti lecco i capezzoli fino a farteli duri. E scendo giù.»
Luna: «Oddio Roberto… mi stai facendo bagnare.»
Roberto: «Toccatela. Adesso.»
Luna: «Lo sto già facendo…»
Da lì in poi ogni sera è così. Dopo 3 settimane di chat, siamo già a livello porno totale.
Roberto: «Quanto ce l’hai grande il clitoride quando sei arrapata?»
Luna: «Adesso è gonfio… me lo sto massaggiando pensando a te.»
Roberto: «Io ho il cazzo duro. 20 cm. Ti spaccherei.»
Luna: «Mandami la foto, voglio vederlo.»
Gliela mando. Lei sparisce 5 minuti.
Luna: «Sono venuta. Solo a guardarlo. È enorme padrone…»
Roberto: «Padrone eh? Ti piace l’idea?»
Luna: «Sì… voglio essere la tua troia. Fammi quello che vuoi.»
Roberto: «Allora quando ci vediamo ti scopo come una cagna. Prima in bocca, poi in figa, poi nel culo. Tutto.»
Luna: «Sì… nel culo non l’ho mai preso ma per te lo faccio. Legami, sbattimi, fammi tua schiavetta.»
Roberto: «Basta chat. Nel mio giorno libero ti voglio qui. Pranzo e poi a casa mia. Ho una stanza apposta per queste cose.»
Luna: «Stanza apposta? Adesso sono curiosa porca… che ci fai lì dentro?»
Roberto: «Lo vedrai. Ti ci lego e ti sfondo. Promesso.»
Luna: «Vengo. Cazzo se vengo. Organizza.»
Ci accordiamo. Nel mio giorno libero la invito a pranzo.
Lei accetta. Ci becchiamo e, senza farle dire manco “ciao”, le stampo un bacio in bocca. Lì mi fa:
Luna: «Ma che cazzo fai? Sei partito subito in quinta.»
Roberto: «Dopo tutte le porcate che ci siamo scritti, che dovevo fare? Stringerti la mano?»
Mi dà ragione e mi chiede:
Luna: «Dove mi porti a mangiare?»
Andiamo in un ristorantino lì vicino. Ci sediamo e le dico di ordinare quello che cazzo vuole, io intanto ho già ordinato del vino rosso, che piace pure a lei. Arriva il cameriere.
Luna: «Per me un primo ai frutti di mare e tartare di salmone.»
Roberto: «Uguale per me.»
Tra una chiacchiera e l’altra, la stronza si sfila la scarpa sotto al tavolo. Mi arriva col piede nudo sulla caviglia, poi sale. Mi struscia sul polpaccio, sul ginocchio, sulla coscia e non si ferma finché non mi arriva dritta sul cazzo. Me lo spinge e lo stuzzica col piede per tutto il pranzo, guardandomi con quella faccia da troia. Si avvicina al mio orecchio.
Luna: «Senti com’è duro padrone… me lo fai assaggiare dopo?»
Finito di mangiare e scolato tutto il vino, le faccio:
Roberto: «Allora, vieni a casa mia o no?»
Luna: «Si va.»
In macchina le metto subito una mano sulla coscia. Salgo, le alzo il vestito e scopro che è senza mutande, la porca. Mi sussurra all’orecchio:
Luna: «Lo sapevo che finiva così… sono venuta già pronta per farmi sfondare.»
Allarga le gambe come una cagna in calore. Le infilo due dita nella figa che è già un lago e inizio a smanacciarla mentre guido. Sa di sesso e di voglia. Ad ogni curva la sento colare sulle dita.
Arrivati a casa sbatto la porta e manco il tempo di respirare che mi salta addosso con la lingua in bocca. La stritolo, lei mi infila la mano nei pantaloni e mi trova il cazzo già duro come il marmo. Io le tiro su il vestito e le spremo il culo con le mani.
Ci stacchiamo un secondo e le dico:
Roberto: «Ho una sorpresa per te, troia.»
Le tappo gli occhi con le mani e la porto in fondo al corridoio. Chiudo la porta con la gamba. Le tolgo le mani.
In mezzo c’è il palo da lap dance. Davanti, un letto a forma di cuore che sembra un bordello. Di lato, mensola piena di cazzi finti, vibratori, manette, fruste. Dall’altra parte, cinghie e manette morbide che penzolano dal soffitto.
Lei rimane lì a bocca aperta:
Luna: «Minchia, che stanza del piacere.»
Roberto: «Nelle chat te l’avevo accennato, ricordi? Che ti volevo scopare qua dentro. Io il tuo padrone, tu la mia schiavetta troia.»
Mi siedo sul letto e le ordino:
Roberto: «Vai al palo. Fammi vedere quanto sei zoccola.»
Lei non se lo fa dire due volte.
Luna: «Subito, padrone.»
Metto su una musica lenta, da porno. Lei si attacca al palo e inizia a dimenarsi. Si struscia, si inarca, si fa andare le tette su e giù. Si sfila il vestito e lo butta per terra. Resta solo con reggiseno di pizzo nero e autoreggenti. Si gira, si accuccia, si struscia la figa nuda sul palo. Si strappa il reggiseno e me lo tira addosso. Le tette le sballonzolano fuori, coi capezzoli duri. Si piega a 90, si apre il culo davanti alla mia faccia e continua a ballare. Adesso è nuda, sudata, unta.
Luna: «Ti piace il culo della tua troia, padrone?»
Finisce, mi viene davanti in ginocchio e mi apre i pantaloni. Mi tira fuori il cazzo e mi fa:
Luna: «Ti piace quello che vedi, padrone?»
Roberto: «Tanto.»
Le sbatte in faccia il mio cazzo da 20 cm, grosso che quasi non le sta in mano. Le viene l’acquolina in bocca. Lei inizia a farmi un pompino. Se lo infila in bocca di colpo e comincia a succhiare come una indemoniata. Su e giù, fino in gola, fino a strozzarsi. Tossisce, sputa, mi guarda con gli occhi da porca piena di saliva e ricomincia. Me lo pompa a due mani, lo ingoia tutto, lo fa sparire tra le labbra. Lo sbava, lo lecca, mi succhia le palle. Fa versi da troia mentre me lo lavora, vuole farmi sborrare lì ma io la fermo.
Si alza, mi spoglia del tutto e mi dice:
Luna: «Sono la tua puttana, padrone. Usami.»
La sbatto sul letto e le apro le cosce. Ha la figa rosa, pelata tranne una striscietta. Profuma di bagnato e di femmina arrapata. Le ci tuffo la faccia dentro. Le lecco la figa come un cane, le succhio il clitoride, le infilo la lingua e tre dita insieme. Lei mi tira i capelli e gode come una porca.
Poi le ordino:
Roberto: «69, adesso.»
Si gira al volo, perché le piace prenderlo in bocca mentre gliela lecco. Le sbatto la lingua in figa, ci entro dentro per bene, e ogni tanto scendo a leccarle il buco del culo. Sa di pulito ma di porco, e lei impazzisce. Lei sobbalza e geme più forte ogni volta che glielo passo con la lingua. Intanto mi divora il cazzo, me lo succhia fino alle palle, sbavando dappertutto.
Roberto: «Ti piace la lingua nel culo, troia?»
Luna: «Sì padrone… ancora… fammi sentire zoccola…»
Dopo la giro a pecora. Le do due sculacciate e le punto il cazzo sulla figa fradicia. Glielo infilo tutto in un colpo solo. Inizio a sfondarla. Ogni tanto mi fermo e lei mi supplica:
Luna: «No, padrone ti prego, non fermarti… scopami, spaccami!»
Roberto: «Chiedi il permesso per godere.»
Luna: «Posso godere padrone? Ti prego fammi godere!»
Roberto: «Godi, troia.»
Allora prendo a martellarla forte, le palle che le sbattono sul clitoride. Lei urla:
Luna: «Sì, così! Scopami, padrone! Sfonda la tua troia!»
Gode, le viene un orgasmo che trema tutta. Mi schizza sulle palle, calda e densa. Io rallento, prendo il lubrificante e glielo spalmo sul buco del culo.
Luna: «È la prima volta che lo prendo nel culo… ma te l’avevo promesso in chat, quindi prenditi pure quello.»
Le infilo un dito nel culo, poi due, poi tre. Glielo allargo per bene. Quando è bello largo le punto il cazzo sul buco e spingo. Entra a fatica, lei stringe i denti. Le entro piano nel culo, sento che mi stritola il cazzo.
Roberto: «Di chi è questo culo?»
Luna: «È tuo padrone… è tutto tuo… sfondamelo!»
Quando si abitua inizio a stantuffarla nel culo senza pietà. La prendo a pecora e le sfondo il culo fino in fondo, mentre lei urla e miagola come una gatta. Il rumore della mia pancia che sbatte sul suo culo rimbomba nella stanza.
Quando sto per venire esco dal suo culo, la tiro su per i capelli e la metto in ginocchio.
Roberto: «Apri quella fogna che hai per bocca.»
Le sborro tutto in faccia e sulle tette. La riempio. Cola calda giù per il mento. Lei si lecca le labbra, prende il mio cazzo e me lo pulisce succhiandolo, poi si pulisce la faccia con le dita e si ingoia pure la sua sborra.
Luna: «Grazie padrone… sono la tua puttana.»
Dopo la porto in doccia. Ci laviamo a vicenda, insaponandoci ovunque. Mi bacia, mi morde il collo, io le passo le mani sul culo e sulle tette. Le lecco l’acqua dalle tette, sa di sapone e di sborra. Ci sciacquiamo ridendo e limonando duro sotto l’acqua calda. Usciamo, andiamo nella camera normale e crolliamo a dormire, nudi e ancora caldi.
Fine prima parte.
4
voti
voti
valutazione
8.5
8.5
Commenti dei lettori al racconto erotico