Le confessioni di mia moglie 6

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Aveva saputo quel giorno limitare il mio sconforto, sapendo allo stesso tempo rendermi eccitato pur avendomi detto che non era stata del tutto sincera con me durante la nostra relazione. Io ero ogni giorno più innamorato, proprio come mi succedeva quando mi tradiva e poi, in modo consenziente, mi raccontava quei tradimenti.

In quei giorni Emma era un fiume in piena, anche se ero io a doverla spronare perché parlasse davvero.

Era sera, eravamo sdraiati a letto davanti alla tv. Non c’erano in quel momento stimoli sessuali, ci coccolavamo, ma io non facevo altro che pensare a lei, a chi era davvero, a ciò che non mi aveva ancora rivelato. Così aprii l’argomento, chiedendole di parlarmene.

Lei faceva la vaga, mi chiedeva che cosa volessi sapere e io stavo al gioco, chiedendole di dirmi tutto ciò che non sapevo.
La risposta non fu sorprendente: accennò prima all’ex, poi affermò di aver avuto rapporti con tante persone, distruggendo così le sue stesse promesse rispetto a quando, all’inizio della nostra conoscenza, mi diceva di essere stata con una ventina di uomini al massimo.
Provai a chiederle un numero preciso, ma non seppe rispondermi: mi disse che potevano essere 50 come 100, che non era in grado di fare un calcolo.
I miei pensieri, in fondo, si erano già avvicinati alla verità e le mie intuizioni nei suoi riguardi non erano state poi così sbagliate. Aveva troppa esperienza, era troppo determinata, troppo provocante, per essersi accontentata di pochi uomini. La sua vagina era stata allargata da diversi membri e ciò poteva spiegare la sua dimensione, così come la facilità con cui si concedeva.
Sul suo sedere non avevo ancora ricevuto conferme che smentissero del tutto la sua presunta “verginità”, ma continuavo a dubitare.
La sua bocca, invece, aveva assaggiato molti membri diversi e aveva deglutito i loro liquidi, senza che io ne avessi mai avuto una prova diretta.

Quando mi parlava cercava di capire cosa dire, dove fermarsi, cosa tenere ancora nascosto. Non si lasciava andare del tutto, anche se quel momento, piano piano, stava arrivando.
Cercò quindi qualcosa di cui raccontarmi e accennò dapprima ai primi anni da single nella grande città, anni in cui faceva incontri tramite social, con occasionali conoscenti nei locali o con persone che incontrava nell’ambiente sportivo. A volte li ospitava, a volte era lei a essere ospitata. Erano tutte scappatelle, raramente qualcosa di duraturo.

Poi arrivò il suo ex, che per un po’ la portò fuori da quel circolo vizioso, offrendole piaceri diversi, più “strutturati”, ma comunque focalizzati sulla sua sessualità trasgressiva.
Quando tornò single, però, gli stimoli erano diventati difficili da gestire.
All’inizio si rifugiava spesso nella sua amica o si lasciava andare a grandi sessioni di masturbazione, cercando di sfogare il bisogno dentro casa.
Poi riprese a fare incontri: dapprima con alcuni tra i suoi ex scopamici del gruppo, poi soprattutto tramite app di incontri.
Incontrava i ragazzi per un drink o un caffè e, dopo qualche chiacchiera, confluivano presto in un rapporto.
Si trovava qualche volta in difficoltà quando chiedeva al fortunato di turno pratiche con le quali ormai conviveva da tempo, facendo riferimento soprattutto al pissing.

I suoi racconti e le sue confessioni erano spesso vaghi, poche volte mi aveva descritto in modo dettagliato e spontaneo un rapporto specifico, quasi come se anche lei avesse paura di attraversare un confine, di mostrarmi fino in fondo quanto fosse stata “troia”.

A quel punto interruppe quelle narrazioni, rimarcando la nostra fantasia del momento, ovvero lasciare che lei avesse rapporti con una terza persona proprio in quel periodo, in gravidanza.
Emma, quando voleva uscire da una situazione difficile, apriva sempre un argomento nuovo che mi distraesse, e così fece anche stavolta, proponendomi di cercare attivamente qualcuno insieme.
Ci iscrivemmo a un sito del posto, inserimmo poche foto in cui si intuiva che fosse gravida e poi, in chat, spiegammo più chiaramente la situazione, valutando insieme un’opzione valida, una persona che potesse entrare in quel gioco senza spezzare il nostro equilibrio.

Realizzammo il tutto in quel momento, insieme, come se la nostra storia, con tutte quelle bugie, omissioni e tradimenti, si stesse finalmente adattando a una nuova forma, consapevole e condivisa, dove la verità e il piacere camminavano fianco a fianco.
scritto il
2026-04-29
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