Una nuova vicina di casa 2.

di
genere
etero

Il mattino dopo andai da Isabella e, dopo una chiacchierata su come curare il giardino, andammo in camera sua e lì lei si sfilò la vestaglia rivelandosi tutta nuda ed io iniziai a tossire, letteralmente incantato, sconvolto dalla sua giunonica bellezza. Si sdraiò sul suo letto e si mise di fianco, con la strategica posizione adatta per ricevere l'iniezione ma nello stesso tempo mi permise di osservare oltre alle cosce affusolate ed il culo da sogno, il seno assai prosperoso. Preparai la siringa e le praticai l'iniezione che lei nuovamente non percepì assolutamente. Rivestitasi lei e sistemato il necessario per la puntura da parte mia, riprendemmo il discorso su cosa piantare in giardino ma fummo poi interrotti dall'arrivo della ragazza col motorino. Lei entrò in casa ed io capii subito che ero di troppo, quindi andai subito a casa mia. Durante il mattino vidi arrivare a casa di Isabella tre automobili lussuosissime come la sua e gli uomini che le guidavano erano elegantissimi e si capiva non fossero poveracci o simili.Per tutta la settimana, ogni giorno, dopo praticata la puntura, arrivava subito la giovanissima che poi seppi chiamarsi Milena, e, notai pure che quando La bambolina arrivava senza un rossetto e altro in viso, al suo ritorno a casa a fine giornata, usciva da casa di Isabella truccatissima da rendersi ancora di più attraente ed ammaliante. Ma che succedeva in quella casa durante la intera giornata? E con quel va e vieni di uomini facoltosi? Decisi di improvvisarmi investigatore ed il giorno dopo la rituale intramuscolare, dopo l'arrivo della ragazza ed in seguito di un signore con la Porsche 911, andai dritto a suonare il campanello di Isabella e le chiesi se poteva darmi un poco di detersivo per bucato, e lei mi chiese di attenderla alla porta e velocemente ritornò con un bicchiere di carta quasi chiedendomi poi di andarmene a casa che aveva visite di lavoro... .
Il giorno della ultima iniezione, lei mi disse che aveva intuito che io avevo "capito cosa accadeva a casa sua", quindi mi proponeva di mantenere il silenzio su cosa accadeva lì in cambio di concedermi il giocare con la giovanissima "studentessa" ed io che stavo per risponderle che accettavo la proposta, rimasi invece senza parole quando vidi Isabella spogliarsi tutta nuda e prendermi per mano e dirigersi al suo lettone. Lì facemmo sesso in mille forme, giochi: me lo fece mettere in culo e la rigirai come fosse un lenzuolo nella mia "lavatrice" ben grande da fare paura....ragazzi, ne avevo solo ventotto centimetri e largo tredici...mica male è!?!. Dopo più di un'ora, ritornai a casa mia ed il giorno dopo sentii suonare alla mia porta: era Isabella che mi proponeva un'ora con la ragazza ben messa appositamente. Isabella se ne andò a casa sua econ Milena ce ne andammo in camera mia. Lei si spogliò subito, rivelandomi di essere tutta cchittata con reggiseno merlato rosso, slippini rossi ma reggicalze nero con allacciate calze traforate grige ed un profumo addosso da fare rizzare cazzi anche a moribondi! Il culetto era assai sodo, paffuto e lì, nel vederlo, mi scattò nella mente il desiderio di sculacciarglielo con le non certo piccole manine e le sculacciate furono molte ed assai sonore. Dopo averle ridotto le natiche rosse e violaceo, lei iniziò a piangere ed in me scattò ancora di più il sadismo ed infatti le mostrai subito un frustino che usavo nell'andare col mio cavallo, poi presi una mia cintura da pantaloni e le immobilizzai i polsi e con un' altra ancora legai anche le caviglie e dopo...giù a frustarle il bel culo e le cosce. Milena prima rideva ma dopo cambiò punto di vista e pianse amaramente ed io le mostravo il mio batacchione dritto e gonfio da fare paura ed infine, preso il tubetto di vasellina, le unsi il buco del culo e ne cosparsi anche sul cazzone. Senza esitare poi, glielo infilai in culo schiantandomi dentro furiosamente...che goduria, che sensazione favolosa: io godevo di piacere, lei gridava di dolore...come è varia la vita! Dopo che le sborrai in culo per due volte, rivolsi l'attenzione alla sua strafigona pelosissima, nerissima ed il mio batacchione la fece sussultare per ben tre volte. La ridussi come un'automobile piena di ammaccature. Dopo che rimanemmo in silenzio a riposarsi un poco, fu lei a riprendere la parola e, sapete cosa mi chiese? Di farle ancora sconquassare il culo e senza pietà, con molta femezza e sculacciandola in più! Ci rivestimmo poi e lei andò da Isabella che poi subito mi telefonò chiedendomi cosa avevamo fatto. Rabbrividì, mi disse poi e mai avrebbe immaginato cosa era accaduto in realtà.La giornata passò velocemente e nel pomeriggio suonò il telefono: era Isabella che m'invitava a cena da lei ed io accettai.
scritto il
2026-04-26
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