Una nuova vicina di casa 3.

di
genere
etero

Alle otto di sera suonai il campanello di Isabella e, quando mi aprì, le misi in mano un mazzo di fiori di campo coloratissimi e vidi subito che lei ne rimase molto felice del mio pensiero. Ci accomodammo in salotto, mentre dalla cucina si sentiva un allettante odore di arrosto, inizammo a parlare di cose futili ma capii che Isabella voleva parlare di un argomento a lei caro ed allora le chiesi direttamente cosa voleva sapere da me. Senza tanti preamboli disse subito che era rimasta impressionata da Milena per come le aveva raccontato i giochi fatti da me e, quando le confermai che quanto le aveva detto rispondeva alla verità...tutte le sculacciate, frustate e sodomizzazione assai dolorosa erano state realtà, Isabella si alzò in piedi e con molta sveltezza, si liberò degli indumenti indossati, chiedendomi poi di rifare con lei quanto avevo fatto con la ragazza. Senza battere ciglio le ordinai subito di sdraiarsi sulle mie gambe ed iniziai a sculacciarla sempre più pesantemente, velocemente, fino a quando lei iniziò a piangere a singhiozzo. Mi fermai per un attimo poi le ordinai di mettersi in posizione "alla pecorina" e poi mi spogliai anch'io ed andai dall'altro lato del divano per mettermi col cazzone già ben teso, duro, davanti alla sua bocca e mi feci fare un bocchino che mai avevo gustato come quella sera. Le dissi poi di prendere pomate da farsi spandere sull'ano e poi spndermene un pò a me sul batacchio. Isabella andò subito e ritornò munita di tubetti varri. Mi splamò un poco sul glande ed io intanto facevo altrettanto sul suo bellissimo culo. Quando stavo per possederla lei mi fermò domandando clemenza e delicatezza, specificando che quella era solo la seconda volta che veniva sodomizzata e tutto ciò, naturalmente, mi eccitò in maniera tale che non esitai un attimo e glielo schiantai tutto dentro in un colpo solo facendola così urale come ci si sentirebbe dopo una coltellata in corpo. Lei gridava di smettere ad incularla ma fui irremovibile e anzi, la inculai senza fermarmi un attimo e, quando sborrai tutto in lei,, estraendo il cazzo dal suo culo me lo vidi sutto imbrattato, logicamente, di sborra ma anche di tanto sangue: le avevo realmente straziato il bel culo. Le chiesi poi di andare in cucina ritornandone poi con un mestolo che le presi subito dalla mani ed iniziai a colpirla sulle natiche. Lei urlò a scuarciagola ma io fui irremovibile e continuai a colpirla fino a quando il culo cambiò colore diventando da rosso a violaceo. La feci distendere sul divano e la misi a cosce spalancate per poi infilarle il batacchione nella sua peoisissima figona e la cavalcai a lungo per poi sborrarle dentro un fiume di sborra che fuoriuscì scolandole sulle cosce. Dopo che le confermai di averle fatto provare tutto quello che aveva subito Milena, proposi di andare insieme a fare una doccia e dopo ci mettemmo a cenare con varii manicaretti gustosissimi. Dopo cena mi disse che al mattino dopo Milena sarebbe venuta con una sua intima amica e lei avrebbe voluto che fossi io a metterla alla prova di "aspirante prostituta". Chiaramente io accettai la proposta e Isabella, volle ringraziarmi a modo suo, facendomi gustare un meraviglioso spettacolare bocchino: Dopo l'apprezzatissimo dessert di sborra, Isabella mi disse di andare a dormire per ritrovare le energie per il mattino. Mentre stavo beatamente appisolato, suonò il telefonino: era Isabella avvisandomi che Milena era lì con la sua amica. Dopo mezz'ora ero da lei e notai con piacere che vanessa era una rossa da schianto, un pò cicciottella ma proprio per quello, molto attraente. Isabella ci fece strada fino alla camera dove "si lavorava" poi mi lasciò con Vanessa. Ci spogliammo; io mi sdraiai sul lettone e lei mi raggiunsa sdraiandosi accanto e iniziando a darmi bacetti sul viso, sul collo per poi infilare la lingua nella mia bocca ed andò subito ad impugnare il cazzone con la manina cicciottina assai eccitante e di seguito scese col viso al mio cazzone prendendoselo subito in bocca.
scritto il
2026-04-29
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