I piedi di Lara odorosi 2

di
genere
feticismo

Lara aveva mantenuto la promessa. Il giorno seguente aveva indossato un nuovo paio di collant velatissimi, color fumo questa volta, ancora più trasparenti del precedente. Li aveva portati per tutto il giorno: riunioni, passi svelti, il caldo dell’ufficio, il leggero sudore che si era accumulato tra le dita e sotto la pianta. Quando rientrò a casa, l’aria tra loro era già elettrica.
Marco la aspettava in camera, la luce calda della lampada che disegnava ombre morbide sulle pareti. Lara si fermò sulla soglia, sorridendo con quella malizia complice che lo faceva sciogliere. Si sfilò lentamente la giacca, poi si sedette sul bordo del letto, accavallando le gambe con eleganza. La gonna grigia risalì appena, scoprendo la parte alta delle cosce velate dal nylon.
«Tre giorni anche questi», sussurrò, togliendo una décolleté nera dal piede destro. Il collant era caldo, leggermente lucido per l’umidità accumulata. L’odore arrivò subito: più intenso del giorno prima, più profondo, un aroma femminile denso, muschiato, con una nota dolce e salata che fece pulsare immediatamente Marco.
Lei sollevò il piede e lo appoggiò sul suo viso ancora prima che lui si inginocchiasse del tutto.
«Respira», ordinò con voce bassa e vellutata.
Marco affondò il naso nell’arco, inspirando avidamente. Il profumo era più maturo, più intimo. Il nylon era umido contro la sua pelle, quasi scivoloso. Lara gemette piano di piacere mentre lui baciava la pianta, la lingua che scorreva lenta lungo l’arco, assaporando ogni traccia di quel calore vissuto. Lei gli accarezzava i capelli con una mano, l’altra che scendeva a sfiorarsi il seno attraverso la camicetta.
Dopo lunghi minuti di adorazione, Lara lo fece alzare. Lo guardò negli occhi mentre gli abbassava i pantaloni, liberando il suo membro già duro e teso. Si inginocchiò a sua volta con grazia felina, senza mai togliere i collant. Prima gli sfiorò il sesso con la punta delle dita velate, poi avvicinò il viso.
Le sue labbra si aprirono morbide, calde. Lo accolse lentamente nella bocca, la lingua che lo avvolgeva con movimenti lenti e sensuali. Succhiava con delicatezza, scendendo lungo l’asta fino a sentirlo toccare il fondo della gola, poi risaliva lasciando una scia lucida di saliva. Ogni tanto si fermava per guardarlo negli occhi, le labbra gonfie e umide strette intorno a lui, mentre con una mano gli accarezzava i testicoli con tocco leggerissimo.
Marco gemeva, le dita affondate nei suoi capelli. Lara intensificò il ritmo, la bocca che scivolava più veloce, più profonda, accompagnando il movimento con leggeri mugolii di piacere. Il suo profumo di donna impregnato nei collant arrivava ancora alle narici di lui ogni volta che lei si muoveva. Poi, senza preavviso, Lara si alzò, lo spinse sul letto e si mise sopra di lui a cavalcioni.
Non si tolse i collant. Li scostò solo quel tanto che bastava, aprendo il tessuto sottile all’altezza del pube. La sua vagina era fradicia, gonfia, lucida di desiderio. Si abbassò su di lui con un movimento fluido e profondo, accogliendolo tutto dentro di sé in un’unica spinta lenta. Entrambi gemettero forte. Era stretta, calda, bagnatissima.
Cominciò a muoversi con onde sensuali del bacino, cavalcandolo con ritmo crescente. I seni ondeggiavano sotto la camicetta aperta, i capezzoli duri che sfioravano il petto di lui. Marco le afferrò i fianchi, ma Lara gli prese un piede e glielo premette di nuovo sul viso.
«Lecca mentre ti scopo», sussurrò con voce roca.
Lui obbedì. La lingua scorreva sul nylon umido, succhiando le dita, assaporando quel gusto salato e setoso mentre lei lo cavalcava con passione sempre più intensa. La vagina di Lara si contraeva intorno a lui, stringendolo, bagnandolo completamente. I suoi umori scivolavano lungo l’asta, bagnando anche i collant che le fasciavano ancora le gambe.
Lara accelerò, il respiro sempre più corto, i gemiti più profondi. Sentiva l’orgasmo avvicinarsi come un’onda calda. Quando arrivò, fu potente: il corpo che tremava, la vagina che pulsava ritmicamente intorno al membro di Marco, spremendolo con contrazioni lunghe e intense. Lui non resistette. Con un grido soffocato nel suo piede, venne dentro di lei, schizzando getti caldi e abbondanti mentre il suo naso era ancora affondato nel collant impregnato.
Lara rimase sopra di lui per lunghi istanti, ansimante, godendo degli ultimi spasmi. Poi si chinò a baciarlo, assaporando sulla sua lingua il proprio odore mescolato a quello di lui.
Si mordicchiò il labbro inferiore, gli occhi verdi che brillavano di nuova promessa.
«Questi collant… li terrò ancora. E domani sera voglio qualcosa di diverso. Voglio vederti perdere completamente il controllo… mentre uso sia la mia bocca che questi piedi profumati su di te, fino a farti implorare».
Gli sfiorò le labbra con un dito.
«Pensi di riuscire a resistere fino ad allora?»
scritto il
2026-04-19
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