Pulendo e leccando

di
genere
feticismo

Sono Alina, signora rumena di 55 anni, faccio le pulizie. Al momento sono impegnata con Vittorio, un uomo di 10 anni più giovane conosciuto quasi un mese fa al lavoro, o meglio pulendo casa sua. Voglio confidarvi ogni esperienza fetish che ho avuto nella vita, amando tanto i piedi maschili… Fortunatamente il mio lavoro di donna delle pulizie prevede spesso la possibilità di trovarmi a casa di ragazzi o uomini soli, o comunque disposti ad aver esperienze fisiche con me. Vi racconto un episodio avvenuto 5 anni fa in estate, non mi trovavo a Roma ma a Ladispoli per tutto il mese d’agosto, essendomi trovata lavori sostitutivi di quelli che avevo a Roma in quel periodo, per via delle ferie dei miei tre datori di lavoro. Una di questi si spostò alla casa al mare di Ladispoli, mi offrì vitto e alloggio per aiutarla con le pulizie e mi trovò lavoro da un amico di una sua amica, che viveva in una villa a pochi metri dalla signora. Mi presentai a casa di questa famiglia per le 9 di mattina, mi accolse un ragazzo di 35 anni che mi disse che avrebbe lasciato casa a suo fratello di 28 anni che sarebbe venuto il pomeriggio stesso con due suoi amici in vacanza. L’idea del fratello con gli amici mi intrigò molto, ma lì per lì rimasi sconvolta dalla bellezza di quel 35enne: bel ragazzo biondo cenere, pelle chiara ma abbronzata con un fisico davvero interessante. Indossava la tuta della Lazio con infradito blu. Iniziai a pulire, indossavo un vestito bianco abbastanza sexy e infradito alte nere. Questo ragazzo di nome Alessio passeggiava nel giardino di questa villa e faceva avanti e indietro al telefono, non ebbi all’inizio una minima possibilità di parlarci o chiacchierarci. Andai a pulire al piano di sopra dove vi erano le stanze da letto, ogni tanto sbirciavo dalle finestre per vedere se fosse libero o meno. Me lo mangiavo con gli occhi, era così sexy e bello, tanto che a una certa mi vide da sotto che lo stavo guardando. Poco dopo attaccò il telefono ed entrò dentro casa. Lo sentii salir su dalle scale e venne verso di me, chiedendomi se mi servisse qualcosa, se mi trovassi bene. Mi feci furba e iniziai a parlargli in maniera dolce, lanciandogli sguardi di forte interesse, guardandogli spesso i piedi. Iniziammo a chiacchierare, chiedendoci anche di noi, era molto interessato a sapere cose su di me, fino a quando gli squillò il telefono e mi chiese scusa allontanandosi per rispondere. Capii sarebbe stato impossibile fare la gatta morta con lui con quel cellulare insistente… Ma mi sorprese il fatto che una volta finito di parlare al telefono tornò da me nella stanza matrimoniale. Mi chiese scusa ma aveva tanto da lavorare quei giorni, erano chiamate importanti sebbene fastidiosissime. Gli risposi che dovesse godersi il mare, la piscina, un po’ di relax. Lui allora mi disse: “sai che c’è? Spengo questo coso per un po’ e chiacchiero con te, sempre che non ti dia fastidio”. Gli dissi “bravo, così si fa” e lui si sedette su una poltrona e mise le gambe sopra il letto. Stavo pulendo dall’altra parte della stanza e la visione delle piante dei suoi piedi mi fece infuocare, non riuscivo più a parlare serenamente. Lui si accorse di tutto e mi suggerì di prendermi una pausa, di sedersi, si alzò dicendomi di aspettarlo e tornò con una bottiglietta di tè fresco che mi offrì. Avrei voluto baciarlo, saltargli addosso, era dolcissimo. Mi sedetti su una poltrona e misi le gambe sopra il letto, lui si sedette alla poltrona di fronte facendo la stessa cosa. Lui cercò di avvicinare i suoi piedi ai miei, ma eravamo ancora distanti, così feci la stessa cosa io per riuscire a toccarci l’un l’altra con le piante dei piedi, confrontandoceli. Lui era concentrato a posizionare i suoi piedi allineati ai miei, con le sue dita stringeva le mie, avendo i piedi più lunghi ovviamente. Restammo così senza parlare, fu bellissimo. Poi lui chiaramente si alzò e venne verso di me, finalmente direi visto che non aspettavo altro. Ci baciammo intensamente, poi si sedette sul letto di fronte a me e avvicinò un piede in mezzo alle mie gambe, andando a toccare le mutandine, che mi sfilai prontamente. Iniziò a strusciare il suo piede sulla mia vagina, me la stimolava, guardandomi però con aria da porco. Mi infilò tutto il piede dentro e ansimai, fino a bagnarmi, mi prese in contropiede, ero super eccitata, non mi aspettavo quella mossa. Col piede cerco la mia bocca e iniziai a leccarglielo, poi passai all’altro e gli leccai i piedi per forse un’ora, ovviamente ci fu un gioco di sguardi durante pazzesco, mi toccava, mi baciava, ci spogliammo molto dopo, sdraiandoci sul letto continuammo questo gioco di dominazione. Mi premeva i piedi in testa, glieli leccai così tanto che ormai la mia bocca sapeva del suo odore di piedi. Li avevo spesso in faccia, erano caldi, possenti, larghi. Finalmente mi andai a posizionare sopra di lui, mi penetrò, ci incrociammo le dita delle nostre mani e iniziammo a fare sesso, a cavalcarlo in maniera prima sensuale, passionale, poi concitata, fino a urlare entrambi come pazzi. Fummo interrotti dal corriere, dovette andar giù a ritirare il pacco. Non si mise le ciabatte, solo un pantalone e scalzo andò fino al cancello dove ritirò il pacco da un ragazzo e tornò da me. Aveva camminato a piedi nudi, gli dissi che avrei dovuto pulirglieli e continuai a leccarglieli. Penso furono i piedi più peccati da una donna a un uomo nella storia dei tempi. Li leccai per ore, erano pazzeschi. Non avevano difetti, mi piaceva soprattutto il fatto che le dita fossero allineate, curate, unghia tagliate, un alluce importante e saporito. Gli leccavo in mezzo alle dita e lui gemeva e godeva come un folle. Ovviamente anche lui da buon feticista come immaginai che fosse, leccò bene anche i miei. Continuammo a fare sesso fino all’ora di pranzo, poi mi disse che sarebbe dovuto andare a prendere alla stazione il fratello, venuto però soltanto con un amico. Ovviamente c’è un seguito a proposito interessante che vi dirò quanto prima.
scritto il
2026-04-10
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