Ai piedi del tecnico del gas
di
Alina cleaning lady
genere
feticismo
Mi chiamo Alina, donna rumena di 55 anni, tonica, sportiva, formosa, con la passione per gli uomini più giovani di me. Sono tanti anni che sono in Italia per lavoro, ho avuto molte esperienze, due di queste già raccontate con un Vittorio, uomo di 44 anni con cui mi frequento da tre settimane e col figlio Leonardo di 21, con cui ho avuto un’esperienza soltanto ma molto intensa. Chiedo scusa se a volte faccio degli errori, cerco di scrivere il più correttamente possibile. Oggi vi racconto un’esperienza che ebbi con un ragazzo, un tecnico del gas molto bello e sexy. Quel giorno lavoravo a casa di una signora di Garbatella che non essendoci per lavoro, mi chiese il favore di aprire al tecnico del gas per dei controlli che dovevano fare a ogni appartamento. Arrivai verso le 8:30 e vidi due tecnici al piano terra che aspettavano l’ascensore, uno era giovane, sui 35 anni, l’altro ne aveva una sessantina. Rimasi colpita dal ragazzo più giovane, me lo immaginai nudo a far cose con me, ma capii subito che come me stessero lì per lavoro, che non fosse affatto facile quel che pensai di fare. Mi salutarono con gentilezza e mi fecero prendere l’ascensore con loro, mi misi più vicino al giovane che sapeva proprio tanto di maschio, aveva uno sguardo da furbo che mi intrigava. Lo guardai maliziosamente ma finì lì per il momento. Entrai a casa della signora e iniziai a lavorare, quando dal salone sentii le loro voci sul pianerottolo mi salì una voglia di far sesso da matti, non vedevo l’ora che entrassero. Mi venne l’idea di pulire con lo straccio il salone, così da fargli togliere le scarpe e ammirare i loro piedi, soprattutto quelli del ragazzo, nonostante sapessi fosse una stupidaggine, una follia. Mi misi un vestitino aderente e scollato celeste e un paio di infradito alte tipo zoccoli, non comodissime per pulire ma abbastanza sexy da sedurre con quel vestito degli uomini in cerca… Suonarono qualche minuto dopo e gli aprii la porta, il signore chiese permesso ma gli dissi di aspettare che fosse ancora bagnato, a meno che non volessero togliersi le scarpe. Il ragazzo fece per entrare ma il signore lo fermò, dicendomi che sarebbero tornati più tardi. Non potevo perdere quell’occasione e mi inventai che avessi finito di lavorare, che forse non avrebbero trovato nessuno. Con mia grande gioia il ragazzo si propose di entrare e disse al collega che avrebbe fatto lui da me. Il signore più grande mi chiese di firmare dei fogli, nel frattempo chiesi al ragazzo di togliersi le scarpe. Il bel giovane si tolse le scarpe, mi chiese se dovesse togliere anche i calzini e gli dissi di sì. Il signore guardò il collega a piedi nudi e sorrise, poi guardò me e mi disse che lui non lo avrebbe mai fatto per non farmi svenire con il cattivo odore. Non mi fregava niente di lui, avevo davanti a me un ragazzo bellissimo, con dei piedi sexy che camminava scalzo in casa della signora. Lo condussi in cucina e mi piegai più volte facendo finta di non trovare le chiavi del terrazzo. Dopo questa scena, sperando di averlo eccitato, lo portai in terrazzo e si mise a lavorare, scrivendo dati su un foglio. Dopo pochi minuti mi disse di aver finito, tornando dentro raggiungendomi in cucina. Lì mi misi in mezzo, per non farlo passare, con in mano un bicchiere d’acqua e un caffè che gli dissi fosse d’obbligo offrirgli per la gentilezza. Lo guardai in maniera davvero maliziosa mentre prendeva il caffè, pensai non ci fosse nulla da perdere e mi misi seduta su una sedia. Chiacchierammo due minuti, si lamentò del fatto che alcuni condomini non rispondessero al campanello, che avrebbero perso un sacco di tempo per colpa di quest’ultimi. Io nel frattempo mi sfilai le ciabatte e avvicinai un piede al suo, per poi strusciare le dita dei miei piedi nudi ai suoi. Lui mi guardò con un fare sorpreso e mi ricordo ancora, con la sua spontaneità e simpatia, che mi disse proprio così: “signò, lei è fantastica ma devo lavorare, non spinga troppo”. Non mi fermai e strusciai il mio piede dalle sue dita, passando per il dorso fino a soffermarmi sulle caviglie, entrando dentro al pantalone. Gli dissi che il tempo ci fosse sempre per queste cose e allora lui cambiò espressione: passò da un viso simpatico, un po’ goffo a un’espressione da vero porco perverso. Mi disse “ah la metti così cazzarola”. Mi si lanciò addosso, mi fece alzare e mi baciò, passando subito a darmi baci violenti e leccate passionali sul collo e sull’orecchio destro. Si tolse la felpa, la maglia e la canotta e rimase a petto nudo: era muscoloso, bello abbronzato e depilato. Gli leccai il petto, gli baciai i capezzoli, mentre lui iniziò a chiamarmi troia e cagna. Non vedevo l’ora di essere dominata da lui e gli chiesi di farmi leccare i suoi piedi. Non si aspettava una cosa simile ma comunque dopo un secondo mi mise la sua pianta larga del piede morbido e virile in bocca e gli succhiai per bene le dita allineate. I piedi gli puzzavano ed erano un po’ sporchi, tra le dita aveva dello sporco che gli lavai via con grande piacere. Dopo qualche minuto mi tolse l’altro piede dal viso e mi fece alzare, visto che ero in ginocchio e mi levò il vestito. Mi ficcò il pollice in bocca e mi disse di stare zitta. Mi fece avvinghiare le gambe intorno al suo corpo e mi penetrò in piedi. Con le unghia delle mie mani gli feci graffi sulla schiena… e che schiena! Mi guardava con un’espressione da maiale, con la lingua di fuori. Mi venne dentro, non mi aspettavo fosse così insolente, tanto che impazzii. Lo presi per un braccio e gli dissi “ora vieni con me”. Lo portai baciandolo in maniera concitata sul divano e lo spinsi sopra. Seduto mi fece cenno con le mani di raggiungerlo, mi fiondai sul suo pene che iniziai a succhiargli. Mi venne dentro, ansimava come un porco, era tutto sudato in fronte, era ancora più sexy. Mi alzai, mi sedetti sopra di lui strusciando la mia vagina sul suo pene e lo baciai, per poi leccargli via il sudore. Lui non ci vide più e mi prese per i capelli, dandomi poi una leccata dal mento fino al naso con fare violento. Aveva una lingua ruvida e calda che mi fece impazzire. Gli urlai di cavalcarmi, mi infilò il cazzo dentro e iniziò a sbattermi. Mentre mi sbatteva sentivo il rumore del suo pene sbattere su di me, ero eccitata al massimo, tanto che piegai la testa dietro, con le mani toccavo le sue spalle virili e grosse. Lui voleva baciarmi, tanto che sbattendomi sempre più forte, sapendo di esser vicino all’orgasmo, mi prese le braccia con le sue mani e mi tirò verso di lui. Ci baciammo ardentemente, poi cercò il mio sguardo, oramai eravamo prossimi entrami all’orgasmo, non solo lui. Ci guardammo negli occhi cercando di renderlo ancora più intenso, fu di istinto per entrambi prenderci per mano, incrociai le dita delle mie mani alle dita delle sue mani grandi e possenti fino a raggiungere un orgasmo pazzesco. Rimanemmo stretti così per un po’, ci baciammo e mi disse che doveva rivestirsi. Mi misi il vestitino, lui i pantaloni e suonarono al campanello, era l’altro tecnico. Mentre si metteva la canotta gli consiglia di sbrigarsi, ma lui mi rispose di aprire anche, che non ci fossero problemi. Aprii e il tecnico mi chiese che fine avesse fatto Marco che si presentò dietro di me in canotta, a piedi nudi, mentre si rimetteva la maglia e la felpa. Il signore capì tutto e gli disse di sbrigarsi, di rimettersi le scarpe e di andar via. Lui mi baciò spingendomi al muro, disse al suo collega che fosse pazzo di me, lo ringraziò per avergli dato del tempo per stare da me. Mi prese le mani e me le portò dietro la testa, davanti il signore ero in imbarazzo, pensavo volesse continuare a scoparmi. Si limitò solo a quello, ci staccano le mani intrecciate e se ne andò. Peccato non mi diede il suo numero o mi rincuorò di tornare, ma nonostante questo rimase per me un’esperienza favolosa di cui vantarmi.
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