Reggio Calabria (seconda storia)
di
Goloso_porcello1
genere
gay
Quel pomeriggio andai alla Sorgente. A sinistra imboccai il vialetto che tra le piccole dune faceva intravvedere alcuni uomini.
In lontananza vidi mio cognato.
Mi avvicinai.
Avvampò in viso e poi sorridendo mi disse:- Sapevo che sei una troia!
Andammo via insieme.
Mi portò in campagna, in una piccola costruzione in cui teneva attrezzature da coltivazione.
Vi era anche un divano-letto.
Appena entrati mi bloccò contro la porta appena chiusa e mi palpò dappertutto mordendomi il collo e le orecchie. Mi strappò i vestiti di dosso e mi spinse sul divano.
Si spogliò lentamente.
Quando tolse gli slip vidi un cazzo enorme.
Scuro, violaceo, grosso e gocciolante.
Mi bloccò la testa fra le sue mani e iniziò a sputarci dentro insultandomi e schiaffeggiandomi.
Mi allargò la bocca con le dita e ficcò la sua bestia.
Facevo fatica a tenerla dentro.
Ma lui voleva che la prendessi tutta!
Mi scopò la bilocca finché bloccandomi la testa non sentii la cascata di sperma caldo che ingoiai.
Lo estrasse e me lo fece pulire con la lingua.
Si stese accanto a me ed iniziò a baciarmi con delicatezza.
Quando ne ebbe abbastanza mi mise a pancia in giù e dopo avermi insalivato il buco lo mise dentro senza pietà.
Mi sentivo aprire.
Lui rideva e mi diceva che mi fecondava come una vacca.
Mi sbatteva come un cavallo, continuamente, senza sosta finché non mi sborrò dentro.
Ci risistemammo ed andammo via.
La sera dopo mi chiamò e mi disse che mi passava a prendere.
Andammo sempre lì.
Dopo 10.minuti che eravamo entrati, sentii bussare.
Andò ad aprire ed entrarono due uomini; uno sui 50 ed uno sui 30 anni.
Mi distesero sul tavolo a pancia in giù.
Allo spiedo!!!
Contemporaneamente uno in gola ed uno in culo.
Da quella sera il casolare porta il mio nome...
In lontananza vidi mio cognato.
Mi avvicinai.
Avvampò in viso e poi sorridendo mi disse:- Sapevo che sei una troia!
Andammo via insieme.
Mi portò in campagna, in una piccola costruzione in cui teneva attrezzature da coltivazione.
Vi era anche un divano-letto.
Appena entrati mi bloccò contro la porta appena chiusa e mi palpò dappertutto mordendomi il collo e le orecchie. Mi strappò i vestiti di dosso e mi spinse sul divano.
Si spogliò lentamente.
Quando tolse gli slip vidi un cazzo enorme.
Scuro, violaceo, grosso e gocciolante.
Mi bloccò la testa fra le sue mani e iniziò a sputarci dentro insultandomi e schiaffeggiandomi.
Mi allargò la bocca con le dita e ficcò la sua bestia.
Facevo fatica a tenerla dentro.
Ma lui voleva che la prendessi tutta!
Mi scopò la bilocca finché bloccandomi la testa non sentii la cascata di sperma caldo che ingoiai.
Lo estrasse e me lo fece pulire con la lingua.
Si stese accanto a me ed iniziò a baciarmi con delicatezza.
Quando ne ebbe abbastanza mi mise a pancia in giù e dopo avermi insalivato il buco lo mise dentro senza pietà.
Mi sentivo aprire.
Lui rideva e mi diceva che mi fecondava come una vacca.
Mi sbatteva come un cavallo, continuamente, senza sosta finché non mi sborrò dentro.
Ci risistemammo ed andammo via.
La sera dopo mi chiamò e mi disse che mi passava a prendere.
Andammo sempre lì.
Dopo 10.minuti che eravamo entrati, sentii bussare.
Andò ad aprire ed entrarono due uomini; uno sui 50 ed uno sui 30 anni.
Mi distesero sul tavolo a pancia in giù.
Allo spiedo!!!
Contemporaneamente uno in gola ed uno in culo.
Da quella sera il casolare porta il mio nome...
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