A tu per tu con Milord

di
genere
gay

A TU PER TU CON MILORD
Sono diventato il valletto di camera di Sua Signoria. Più volte al giorno assisto ai suoi cambi d'abito. Gli porgo i capi anche quelli più intimi che spesso si fa infilare e accomodare da me. Quando gli tiro su le mutande ho sempre un fremito. Le riempie così bene! In ginocchio gli sistemo il gingillo. Sentirlo fra le mie mani mi fa parecchio effetto. Un giorno che per sbaglio mi sono lasciato scappare una carezza di troppo e subito se ne è accorto.
-”Sei sensibile al maschio?”
La domanda del Padrone mi manda in tilt: cosa rispondergli?
-”Guarda che ho sempre avuto i miei culetti e se ti va stasera ti faccio vedere come li tratto”.
È sera. Il Padrone si corica sempre nudo. Lo aiuto a spogliarsi. In ginocchio gli scendo le mutande. È in erezione.
-”Che ne dici di un tale spadone?”
-”È un'arma da battaglia Milord”.
-”Buona questa. Toccalo”.
-”Milord non oso”.
Esito un po'. Poi lo sfioro.
-”Di più”.
Prendo in mano.
-”Ha bisogno di te”.
Non riesco a spiaccicar parola.
-”Mostrami il sedere”.
Mi sbottono la divisa. Porto a giorno le mie grazie. Ci allunga una mano.
-”Fai tanta voglia”.
A gesti mi ha mostrato come dovevo mettermi (per quella volta come per le prossime). È salito su, avvolgendomi nel calore del suo corpo. Ne ho sentito il peso e tutta la forza del suo pungolo. Che monta da Toro a palle spiegate. E quanti schizzi sul pavimento, che mi sono precipitato a ripulire (con delle salviette), e a lingua (come reclamava) lungo l'asta, goccia a goccia.
-”Sei il maialino che mi ci voleva. Un bel modo di finire la giornata”.
-”Sì Milord”.
-”Non fare strani pensieri. A me basta questa cosa qui. Se fai il bravo passerò sopra alle voci che circolano su di te e sul tuo collega frocio”.
-”Grazie Milord”.
-”Un consiglio: fate meno rumore. Se no sai che scandalo”.
Annuisco.
-”Culo aperto e acqua in bocca”.
-”Senz'altro Milord”.
-”Vai”.
-”Buona notte Milord”.
Ora ne ho tre che mi stanno dietro: il pastore di rado, il mio bello abbastanza spesso, Sua Signoria puntuale come un debito.
scritto il
2026-04-03
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