After - Round 3

di
genere
esibizionismo

Solo si fece indietro e osservo quello spettacolo meravigliosamente osceno che era la ragazza stesa davanti a sé.
Le braccia allungate sul divano, i polsi legati da delle volgari fascette di plastica. Il viso nascosto sotto i capelli, il vestito tirato su, sopra i fianchi, lasciando esposto un fondoschiena dalle natiche arrossate e calde. Le gambe spalancate, oscenamente spalancate, con un sesso in mostra le cui labbra sembravano volersi rifiutare di chiudersi, con un filo di umori che colava fino al pavimento. E le mutande... quelle erano scese, Solo non se ne era nemmeno accorto, infilate solo in una caviglia. Il suo respiro era tornato regolare dopo l'orgasmo e Solo sorrise tra sé e sé ammettendo che, quando fosse andata via, avrebbe dovuto dare lo straccio. Si allontanò un istante, quel tanto che bastava per prendere un paio di tronchesine che aveva messo a portata di mano immaginandosi una conclusione simile a quanto accaduto.
Si avvicinò a lei, si sedette sul divano nel posto rimasto libero. Rimase un istante immobile a osservarla. Che fosse una bella ragazza era fuori discussione, ma in questa posizione era...
Solo sospirò e le passò una mano tra i capelli di seta.
Francesca non reagì.
Con le tronchesine tagliò la fascetta che le teneva uniti i polsi. Fece per tagliare un'altra fascetta, ma si fermò
Francesca emise un grugnito strano.
"Come stai?"
Silenzio.
Solo sospirò.
Lentamente allungò una mano in quella massa di lunghi capelli castani e mordibi, cercando prima il volto poi il mento della ragazza. Assicurandosi che lei accompagnasse i suoi movimenti e di non farle male, la costrinse a tirar su la testa.
Si trovò a fissarne i grandi occhi castani.
"Devi smettere di non rispondere alle mie domande."
"Devi smettere di fare domande banali..."
Solo sorrise e si piegò verso di lei. I loro visi erano vicini.
"Se non vuoi rispondere puoi dire la parola di sicurezza. Altrimenti, che io faccia domande banali oppure no, tu rispondi."
Francesca accennò un sì con un gesto del capo.
"Come stai?"
"Non ho una risposta facile."
"Comincia e vediamo cosa succede."
Francesca sospirò.
"D'accordo... ma posso alzarmi?"
"Se insisti. Mi piacevi in questa posizione."
Francesca rivolse a Solo una strana occhiata, si alzò e fece per mettersi a posto le mutande.
"No! Aspetta. Quelle dalle a me."
La ragazza lo guardò preplesso.
"Come scusa?"
"Voglio che le mutante tu le dia a me. Te le ridarò prima di uscire di casa."
Francesca guardò le mutande che teneva in mano per un lungo istante, poi si avvicinò al tavolo.
"Facciamo che le posiamo qui sul tavolo. Non mi fido a dartele."
Solo si concesse un mezzo sorriso divertito.
"D'accordo, lo accetto."
Francesca si liscò il vestito e guardò il divano.
"Temo che a sedermi potrei macchiarlo."
L'affermazione fece fremere Solo.
"Allora temo non ti resti altra scelta che rimanere in piedi. O metterti in ginocchio."
Francesca incrociò le braccia al petto.
"Mi sembra un po' esagerato in ginocchio."
"A me no. In ginocchio, senza reggiseno e con il vestito abbassato sotto le tette."
Silenzio.
"Hai promesso di mostrarmele", concluse Solo.
"Lo so... ma se faccio come vuoi tu non sarà solo un mostrarle. Vero?"
"Probabile... molto probabile. Ma hai sempre la parola di sicurezza."
Francesca girò la testa dall'altra parte. Stava decidendo se accettare oppure no.
"E la rispetterai."
"D'obbligo", disse Solo accompagnando le parole mettendosi la mano sul cuore.
"Posso mostrartele stando in piedi."
"Certo, ma ricordo che avevi detto che volevi guardarmi mentre mi toccavo. Se ti metti in ginocchio potrei toccarmi davanti a te e venirti sulle tette."
Francesca lo guardò completamente sorpresa.
"Serio?"
"Serio."
Senza aggiungere altro Francesca portò una mano dietro la schiena e, con quel movimento che sa di magia, sfilò il reggiseno in un istante. Già così i capezzoli sembravano voler bucare il vestito.
"In ginocchio...", mormorò la ragazza.
"In ginocchio", confermò Solo.
Francesca sospirò, si guardò attorno e, con calma, si piegò, ginocchia a terra, glutei sui talloni. Una smorfia di dolore le attraversò il viso.
"Brucia..."
Solo si alzò dal divano e si portò davanti a lei. La dominava. Era dannatamente eccitante.
"Sì, immagino. Posso confessarti che la cosa rende tutto ancora più... interessante."
"Puoi iniziare", rispose provocante Francesca.
"Non ancora, prima devo sistemare due dettagli.
Si spostò dietro di lei e si accucciò alla sua altezza.
"Per prima cosa le gambe."
E mentre parlava le posò le mani sulle cosce, costringendola ad aprirle con un angolo di novanta gradi.
"Non penso che...", provò a iniziare lei, ma non finì mai la frase.
"Io penso che sia decisamente sensuale."
"Mi vuoi umiliare?"
Solo avvicinò il viso alla sua bocca e parlò a voce molto bassa.
"Non l'ho già fatto? E forse ti è piaciuto?"
Francesca alzò la testa in moto, forse, di orgoglio.
"Non così..."
"Adesso dimmi che se ti metto una mano tra le gambe ti trovo bagnata."
Silenzio.
"Rispondimi."
"Se... Se.. mi metti una mano... tra le gambe... sono bagnata."
"Forse è meglio controllare?"
"... No..."
"Dillo."
Francesca abbassò la testa. I capelli le caddero ai lati del volto, nascondendolo.
"Non serve controllare, sono bagnata."
"Perchè ti piace essere umiliata."
"... perché mi piace come riesci a umiliarmi."
Solo sentiva un'erezione costretta tra i pantaloni da fargli male.
"Molto bene. Ora le mani."
"Cos..."
Partendo dalle spalle Solo fece scivolare le mani lungo le braccia di Franscesca, fino a raggiungere le sue. Le loro dita si intrecciarono, lei non si oppose. Lentamente gliele portò dietro la schiena. E con un movimento repentino fece passare una nuova fascetta a bloccarle i polsi. Francesca, quando si rese di cosa stava succedendo, fece per ribellarsi, ma Solo le posò una mano sulla spalla.
"Una precauzione. Non vorrei che, quando sarò esposto davanti a te, ti venisse in mente di allungare le mani."
Franscesca si fermò.
Silenzio.
"Non vuoi che ti tocchi?"
"Hai detto che vuoi guardare mentre lo faccio io."
"Certo ma..."
"Non mi toccherai."
"Tu con me l'hai fatto..."
"Detto io le regole."
Silenzio.
"Ora le tette."
Con la stessa lentezza misurata con cui le aveva portato le mani dietro la schiena, Solo afferrò i bordi del vestito e lo fece scendere. Centimetro dopo centimetro, la pelle dei seni di Francesca si rivelò in tutta la sua pienezza e presto le tette furono completamente esposte, i capezoli tondi, pieni, invitanti, duri.
"Cazzo Fra... le tue tette sono illegali."
"... Grazie."
Solo si alzò e si portò davanti a lei, fissandola negli occhi, grandi, tondi, marroni, affascinanti.
Era oscena. E il vestito che, da sotto le tette, scendeva fino alle cosce coprendole il sesso, aggiungeva quella nota di vedo-non-vedo che rendeva tutto sconvolgente.
"Ora dimmi come stai."
Francesca si corrucciò.
"Tu.. non dovresti..."
"Tu dimmi come stai", concluse Solo.
"Mi sento... strana..."
Solo si abbassò allo stesso livello della ragazza. Quelle tette sembravano guardarlo, fissarlo, sfidarlo. Posò una mano su una coscia mezza scoperta.
"Cosa vuol dire strana?"
"Non è tanto per il sedere... quello brucia... lo sapevo. Ma il resto..."
La mano iniziò un lento massaggio. La posizione, il seno scoperto, i capezzoli turgidi, le guance arrossate... non c'erano parole per descrivere quello spettacolo.
"Il resto?"
"Quello che è venuto dopo... come mi hai fatto venire..."
"Come ti ho fatto venire? Dillo."
La mano si insinuò sotto il vestito, raggiunse il sesso. Due dita iniziarono ad accarezzarlo dolcemente. Era ancora umido. Francesca sgranò gli occhi.
"Cosa... cosa vuoi... farmi?"
"Tu dimmi come ti ho fatto venire."
"... Con... le dita..."
"Sei sicura che non devi dirmi altro?"
Quelle stesse dita che l'avevano fatta venire poco prima e che le stavano massaggiando le labbra, si insinuarono lentamente dentro di lei. Di nuovo.
"Ehi... aspetta..."
Solo si spinse dentro di lei, fino in fondo, fino a quando non fu costretto a fermarsi con le nocche.
Francesca mosse il bacino per accompagnare quel movimento, gemette e spalancò la bocca.
"Dillo."
Silenzio.
"Dillo."
Francesca abbassò la testa.
"Ti... ti... ti prego..."
Solo tirò indietro le dita e le spinse dentro, ancora, più forte.
"Dillo o le dita diventano tre."
"Mi hai... fatto... venire... aprendomi."
Solo si fermò.
"Molto, molto bene."
E, senza aggiungere altro, Solo si piegò su Francesca e la baciò.
Dopo un lungo istante la guardò dritto negli occhi. Le guance della ragazza erano arrossate, gli occhi le brillavano.
"E ora vorrei venire di nuovo?"
"Vorrei... vorrei venissi tu."
In silenzio Solo le accarezzò una guancia, le sfiorò le labbra, seguì la curva della mandibola, scese lungo il collo, arrivò al seno. Sotto le sue dita la pelle della ragazza era calda e morbida, invitante. Si abbassò, portandosi allo stesso livello di Francesca. Con un gesto secco, strappandole un gemito, le afferrò un seno e lo strinse.
"Riprovo... Vorresti venire di nuovo?"
Franscesca deglutì.
"... Sì, ma..."
"Ma cosa?"
"Vorrei venissi anche tu."
Ci fu un momento di silenzio.
"Inizia a toccarti."
Franscesca esitò.
"Ho detto... inizia a toccarti."
In silenzio Francesca spostò una mano sul sesso e iniziò una carezza lenta e intima.
"Molto bene."
Con la stessa lentezza con cui la ragazza si accarezza tra le labbra più intime, Solo iniziò a slacciarsi i pantaloni.
"Lo fai veramente?", gli chiese.
"Una promessa è una promessa."
"Grazie."
"Scegli dove vuoi che venga. Sulle tette o in bocca?"
Francesca abbassò per un attimo lo sguardo, poi tornò a incrociare gli occhi con Solo.
"Ti confesso che mi piacerebbe prenderti in bocca... ma tu mi hai fatto venire senza lingua..."
"Do ut des?"
"Sì... qualcosa del genere... e poi..."
"E poi?"
"Devo essere sincera... voglio vedere il momento preciso in cui vieni."
"Spiegati meglio."
Francesca sospirò.
"Quando fai così ti odio."
"Spiegati."
Francesca fece un respiro profondo e fissò lo sguardo negli occhi di Solo.
"Voglio vedere lo sperma che ti esce dal cazzo. Va bene così?"
Solo sorrise, soddisfatto e trionfante.
"Sei stata meravigliosa. Non fosse per quello che vuoi vedere ti scoperei."
Anche Francesca sorrise.
"Niente sesso."
"Niente sesso."
"Segati. Voglio vederti."
Senza dire altro solo finì di slacciarsi i pantaloni e li abbassò insieme ai boxer. Il membro spuntava da un folto bosco di peli neri, dritto e fulgido, puntando dritto al viso della ragazza.
"Buongiorno cavaliere", disse piano lei.
La mano di Solo iniziò a muoversi lentamente sul pene, accarezzandolo con fermezza.
"Ti verrò sulle tette, ma tu non pulirai il mio sperma fino a quando non arriverai a casa."
"Sei un porco..."
"E tu non sei da meno."
"Mostramelo tutto."
Solo salì con la mano fino in cima, si fermò un istante, iniziò a scendere. Tirò indietro la pelle, scoprendo completamente la cappella.
"Grazie."
Entrambi si masturbarono, lei in ginocchio ai piedi di lui. Lui di fronte a lei. Entrambi si davano piacere ma, in quel gioco, traevano piacere dal guardarsi.
Finché, nel silenzio degli ansimi e dei gemiti, Solo disse una sola parola:
"Vengo."
Il primo getto colpì Francesca alla base del collo.
Il secondo finì preciso tra le sue tette.
Il terzo si appoggiò sul seno destro.
E fu in quel momento che Francesca si piegò leggermente avanti e accolse sulla lingua morbida le ultime gocce di sperma che uscivano dal prepuzio.
Silenzio.
"Credo verrò anche io."
Un istante dopo il ventre di Francesca iniziò a sussultare, i muscoli delle cosce a contrarsi.
"Uno spettacolo davvero degno di nota", concluse Solo, facendo un passo indietro e iniziando a ricomporsi.
"Sì... beh... un'esperienza interessante... Grazie."

Per qualsiasi parere, commento o critica:
soloqualcheparola@proton.me
scritto il
2026-04-03
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