Ignobile ricatto

di
genere
dominazione

Sono sempre la vostra odiata o amata Juliana.
Questo è un brutto periodo della mia vita.
Era il tempo del covid.
con mio marito qualche anno prima avevamo aperto un locale.
Purtroppo il covid ci metteva in ginocchio economicamente.
Mio marito chiese un prestito per superare questo brutto momento,L’aiuto dello stato ci riparava dei danni subiti in parte .
E Col il prestito potevamo riprendere l’attività.
Ma Pultroppo non funziona come avrebbe dovuto funzionare,
Interessi crescevano senza che riuscissimo ad appianare.
Veniamo convocati dal creditore,
Oltre a prendersi l’ipoteca della casa,
Pretese me come garanzia.
Mio marito prova ad ribellarsi,
il nostro credito era enorme,
abbiamo dovuto sottostare ad un nuovo contratto.
Avrei coperto con la mia disponibilità gli interessi maturati,
E i proventi dell attività servivano per coprire il prestito.
Il locale subisce una trasformazione,
Da bar diviene erotico bar.
Io ero l’attrazione principale,
La moglie del proprietario serviva i tavoli.
Vestita solo con un body calze Autoregenti tacco 12,
Questo abbigliamento risaltava le mie forme.
Il brutto che il locale viene frequentato anche da amici e conoscenti.
All inizio l’imbarazzo era forte,
Ma col tempo si affievolisce e i amici non avevano più riservo nei miei confronti.
Alla fine pagavano per il servizio che viene offerto.
Il più assiduo frequentatore era il vecchio datore di mio marito,
Che più volte aveva dimostrato il suo interesse nei miei confronti.
Mi ero dimenticata il nostro creditore si era preso anche il 51 x100 della società.
E io ero la sua concubina.
Certo non mi ha risparmiato umiliazioni prima di intraprendere l’attività.
Rimarrà impresso per sempre la stipula del contratto.
Fatte le dovute firme davanti al notaio,
Che io ho ringraziato con due ore di sesso.
Quello che successe mio marito lo ha dovuto digerire.
Mentre mio marito faceva conversazione col il nostro socio cioè il nostro esattore.
Io dovevo saldare il notaio,
Un uomo scheletrico ma con una dotazione asinina.
Oltre alla dotazione era di una perversione inaudita.
Quello che mi ha fatto è impressa nei ricordi.
Al solo pensiero oggi tremo di eccitazione e di paura .
Quando si chiuse la porta alle mie spalle si chiuse anche la mia dignità di donna.
Da quel momento la mia vita sessuale ha un evoluzione che crescerà a dismisura fatta di umiliazione e perversione.
Come chiude la porta mi afferma dalla coda dei capelli costringendomi a guardarlo,
Aveva occhi iniettati di odio
Mi schiaffeggia sputandomi in viso e insultandomi,
Mi spinse in terra,
Mi usò come uno straccio tirandomi dai capelli,
Terrorizzata lo imploravo di non farmi del male,
Mi guarda con occhi spiritati,
Si denuda mostrando la sua dotazione,
Rimango impressionata gli arrivava a metà coscia da moscio,
Con due palle grosse come arance,
Mai visto in vita mia un cazzo del genere,
Senza che mi dicesse nulla mi inginocchio leccandogli i piedi,
Alza il pollice che io iniziai a succhiarlo come se fosse un cazzo,
Quando mi colpisce al sedere con una cinghiata,
Ho urlato di dolore,
Me ne diete un’altra intimando di non urlare,
Ma urlai di nuovo,
Poi mi colpì con una terza quarta quinta.
Non urlai ma avevo il viso rigato dalle lacrime,
E stavo leccando il cazzo,
Mi accarezza come se ero una cagnolina dicendomi che ero stata brava ad non abbaiare,
Che ora mi dava il premio,
Il premio era il suo cazzo.
Me lo fece ingoiare tutto,
Ma prima che ci riuscì avevo rigettato due volte subendo una punizione,
Due cinghiate sulla fica.
Ho provato una scossa elettrica tale che mi friggeva il cervello,
Arrivando a pisciarmi sotto dal dolore.
Lo pregavo di smettere che sarei stata ubbidiente.
E riuscì ad ingoiarmi il suo cazzo sino alla base.
Mi disse vedi che se ci metti impegno e devozione riesci.
Il tempo non passava mai,
Mi sembrava un eternità che ero in quella stanza.
mente invece erano passati soltanto 15 minuti.
Ero lì in ginocchio ad ingoiami quel albero di carne,
Quando mi chiese di leccargli il culo ,sbianco.
Prima di firmare il contratto era andato in bagno,
Equando appoggio la lingua al suo ano ho sentito L’amarognolo,
Il porco non si era fatto il bidè,
Alla sua affermazione
Non ti piace?
Dalla paura di altre punizioni,
Ho fatto il bidè con la lingua arrivando a penetrare l’ano.
Ho represso più volte i comitati di rigetto
Alla domanda se mi piaceva quello che stavo facendo,
Gli risposi che ero stata onorata a servirlo che non avrei desiderato altro che poterlo fare.
Mi diete un ceffone dicendomi che ero una bugiarda.
Chiedendo di dimostragli che ero veramente onerata,
Il suo sguardo mi indicò il bagno,
Compresi SUBITO le sue intenzioni,
Mi dirigo a quattro zampe verso il bagno.
Seguito da lui che mi diceva che non vedeva l’ora di montare una cagna,
Io alla parola cagna abbaiai più volte,
Mi fermo prendendomi dai fianchi,
Ero a pochi centimetri dalla tazza,
Sento il suo cazzo teso passare tra il solco e la fica come un pennello,
Quando lo sento fermarsi al mio ano abbaiai,
Mi prese dai capelli mi chiese se avevo sete,
Abbaiai
Mi alza un po la testa facendomi vedere il fondo della tazza,
Tira lo sciacquone dicendo bevi cagna,
Immersi la testa dentro,
Mi spinse dal collo sul fido,
E mi penetro nel culo con un colpo secco,
Le urla di dolore sì smorzano nel acqua della tazza aveva tirato di nuovo lo sciacquone che mi affogava ,
Abbassa la tavoletta sulla mia testa e mi inculava con violenza .
Incredibilmente ho avuto un orgasmo,
Che mi fece tremare come se avevo le convulsioni,
Non avevo mai provato nulla di simile,
Lu si complimentava di me
Ero svuotata prive di forze quel orgasmo mi aveva prosciugata delle forze,
Mi scopa anche in fica venendomi dentro,
Ancora con la testa nella tazza

Senza un minimo di reazione ho sentito un getto caldo colpirmi sulla nuca,
Rimasi con la testa nella tazza per paura di punizioni,
E ho iniziato a leccare il liquidò che la tazza offriva,
Rimase compiaciuto dal mio gesto,
Mi aiuta ad alzarmi mi condusse nella doccia e mi lava con cura,
Mi scopa sia in culo che in fica,
Questa volta trovandoci anche piacere,
E quando notai che stava per venire mi inginocchio per riceve il suo sperma in bocca,
Lo ingoio senza problemi,
Lo guardo e compresi dal suo sguardo che ancora non era completato l’opera
Presi in mano la sua proboscide,
La indirizzò verso il mio viso,
Mi accarezza la nuca ed inizia pisciare,
I primi getti sul viso poi li indirizzò nella bocca,
E bevo sino al ultima goccia
E lo ringrazio di avermi dedicato del suo tempo prezioso.
Soddisfatto si riveste congratulandosi del mio ottimo servizio,
Anch’io mi rivesto e raggiungo mio marito che stringeva la mano al notaio.
Malferma sulle gambe li raggiungo e il notaio mi gela con una frase.
Suo marito mi ha invitato a cena sabato
Spero che anche lei sia onorata di avermi ancora.
Con una lacrima che scorreva lungo il volto
Gli rispondo che ero onorata nel servillo nuovamente
Lui mi accarezza il volto,
Ha una moglie molto accogliente e servizievole,
Vedrà che avremo una ottima collaborazione.
Si avvicina per salutarmi,
Io istintivamente per paura di punizioni lo bacio in bocca davanti a mio marito,
Dicendogli che ero stata onorata ad essere stata scelta per servirlo.
In quel momento si intromise il nostro benefattore
Mi prese per un braccio,
Guarda mio marito
Lui a testa bassa mi disse ci vediamo domani amore.






scritto il
2026-03-31
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