Guardone di mia zia (3)
di
nipotino
genere
voyeur
Sicuramente mio zio era innamorato perso della moglie, di cui era chiaramente succube.
Fin da quando, ancora studente, viveva con noi era purtroppo diabetico e dopo il matrimonio aveva preso a bere…
Alcolici e diabete sono un binomio micidiale: qualche anno dopo il matrimonio ha cominciato a soffrire di disfunzione erettile (ovvero non gli si drizzava più), fino a diventare impotente.
Probabilmente anche lo stress causato dalle preoccupazioni economiche, dalla nascita e dal mantenimento dei figli, nonché dai sospetti (più che fondati!!!) sul comportamento diciamo assai disinvolto e disinibito della moglie, hanno avuto una parte importante al riguardo…
Al solito lo avevo scoperto origliando nelle riunioni di famiglia che si tenevano nelle domeniche d’inverno a casa nostra (quelle con gli uomini che fumavano e bevevano whisky parlando di politica e ascoltando “Tutto il calcio minuto per minuto” alla radio mentre le donne giocavano a canasta sparlando delle parenti assenti), apprendendo che un mio cugino viceprimario lo aveva indirizzato a un noto specialista per curarsi, ma senza grandi risultati.
L’estate seguente avevo rivisto mia zia Graziana dopo molto tempo e mi era sembrata piuttosto provata, più taciturna del solito.
Quando mio zio ci aveva lasciato per tornare al lavoro si era confidata con me rivelandomi che “tuo zio non è più un uomo!!!” con voce rotta dal pianto, raccontandomi tra i singhiozzi quello che in realtà già sapevo, però non ti nascondo che ero piuttosto turbato e perfino commosso quando aveva concluso il suo sfogo strappalacrime con “ma io lo amerò sempre lo stesso!!!”
Neanche 24 ore dopo questa scena-madre il pomeriggio seguente chiacchierava in spiaggia con la sua amica Gioia (milf sposata con figli troia quasi quanto lei) e insieme si sono avviate verso le dune all’interno, lo facevano spesso per prendere il sole in topless in intimità e come sempre le avevo seguite discretamente per gustarmi lo spettacolo di nascosto…
Mentre mi segavo godendomi le loro tettone al sole sentivo mia zia nominare ridacchiando un tal “lecca-lecca” e “chupa-chups”, in breve ho capito che si riferiva al marito che a suo dire a letto insisteva senza successo a farla godere con la lingua fino a slogarsi la mascella!!!
La troia lo perculava senza ritegno dicendo all’amica che fingeva di godere per finire presto quello strazio, al che Gioia ridendo “ma non lo sa che così invece di soddisfarti ti attizza ancora di più a farti scopare da Carlo?!?” e lei “certo che no, non sarebbe un cornuto!!!” e giù a ridere entrambe…
Ero così basito che avevo perfino smesso di segarmi!
Come un flash mi ricordavo quando l’estate scorsa mentre la spiavo al capanno che si faceva fottere dal suo ragazzo l’avevo sentita chiamare mio zio “cazzetto moscio”, evidentemente il poverino cominciava già allora a soffrire di impotenza e lei lo prendeva per il culo col suo amante!!!
Avevo scoperto che mia zia Graziana, oltre a essere una grandissima troia, era pure un’attrice da oscar!
Se non l’avessi sorpresa il giorno dopo la scena madre con tanto di lacrimuccia (!) a confidarsi con l’amica (troia quanto lei con marito cornuto quasi quanto il suo), da ingenuo adolescente pipparolo ci sarei cascato con tutte le scarpe…
Anche perché in quei primi giorni di mare il bel Carlo non si vedeva, avevo poi saputo che era impegnato in una gara in Sardegna ma intanto in sua assenza la sporcacciona si esibiva nella sua migliore versione di “mammina affettuosa e mogliettina fedele”, passando le giornate con i figli e stando appiccicata a mio zio nel fine settimana, esibendo in spiaggia bikini abbastanza “castigati” per i suoi gusti…
Fin troppo facile prevedere che l’astinenza da cazzi sarebbe terminata col ritorno in spiaggia del fortunato ragazzo, accolto la mattina dalla zoccola con gridolini di gioia e battute tipo “Ecco il nostro campione!!!”, “Ma come siamo forti!!”, “Chissà quante fans ti sei fatto eh?!?”, etc. etc…
Difatti alle 2 del pomeriggio, quando la spiaggia si era svuotata per il pranzo e la siesta e noi avevamo finito di mangiare pasta fredda e frutta sotto l’ombrellone, la zietta mi aveva lasciato con i cugini per andare “a fare una passeggiatina” sulla spiaggia, io a mia volta avevo mollato i pupi al baby parking e a colpo sicuro ero andato dietro al solito capanno a godermi lo spettacolo mozzafiato della porca tutta nuda che attendeva vogliosa il suo stallone seduta sul tavolaccio sditalinandosi frenetica e titillandosi i capezzoli come un’invasata, quando lui è entrato gli si è gettata letteralmente addosso facendosi fottere in tutte le posizioni e spillandogli fino all’ultima goccia di sborra!
Oltre naturalmente alla sua porcaggine, mi affascinava di lei soprattutto la disinvoltura con cui gestiva la sua “doppia vita” in villeggiatura (il resto dell’anno purtroppo ci vedevamo solo alle cerimonie parentali e alle feste comandate, ma immagino non restasse certo in astinenza!): era capace infatti di passare in pochi minuti dal prendere in bocca l’ostia alla comunione nella messa della chiesetta del paese a imboccare il cazzo per un pompino con l’ingoio al giovane stallone di turno dietro una fratta o in una cabina della spiaggia, per poi la sera fare la sdolcinata con lo zio che tornava distrutto dal lavoro...
Il turpiloquio era forse l’esempio più sorprendente di questa doppiezza.
Da brava donna di chiesa, non tollerava che i figli e il marito dicessero parolacce: quando i miei cuginetti crescendo avevano cominciato a andare oltre il “cretino” e “deficiente”, li riprendeva con una severità inflessibile, arrivando qualche volta davanti ai miei occhi a somministrare sonori ceffoni per uno “stronzo” o “cazzo” profferiti incautamente dai pargoli…
Una volta mio zio, mentre cercava di riparare una serranda del soggiorno della nostra casa al mare, se ne era uscito con una bestemmia a mezza voce… Apriti cielo! La moglie lo ha sentito dalla cucina, è calata come una furia e l’ha letteralmente umiliato davanti a me e ai figli…
Peccato che nell’intimità del sesso con i suoi giovani e ben dotati amanti il suo linguaggio non fosse proprio quello di una mamma tutta casa e chiesa: si complimentava in termini osceni e scurrili per il loro cazzo e di come la facevano godere, li incitava a fotterla in figa e a sfondarle il culo, dava del cornuto e del cazzetto moscio al marito, etc. etc.!!!
Ricordo poi che, quando Carlo dopo un paio d’estati aveva smesso di frequentare il nostro modesto lido per godersi spiagge (e giovani fighe) più modaiole, Graziana si era subito consolata con il giovane aiuto bagnino assunto quell’anno, un ragazzone del posto poco più che 18enne dai bicipiti abbronzati e tatuati e l’addome scolpito modellato dalla canotta, i cui bermuda aderenti tradivano una dotazione che sfortunatamente non sono mai riuscito a verificare con i miei occhi (ma che, a sentire mia zia, era perfino superiore a quella del suo ex stallone, tanto che ingoiare quel cazzo fino alle palle si rivelava una “mission impossible” anche per un’esperta pompinara come lei!!!)…
Sfrontato quanto cafone, aveva un linguaggio piuttosto colorito che però evidentemente non scandalizzava affatto la mia zietta moralista, che anzi ne sembrava perfino divertita mentre gli sbavava dietro sempre in calore!
Purtroppo, non avendo la disponibilità del solito capanno, chiuso per lavori, il ragazzotto la scopava di volta in volta in qualche cabina libera, si trattava di in pratica di sgabuzzini di legno senza finestre di 4-5 mq affittati ai villeggianti per cambiarsi e tenerci l’essenziale per la spiaggia…
Quando ero fortunato riuscivo a intravedere qualcosa sbirciando nelle fessure tra un’asse e l’altra, in compenso ero così vicino e il legno così sottile da sentire perfettamente tutto quello che si dicevano, anche se a voce bassa…
A parte il solito reciproco turpiloquio dei 2 amanti, il bagnino in particolare aveva la volgare e curiosa abitudine di bestemmiare oscenamente ogni volta che scaricava il copioso sugo dei suoi voluminosi coglioni in uno dei sempre accoglienti orifizi della vacca, cosa che avveniva almeno 2-3 volte ad ogni incontro della durata di mezz’ora circa…
Mentre veniva riempita o schizzata dai fiotti di sborra del giovane toro la sentivo godere a sua volta con gemiti e gridolini di piacere, immancabilmente seguiti poco dopo l’orgasmo da un “porco!!!” sibilato a mezza voce che non capivo mai se si riferiva alla bestemmia (rimprovero comunque assai blando rispetto al cazziatone fatto al povero cornuto di mio zio!) o alla abbondante sborrata ricevuta e che immagino le colava appiccicosa sulla pelle…
Storia vera, solo adeguata ad essere presentata come racconto. Graditi commenti e opinioni su quel gran cornuto di mio zio e quella super troia della moglie scrivetemi a:
nipotino@tutamail.com
Fin da quando, ancora studente, viveva con noi era purtroppo diabetico e dopo il matrimonio aveva preso a bere…
Alcolici e diabete sono un binomio micidiale: qualche anno dopo il matrimonio ha cominciato a soffrire di disfunzione erettile (ovvero non gli si drizzava più), fino a diventare impotente.
Probabilmente anche lo stress causato dalle preoccupazioni economiche, dalla nascita e dal mantenimento dei figli, nonché dai sospetti (più che fondati!!!) sul comportamento diciamo assai disinvolto e disinibito della moglie, hanno avuto una parte importante al riguardo…
Al solito lo avevo scoperto origliando nelle riunioni di famiglia che si tenevano nelle domeniche d’inverno a casa nostra (quelle con gli uomini che fumavano e bevevano whisky parlando di politica e ascoltando “Tutto il calcio minuto per minuto” alla radio mentre le donne giocavano a canasta sparlando delle parenti assenti), apprendendo che un mio cugino viceprimario lo aveva indirizzato a un noto specialista per curarsi, ma senza grandi risultati.
L’estate seguente avevo rivisto mia zia Graziana dopo molto tempo e mi era sembrata piuttosto provata, più taciturna del solito.
Quando mio zio ci aveva lasciato per tornare al lavoro si era confidata con me rivelandomi che “tuo zio non è più un uomo!!!” con voce rotta dal pianto, raccontandomi tra i singhiozzi quello che in realtà già sapevo, però non ti nascondo che ero piuttosto turbato e perfino commosso quando aveva concluso il suo sfogo strappalacrime con “ma io lo amerò sempre lo stesso!!!”
Neanche 24 ore dopo questa scena-madre il pomeriggio seguente chiacchierava in spiaggia con la sua amica Gioia (milf sposata con figli troia quasi quanto lei) e insieme si sono avviate verso le dune all’interno, lo facevano spesso per prendere il sole in topless in intimità e come sempre le avevo seguite discretamente per gustarmi lo spettacolo di nascosto…
Mentre mi segavo godendomi le loro tettone al sole sentivo mia zia nominare ridacchiando un tal “lecca-lecca” e “chupa-chups”, in breve ho capito che si riferiva al marito che a suo dire a letto insisteva senza successo a farla godere con la lingua fino a slogarsi la mascella!!!
La troia lo perculava senza ritegno dicendo all’amica che fingeva di godere per finire presto quello strazio, al che Gioia ridendo “ma non lo sa che così invece di soddisfarti ti attizza ancora di più a farti scopare da Carlo?!?” e lei “certo che no, non sarebbe un cornuto!!!” e giù a ridere entrambe…
Ero così basito che avevo perfino smesso di segarmi!
Come un flash mi ricordavo quando l’estate scorsa mentre la spiavo al capanno che si faceva fottere dal suo ragazzo l’avevo sentita chiamare mio zio “cazzetto moscio”, evidentemente il poverino cominciava già allora a soffrire di impotenza e lei lo prendeva per il culo col suo amante!!!
Avevo scoperto che mia zia Graziana, oltre a essere una grandissima troia, era pure un’attrice da oscar!
Se non l’avessi sorpresa il giorno dopo la scena madre con tanto di lacrimuccia (!) a confidarsi con l’amica (troia quanto lei con marito cornuto quasi quanto il suo), da ingenuo adolescente pipparolo ci sarei cascato con tutte le scarpe…
Anche perché in quei primi giorni di mare il bel Carlo non si vedeva, avevo poi saputo che era impegnato in una gara in Sardegna ma intanto in sua assenza la sporcacciona si esibiva nella sua migliore versione di “mammina affettuosa e mogliettina fedele”, passando le giornate con i figli e stando appiccicata a mio zio nel fine settimana, esibendo in spiaggia bikini abbastanza “castigati” per i suoi gusti…
Fin troppo facile prevedere che l’astinenza da cazzi sarebbe terminata col ritorno in spiaggia del fortunato ragazzo, accolto la mattina dalla zoccola con gridolini di gioia e battute tipo “Ecco il nostro campione!!!”, “Ma come siamo forti!!”, “Chissà quante fans ti sei fatto eh?!?”, etc. etc…
Difatti alle 2 del pomeriggio, quando la spiaggia si era svuotata per il pranzo e la siesta e noi avevamo finito di mangiare pasta fredda e frutta sotto l’ombrellone, la zietta mi aveva lasciato con i cugini per andare “a fare una passeggiatina” sulla spiaggia, io a mia volta avevo mollato i pupi al baby parking e a colpo sicuro ero andato dietro al solito capanno a godermi lo spettacolo mozzafiato della porca tutta nuda che attendeva vogliosa il suo stallone seduta sul tavolaccio sditalinandosi frenetica e titillandosi i capezzoli come un’invasata, quando lui è entrato gli si è gettata letteralmente addosso facendosi fottere in tutte le posizioni e spillandogli fino all’ultima goccia di sborra!
Oltre naturalmente alla sua porcaggine, mi affascinava di lei soprattutto la disinvoltura con cui gestiva la sua “doppia vita” in villeggiatura (il resto dell’anno purtroppo ci vedevamo solo alle cerimonie parentali e alle feste comandate, ma immagino non restasse certo in astinenza!): era capace infatti di passare in pochi minuti dal prendere in bocca l’ostia alla comunione nella messa della chiesetta del paese a imboccare il cazzo per un pompino con l’ingoio al giovane stallone di turno dietro una fratta o in una cabina della spiaggia, per poi la sera fare la sdolcinata con lo zio che tornava distrutto dal lavoro...
Il turpiloquio era forse l’esempio più sorprendente di questa doppiezza.
Da brava donna di chiesa, non tollerava che i figli e il marito dicessero parolacce: quando i miei cuginetti crescendo avevano cominciato a andare oltre il “cretino” e “deficiente”, li riprendeva con una severità inflessibile, arrivando qualche volta davanti ai miei occhi a somministrare sonori ceffoni per uno “stronzo” o “cazzo” profferiti incautamente dai pargoli…
Una volta mio zio, mentre cercava di riparare una serranda del soggiorno della nostra casa al mare, se ne era uscito con una bestemmia a mezza voce… Apriti cielo! La moglie lo ha sentito dalla cucina, è calata come una furia e l’ha letteralmente umiliato davanti a me e ai figli…
Peccato che nell’intimità del sesso con i suoi giovani e ben dotati amanti il suo linguaggio non fosse proprio quello di una mamma tutta casa e chiesa: si complimentava in termini osceni e scurrili per il loro cazzo e di come la facevano godere, li incitava a fotterla in figa e a sfondarle il culo, dava del cornuto e del cazzetto moscio al marito, etc. etc.!!!
Ricordo poi che, quando Carlo dopo un paio d’estati aveva smesso di frequentare il nostro modesto lido per godersi spiagge (e giovani fighe) più modaiole, Graziana si era subito consolata con il giovane aiuto bagnino assunto quell’anno, un ragazzone del posto poco più che 18enne dai bicipiti abbronzati e tatuati e l’addome scolpito modellato dalla canotta, i cui bermuda aderenti tradivano una dotazione che sfortunatamente non sono mai riuscito a verificare con i miei occhi (ma che, a sentire mia zia, era perfino superiore a quella del suo ex stallone, tanto che ingoiare quel cazzo fino alle palle si rivelava una “mission impossible” anche per un’esperta pompinara come lei!!!)…
Sfrontato quanto cafone, aveva un linguaggio piuttosto colorito che però evidentemente non scandalizzava affatto la mia zietta moralista, che anzi ne sembrava perfino divertita mentre gli sbavava dietro sempre in calore!
Purtroppo, non avendo la disponibilità del solito capanno, chiuso per lavori, il ragazzotto la scopava di volta in volta in qualche cabina libera, si trattava di in pratica di sgabuzzini di legno senza finestre di 4-5 mq affittati ai villeggianti per cambiarsi e tenerci l’essenziale per la spiaggia…
Quando ero fortunato riuscivo a intravedere qualcosa sbirciando nelle fessure tra un’asse e l’altra, in compenso ero così vicino e il legno così sottile da sentire perfettamente tutto quello che si dicevano, anche se a voce bassa…
A parte il solito reciproco turpiloquio dei 2 amanti, il bagnino in particolare aveva la volgare e curiosa abitudine di bestemmiare oscenamente ogni volta che scaricava il copioso sugo dei suoi voluminosi coglioni in uno dei sempre accoglienti orifizi della vacca, cosa che avveniva almeno 2-3 volte ad ogni incontro della durata di mezz’ora circa…
Mentre veniva riempita o schizzata dai fiotti di sborra del giovane toro la sentivo godere a sua volta con gemiti e gridolini di piacere, immancabilmente seguiti poco dopo l’orgasmo da un “porco!!!” sibilato a mezza voce che non capivo mai se si riferiva alla bestemmia (rimprovero comunque assai blando rispetto al cazziatone fatto al povero cornuto di mio zio!) o alla abbondante sborrata ricevuta e che immagino le colava appiccicosa sulla pelle…
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