Guardone di mia zia (2)

di
genere
voyeur

Ad esempio Carlo, il nostro vicino d’ombrellone, era invece campione di windsurf (assai di moda in quegli anni), un ventenne riccioluto atletico e decisamente belloccio di cui mia zia era un’accanita tifosa, lo seguiva nei suoi allenamenti e non perdeva l’occasione di coccolarselo al bar dello stabilimento o sotto l’ombrellone, quando lo vedeva con qualche ragazza era visibilmente infastidita e a tu per tu con lui non mancava di lanciargli frecciatine tipo “facciamo conquiste, eh?”, insomma si vedeva chiaramente che gli piaceva alla sporcacciona…
“Quanto” gli piacesse l’ho scoperto per caso un pomeriggio, ero appena tornato da una passeggiata sulla spiaggia con i miei cuginetti che si erano divertiti a raccogliere le conchiglie e li avevo lasciati sotto l’ombrellone a mostrarle orgogliosamente agli amichetti dei dintorni, mentre mi avviavo al bar ho intravisto da lontano la loro mammina insieme a Carlo che portava a braccio la tavola da surf, lei avvolta in un leggero pareo annodato sul seno e lui con il giubbetto in neoprene da gara aperto sul davanti, si vedeva che aveva appena finito di allenarsi…
Ho fatto in tempo a vedere che entravano nel capanno usato soprattutto dai surfisti per il rimessaggio delle tavole e degli attrezzi, la cosa mi aveva insospettito anche perché prima di entrare entrambi si erano guardati intorno come per accertarsi di non essere visti e avevano chiuso la porta, solitamente lasciata aperta…
Ho aspettato un po’ e mi sono accostato al capanno, era privo di finestre ma sul davanti e sul retro a un paio di metri di altezza c’erano due persiane per l’aerazione a lamelle sempre aperte da cui dunque si poteva sbirciare dentro, il problema era arrivarci…
Fortunatamente il retro del capanno, circondato da una fitta vegetazione che separava la spiaggia dalla strada, era utilizzato dai proprietari dello stabilimento come deposito a cielo aperto per oggetti ingombranti come pallets e contenitori vari, tra cui un vecchio fusto di ferro vuoto dell’altezza giusta, ammesso che avesse retto il mio quintale abbondante…
Mi ero arrampicato non senza qualche difficoltà sul fusto accostato alla parete cercando di non far rumore e avevo guardato verso il basso attraverso le fessure della persiana, che data la vicinanza mi consentivano anche di ascoltare malgrado il volume delle voci fosse volutamente più basso del normale…
A distanza di tanti anni ho un bel dire che me lo dovevo aspettare, ma un conto è immaginarlo, un altro è assistere dal vero… a quei tempi un ragazzo come me si segava abitualmente ancora sui giornali porno e al massimo su qualche filmaccio in vhs guardato di nascosto quando i genitori non c’erano, capirete perciò perché quella volta ho rischiato seriamente di cadere dal mio sgabello di fortuna!
L’interno del capanno era ingombro di tavole, remi, alberi e vele, etc. sulla destra c’era un tavolaccio da lavoro con attrezzi vari per la riparazione e la manutenzione.
Aggrappata al bordo del tavolo a braccia tese e piegata a 90 gradi a gambe divaricate c’era mia zia, ansimante e scarmigliata, completamente nuda eccetto la solita arrapantissima catenina sui fianchi e la cavigliera!
In piedi dietro di lei Carlo, con il giubbetto aperto e i boxer calati alle caviglie, la fotteva alla grande con potenti colpi di cazzo tenendola per i generosi fianchi da madre di famiglia!!
Gemiti soffocati, mugolii, ansimare affannoso, il “ciàf ciàf” dei voluminosi coglioni del giovane stallone che sbattevano sul bel culone tremolante come un budino di mia zia mentre le sue tettone ballonzolavano avanti e indietro a ogni affondo…
Riuscivo a vederla leccarsi le labbra dal gusto che le dava quel giovane cazzo che la stava trapanando, si voltava spesso verso il suo giovane stallone e la sentivo incitarlo a fotterla con voce roca dall’eccitazione:
“Uau come sei cazzuto amore!!!... Oh sssììì che cazzone che c’hai no quel cazzetto moscio di quel cornuto di mio marito!!!… Oh yeah adoro il tuo cazzo!!!”
Carlo a sua volta la insultava a voce bassa, sentivo che le dava della troia e della vacca, ogni tanto rallentava il ritmo e si chinava sulla schiena della sporcacciona, mungendole golosamente le grosse mammelle penzolanti… le titillava i lunghi capezzoli scuri tra indice e pollice e la slinguava avidamente sul collo e dietro le orecchie, sussurrandole oscenità che non riuscivo a sentire.
Lei si voltava, i capelli appiccicati sulla fronte madida di sudore… le loro lingue si cercavano e si incontravano, avvinghiandosi e sgocciolando saliva, poi Carlo instancabile riprendeva a pomparla con vigore strappandole gridolini di piacere.
Che invidia per quel mio “quasi coetaneo” che si scopava mia zia che aveva più del doppio della sua età, però dovevo riconoscere che era un bel ragazzo e pure super dotato, niente a che vedere con il sottoscritto e tantomeno con quel ciccione flaccido e minidotato del povero zione, che compativo per quanto era cornuto!!!
Io guardavo e ascoltavo godendo come un animale, mi ero già sborrato in mano ma il cazzo non mi si era neppure ammosciato per quanto ero infoiato, ero fuori di me e continuavo a segarmi come un ragazzino bavoso mentre li spiavo… vedevo e sentivo mia zia godere come una maiala e tra un orgasmo e l’altro snocciolare oscenità, lei che sgridava severamente la figlia se si azzardava a dire qualche innocua parolaccia tra amichette!!!
Carlo era davvero uno stallone instancabile, attizzato come una bestia non era ancora venuto e aveva sfoderato dalla figa di mia zia un cazzo di tutto rispetto: a occhio un 18-20 cm nerboruto, ben scappellato e curvo verso l’alto, un bastone da paura intarsiato di vene bluastre e con una cappella enorme e congestionata…
Mia zia si era voltata allarmata: “Che c’è perché l’hai tolto arriva qualcuno?!?”
“Ma no troiona tranquilla ho chiuso pure la porta a chiave… È una settimana che non ti scopo maiala sto a cazzo duro e c’ho le palle piene di sborra, tutta nuda mi fai sangue!! Dài che oggi ti sfondo ‘sto culone da vacca alla faccia del cornutone!!!”
“Ma sei matto?!? Con ‘sto cazzone poco poco mi fai venire le emorroidi!!!”
“Tranquilla Grazià ci sto spalmando il luan l’ho preso oggi in farmacia apposta per incularti alla grande!!!”
“Ahi!! Entralo piano amore ce l’hai proprio grosso… uau sei cazzutissimo!!!”
“Sì lo sento che entra giusto… mmmhh che culo da favola che c’hai Grazià!!! Te lo sfondo alla grande alla faccia di quel cornuto di tuo marito!!!”
“Sììì quel cornuto ci ha pure provato una volta ma con quel piselletto ridicolo manco me ne sono accorta, il tuo invece è proprio super… ahhh mmmhhh che gusto senti come entra che tosto che sei… piano fai piano amore sei tanta roba… sì così… senti che mazza che c’hai… esagerato!!! dài che lo voglio tutto nel culo… tuttooo!!!”
Il fortunato ragazzo non si faceva certo pregare! Dopo averglielo ficcato dentro fino ai coglioni si era raddrizzato tenendo la vacca per i fianchi e inculandola alla grande con potenti affondi di cazzo!!
Infilzata alla pecorina, la mia porca zietta si sditalinava freneticamente godendo da gran vacca con una mano in mezzo alle cosce e intanto si dava da fare come meglio poteva per soddisfare le voglie insane del suo giovane ed esigente stallone, muovendo il bacino su e giù per assecondare l’inculata mentre le sue tettone ballavano al ritmo dei colpi del cazzo che la stava fottendo… se solo rallentava per godersi un orgasmo o dare un po’ di sollievo al suo budello infuocato, subito Carlo la spronava a suon di sberle sul culo!
“Rottainculo muovi ‘ste chiappe da vacca… così… brava!!! Lo senti il cazzo in pancia troiona?!? Ma lo sa quel cornuto del maritino quanto ti piace prenderlo in culo, eh zoccola?!?”
“No che non lo sa… è proprio un cornuto col pisellino no come te che sei cazzutissimo!!!”
Io mi segavo sbavando, ormai stupore e indignazione erano spariti lasciando il posto a un gusto mai provato, provavo vergogna e compassione per il povero zio ma non potevo fare a meno di godermi lo spettacolo…
“Sborroooo!!!” un grido strozzato seguito da una colorita e irriferibile bestemmia di Carlo…
“Porco!!!” era stata la risposta strozzata di mia zia dopo l’ennesimo orgasmo mentre il fortunato ragazzo le scaricava in culo l’abbondante succo dei suoi voluminosi coglioni, che vedevo stralunato colarle copiosamente sulle cosce ancora frementi.
Assai meno fortunato ma ugualmente soddisfatto, mi ero sborrato ancora in mano e mantenendomi a fatica in equilibrio precario ero riuscito a scendere dal mio trespolo di fortuna, lasciando i 2 sporcaccioni a godersi gli ultimi momenti di intimità…
Dopo quella volta per molte estati mi sono goduto svariate seghe a spiare quella troia di mia zia che si faceva fottere dai ragazzi conosciuti in spiaggia, mentre quel povero cornuto del marito si ammazzava di lavoro…
Ho sempre avuto un po’ di rimorso nei confronti di mio zio, una parte di me di diceva che avrei dovuto dirgli le porcate che gli faceva quella troia della moglie, un’altra parte invece mi diceva di tacere ma non per non dargli un dispiacere, bensì per continuare a segarmi e godere a vederla scopare con i ragazzi…
Voi cosa avreste fatto?

Storia vera, solo adeguata ad essere presentata come racconto. Graditi commenti e opinioni su quel gran cornuto di mio zio e quella super troia della moglie scrivetemi a:
nipotino@tutamail.com
scritto il
2026-03-24
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