Puttana travestita

di
genere
confessioni

Mi chiamo Raffaella,mio nome d arte, ho 31 anni e lavoro come prostituta travestita. Ho iniziato nei parcheggi, con le auto che passavano e i lampioni a illuminare appena le strade. Era freddo, a volte pioveva, e ogni notte dovevo stare attenta a chi si fermava. All’inizio avevo paura, e non sapevo bene come comportarmi, ma ho imparato in fretta. Ora lavoro quasi sempre in casa. È più sicuro, più comodo, e posso gestire meglio la mia giornata.
La mia giornata comincia verso le 10 del mattino. Mi sveglio, faccio colazione velocemente, poi inizio a prepararmi. Trucco, parrucca, vestiti: tutto deve essere pronto prima che arrivi il primo cliente. Controllo i messaggi, confermo appuntamenti, preparo la stanza in cui riceverò gli incontri.
Dalle 10 fino alle 22 ricevo 4-5 clienti al giorno. Alcuni arrivano di mattina, altri nel pomeriggio, qualcuno verso sera. Gli appuntamenti durano circa un’ora l’uno, anche se ci sono eccezioni. Ogni cliente è diverso: alcuni vogliono solo compagnia, parlare un po’, altri cercano sesso senza fronzoli. Io devo capire subito chi è chi e adattarmi. Non c’è spazio per esitazioni.
Tra un cliente e l’altro c’è poco tempo: qualche minuto per sistemare la stanza, pulire, bere acqua, rispondere ai messaggi, a volte controllare prenotazioni dell’ultimo minuto. Il lavoro è fisico e mentale. Devi essere attenta, gestire le richieste, proteggerti e restare professionale, anche se dentro sei stanca o nervosa.
La casa è più sicura della strada, ma non elimina le difficoltà. A volte arrivano clienti insistenti o poco rispettosi, e bisogna stabilire i limiti subito. Altri sono tranquilli e pagano senza problemi, ma non puoi abbassare la guardia nemmeno per un secondo. L’esperienza insegna a riconoscere segnali, a capire chi può diventare un problema.
La giornata finisce verso le 22. Rimuovo trucco e parrucca, sistemo la casa, conto i soldi. Non c’è nulla di romantico in tutto questo: è lavoro, una routine fatta di clienti, orari e fatica. Ma è la mia vita, così come l’ho scelta. Non ci sono illusioni, né drammi teatrali: è sopravvivenza, organizzazione e resistenza fisica e mentale.
A volte mi guardo allo specchio dopo una giornata lunga e vedo solo Raffaella, il mio nome d’arte, il corpo che lavora e il tempo che passa. Domani si ricomincia. Stesse ore, stessi clienti, stesso lavoro. È monotono? Sì, a volte.
Amo soddisfare il cliente e le loro esigenze,ho rifatto le labbra non per estetica ma per offrire un servizio migliore durante il pompino.
Seguo una dieta per restare sempre magra e prestante,ma non mi pesa,anzi,mi gratifica la soddisfazione che il cliente ha nel pagare i miei servizi.
scritto il
2026-05-03
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