Chiara professione gola profonda - parte 2
di
Erwin
genere
prime esperienze
Sono un ragazzo al quinto anno di liceo. Da qualche settimana si vocifera che la mia compagna Chiara si venda nei bagni e riscuota anche un certo successo. Presto i miei compagni iniziarono a parlare di nascosto (ma mica tanto) di com'era sborrarle in gola, così capii cosa c'era di così speciale in lei: aveva delle doti fuori dal normale. Così decisi di avvicinarla per chiederle un 'appuntamento'. Mi imbarazzava andare nei bagni, sarei potuto essere riconosciuto e presto si sarebbe sparsa la voce che anche il ragazzo bravo ed educato della classe, amato da tutti i professori, andava a farselo succhiare da Chiara a pagamento. No... no... volevo un appuntamento esclusivo dopo scuola. Chiara si fidava di me, così decidemmo di andare a casa mia (i miei tornano tardi da lavoro). Le offrii il pranzo e chiacchierammo amabilmente per un'oretta buona, poi ci spostammo nella mia stanza.
Chiara entrò disinvolta in camera mia, mi fece i complimenti per la mia raccolta di libri. Poi mi prese e mi baciò intensamente. Le sue labbra erano così soffici.
Poi salì a pancia in su sul mio letto, mettendosi con la testa capovolta che sporge dal letto e la bocca graziosamente aperta, in attesa di ciò per cui era venuta.
Presi il mio preservativo e feci per aprirlo. "Non serve" mi disse appena in tempo. "Di te mi fido".
Così tirai fuori il cazzo semi-duro, e iniziai a masturbarmi e a sbatterlo sul tenero visino di Chiara, concentrandomi sulla bocca semiaperta e vogliosa.
Quando mi sembrò sufficientemente duro, lo infilai dolcemente nella sua boccuccia morbida, e iniziai ad andare sempre più a fondo.
Avevo sempre ammirato questa mia compagna, la trovavo veramente bella. Mai avrei pensato di ritrovarmi in una situazione simile con lei.
Mi stesi comodamente sul suo corpo, visto che non sembrava soffrire affatto il mio grosso cazzo in gola, e mi strinsi forte alle sue gambe mentre le penetravo la gola. Aveva una gonna corta, per cui sentivo la sua pelle morbida e riuscivo anche a intravedere l'intimo.
La cosa riuscì nel modo più naturale possibile, la sua bocca era più confortevole di una figa, e anche lei sembrava incredibilmente a suo agio. Allora era proprio vero che aveva abilità fuori dal normale. Continuai a darglielo in fondo, con la mia pancia che le toccava la gola e le palle che le sbattevano sul naso, mentre mi aggrappavo alle belle gambe, sottili ma morbide. La sua figa era proprio davanti alla mia faccia, e sembrava davvero irresistibile. Le spostai le mutande e iniziai a leccarla con gusto, provocandole un gemito soffocato ritmicamente dal 'gwo gwo' del mio cazzo che, spostando saliva, entrava e usciva dalla sua gola.
La cosa mi eccitò ulteriormente, così che non riuscii a fare a meno di aumentare il ritmo della scopata, facendo dentro-fuori nella sua gola a una velocità insopportabile per qualsiasi ragazza, e quando fui pronto entrai più in profondità di prima, iniettandole tre o quattro gettiti carichi di sborra, che procedette a fatica a mandare giù.
"Stronzo" disse col fiatone. "Dissetante..."
Chiara entrò disinvolta in camera mia, mi fece i complimenti per la mia raccolta di libri. Poi mi prese e mi baciò intensamente. Le sue labbra erano così soffici.
Poi salì a pancia in su sul mio letto, mettendosi con la testa capovolta che sporge dal letto e la bocca graziosamente aperta, in attesa di ciò per cui era venuta.
Presi il mio preservativo e feci per aprirlo. "Non serve" mi disse appena in tempo. "Di te mi fido".
Così tirai fuori il cazzo semi-duro, e iniziai a masturbarmi e a sbatterlo sul tenero visino di Chiara, concentrandomi sulla bocca semiaperta e vogliosa.
Quando mi sembrò sufficientemente duro, lo infilai dolcemente nella sua boccuccia morbida, e iniziai ad andare sempre più a fondo.
Avevo sempre ammirato questa mia compagna, la trovavo veramente bella. Mai avrei pensato di ritrovarmi in una situazione simile con lei.
Mi stesi comodamente sul suo corpo, visto che non sembrava soffrire affatto il mio grosso cazzo in gola, e mi strinsi forte alle sue gambe mentre le penetravo la gola. Aveva una gonna corta, per cui sentivo la sua pelle morbida e riuscivo anche a intravedere l'intimo.
La cosa riuscì nel modo più naturale possibile, la sua bocca era più confortevole di una figa, e anche lei sembrava incredibilmente a suo agio. Allora era proprio vero che aveva abilità fuori dal normale. Continuai a darglielo in fondo, con la mia pancia che le toccava la gola e le palle che le sbattevano sul naso, mentre mi aggrappavo alle belle gambe, sottili ma morbide. La sua figa era proprio davanti alla mia faccia, e sembrava davvero irresistibile. Le spostai le mutande e iniziai a leccarla con gusto, provocandole un gemito soffocato ritmicamente dal 'gwo gwo' del mio cazzo che, spostando saliva, entrava e usciva dalla sua gola.
La cosa mi eccitò ulteriormente, così che non riuscii a fare a meno di aumentare il ritmo della scopata, facendo dentro-fuori nella sua gola a una velocità insopportabile per qualsiasi ragazza, e quando fui pronto entrai più in profondità di prima, iniettandole tre o quattro gettiti carichi di sborra, che procedette a fatica a mandare giù.
"Stronzo" disse col fiatone. "Dissetante..."
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