Le zitelle nonfomani ed abdul

di
genere
incesti

le zitelle mi chiamo abdul sono un clandestino e vivo ai margini della civiltà, dormo negli androni e chiedo la carità, io sono alto ma molto magro,un giorno due sorelle che abitano in un palazzo dove spesso dormo e che spesso mi danno qualche euro vengono aggredite da un tizio che vuole rubare la borsetta, io intervengo, prendo parecchi pugni ma poi arriva altra gente e le sorelle sono salve.
Io per i pugni e la debolezza cado a terra, le due sorelle allora mi aiutano e mi portano a casa loro, sono due signore distinte e magre, ben vestite, sulla sessantina, a casa mi danno da mangiare mi medicano alcuni graffi e poi mi lasciano riposare in una cameretta.
Una esce dopo poco torna con delle tute appena acquistate, poi mi prendono di peso, mi spogliano e mi mettono in una vasca, in quel momento si accorgono del mio grosso pene, si guardano e arrossiscono, comunque mi lavano con dolcezza, poi mi danno un accappatoio e dopo mi metto la tuta, le lro carezze mi hanno eccitato, sono giovane e non sono mai stato con una donna, poi pranziamo, mi dicono che sentiranno un avvocato per o adottarmi o darmi un lavoro, non puoi tornare in strada, mi stupisce la loro fiducia, sai noi non abbiamo avuto figli, ci sentiamo sole, ci faresti compagnia, poi potresti studiare, ti aiuteremmo sai.
Mi commuovo, i bianchi nn sono tutti razzisti, le ringrazio e dico loro che sono molto grato del loro aiuto.
La sera andiamo a dormire, la mattina le vedo in camicia da notte, che belle gambe, dico loro siete molto belle, come mai siete sole, sai trovare un uomo serio e' difficile, ci teniamo in forma, ma a volte ci sentiamo depresse, e come mai chiedo loro, sai e' tanto che non facciamo l'amore, anche io, anzi non lo ho mai fatto, dopo colazione ci sediamo sul divano, io guardo le loro cosce, loro il rigonfiamento della tuta, io mi bacio con una delle due e le palpo il seno, l'altra mi tira giù la tuta, il cazzo enorme svetta, cerca di succhiarlo am non riesce, lo lecca, che bel gelato al cioccolato dice e ride, poi me lo mena e io inizio a sborrare e che sborrata, wow mi hai riempita, vado a lavarmi, io sono già in tiro, rendo l'altra, le tiro su le gambe e la penetro, fai piano che mi sfondi, non vorrei mai signora, la scopo piano e lei gode, ah finalmente e che cazzo, gode a lungo, felice, poi le sborro dentro.
Così inizia la nostra convivenza, ogni giorno le socpo e le riempio di sborra e loro sono felici, chi me lo fa fare di studiare o lavorare, mi mantengono loro.

scritto il
2026-06-06
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