io femmina porcella e mio figlio una serie di orgasmi devastanti. 4

di
genere
incesti

​Ma il desiderio non era ancora spento, ero una ninfomane insaziabile e malata di sesso, lo spompinai finoa farlo tornare duro, non sei sazia porcona mi disse, di te figlio mio mai risposi allora lui mi fece girare a pancia in su, posizionandosi sopra di me per possedermi alla missionaria, con un gesto decisamente brutale, violento e possessivo, mi afferrò le gambe e mi spinse le cosce verso l'alto, schiacciandole con forza contro il mio stesso seno, esponendomi totalmente,
​quella posizione mi apriva completamente a lui, esponendo il mio culo e la mia figa al suo cazzo per una penetrazione ancora più profonda, tesa, totale e dolorosa, Ogni spinta di quella verga immensa dentro il mio ano era un colpo directo che mi spossava e mi faceva sussultare. Con le gambe così ripiegate, il suo splendido busto era proprio sopra la mia faccia: mi allungavo continuamente per baciare il suo petto, leccando la pelle sudata, mentre lui continuava a spingere dentro il mio culo con foga, violenza e cattiveria pura; mamma sei caldissima, bollente, mi fai impazzire di piacere e lussuria, non sei mai stata così porca, mi sei mancato amore mio
diedi una spinta contraria violenta con il bacino, per farmi incastrare ancora di più, desiderando solo essere posseduta, si sfilò dal culo con uno schiocco viscido e, sporco di bava, sangue leggero e sborra, me lo buttò con violenza inaudita nella figa, alternandosi freneticamente tra i miei due buchi spalancati e devastati, daiii continua, mi distruggi così! Ancora, sììì, dai spingi, fottimi come una cagna, rompi tutto, sono il tuo giocattolo urlavo come una pazza, mentre l'intensità del piacere superava ogni limite umano, facendomi quasi svenire, il calore nel bacino divenne un incendio incontrollabile e sentii l'orgasmo esplodere con una violenza inaudita, a ondate, Godo... godo... vengo... sborrami dentro ancora, riempimi tutta di sborra! urlai contro la sua pelle, mentre una tempesta di spasmi fortissimi e incontrollabili mi assalì ovunque, facendo contrarre ritmicamente sia lo sfintere che la figa in un brivido totale che mi squassò tutto il corpo.
​Lui, sentendomi stringere disperatamente, artigliare le lenzuola ed esplodere sotto di sé, lanciò un gemito rauco, quasi un ruggito da fiera, e diede le ultime, disperate e profonde spallate, liberando un altro getto caldissimo e densissimo di sperma che andò a mescolarsi ai liquidi di prima, riempiendomi sia la figa che il culo; venimmo insieme in un vortice di puro, viscerale, viscido e assoluto piacere, poi lui mi accarezzò il viso bagnato di sudore e poi mi baciò dolcemente sulle labbra ancora sporche del suo stesso umore, sigillando quel pomeriggio di pura, profonda e assoluta lussuria.
scritto il
2026-06-08
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