Spio mio padre con una signora

di
genere
voyeur

Agosto 2024: Mi trovavo in vacanza con mio padre in un agriturismo con piscina in Umbria, in un posto isolato, lontano dal caos della città. Mi chiamo Valerio, ho 21 anni, alto, moro, bel fisico proprio come mio padre Vittorio, 43 anni portati alla grande. Papà è separato da anni ma convive con una ragazza di 35 anni. È molto più spigliato di me nonostante io non possa definirmi un ragazzo insicuro o senza personalità. Mi trovo molto bene con mio padre, essendo molto giovanile abbiamo un sacco di passioni e hobby in comune come andare allo stadio a vedere la Roma, giocare a tennis e farci vacanze insieme. Avrei da raccontarvi per il momento 2 episodi fondamentali che mi han fatto capire la mia tendenza al voyeurismo e entrambi riguardano appunto esperienze avute da papà. Inizio con la vacanza in Umbria, in cui per la prima volta capii di godere nel vedere persone far sesso. L’agriturismo era abbastanza piccolo, difatti vi erano soltanto due stanze da affittare e una era per me e papà e una per una coppia di cinquantenni. I signori erano molto diversi tra loro: la signora più socievole, lui più schivo. Una mattina con papà decidemmo di restare in piscina e di goderci un po’ di relax, per cui ci preparammo per la colazione per poi scendere in piscina. Lì trovammo la coppia di signori e mio padre partì subito col fare amicizia. Il signore si trattenne forse venti minuti, con una scusa e probabilmente già pieno di mio padre, disse di dover tornare in camera a fare una call di lavoro. La signora si trattenne a parlare con papà, fecero il bagno insieme ovviamente chiacchierando e non distogliendo mai l’uno dall’altra lo sguardo, nemmeno per errore. Captai subito la chimica tra loro ma anche una crescente tensione, più parlavano più si cercavano con gli occhi, più si avvicinavano. Lei (Maria) chiamava già per nome mio padre dopo un’ora e lui idem. Maria posso descrivervela come una bella donna formosa, mora, con un bel seno, un bel fisico per avere quasi 55 anni… Papà somiglia molto a Jack, il protagonista della serie Lost, quindi anche lui un bel tipo. Usciti dalla piscina si andarono a sedere vicini, da lontano vedendo il movimento delle loro gambe pensai si stessero sfiorando ma non riuscivo a vedere bene. Non li frenò nemmeno la mia presenza, continuavano a parlare o meglio flirtare come due ragazzini, scherzando e ridendo, ogni tanto qualche pausa in cui anche lì continuavano a cercarsi, ad avvicinarsi, tanto che sbirciando in un momento di silenzio, li vidi confrontarsi le mani l’uno con l’altra… Era palese che si cercassero, che si volessero saltare addosso. Verso mezzogiorno mi alzai pensando che papà mi seguisse, invece mi disse di aspettarlo, che a breve sarebbe rientrato anche lui per poi pranzare. Tornò in camera verso l’una e ci preparammo per andare a pranzo al ristorante dell’agriturismo. Mio padre si vestiva sempre molto casual, a volte scendeva anche in canotta invece quella volta si mise una camicia celeste di lino, un pantalone lungo bianco (con quel caldo) e addirittura le infradito quelle carine, diciamo serie, non le havaianas con cui andrebbe quasi anche in ufficio… A pranzo salutò i signori con simpatia e si guardò con Maria in maniera complice. Essendoci il marito non si spinse troppo oltre fino però al tardo pomeriggio, quando il marito della signora tornò in stanza. Pensai di far finta di tornare in stanza lasciandoli soli e non passò nemmeno un minuto che già mio padre era andato a sistemarsi su un lettino vicino a quello della signora, decisione che trovai davvero inopportuna e sfrontata visto che saremmo potuti tornare io o soprattutto il marito. Li guardai da dietro un muro sdraiati sui loro lettini a parlare. Lei teneva in mano un libro ma parlava costantemente con papà che a un certo punto si alzò, si sgranchì e si sedette rivolto verso la signora chiedendole evidentemente che libro stesse leggendo visto che lei subito dopo glielo mostrò. Dopo un pò la signora si sistemò sedendosi di fronte a mio padre e iniziarono a sorridere, a guardarsi con complicità sempre più forte. Papà le sistemò anche i capelli, da vero marpione che è ogni scusa è buona per farsi avanti. Nel frattempo mi ero avvicinato di più facendo attenzione a non farmi scorgere, volendo sentire anche quello che si dicevano. La signora gli chiese se avesse qualche insetto tra i capelli e mio padre le fece credere di sì, lei si dimenò e mio padre le confessò che fosse uno scherzo. La signora si alzò in piedi ridendo e dicendogli che gli avrebbe dato una lezione, facendo finta di colpirlo in faccia. Mio padre si difese mettendo le sue mani aperte davanti il suo volto. La signora non lo sfiorò mai in testa ma gli prese le mani con le sue. Lì notai un certo desiderio di baciarsi, ma riuscirono a frenarsi e si staccarono le mani ricomponendosi. Fu la notte il vero clou: dopo la cena tornammo in stanza, poco dopo essersi fatto la doccia si vestì, si mise le scarpe e mi disse di dover andare un attimo giù in paese per prendere delle medicine presso una farmacia notturna. Lo seguii con lo sguardo dalla finestra della mia stanza: scese in giardino dove si incontrò con la signora. Pensai quindi di scendere sperando si appartassero da qualche parte. Avrebbero potuto aspettare la notte ma evidentemente il desiderio era troppo grande… Li raggiunsi e sentii mio padre dire alla signora di averla vista dalla finestra in giardino da sola e che volesse farle compagnia. La signora sorrise e gli confidò che il marito stesse già a letto pronto per dormire e che non le andasse già di coricarsi. Mio padre le disse che anche lui fosse sceso per non dover già dormire e che tanto io mi sarei messo a giocare col cellulare non sentendo di certo la sua mancanza. Maria notò che mio padre avesse le chiavi della macchina in mano e gli chiese dove fosse diretto e papà preso contropiede le rispose che le avesse portate con sé tante volte gli fosse venuta voglia di andare in paese a prendersi un gelato. Ora vi riporto più o meno la conversazione avuta da lì tra i due:
Maria: Oh che bell’idea, sai che non sarebbe male andare a fare due passi a Bastia
Vittorio (papà): Allora andiamo, ti va?
Maria pensandoci un attimo: Beh dovrei avvisare mio marito ma sì dai!
Vittorio: Daje!
Maria: Adoro il dialetto di voi romani, è così simpatico e passionale allo stesso tempo.
Montarono in macchina e tornarono verso le 23, non seppi mai cosa avessero fatto a Bastia, è certo che non avessero fatto sesso, ma è probabile si fossero avvicinati molto a livello fisico, questo perché una volta tornati ancora non avevano quel tipo di fisicità di due già stati insieme, difatti il primo bacio avvenne da lì a poco. Verso le 23 sentii dalla finestra di camera mia il rumore della macchina, li vidi scendere in lontananza ma notai non fossero avvinghiati o altro. Pensai sarebbero tornati in stanza e invece andarono verso una parte del giardino che da casa non potevo vedere. Scesi allora e li trovai seduti vicini ai tavolini esterni del locale dove si fa colazione. Mi posizionai dietro un muretto da cui non avevo una grandissima visuale ma potevo notare che sopra il tavolino si tenessero per mano. Dopo qualche minuto vidi mio padre che si guardava spesso intorno, era evidentemente molto nervoso. Maria anche lo notò tanto che si alzò e fece per tornare in stanza e papà la seguì. Mi salì l’ansia di farmi notare ma per fortuna Maria si fermò e si girò verso mio padre che fece partire questa conversaIone:
Vittorio: come mai ti sei fermata?
Maria: Prima di salire volevo ringraziarti per la bellissima serata, sono stata davvero bene, te lo dico qui perché sopra non voglio svegliare nessuno
Vittorio: avevo proprio voglia di farmi una camminata e ho trovato in te la partner perfetta per farlo, sono io a ringraziarti
Maria: hai alleviato la noia di questi giorni con mio marito, grazie anche per questo.
Mio padre allora le andò vicino, le prese le mani e guardandola in faccia con fare dolce e passionale intrecciò le dita delle sue mani a quelle di lei e le disse che questa cosa gli facesse un gran piacere averla sentita. Rimasero a guardarsi intensamente così mano nella mano fino a quando si staccarono con uno scatto e si baciarono in maniera passionale, tanto da farmelo venire duro in un istante. Mio padre baciandola e leccandola spesso sul collo la spinse fino a un muretto dove continuarono a baciarsi in maniera concitata fino a che mio padre le mise una mano sotto il vestito stimolandole la vagina. Maria ansimò e baciò mio padre in maniera ancor più forte continuando a emettere striduli di fortissimo gradimento. Leccò mio padre dal mento fino alle labbra in una maniera da vero film hard. Mio padre cercò di toglierle il vestito ma lei lo fermò cercando un posto migliore per fare l’amore. Disse proprio così a mio padre: ho voglia di fare l’amore con te ma non qui, seguimi. Si spostarono dietro un gazebo dove vi era una piscina più piccola e andarono a mettersi sopra un divanetto da esterno. Li seguii e scelsi una posizione ideale per guardarli da dietro il gazebo ma pronto per tornare in stanza se necessario. Mi colpì anche il rischio che stessero correndo lì fuori, seppure appartati, quei due pazzi! Mio padre le diceva spesso “sì, ti voglio” mi faceva quasi ridere il suo modus operandi, lei ansimava e sospirava “oh sì” ogni tanto. Le tolse il vestito e lei rimase in reggiseno e mutandine, che le sfilò poco dopo baciandola ovunque, succhiandole i capezzoli. Passò quasi subito a leccarle la vagina ma lei voleva che si spogliasse anche lui, tanto che gli sbottonò la camicia facendolo restare a petto nudo. Maria lo fece sedere e si mise in ginocchio, gli sfilò lei stessa le scarpe e poi gli tirò via i pantaloni e le mutande. Mio padre stava esplodendo, aveva il cazzo drizzato, saranno stati 20 centimetri pronti a esplodere. La fece sdraiare e iniziò a leccarle la vagina stimolandogliela meno prima con la lingua poi con le dita. Lei gli prese la testa con una mano e faceva per spingerlo ancora più verso la sua vagina. Mio padre alzò lo sguardo verso di lei e continuò a leccargliela, erano assatanati, lei soprattutto lo guardava con uno sguardo davvero passionale, vicino all’estasi. Mio padre non distoglieva il suo sguardo dagli occhi di Maria che era vicina a bagnarsi, prima di farlo gli chiese di darle le mani, gli disse aprendo le sue mani davanti mio padre di incrociarle alle sue. Mi eccitò quella posizione, lui che guardava lei leccandole la vagina tenendo le sue mani incrociate a quelle di lei, era così passionale. Maria venne sulla faccia di mio padre che si staccò da lei e con le mani si puliva il viso bagnato per poi leccarsi le dita. Maria si alzò e gli fece segno di sdraiarsi, si andò a sedere sopra mio padre facendo penetrare il suo cazzo dentro la sua vagina iniziando a scopare in maniera davvero forte e concitata. Si ripresero le mani, evidentemente a Maria piaceva quel tipo di contatto con mio padre e non si staccarono per un bel po’. Continuarono a farlo qualche minuto anche in altre posizioni fino a che non scoprii un fetish di mio padre ovvero i piedi femminili. Si posizionò sopra di lei penetrandola nuovamente e alzò le sue gambe sopra le sue spalle, poi avvicinò i piedi nudi di Maria al suo viso e iniziò a leccarglieli, quello mi fece venire per le seconda o terza volta in neanche trenta minuti. A lei piacque molto e si fece venire dentro. Maria e mio padre si ricomposero due minuti continuando ogni tanto a baciarsi e a sorridersi fino a che lei continuò a esplorare la passione con mio padre. Maria si mise sopra mio padre pensando volesse cavalcarlo di nuovo ma stavolta non si fece penetrare, gli succhiò il pene ma mio padre appena esploso non le venne in bocca. Lei allora continuò a stimolarlo, leccandogli anche il petto fino a succhiargli i capezzoli, dirigendosi di nuovo verso il pene. Glielo succhiava davvero bene, sentivo il rumore tipico di un pompino fatto ad hoc. Mio padre ansimava e godeva come pochi ma ancora non sborrava. Allora lei si mise in ginocchio e prese le gambe di mio padre e le portò sulle sue spalle strisciando la sua vagina col suo pene. Mio padre le disse “dammi le mani” e si agganciarono di nuovo, le dita di lei intrecciate a quelle di mio padre facevano notare quanto fossero piccole rispetto a quelle di papà che le arrivavano quasi al polso, mentre quelle di lei sulle nocche di lui. Si prendevano spesso per mano, evidentemente non solo gli piaceva ma li aiutava anche a trasmettersi la voglia che avevano l’uno dell’altra. Dopo qualche minuto lei si staccò e prese le caviglie di mio padre che erano ancora sopra le sue spalle, sfilò i calzini che ancora indossava e iniziò a leccargli i piedi. Quella visione mi fece venire per l’ennesima volta, cioè addirittura una donna che leccava i piedi di un uomo, la passione e il desiderio erano alle stelle, non credevo accadesse. Mio padre apprezzò così tanto che le venne sul ventre. Continuarono sdraiati a fare sesso, stavolta mio padre le penetrava il sedere, tenendosi sempre per mano e ansimando come due ragazzi. Li lasciai che si strusciavano i piedi tra loro e si baciavano perché sentii dei rumori provenire dall’atrio, pensando fosse il marito di lei e invece si trattava di un gatto. Mio padre tornò dopo un’ora in stanza, tutto bagnato quindi dedussi che avessero fatto sesso anche in piscina. Era scalzo e bagnò tutto il pavimento della stanza tanto che si mise con uno strofinaccio a pulire. Dopo poco sentii bussare alla porta e mio padre andò ad aprire trovandosi davanti Maria, si chiuse la porta dietro e uscì fuori a baciarla, tanto che sentii proprio le loro lingue scoccare. Non li sentii per qualche minuto, andai al volo in bagno e quando vi uscii mio padre aprì la porta. Me lo trovai di fronte con tutto il pavimento bagnato a petto nudo, in mutande e scalzo, gli chiesi da dove venisse visto che avevo visto poco prima il letto vuoto e mi mentì conscio di averlo sgamato, dicendomi di essersi fatto un bagno notturno. Qualche mese dopo mi confidò di aver avuto i 5 giorni seguenti della vacanza rapporti con la signora, prima che partisse per Faenza.
Prossimamente, il prima possibile, vi racconterò anche di un ulteriore episodio.
di
scritto il
2026-02-02
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