Spio mio padre con una signora parte 2

di
genere
voyeur

Vi ho già raccontato della passione esplosa tra mio padre Vittorio (43 anni) e una signora in vacanza (55 anni), in un agriturismo in cui li spiai appartati fare sesso in maniera molto passionale. Era agosto del 2024, mio padre aveva tuttavia una relazione con una ragazza di 35 anni che finalmente ha lasciato due mesi fa, dopo aver avuto una storia a distanza con Maria, la signora della vacanza, che vive a Faenza e dopo aver avuto un’esperienza sempre da me spiata in vacanza a Bucarest. Io ho 23 anni ormai, ho un’inclinazione da voyeur che sto coltivando col tempo, grazie anche a un inconsapevole padre che non perde occasione per farsi sgamare in flagrante con donne anche più mature di lui. Non so quante altre esperienze abbia avuto in questi quasi 2 anni, ma posso intanto condividere quella da me spiata in Romania. Siamo partiti questa estate sempre ad agosto, adoro viaggiare con mio padre perché abbiamo davvero un sacco di cose in comune e lui è più giovanile di me in tutto, lo vedo più come un amico a volte… Il primo giorno di vacanza andammo a sistemarci in un hotel a Bucarest che aveva anche una mini sauna e piscina al suo interno, poco frequentata perché la maggior parte preferiva andare alle terme in città che sono forse le più grandi d’Europa, che abbiamo visitato il penultimo giorno. L’episodio clou ebbe luogo il secondo giorno in albergo: mio padre insistette nel voler passare l’intero pomeriggio nella piccola Spa dell’albergo, ci discussi anche ma evidentemente aveva già adocchiato la sua “preda”. Il check-in fu galeotto visto che proprio in quel frangente passò una massaggiatrice rumena che aveva vissuto in Italia lavorando però come domestica, che si guardò subito in maniera maliziosa con papà e che lo spinse a provare la spa, che avrebbe avuto un prezzo speciale. Mio padre prenotò un massaggio di 2 ore per lui e pulizia del viso e massaggio a me sempre di circa di 2 ore. Andammo in spa il giorno dopo verso le 15, mio padre entrò subito con la signora rumena (di nome Helena, 49 anni, classica milf bella soda con seno enorme, bionda tinta e molto estroversa). Io invece per mia grande fortuna dovetti aspettare l’altra massaggiatrice che per un fraintendimento sarebbe arrivata in realtà alle 16. A mio padre feci credere di tornare in stanza, ma in realtà rimasi lì, entrai in una stanza adiacente quella di mio padre per capire se si trattasse solo di un massaggio… Macché già avevo capito tutto, mio padre era già arrapato si vedeva benissimo. Trovai una fessura nella stanza lì accanto da cui si vedeva bene il tutto, dovevo semplicemente fare silenzio. Vidi mio padre entrare e già chiacchierare con la signora che gli chiese di spogliarsi. Mio padre si tolse subito la t-shirt rimanendo a petto nudo, si tolse i pantaloni rimanendo in mutande e si sfilò rapidamente scarpe e calzini. Chiese in maniera provocatoria se bisognasse togliersi anche le mutande… Io non avrei mai trovato il coraggio e la sfrontatezza di chiedere una cosa simile a una sconosciuta che peraltro stava lavorando… La signora, con mia sorpresa, gli disse di sì, o meglio si corresse rispondendogli come si sentisse o preferisse. Mio padre notando non ci fosse il buco del pene sul lettino ma solo quella per il viso le rispose di tenersele proprio per quel motivo, alludendo al fatto che fosse bello già arrapato e che si vedesse. La rumena gli si fiondò addosso, mio padre non se lo aspettava e andò ad abbassargli le mutande, fu tutto così veloce e surreale che in un istante già gli stava facendo un pompino. Iniziai a masturbarmi, mio padre esclamò “ah subito così, ottimo”. La guardava perplesso all’inizio, sicuramente voleva quello, ma non si aspettava sarebbe stato così facile. Pian piano che succhiava si levò dalla suo volto quell’espressione quasi inebetita e salì il maiale che è in lui. La prese per i capelli e lei ingoiò ancor più a fondo il suo pene che le venne in bocca poco dopo. Pensavo fosse finita lì, essendo già venuto, ma mio padre aveva ancora voglia di lei. La fece sdraiare sopra il lettino spogliandola completamente, le si fiondò addosso iniziando a penetrarla. Con lei, rispetto alla signora della vacanza, era tutto molto più crudo, “violento”, come se volesse dominarla. Aveva preso il controllo della situazione, dominandola appunto fin dall’inizio, tanto che mentre la penetrava da dietro le mise un piede sopra la testa come per schiacciarla. Lei si faceva fare tutto e ciò mi eccitava da morire. Dopo un po’ in quella posizione si alzò e le disse di alzarsi, si sdraiò sul lettino e le fece segno di salirle sopra, per cavalcarla. Lei si posizionò sopra di lui e infilò il suo pene dentro la sua vagina iniziando a scopare in maniera fottutamente violenta. Lei cominciò subito ad ansimare per poi emettere delle piccole urla per il godimento, tanto che mio padre le ficcò una mano in bocca per non farle fare troppo rumore. Lei prese a succhiare le dita della mano di mio padre, emetteva dei rantoli quasi fastidiosi ma a mio padre evidentemente piacquero tanto, perché continuò a fotterla in maniera davvero concitata. Lui venne, lei si bagnò, insomma schizzarono tutto ciò che c’era da schizzare e nel frattempo si sentì arrivare qualcuno da fuori. Corsi subito fuori lasciando mio padre e la signora a scopare ma feci un rumore per avvertirli del pericolo. Pensai fosse la mia massaggiatrice ma in realtà si trattò di un tecnico, tipo elettricista che non entrò in stanza. Uscii da lì e arrivando quasi all’ascensore spuntò fuori la massaggiatrice che mi chiese in inglese se fossi il cliente delle 16, scusandosi per il fraintendimento e dicendomi di essere arrivata il prima possibile. Entrammo in stanza dove trovammo mio padre e la massaggiatrice che erano usciti fuori dalla stanza, dopo essersi ricomposti, forse avvertiti dal rumore che avevo fatto. La signora si era rivestita, mio padre anche ma in parte, essendo uscito a petto nudo, a piedi nudi, solo con i pantaloni. La mia massaggiatrice lo guardò perplessa, si scambiò due frasi in rumeno con l’altra e forse capì tutto. Mio padre mi salutò, la signora gli portò la maglia e le scarpe e lui rivestendosi mi disse che ci saremmo visti più tardi in stanza. Uscì dalla stanza, lo seguì poco dopo la signora ed entrai a fare il massaggio. Ero completamente arrapato ma non sfruttai la situazione con la mia massaggiatrice, capendo di aver ripreso davvero poco da mio padre. Quando tornai dopo due ore in stanza trovai mio padre sdraiato in mutande sul letto, avrei voluto chiedergli come mai fosse durato così poco il massaggio ma decisi di far finta di nulla. Il problema è che si sentiva un profumo diverso, di donna, il letto seppur rimesso a posto si vedeva fosse stato già usato e quindi niente, glielo chiesi… Mi feci sfrontato come lui e gli chiesi cosa fosse quel profumo. Mio padre mi guardò malizioso senza dire niente, allora feci finta di “scoprire” tutto, chiedendogli se avesse continuato il massaggio in camera. Mi sorrise compiaciuto battendomi il cinque ma lo placai subito parlandogli della fidanzata (argomento che vi risparmio avendo poi deciso di lasciarsi con lei dopo quella vacanza e molti tradimenti). Mi confidò che la sera si sarebbe rivisto con lei in piscina e che forse avrebbe poi dormito in una stanza vuota dell’albergo qualora Helena fosse riuscita a prendere dalla reception le chiavi senza farsi sgamare dai proprietari. Prima però mi chiese il consenso, non voleva fare la parte del padre irresponsabile che lascia il figlio da solo per scopare, lo rassicurai… Passò quelle ore come un ragazzino eccitato alla prima scappatella, verso le 22 uscì dalla stanza. Poco dopo decisi di seguirlo, non si sarebbe aspettato lo facessi, ma avrei dovuto stare attento a non farmi sgamare, sarebbe stato imbarazzante. Dovevo correre questo rischio, non mi bastarono i venti minuti del pomeriggio, nemmeno il pensiero che lo avesse fatto per un’ora buona in stanza con lei. Trovai la stanza dei massaggi mio malgrado chiusa a chiave ma sentivo dei rumori, erano già all’opera. Pensai di andare a nascondermi in piscina, sapendo che mio padre la avrebbe portata poi lì avendomelo confidato, amando soprattutto il sesso in acqua. Aspettai una mezz’oretta che uscissero, li sentii arrivare in piscina sebbene stessero attenti a fare il minimo rumore. Li notai entrare vestiti, chiaramente non avrebbero potuto fare quei 2/3 metri nudi… Mio padre era infuocato, notai che la baciasse di continuo, stavolta lo notai davvero preso fisicamente, forse anche troppo. Continuò a insistere sul tenere un fare dominante con lei, era molto veemente nei suoi riguardi. Li vidi finalmente spogliarsi, mio padre si sfilò le infradito lanciandole contro il muro e si levò tutto per poi spogliare completamente anche lei. Iniziò a montarla in piedi, avendola spinta contro il muro, premendole i polsi con una mano e portandoglieli sopra le testa e con l’altra mano tenerla ferma prendendola per il collo. La penetrava a intervalli netti e decisi, ansimavano entrambi, lei soprattutto. Anche questa volta come con la signora nel 2024 non indossava il preservativo. Lei era assatanata però completamente passiva, si faceva fare di tutto e ordinare di fare la qualunque. Addirittura a un certo punto si sedettero a terra l’uno contro l’altra, lui si avvicinò e la penetrò da seduti di fronte, una volta venutole dentro la fece alzare e si andò a sedere su una panchina, la fece sedere in ginocchio dicendole di succhiargli il cazzo. Era il momento di venire, continuai a masturbarmi cercando l’orgasmo che ottenni molto presto. Sarei voluto tornare in stanza, speravo si andassero a tuffare in piscina per trovare il momento buono per andare via, la posizione per farlo era ottimale ma mi bloccai vedendo mio padre essere sempre più dominante. Era sempre seduto sulla panchina, lei aveva il viso bagnato dallo spruzzo di sborra di mio padre che le ordinò senza farla respirare un attimo di leccargli i piedi. “Leccami i piedi cagna”, continuai a masturbarmi, era una visione stupenda. Mio padre passava i suoi piedi nudi sul viso di lei, come per pulirla dalla sua stessa sborra e poi gli infilava le dita in bocca che lei leccava una ad una come se fossero coni gelato. Ci mise un bel pò a leccare i piedoni di mio padre e penso le piacque molto visto l’impegno e la dedizione che vi mise nel farlo. Mio padre si masturbava nel frattempo ed emetteva sospiri di puro godimento. Poi si mise lui a leccare i piedi di lei, che dopo un bel po’ si posizionò sul cazzo per farsi fare una bella sega coi piedi. Venni. Si spinsero in piscina, continuai a guardarli scopare per qualche minuto e li lasciai nel loro impeto tornando in stanza. Verso mezzanotte mio padre non era tornato in stanza, dedussi che avesse ottenuto le chiavi della stanza, ma mi venne voglia di tornare in piscina per vedere se ci fossero ancora. Mi infilai le infradito e scesi facendo attenzione a non farmi notare da nessuno. In piscina sentii ancora dei rumori, li vidi a bordo piscina nel pieno di una bella cavalcata passionale. Il pene di mio padre faceva un rumore non indifferente sbattendo dentro la sua vagina. Stavano esagerando, erano lì da due ore e continuavano a scopare, stavolta in maniera anche rumorosa. Mio padre era sul punto di venire tanto che lei se ne accorse e incrociò le sue mani a quelle di mio padre, ansimando “sì, sì, sì, oh, sì” e una volta venuto si staccarono e si diedero un bacio passionale. Si ricomposero, vedendo che si stessero per vestire mi misi dietro un muretto. Mi passarono davanti e mio padre chiese a Helena a che piano dovessero andare, lei rispose al primo. Presero l’ascensore e io salii per le scale. Feci attenzione a non farmi scorgere e li sentii uscire dall’ascensore, camminavano baciandosi perché sentivo il suono inconfondibile fino a vederli passare mano nella mano. Si fermarono in fondo al corridoio, vi era soltanto una stanza. Mi avvicinai sempre più, l’albergo era ben insonorizzato quindi non si sentiva nulla. Si erano chiusi la porta alle spalle già da 5 minuti, infatti una volta alla porta cercai di captare ogni singolo segnale. Sentii dei baci, lei ansimare fino all’esplosione della passione. Iniziarono a sbattersi sopra il letto, che faceva rumore in maniera impressionante, si sentivano proprio le molle. Fecero un macello, pensai svegliassero tutti ma evidentemente trovandosi lontano dalle altre stanze non diedero fastidio a nessuno. Lui urlava dai cazzo cagna e lei stavolta urlava in maniera esagerata. Lui era venuto già minimo 3 volte, ma quanto ne aveva ancora? Che toro, che porco. Tornai in stanza dopo un po’. Mio padre non dormì con lei perché verso le 3 mi svegliò rientrando in camera. Andò a bere l’acqua e uscì nuovamente. Lo seguii per chiedergli se avesse bisogno di qualcosa. Tornò da lei che era appena uscita dalla stanza, non mi feci avanti perché non volli interromperli, notai che mio padre fosse scalzo, talmente preso dal tornare da lei si era scordato di mettersi le ciabatte. Lo notò subito anche Helena, vi riporto più o meno la conversazione che ebbero:
Helena: cosa ci fai qui ancora?
Vittorio (mio padre): avevo ancora voglia di te, speravo di trovarti ancora in stanza
Helena: ma devo andare a casa, dai ci vediamo domani fammi andare
Vittorio: ho troppa voglia, non resisto (baciandola nel frattempo sul collo e sulla bocca)
Helena: infatti nemmeno ti sei reso conto di essere uscito a piedi nudi
Vittorio: dai fammi entrare sto esplodendo (cercò le mani di Helena, intrecciandole alle sue, spingendola verso il muro e baciandola)
Helena: possono vederci aspetta (cercando di svincolarsi ma mio padre non le mollava le mani)
In quel momento sentii dalle scale qualcuno salire, quindi scesi e incrociai un ragazzo che rientrò in camera incontrando mio padre e Helena. Sbirciai e li sentii dirsi buonanotte, mio padre imperterrito ancora avvinghiato a Helena in evidente imbarazzo. Mio padre se ne fregava di tutto, questo mi fece capire quanto fossimo diversi e quanto fosse lui in quel momento assatanato. Flirtava in corridoio con una signora, era scalzo oltretutto, quindi faceva capire di essere appena uscito dalla stanza, notando il ragazzo non si era ricomposto ma anzi lo aveva salutato pur continuando a non mollare le mani della signora, spingendola quasi contro il muro. Appena il ragazzo chiuse la porta i due sorrisero, lei molto civetta lo baciò, lui le diede un bacio di quelli violenti, le leccò il viso e le sputò in gola. Si staccò da lei e con le mani la sollevò palpandole il sedere, lei accavallò le gambe su di lui e baciandosi si diressero di nuovo in stanza dove continuarono a fare sesso o comunque a stare insieme fino alle 7, ora in cui mio padre mi svegliò tornando in camera. Lo salutai subito, non si aspettava fossi sveglio e gli chiesi se fosse stato con lei tutto questo tempo. Lui mi disse di sì e che si sarebbe fatto una doccia. Aveva le mutande bagnate, infatti quando se ne rese conto per non farmele vedere le buttò nel cestino. Rivide la signora il giorno dopo, la mattina andammo a fare un giro per Bucarest, rientrammo verso il primo pomeriggio e mi disse di andare solo alle terme in città, che lui sarebbe stato con Helena. Passarono tutto il pomeriggio insieme mi confidò (solo dalle 18 alle 19 si staccarono perché lei aveva un massaggio prenotato con il ragazzo che avevano incrociato la notte prima). Passò anche tutta la notte con lei e ripartimmo alle 10 di mattina per Roma. Scoprii sul suo whatsapp non solo una chat con la signora di Faenza (con cui si vide nuovamente due volte dopo il 2024) ma anche una con Helena, dove si mandavano foto intime (Helena gli mandava foto del suo culo soprattutto, del seno, dei piedi, spesso lei di spalle a uno specchio, papà invece le mandava foto del suo pene, spesso anche delle gambe, dei piedi). In un messaggio lei gli promise di venire a Roma, lui le scrisse che la avrebbe ospitata per un weekend, che le avrebbe fatto da cicerone e lei non capiva cosa significasse, forse pensava alludesse a qualcosa di spinto perché gli mandava sempre l’emoji della pesca 🍑). Da quel che ho capito dovrebbe venire questo weekend, forse venerdì, devo capire come andare a casa di mio padre senza farmi sgamare dai due.
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scritto il
2026-02-04
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