Caleri

di
genere
gay

Un giorno Mario mi aveva parlato di una spiaggia dove in un certo tratto veniva praticato il nudismo. Mi aveva detto che all’inizio era una spiaggia attrezzata per famiglie ma un lungo pezzo era allo stato naturale con dune, vegetazione e alle spalle una pineta. Qui c’era chi andava per prendere il sole integrale ma anche chi era alla ricerca di avventure. Alcuni di questi erano uomini in villeggiatura con la famiglia, che lasciavano la moglie sotto l’ombrellone per un giro all’interno della pineta alla ricerca di qualche occasione, erano uomini di ogni età ma soprattutto maturi. Incuriosito un giorno avevo deciso di andare a fare un giro. Anche se eravamo attorno ai 10 di settembre c’erano diverse auto parcheggiate lungo la strada. Avevo preso uno dei sentieri che attraversavano la pineta ed ero arrivato alla spiaggia. Avevo trovato un posto tra le dune, al riparo di alcuni cespugli da dove potevo guardare verso la pineta. Ogni tanto si vedeva qualcuno che dalla spiaggia andava in pineta, altri che camminavano attraverso le dune o che si mettevano nelle dune più alte ad osservare. Dopo un po' mi ero alzato per un giro all’interno della pineta dove, secondo Mario, chi passeggiava all’interno di solito era alla ricerca di qualche avventura. Eravamo a settembre come ho detto, e anche se faceva ancora caldo non c’era molta gente. Chi frequentava la spiaggia attrezzata erano soprattutto o famiglie con bambini piccoli o coppie di pensionati. Mi ero incamminato lungo il sentiero che tagliava la pineta incrociando alcuni che passeggiavano anche loro ma erano troppo giovani per i miei gusti. Continuando a camminare ero giunto a un centinaio di metri dal campeggio e, prima di tornare indietro, mi ero seduto a riposare all’ombra di un cespuglio a lato del sentiero quando avevo visto un signore di una certa età con uno zaino che stava giungendo dalla spiaggia. Giunto all’imbocco del sentiero principale mi aveva visto e dall’alto di una piccola duna si era fermato ad osservarmi. Anch’io lo potevo vedere bene, robusto, dall’apparente età di una sessantina d’anni o forse più, una pancia piuttosto prominente e un petto peloso. L’uomo continuava ad osservarmi, poi girandosi attorno per assicurarsi che non ci fossero altre persone si era portato una mano sul pacco e, sempre guardandosi attorno, aveva iniziato ad accarezzarselo e a stringerlo. Quell’approccio a distanza e in mezzo alla natura mi aveva eccitato e avevo iniziato anch’io ad accarezzarmi. A un certo punto, assicuratosi che non ci fosse nessuno, l’uomo si era girato ed era scomparso tra la vegetazione. Mi ero alzato e lo avevo seguito lungo uno stretto sentiero in mezzo ai cespugli e l’avevo trovato in piedi dentro un piccolo spazio, lo zaino a terra, il costume abbassato alle ginocchia. Senza dire una parola mi ero avvicinato e gli avevo preso in mano l’uccello già barzotto segandolo e con l’altra mano i coglioni. Non aveva un cazzo molto lungo ma era di una certa grossezza. Continuavo a segarlo mentre lui si toccava e si strizzava i capezzoli poi ad un certo punto avevo sentito le sue mani sulle mie spalle che mi imponevano di abbassarmi. Mi ero inginocchiato davanti a lui e glielo avevo preso in bocca. Aveva un sapore salato, avevo iniziato a pomparlo ma lui ad un certo punto mi aveva preso la testa tra le sue mani e tenendomela aveva iniziato a scoparmi la bocca. La cosa era andata avanti alcuni minuti fino a che non lo avevo sentito irrigidirsi e poi venire con densi fiotti di sborra. Si era pulito, rimesso il costume e ripreso lo zaino. Un semplice ciao e aveva ripreso il sentiero verso il campeggio dove magari lo aspettava la moglie visto che portava la fede al dito. Avevo ripreso il sentiero per tornare a dove avevo lasciato l’asciugamano, ormai la giornata stava volgendo al termine e qualcuno stava infatti già abbandonando la spiaggia. Io avevo deciso di rimanere ancora un po', mi ero steso sull’asciugamano e avevo iniziato a leggere. Ogni tanto alzavo lo sguardo per vedere se arrivava qualcuno ma la spiaggia era sempre più deserta, solo qualche ombrellone in lontananza. Ero quasi deciso ad andarmene anch’io quando avevo visto una figura avvicinarsi lungo il sentiero sopra le dune che delimitava l’accesso alla pineta. La mia postazione distava una ventina di metri dal sentiero e quando l’uomo si era avvicinato abbastanza avevo potuto vederlo meglio. Era un po' più vecchio di quello di prima, forse sui 65, e anche lui robusto e con la pancia tipica dell’età. Indossava un paio di pantaloncini e veniva avanti lungo il sentiero osservandomi. Giunto alla mia altezza si era fermato dietro a un cespuglio nascondendosi alla mia vista ma sapevo che mi stava osservando. La cosa mi eccitava e così mi ero levato il costume e avevo iniziato a massaggiarmi l’uccello che era subito diventato duro e a segarmi. Dopo un po' l’uomo si era spostato per farsi vedere, anche lui con l’uccello in mano. Restammo così per un po' fino a quando lui, guardandosi attorno per assicurarsi che non ci fosse nessuno, era venuto verso di me. Io ero steso sull’asciugamano con la testa appoggiata allo zaino. Arrivando si era tolto i pantaloncini e si era seduto a gambe larghe vicino a me mostrando il suo bel cazzo già duro, di una grossezza simile al primo ma più lungo. Glielo avevo preso in mano ma subito dopo lo aveva avvicinato alla mia bocca perché lo succhiassi mentre lui dopo essersi inumidito un paio di dita me le aveva messe dentro facendole scorrere avanti e indietro. La cosa mi stava dando un gran godimento e succhiavo con più foga il suo uccello Sentendo il mio buco reagire mi aveva detto nel suo dialetto “non sei vergine, hai già preso cazzi” erano le prime parole che pronunciava. Senza dire altro si era alzato guardandosi attorno, poi mi aveva sollevato e messo alla pecorina, si era inginocchiato dietro a me e tenendomi per i fianchi me lo aveva messo dentro iniziando a scoparmi. Ero in una spiaggi deserta sul far del tramonto con un maturo che mi stava scopando, una situazione nuova mai provata prima. Sentii che stava accelerando, io mi masturbavo, poi lo sentii fermarsi e sborrare, venni anch’io sopra la sabbia. Anche questa volta non fu di molte parole, ma un solo ciao prima di andarsene. Quell’anno a Caleri ci sarei ritornato un’altra volta una decina di giorni dopo
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2026-02-04
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