Attilio e il suo amico

di
genere
gay

Ci eravamo messi d’accordo per il sabato pomeriggio seguente. Avrebbe avvisato il suo amico che di certo non avrebbe avuto problemi e lui avrebbe trovato una scusa con sua moglie. Mi avrebbe aspettato fuori dalla stazione. Avevo preso il treno da Padova con un misto di ansia e eccitazione. Giunto a Rovigo lo avevo trovato che mi aspettava, ci eravamo diretti in auto verso la casa del suo amico che distava qualche chilometro. Al nostro arrivo ad aprirci la porta apparve un omone grande e grosso, pelato ad eccezione di una corona di corti capelli bianchi e con una grossa pancia. Si era presentato come Mario e ci aveva fatto accomodare. Io e Attilio ci eravamo seduti sul divano mentre il padrone di casa era andato a prendere qualcosa da bere, poi si era seduto anche lui vicino a me. Mi trovavo in mezzo a due uomini maturi. Attilio per primo si era sbottonato i pantaloni e aveva tirato fuori il cazzo già in tiro, mi aveva fatto chinare e glielo avevo preso in bocca, iniziando ad andare aventi e indietro lungo l’asta. Nel frattempo Mario si era alzato in piedi e si era messo davanti a noi. Ad un certo punto Attilio mi aveva sollevato la testa e me l’aveva rivolta verso Mario che, nudo, mi porgeva il suo cazzo già in tiro e anche il suo di consistenti proporzioni ma quello che più mi aveva colpito erano i suoi coglioni pelosi, decisamente grossi e pendenti. Attilio mi aveva spinto a imboccargli il cazzo poi aveva iniziato a spogliarsi mettendosi di fianco a Mario. Mi ero ritrovato seduto sul divano a succhiare i cazzi di due maschi maturi che conducevano il gioco. L’atmosfera si era rapidamente riscaldata, dopo avermi fatto alzare avevamo iniziato a toccarci a vicenda, e mentre Mario mi aveva dato i suoi capezzoli da succhiare, Attilio aveva iniziato ad esplorare con un dito il mio buchetto per chinarsi poi a leccarlo e inumidirlo. Mi ero così ritrovato di fatto a pecorina, con Attilio che mi leccava il buco, e Mario che mi si era inginocchiato davanti mettendomi il suo grosso cazzo in bocca. Dopo un po' non avevo più sentito la lingua di Attilio ma la sua cappella che spingeva e che si faceva strada. Aveva iniziato a scoparmi mentre Mario mi scopava in bocca. Attilio era andato avanti per una buona decina di minuti fino a quando non mi era venuto dentro. Allora Mario si era tolto e mi era andato dietro, mi aveva preso per i fianchi e puntando il suo cazzo mi aveva inculato anche lui. Nonostante fossi ormai lubrificato avevo sentito quando era entrato, il suo cazzo era leggermente più grosso di quello di Attilio, sentivo la sua grossa pancia pelosa sopra la schiena e le sue grosse borse che a ogni affondo sbattevano sulle mie. Mi sentivo riempito, posseduto da un uomo anziano a cui stavo dando piacere nel possedermi. Ormai il suo cazzo entrava e usciva con facilità, lubrificato dalla sborra di Attilio. Mario mi aveva scopato anche lui per una buona decina di minuti, poi lo avevo sentito irrigidirsi e con un grugnito venirmi dentro. Ero stato usato da due maturi per il loro piacere ma anche per il mio, subivo il fascino dei loro corpi, del loro odore e dei loro modi di fare. Dopo esserci lavati eravamo ritornati a sederci sul divano e dopo un po' era ritornata l’eccitazione quando Mario aveva iniziato a toccarselo, facendolo diventare barzotto, seguito da Attilio. Mario mi aveva preso una mano e se l’era portata sul cazzo che avevo stretto sentendone la consistenza, poi mi aveva fatto piegare la testa e me lo aveva messo in bocca. Attilio seduto di fianco se lo menava. Mi ero inginocchiato davanti a loro, entrambi seduti a gambe larghe sul divano e avevo iniziato a passare da un cazzo all’altro succhiando ora uno ora l’altro, per tornare poi alla posizione di partenza, io seduto sul divano e loro due in piedi davanti a me che si segavano. Attilio mi aveva preso la testa con le mani e aveva iniziato a scoparmi in bocca mentre Mario ci osservava segandosi, fino a che non mi era venuto in bocca con copiosi getti di sborra che avevo subito ingoiato per passare subito ad abboccare il cazzo di Mario che, scopandomi la bocca, mi aveva detto “adesso devi bere anche la mia sborra”, poi lo avevo sentito irrigidirsi e subito dopo la sua sborra riempirmi la bocca. Quel pomeriggio con Attilio e Mario avevo scoperto la mia vera natura, ero stato posseduto da entrambi, ero diventato il loro giovane oggetto del piacere. Dopo quel primo incontro ne sono seguiti altri, sempre di sabato pomeriggio, e ogni volta venivo scopato da entrambi.
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2026-02-02
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