Senza pudore/3

di
genere
etero

Tornata in Upper Duke Street, sento di nuovo la forza impetuosa dello splendore urbano. E'ancora presto e c'è un pizzico di eccitazione nell'aria mentre i taxi scaricano vita nel cuore della città. Adoro il venerdì. C'è un delirio contagioso che il sabato sera non riesce a trasmettere. Veniteci alle otto di mattina: le strade di Liverpool palpitano di universitari liceali impiegati, tutti ebbri di libertà del week-end, ansiosi di protrarre la notte all'infinito.
Ho appuntamento con Jamie al 60 Hope Street, a meno di cento metri da dove ho rimorchiato la puttana. L'idea di riattraversare il suo territorio mi turba, così faccio il giro lungo passo per Rodney Street e risalgo Leece Street, già brulicanti di corpi. la luna è alle mie spalle adesso, una grossa mongolfiera gialla sospesa nel cielo, che desta lentamente le stelle addormentate. La prossima luna piena andrò ad appollaiarmi in cima a una collina - Frodsham o Wales. E mi sballerò. Soltanto io e la grande vecchia luna. Avessi una macchina e da fumare mi leverei quasi dai coglioni, resisterei al richiamo della città, ma sarebbe impossibile rilassarsi con tutto questo fermento. Anzi, una vera tortura. Il caldo afoso del giorno sta scemando appena, comincia il week-end, e l'eccitazione si spande come lava sulla città. Adora questa sensazione. La adoro

Jamie.

Cazzo! Sono in ritardo, mi sa che è lei sul cellulare per cui lascio squillare finchè non parte la segreteria. Già me la vedo, comunque. Sarà seduta al bar con la faccia mezzo incazzata e mezzo delusa e dirà: -Mi hai fatto perdere mezz'ora. Mezz'ora che potevo passarmela al Blue Bar a puntare ragazze -. Però le voglio un bene dell'anima, a quella piccola orfanella incazzosa. Per me è come una sorella. Abbiamo totalizzato sette fulgidi anni di storia insieme.Un terzo della sua vita e un quarto della mia. Ne abbiamo viste di cotte e di crude Millie e io. Hai voglia.Roba che avrebbe ridotto a brandelli parecchie amicizie. Invece a noi due, ci ha solo resi più forti. Invincibili, direi.
Va detto però che certe volte può essere un bel cazzo per il culo, la piccola Millie.
Hai voglia, può essere senza pietà. Meglio non averci a che fare col lato negativo di Millie O'Reilley.
'Sto tassista mi sta proprio mandando al manicomio. Sta facendosi una litigata con i fiocchi al cellulare, questo qua. Sbraita dentro quel coso grosso come un mattone con quel cazzo d'accento somalo che si ritrova. Gocciola sudore dal capoccione lustro. 'Sta cazzo di macchina puzza di carogna. Mamma mia... manda un tanfo che lèvati, voglio scendere, adesso. Abbasso il finestrino e caccio la testa fuori, respiro l'aria estiva carica di smog come da un inalatore. Il somalo si gira di scatto e staccandosi controvoglia dall'aggeggio a forma di mattone mi fulmina con lo sguardo.
- Tira su quel cazzo di finestrino! C'è l'aria condizionata.
L'aria condizionata, ma non mi dire!cSta baracca avrà venticinque anni.
Si gira verso il volante giusto il tempo per accorgersi che è scattato il rosso, ma passa lo stesso e seguita a bestemmiare al telefono. Ma chi se lo incula. I finestrini rimangono aperti. Alt, però, non è che vado cercando rogna con i somali? Sono i classici tipi che è meglio se li lasci perdere. Litighi con uno e ti ritrovi in lite con tutta la Somalia. Funziona così. Tempo fa Sean ha dovuto mozzicarne uno in faccia per mandarlo al tappeto, Sean faceva pugilato per la Nazionale juniores eccetera, ma il somalo non andava giù manco con le cannonate. Gliele aveva suonate in tutti i modi, ma quello non demordeva - Non sai fare di meglio? - lo provocava. A un cero punto, Sean ha sbroccatoe gli ha staccato un pezzo di faccia, poi si è trovato una manica di pazzi alle calcagna. Datemi retta, meglio evitare. Va bene che è solo un tassista, ma col cazzo che lo vado a prendere di petto. In più c'è un'altra cosa: non voglio sporcarmi i calzoni nuovi di Jil Sander. A Millie piaceranno un sacco, tra l'altro. Sono veramente di classe.


Tratto dal primo capitolo di "Senza pudore" di Helen Walsh
scritto il
2026-01-31
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