Gioco, set e partita

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GIOCO, SET E PARTITA
Amo il tennis, mi piace giocare, sono tifosa di tutti i nostri tennisti.
Attualmente sto perdendo il sonno per guardare il torneo australiano.
Eravamo sposati da poco.
Mio marito adorava giocare e il suo amico Carlo era quello con il quale ogni fine settimana organizzava incontri per divertirsi in partite senza fine.
Amici da una vita, mio marito professore universitario e Carlo falegname di grande bravura, avevano caratteri molto diversi e anche un modo di giocare molto diverso.
Riflessivo, introverso, calmo, razionale, mio marito amava gli scambi lunghi da fondo campo.
Irruente, deciso, istintivo, Carlo aveva un servizio potente e amava scendere a rete per smashare e chiudere il punto.
Ecco, il punto è che Carlo mi piaceva davvero tanto e per parecchio tempo ho avuto una relazione con lui.
Mi soddisfava pienamente a livello sessuale, regalandomi quelle sensazioni di riempimento totale, di sbattimento selvaggio, di sorprese spiazzanti che mio marito non era in grado di darmi.
Ricordo la prima volta.
Andammo al circolo tennis per una partita.
Era un sabato di giugno di parecchi anni fa.
Eravamo sposati da poco.
Nostra figlia era piccolissima, aveva da poco festeggiato il primo anno.
Lasciai la bambina a mia suocera e andammo al circolo tennis.
Io mi divertivo a fare il giudice.
Li guardavo giocare contenta.
Ammiravo Carlo per quel servizio potente che spesso mio marito non riusciva a controllare.
Lo vedevo correre velocemente a rete e fare smash vincenti mentre mio marito restava sempre a fondo campo a ribattere colpo su colpo sperando in qualche suo errore.
La partita finì rapidamente.
Mio marito si giustificò dicendo che non era concentrato perchè nel pomeriggio aveva un importante convegno in cui era relatore, e così ne approfittò per andare via prima e perfezionare la relazione.
Ti accompagna Carlo, tesoro, va bene? Io scappo, mi disse dandomi un bacio.
Restammo da soli e così chiesi a Carlo se avesse voglia di fare qualche scambio con me: però abbi pietà, sono una povera ragazza, non mi prendere a pallate.
Giocammo un pò, mi divertii parecchio.
Mi fece correre continuamente: dopo venti minuti ero praticamente distrutta.
Per oggi basta così, gli dissi ridendo. mi hai sfiancata.
Io ti sfiancherei in un altro modo, mi disse guardandomi negli occhi.
Fammi vedere come, gli risposi in tono di sfida.
Scattò subito qualcosa tra di noi.
Sapete, quell'intesa inesprimibile, quel senso di irrefrenabile desiderio, di passione segreta che ti fa vibrare tutta dall'interno.
Salimmo subito in macchina, in 15 minuti arrivammo a casa sua.
Viveva da solo, in un villino nella periferia di Torino ovest che fungeva anche da laboratorio di falegnameria dove lavorava il legno con maestria.
Praticamente mi trascinò dentro la camera da letto.
Senza nemmeno lavarci, sudati e accaldati, mi spogliò quasi con violenza.
La maglietta, il gonnellino, il reggiseno, gli slip, tutto via in pochi secondi, sparsi sul pavimento.
Mi spinse sul letto e prese a baciarmi furiosamente.
Sentii la sua lingua avida impossessarsi della mia, poi leccarmi e succhiarmi i capezzoli, scendere giù fino alla mia fica che era già in un bagno di umori.
La sentii penetrare a fondo, leccarmi con voracità, addentare il mio clitoride gonfio.
Mi aprì la fica con le mani e ci tuffò la lingua in profondità.
Non lo so, ma ero talmente eccitata che venni nel giro di pochi secondi, ansimando come una vera porca e ancheggiando di piacere.
Si staccò da me giusto il tempo per spogliarsi.
Rimase in piedi con il suo cazzo in mano già rigido.
Vieni qua troia, lecca, mi disse in tono deciso.
Non aspettavo altro.
Mi inginocchiai davanti a lui, afferrai il suo cazzo grosso, molto grosso, con entrambe le mani e presi a leccarlo e a succhiarlo con avidità.
Dopo un pò mi afferrò per i capelli e mi trascinò sul letto.
Mi stesi con le gambe larghe.
Lui si avvicina a me col cazzo in mano, con l'altra mano mi allarga la fica e con due colpi secchi e potenti mi entra in profondità.
Getto un urlo di dolore e piacere insieme.
Vengo penetrata con decisione, quasi con violenza, e la cosa mi piace.
Inizia a pompare, a sbattermi con forza,
Cazzo quanto mi piace.
Mi sento piena, in balia di una tempesta.
Lui continua a spingere ritmicamente, dapprima lentamente e poi più veloce.
Mentre mi sbatte mi afferra il clitoride con le dita, lo stringe.
Io ansimo, ansimo, godo, fino a quando vengo di nuovo emettendo un urlo sommesso di piacere.
Allora lui esce, mi gira come una bambola, mi fa mettere a quattro zampe, mi allarga il culo con le mani, mi lecca il buco con veemenza.
Sento la sua lingua entrarmi dentro, uscire e poi il suo cazzo forzare per farsi strada nel mio culo.
Che dolore!
Ma urlo siii!!, ancora, più forte, come impazzita.
Carlo spinge, pompa, il suo cazzo va in profondità.
Io urlo, mentre con una mano mi masturbo.
All'improvviso esce.
Girati, troia! Mi urla eccitato
Mi volto.
Apri quella cazzo di bocca, puttana!
Eseguo pazza di piacere mentre continuo a masturbarmi.
Lui si sega con forza, qualche secondo e vengo centrata da un getto di sborra intenso e potente come la sua battuta.
Il suo sperma continua a investirmi con fiotti che sembrano non smettere.
Fronte, capelli, occhi, mi sento tutta ricoperta, mentre con la bocca aperta cerco di leccare e ingoiare tutta la sborra che ricevo.
Quando finalmente smette di innaffiarmi mi mette il cazzo in bocca e io prendo a leccarlo con avidità, mentre vengo di nuovo.
Smetto di masturbarmi, afferro il suo cazzo con entrambe le mani e lo succhio, lo bacio, lo lecco con un desiderio che mi fa ribollire il sangue.
Solo quando comincia ad ammosciarsi me lo passo sul viso per raccogliere la sborra e leccarla per non farla andare sprecata.
Lui con le dita mi va a togliere la sborra dagli occhi e me le mette in bocca: le lecco con avidità, guardandolo negli occhi.
Ancora, ancora, gli dico guardandolo.
E lui continua a raccogliere la sborra sul mio viso e a farmela leccare, mentre io continuo a leccare e baciare il suo cazzo ormai afflosciato.
Si stende affianco a me.
Però potevi avvisarmi, gli dico mentre gli afferro il cazzo e lo accarezzo.
Di cosa?
Che mi spruzzavi in faccia col tuo idrante: non ero preparata, e rido soddisfatta.
Perchè non ti è piaciuto?
Si, da impazzire...
E allora?
E allora niente: mio marito mi chiede sempre prima.
Io non sono tuo marito.
Lo so, gli dico, mentre mi piego su di lui e riprendo il suo cazzo in bocca.
Mi afferra la testa, la spinge con forza: su e giù, su e giù, fino a quando sento il suo cazzo crescere di nuovo.
Prendo a fargli un pompino con bocca e mani, veloce, sempre più veloce.
All'improvviso lui prende a segarsi mentre con l'altra mano mi tiene premuta la testa sul suo cazzo.
Me lo sento in gola, quando sento invadermi dalla sua sborra calda e liquida.
Ingoio felice tutta la sborra che ricevo, mentre con le mani riprendo a segarlo per far uscire fino all'ultima goccia.
Lecco deliziata il suo cazzo ripulendolo da tutte le tracce di sborra che trovo.
Ora basta, mi fa allontanandomi.
Devo riaccompagnarti a casa Tuo marito si potrebbe insospettire.
Sono ancora a leccare il suo cazzo, non vorrei lasciarlo, ma mi rendo conto che ha ragione.
Vado in bagno, faccio pipì, una rapida doccia.
Cerco di lavarmi per bene la faccia e i capelli.
Ho ancora in bocca il sapore della sua sborra quando mi rivesto e salgo in macchina.
Hai davvero un buon servizio, gli dico mentre, arrivati a casa, scendo dalla macchina.
Te lo farò riprovare allora, mi dice mentre riparte.
Telegram per chat @seduzioneamaranto
Canale per immagini, il link è nella mia pagina Instagram @annamariaamaranto

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scritto il
2026-01-26
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