Storie di guerra
di
Juliana49
genere
dominazione
Questa non è certo una storia che ho vissuto personalmente.
Ma è una storia che ho scoperto causalmente .
Certo non è una bella storia di amore,
Tutt’altro è una storia che può raccapricciare.
È basata nella grande guerra
Per sopravvivere si accetta ogni cosa,
La fame e la disperazione ti porta ad annientarti come donna,
E l’uomo si volta dal altra parte per paura e per la vergogna.
La guerra è al massimo della espansione
Nel nostro paese entrano le truppe invasori,
I uomini fuggono per non avere rappresaglie,
Le donne rimangono in balia di uomini senza screpolò,
Repressi da una guerra che neanche loro vorrebbero.
Ma per codardia accettano e sfogano la loro perversione su donne che incontrano nelle invasioni.
I ordini dei grandi capi era di uccidere i uomini e fecondare le donne.
Mi immedesimo nella storia.
L’esercito indietreggia lasciando i poveri cittadini per di più donne e bambini
In balia del invasore
Il mio paese viene invaso
I uomini stressati da una guerra
Per prima cosa cercano i uomini per ucciderli
Poi si impossessano delle loro donne
Prese e strupiate da soldati che cercano un minimo di piacere dopo molte sofferenze.
Sfogando su di noi donne mesi di astinenza sessuale.
Io ero giovane appena sposata
Il mio uomo riesce a fuggire dalla rappresaglia
Io invece vengo presa e violentata da soldati
Non saprei quanti erano
So solo che sono anche svenuta
Ma questo non impedì ad altri a prendersi la loro parte.
Mi facevano rinvenire e senza sosta uno a uno mi possedevano.
ero su un letto in uno stato pietoso
C’erano uomini che continuavano ad entrare ed uscire
Ridevano si complimentavano tra loro in una lingua per me indecifrabile
Ma capivo chiaramente cosa volevano.
Pretendendo di essere attiva
Mi baciavano e mi scopavano in continuazione.
Quando finì quella tortura
Ero in una pozza di sborra
La fica viola e seni arrossati dalle manipolazioni subite
Provai a scendere dal letto ma le gambe non retterò il peso,
Cado sul pavimento
Provo ad raggiungere l’uscita
I soldati ridevano divertiti
Qualcuno vedendomi a caminare a quattro zampe
Gli viene la brillante idea di prendersi anche il culo.
Provai a una timida difesa ma una pistola puntata alla tempia
Mi annientai completamente
Gli chiedevo pietà perdono
In quel istante viene scaraventato difronte a me,
mio marito
Un soldato che conosceva la nostra lingua
Mi chiese chi era
Io di istinto mio marito.
Lo volevano giustiziare,
la pistola puntata alla tempia
Io li pregai di risparmialo che sarei stata più accondiscendente,
Che li avrei soddisfatti sessualmente
Gli baciavo i stivali lo imploravo
Al punto che gli slaccio la cinta e calò giù
Prendendogli tra le labbra il suo cazzo puzzolente.
Credo che ho fatto il pompino più intenso della mia vita
Leccavo succhiavo palle arrivando a leccargli il culo
In quel mentre entra un colonnello
Vedendo la scena
Mi afferra dai capelli urlando non so cosa.
tutti uscono portandosi via mio marito.
Ero distrutta dalle innumerevoli penetrazioni ricevute.
Mi urlava non so cosa mi porse un secchio di acqua e una spugna col sapone,
Compresi che mi dovevo lavare via tutta la sborra ricevuta sino a quel momento.
L’acqua era gelida
Ma mi lavai accuratamente
Lui si spoglia e mi trovo difronte un uomo possente anche se un po obeso,
Ma aveva una dotazione che al confronto di quelli che avevo ricevuti
Era come un moschetto è un cannone.
Eppure in quella giornata ne avevo visti di cazzi,
Ma non di quella portata
Si sdraia sul letto
Mi urla qualcosa
Non sapendo cosa diceva
Ho improvvisato
Salgo sul letto come una cagna in calore, pronto a giocare col suo padrone,
Mi afferra dai capelli tirandomi verso il suo viso
Nella mia lingua mi dice che da ora in poi sarò la sua puttana
Sento dei spari
Urlo nooo
Pensando che era stato giustiziato mio marito,
Ma lo vedo essere spinto in camera,
Era vivo in quel momento ho ringraziato il cielo.
Poi il generale mi dice che aveva giustiziato il suo tenente
Perché aveva permesso a una dea come me ad essere condivisa coi soldati senza interpretarlo.
Fa legare mio marito nudo su una sedia,
Poi fa uscire tutti
Si posiziona davanti a mio marito,
Mi ordina di soddisfarlo oralmente
Ero titubante
Prese la pistola la punta sulla fronte di mio marito.
Dicendomi la vita di tuo marito dipende ora da te
Mi dovrai far godere in dieci minuti
Se non riesci lo giustizio e la colpa sarà tua.
Aveva il cazzo molle sgocciolante
Chissà già quante volte era venuto.
Ho iniziato a succhiare leccare,
il cazzo si indurisce.
ingoiavo quel cazzo enorme a soffocarmi,
Ma non vedevo segni di cedimento
Lo avevo in gola ma nulla non cedeva,
Lui apostrofava me come una zoccola e mio marito un povero cornuto.
Non riesco a farlo godere
Vuole ucciderlo,
Mi metto difronte a mio marito dicendogli che mi doveva uccidere per poterlo fare a lui.
Avevo la pistola in bocca
La leva spingendomi da parte
Lo supplico che sarò sua per sempre basta che lo risparmi.
Guarda mio marito spara un colpo senza colpirlo
Ringrazia tua moglie
Chiama dei soldati dicendo di portarlo via e gettarlo nel letame.
E ora pensiamo a noi datti da fare,
Passo una notte intera a soddisfarlo in tutte le sue perversioni,
Vedevo mio marito dalla finestra spalare letame,
Deriso dai soldati,
Io venivo usata dal colonnello,
Dopo due mesi si stufa di me,
Ormai mi aveva allargata così tanto che un cazzo normale ci sciacqua nei miei buchi,
E vengo utilizzata per tirare su il morale delle truppe che indietreggiano sconfitti,
Sono passati tre anni dal loro arrivo,
Quando lasciarono il nostro paese
Io avevo scopato con più di 500 soldati,
Ho una bambina ed ero in attesa di un’altra.
Certo non era frutto di amore,
Ma le ho cresciute insieme a mio marito come se fossero state concepite con il nostro amore.
L’unica cosa che mi rattrista che vedendole mi vengono in mente i soprusi subiti da me e mio marito.
Loro certo non anno colpe.
Quel brutto periodo ci ha trasmesso la sottomissione.
Con mio marito cerchiamo ancora la sottomissione,
Ricreando quel periodo dove finalmente troviamo un piacere reciproco.
Io vengo usata da più uomini in divisa mentre mio marito assiste legato su una sedia la mia monta.
Ma non abbiamo mai trovato un cazzo grosso come quello del colonnello.
Spero un giorno di riprovare la sensazione di essere presa da un cannone come quello del colonnello,
In un certo senso mi manca quella sensazione di soffocamento,
quella sensazione di sentirsi aprire in due mentre mi entrava nel culo,
Per non parlare quella sensazione di pienezza nella fica la cevice che cedeva e lasciava entrare quel palo di carne fino alle ovaie.
Questo mio marito non lo sa ero innamorata del cazzo del colonnello,
E tuttora spero un giorno di riprovare quelle immense sensazioni di pienezza,che soltanto lui può darmi.
Ma è una storia che ho scoperto causalmente .
Certo non è una bella storia di amore,
Tutt’altro è una storia che può raccapricciare.
È basata nella grande guerra
Per sopravvivere si accetta ogni cosa,
La fame e la disperazione ti porta ad annientarti come donna,
E l’uomo si volta dal altra parte per paura e per la vergogna.
La guerra è al massimo della espansione
Nel nostro paese entrano le truppe invasori,
I uomini fuggono per non avere rappresaglie,
Le donne rimangono in balia di uomini senza screpolò,
Repressi da una guerra che neanche loro vorrebbero.
Ma per codardia accettano e sfogano la loro perversione su donne che incontrano nelle invasioni.
I ordini dei grandi capi era di uccidere i uomini e fecondare le donne.
Mi immedesimo nella storia.
L’esercito indietreggia lasciando i poveri cittadini per di più donne e bambini
In balia del invasore
Il mio paese viene invaso
I uomini stressati da una guerra
Per prima cosa cercano i uomini per ucciderli
Poi si impossessano delle loro donne
Prese e strupiate da soldati che cercano un minimo di piacere dopo molte sofferenze.
Sfogando su di noi donne mesi di astinenza sessuale.
Io ero giovane appena sposata
Il mio uomo riesce a fuggire dalla rappresaglia
Io invece vengo presa e violentata da soldati
Non saprei quanti erano
So solo che sono anche svenuta
Ma questo non impedì ad altri a prendersi la loro parte.
Mi facevano rinvenire e senza sosta uno a uno mi possedevano.
ero su un letto in uno stato pietoso
C’erano uomini che continuavano ad entrare ed uscire
Ridevano si complimentavano tra loro in una lingua per me indecifrabile
Ma capivo chiaramente cosa volevano.
Pretendendo di essere attiva
Mi baciavano e mi scopavano in continuazione.
Quando finì quella tortura
Ero in una pozza di sborra
La fica viola e seni arrossati dalle manipolazioni subite
Provai a scendere dal letto ma le gambe non retterò il peso,
Cado sul pavimento
Provo ad raggiungere l’uscita
I soldati ridevano divertiti
Qualcuno vedendomi a caminare a quattro zampe
Gli viene la brillante idea di prendersi anche il culo.
Provai a una timida difesa ma una pistola puntata alla tempia
Mi annientai completamente
Gli chiedevo pietà perdono
In quel istante viene scaraventato difronte a me,
mio marito
Un soldato che conosceva la nostra lingua
Mi chiese chi era
Io di istinto mio marito.
Lo volevano giustiziare,
la pistola puntata alla tempia
Io li pregai di risparmialo che sarei stata più accondiscendente,
Che li avrei soddisfatti sessualmente
Gli baciavo i stivali lo imploravo
Al punto che gli slaccio la cinta e calò giù
Prendendogli tra le labbra il suo cazzo puzzolente.
Credo che ho fatto il pompino più intenso della mia vita
Leccavo succhiavo palle arrivando a leccargli il culo
In quel mentre entra un colonnello
Vedendo la scena
Mi afferra dai capelli urlando non so cosa.
tutti uscono portandosi via mio marito.
Ero distrutta dalle innumerevoli penetrazioni ricevute.
Mi urlava non so cosa mi porse un secchio di acqua e una spugna col sapone,
Compresi che mi dovevo lavare via tutta la sborra ricevuta sino a quel momento.
L’acqua era gelida
Ma mi lavai accuratamente
Lui si spoglia e mi trovo difronte un uomo possente anche se un po obeso,
Ma aveva una dotazione che al confronto di quelli che avevo ricevuti
Era come un moschetto è un cannone.
Eppure in quella giornata ne avevo visti di cazzi,
Ma non di quella portata
Si sdraia sul letto
Mi urla qualcosa
Non sapendo cosa diceva
Ho improvvisato
Salgo sul letto come una cagna in calore, pronto a giocare col suo padrone,
Mi afferra dai capelli tirandomi verso il suo viso
Nella mia lingua mi dice che da ora in poi sarò la sua puttana
Sento dei spari
Urlo nooo
Pensando che era stato giustiziato mio marito,
Ma lo vedo essere spinto in camera,
Era vivo in quel momento ho ringraziato il cielo.
Poi il generale mi dice che aveva giustiziato il suo tenente
Perché aveva permesso a una dea come me ad essere condivisa coi soldati senza interpretarlo.
Fa legare mio marito nudo su una sedia,
Poi fa uscire tutti
Si posiziona davanti a mio marito,
Mi ordina di soddisfarlo oralmente
Ero titubante
Prese la pistola la punta sulla fronte di mio marito.
Dicendomi la vita di tuo marito dipende ora da te
Mi dovrai far godere in dieci minuti
Se non riesci lo giustizio e la colpa sarà tua.
Aveva il cazzo molle sgocciolante
Chissà già quante volte era venuto.
Ho iniziato a succhiare leccare,
il cazzo si indurisce.
ingoiavo quel cazzo enorme a soffocarmi,
Ma non vedevo segni di cedimento
Lo avevo in gola ma nulla non cedeva,
Lui apostrofava me come una zoccola e mio marito un povero cornuto.
Non riesco a farlo godere
Vuole ucciderlo,
Mi metto difronte a mio marito dicendogli che mi doveva uccidere per poterlo fare a lui.
Avevo la pistola in bocca
La leva spingendomi da parte
Lo supplico che sarò sua per sempre basta che lo risparmi.
Guarda mio marito spara un colpo senza colpirlo
Ringrazia tua moglie
Chiama dei soldati dicendo di portarlo via e gettarlo nel letame.
E ora pensiamo a noi datti da fare,
Passo una notte intera a soddisfarlo in tutte le sue perversioni,
Vedevo mio marito dalla finestra spalare letame,
Deriso dai soldati,
Io venivo usata dal colonnello,
Dopo due mesi si stufa di me,
Ormai mi aveva allargata così tanto che un cazzo normale ci sciacqua nei miei buchi,
E vengo utilizzata per tirare su il morale delle truppe che indietreggiano sconfitti,
Sono passati tre anni dal loro arrivo,
Quando lasciarono il nostro paese
Io avevo scopato con più di 500 soldati,
Ho una bambina ed ero in attesa di un’altra.
Certo non era frutto di amore,
Ma le ho cresciute insieme a mio marito come se fossero state concepite con il nostro amore.
L’unica cosa che mi rattrista che vedendole mi vengono in mente i soprusi subiti da me e mio marito.
Loro certo non anno colpe.
Quel brutto periodo ci ha trasmesso la sottomissione.
Con mio marito cerchiamo ancora la sottomissione,
Ricreando quel periodo dove finalmente troviamo un piacere reciproco.
Io vengo usata da più uomini in divisa mentre mio marito assiste legato su una sedia la mia monta.
Ma non abbiamo mai trovato un cazzo grosso come quello del colonnello.
Spero un giorno di riprovare la sensazione di essere presa da un cannone come quello del colonnello,
In un certo senso mi manca quella sensazione di soffocamento,
quella sensazione di sentirsi aprire in due mentre mi entrava nel culo,
Per non parlare quella sensazione di pienezza nella fica la cevice che cedeva e lasciava entrare quel palo di carne fino alle ovaie.
Questo mio marito non lo sa ero innamorata del cazzo del colonnello,
E tuttora spero un giorno di riprovare quelle immense sensazioni di pienezza,che soltanto lui può darmi.
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