La sguattera della missione - cap. 3

di
genere
dominazione

Dopo svariate suppliche, Padron Padre Signore Alfio mi concesse di partecipare alla messa mattutina purché ciò non risentiva del momento della colazione che andava servita alle 7.00 in punto. Mi disse che potevo partecipare ma che avrei dovuto pulirla da cima a fondo tutti i giorni perché la casa del Signore deve essere curata con amore servizievole. Così mi dovevo alzare alle 5 di mattina, preparare tutte le cose per la colazione e poi recarmi in chiesetta che per fortuna non è molto grande. Con straccio e detersivo per i pavimenti dovevo sfregare per bene tutte le superfici, pulire le panche e dopo aver baciato il pavimento ai piedi dell’altare potevo pulire anche quello. Quando poi iniziavano ad arrivare i Padri, dovevo mettermi in fondo con i miei indumenti da sguattera, inginocchiata in un angolo con la testa bassa e lì potevo ascoltare la messa. Mi era concesso poter prendere l’ostia ma se la volevo dovevo attendere che tutti l’avessero presa e poi gattonare per tutta la navata centrale, fermarmi ai piedi di Padre Alfio e facendo un profondo inchino fino a quasi toccare con la fronte il pavimento, ringraziare il Signore per la concessione che mi veniva data. Quando poi mi giravo per ritornare gattonando al mio angolo, spesso e volentieri uno scapaccione sul culo non me lo toglieva nessuno, non solo da parte del celebrante ma da chiunque ne avesse voglia e per me era molto eccitante perché mi aiutava a ricordare che ero solo una donna sottomessa ai maschi che ha come unico scopo quello di servirli, riverirli e farli sentire padroni. Talmente ero nella modalità sguattera umile che si trova al cospetto del Signore, che apposta mi allargavo la maglietta in modo tale che lo scollo fosse sempre più ampio e che la spalla o le tette fossero sempre più al vento mentre mi davo da fare a sfregare per terra o a pulire i vetri. Era molto eccitante anche quando dovevo andare a pulire lo stanzone dove si svolgeva il centro diurno perché a parte il fatto che si sporcava tanto e quindi dovevo sfregare per bene a terra per renderlo ancora pulito ma lì spesso e volentieri c’era Rocco bello comodo alla scrivania con il pc e ogni tanto mi diceva “lavora con più fatica sguattera … sei una scansa fatiche! Devo venire lì e batterti quel culone da vacca che ti ritrovi?” “perdonatemi Signore, come comandate voi, padrone!”. Oppure veniva apposta a camminare dove c’era bagnato così che il pavimento si sporcava di più e poi mi mandava a prendergli dell’acqua e quando tornavo per servirlo c’era lì anche Padre Alfio che mi sgridava dicendomi “Serva è questo il modo di pulire il pavimento?!!?” Io mettendomi subito in ginocchio davanti a loro, imploravo il perdono e come un’ossessa mi rimettevo a sfregare per terra velocemente, nel mentre loro a turno mi tiravano le pacche sul culo incitandomi a fare più veloce. Che umiliazione dentro di me e che eccitazione. Altro momento eccitante è quando devo fare il giro di tutte le camere per prendere tutti i vestiti sporchi e metterli in una grossa sacca che poi devo mettermi sulle spalle e portare giù in lavanderia. Verso la fine delle stanze, la sacca è talmente grande e pesante che devo camminare quasi piegata a 90 grandi, quindi dal davanti mi si vedono le mie mammelle da serva avendo addosso sempre maglie larghe e logore nonché grembiulioni talmente lisi e larghi che la pettorina mi parte da sotto le tettone da vacca che mi ritrovo e la parte sotto del grembiule mi arriva quasi fino ai piedi mentre di dietro il culo è sempre al vento, in modo tale da ricordarmi che chiunque passando mi può tirare una pacca sul culo e io devo stare zitta e subire. Una volta arrivata in lavanderia devo sfregare per ore i vestiti e strizzarli e poi portarli di fuori a stendere. Solitamente quando faccio questa fatica, mi ritrovo fradicia e mezza nuda e questo non fa che eccitare il mio Rocco che appena mi vede mi ricorda il mio posto nella gerarchia della missione … ossia essere una lurida serva che ha come unico obiettivo, servire, ubbidire e ammazzarsi di fatica. Ormai il mio ragazzo Padrone mi prende solo da dietro mentre sto pulendo i vestiti in lavanderia o mentre sono in ginocchio a sfregare per terra. Mi dice che da quando sono la serva della missione, non sono più degna di essere scopata come una femmina ma solo come una vacca, da dietro e senza godere. In realtà io la sera, quando vado a sdraiarmi sul materasso spesso e volentieri mi sgrilletto, pensando a tutti i momenti umilianti che sto vivendo ad esempio quando sono entrata in una stanza e c’erano tutti i padri per una riunione e io dovevo mettermi in ginocchio e fare lo sciuscià ai loro piedi, lucidando le loro scarpe e poi baciando la mano ad ognuno. Che momento umiliante stare lì in ginocchio ai loro piedi, mentre vengo completamente ignorata e tratta come una pezzente.
scritto il
2026-01-03
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