Prologo - Claudia
di
Bravuomo
genere
confessioni
Questa è la storia vera di Claudia, oggi bellissima quarantenne che ha passato gli ultimi dieci anni della sua vita ad usare il suo corpo e la sua bellezza per fare carriera.
Claudia oggi guarda indietro a cosa ha fatto bene, poco, e cosa ha fato male, molto di più.
Nel 2014, ad appena 29 anni, Claudia viene assunta in una famosa agenzia di comunicazione. nel racconto veritiero sarà solo il nome di Claudia ma la città sarà vaga come lo sarannoalcune circostanze.
Ma come ho saputo la storia di Claudia? Ha sedotto anche me, e da me è tornata quando il mondo le è crollato addosso. perché sono bravo ad aiutare le persone nei momenti difficili.
Ma cominciamo dal mio incontro con lei: in aereo, in business class, viaggiando verso New York.
Non fu un incontro casuale: Claudia aveva gestito la prenotazione riuscendo a sapere dal mio ufficio, nella mia azienda, esattamente quale posto occupassi in cabina.
Entrato in business class la trovo già li, con le gambe accavallate, una gonna al ginocchio, bondissima, a guardare il cellulare.
Le sorrido, mi sistemo e lei, appena mi siedo, mi porge al mano e si presenta. Si presenta e mi confessa che lavora per una agenzia di comunicazione che insegue la mia azienda da tanto tempo e che nn è un caso che lei sia seduta accanto a me.
- poteva andarmi peggio - scherzo, indicando con un cenno della testa le altre persone sedute negli altri posti, quasi tutti anziani, una signora obesa e tanto altro, ma nulla di brillante come Claudia.
- Si, poteva andarti molto peggio, ma non credere, ti darò il tormento per poter lavorare insieme, costi quel che costi - mi risponde lei, sfacciata e consapevole del proprio fascino.
Arrivati a New York scopro che ha prenotato il mio stesso hotel, prendiamo un taxi insieme e ci mettiamo d'accordo per cenare insieme.
Ho capito che Claudia mi vuole sedurre, anzi, mi ha già sedotto, e se giocherò bene le mie carte probabilmente me la porterò a letto.
Mentre mi sto vestendo per la cena, bussano alla porta: è lei, calza tacchi alti, ed ha addosso un lungo cappotto nero, perché siamo nel mese di novembre e fa freddo a New York.
La faccio entrare, chiude la porta alle sue spalle e apre il cappotto: indossa solo un reggicalze nero, senza nemmeno il reggiseno e le mutandine.
rimango a bocca aperta, nonostante la sua magrezza ha i fianchi tondi e invitanti, le gambe tornite, solo un piccolo triangolo di pelo sull'inguine.
Si avvicina, mi poggia una mano su una spalla e mi spinge in basso, fino a farmi inginocchiare. Poi apre le gambe, in equilibrio sui tacchi, e mi mette la fica in bocca.
- Leccala, sono dodici ore che immagino che mi fai godere così - mi dice.
Lecco avidamente, completamente soggiogato dalla sua intraprendenza. lei ancheggia, si prende quello che vuole.
Non posso fare altro che leccare, non mi concede altro. Poi viene, mi schiaccia il viso contro il suo pube, si dimena, urla e mi bagna la faccia del suo umore.
- Continuiamo dopo cena? - mi provoca, raccogliendo il cappotto e uscendo dalla stanza.
Sono esterefatto, ho una erezione potente e vado in bagno, in piedi davanti alla vasca da bagno mi sego velocemente e vengo.
A cena la raggiungo al tavolo nel ristorante dell'hotel.
Sono imbarazzato, ma sono per sempre io e gestisco la cosa, saprò gestirla.
- Ti è piaciuto l'aperitivo? - mi chiede.
- Ho grande aspettative per il primo piatto, credimi.
- Io passerei direttamente al secondo, nn bisogna essere banali, non credi? - mi incalza lei.
Mi sto chiedendo cosa voglia dire, ma la considero solo una boutade per ottenere un qualche effetto.
Durante la cena dimentica il sesso e parla della mia azienda, di come siamo serviti male da altre agenzie, di cosa veramente avremmo bisogno. E' brava, mi convince. In sala la guardano in molti, è davvero bella e non sta mai zitta.
Quando ride gli uomini si voltano a guardarla e le donne si infastidiscono.
- Sei pronto per il secondo piatto allora? - mi dice dopo un'ora che siamo a tavola.
- Spero di essere un po' più partecipe stavolta - la provoco.
- Oh, non puoi capire quanto lo sarai.
Mi da appuntamento in camera sua dopo dieci minuti.
La lascio andare e dopo otto minuti mi alzo e vado verso gli ascensori.
"Sto salendo", le scrivo in un messaggio che non legge.
La sua stanza è la 827, la porta è socchiusa e dentro c'è penombra.
Lei è con il solito reggicalze, inginocchiata sul letto, sta succhiando il cazzo di un ragazzone dotato in fisico e in natura.
Resto bloccato sull'uscio, sto per girare i tacchi, ma lei mi blocca.
- Dove vai? te l'ho detto, niente di banale, voglio il massimo.
Questo è il modo in cui Claudia si presentò a me, il modo nel quale ha gestito tutta la sua vita lavorativa.
Aiutata da un fisico bellissimo, un metro e settantaquattro, le gambe scolpite da anni di danza, buona chiarissima con gli occhi verdi, uno spirito trasgressivo, una porca con la laurea.
Vi racconterò la sua carriera ed i suoi inciampi.
Claudia oggi guarda indietro a cosa ha fatto bene, poco, e cosa ha fato male, molto di più.
Nel 2014, ad appena 29 anni, Claudia viene assunta in una famosa agenzia di comunicazione. nel racconto veritiero sarà solo il nome di Claudia ma la città sarà vaga come lo sarannoalcune circostanze.
Ma come ho saputo la storia di Claudia? Ha sedotto anche me, e da me è tornata quando il mondo le è crollato addosso. perché sono bravo ad aiutare le persone nei momenti difficili.
Ma cominciamo dal mio incontro con lei: in aereo, in business class, viaggiando verso New York.
Non fu un incontro casuale: Claudia aveva gestito la prenotazione riuscendo a sapere dal mio ufficio, nella mia azienda, esattamente quale posto occupassi in cabina.
Entrato in business class la trovo già li, con le gambe accavallate, una gonna al ginocchio, bondissima, a guardare il cellulare.
Le sorrido, mi sistemo e lei, appena mi siedo, mi porge al mano e si presenta. Si presenta e mi confessa che lavora per una agenzia di comunicazione che insegue la mia azienda da tanto tempo e che nn è un caso che lei sia seduta accanto a me.
- poteva andarmi peggio - scherzo, indicando con un cenno della testa le altre persone sedute negli altri posti, quasi tutti anziani, una signora obesa e tanto altro, ma nulla di brillante come Claudia.
- Si, poteva andarti molto peggio, ma non credere, ti darò il tormento per poter lavorare insieme, costi quel che costi - mi risponde lei, sfacciata e consapevole del proprio fascino.
Arrivati a New York scopro che ha prenotato il mio stesso hotel, prendiamo un taxi insieme e ci mettiamo d'accordo per cenare insieme.
Ho capito che Claudia mi vuole sedurre, anzi, mi ha già sedotto, e se giocherò bene le mie carte probabilmente me la porterò a letto.
Mentre mi sto vestendo per la cena, bussano alla porta: è lei, calza tacchi alti, ed ha addosso un lungo cappotto nero, perché siamo nel mese di novembre e fa freddo a New York.
La faccio entrare, chiude la porta alle sue spalle e apre il cappotto: indossa solo un reggicalze nero, senza nemmeno il reggiseno e le mutandine.
rimango a bocca aperta, nonostante la sua magrezza ha i fianchi tondi e invitanti, le gambe tornite, solo un piccolo triangolo di pelo sull'inguine.
Si avvicina, mi poggia una mano su una spalla e mi spinge in basso, fino a farmi inginocchiare. Poi apre le gambe, in equilibrio sui tacchi, e mi mette la fica in bocca.
- Leccala, sono dodici ore che immagino che mi fai godere così - mi dice.
Lecco avidamente, completamente soggiogato dalla sua intraprendenza. lei ancheggia, si prende quello che vuole.
Non posso fare altro che leccare, non mi concede altro. Poi viene, mi schiaccia il viso contro il suo pube, si dimena, urla e mi bagna la faccia del suo umore.
- Continuiamo dopo cena? - mi provoca, raccogliendo il cappotto e uscendo dalla stanza.
Sono esterefatto, ho una erezione potente e vado in bagno, in piedi davanti alla vasca da bagno mi sego velocemente e vengo.
A cena la raggiungo al tavolo nel ristorante dell'hotel.
Sono imbarazzato, ma sono per sempre io e gestisco la cosa, saprò gestirla.
- Ti è piaciuto l'aperitivo? - mi chiede.
- Ho grande aspettative per il primo piatto, credimi.
- Io passerei direttamente al secondo, nn bisogna essere banali, non credi? - mi incalza lei.
Mi sto chiedendo cosa voglia dire, ma la considero solo una boutade per ottenere un qualche effetto.
Durante la cena dimentica il sesso e parla della mia azienda, di come siamo serviti male da altre agenzie, di cosa veramente avremmo bisogno. E' brava, mi convince. In sala la guardano in molti, è davvero bella e non sta mai zitta.
Quando ride gli uomini si voltano a guardarla e le donne si infastidiscono.
- Sei pronto per il secondo piatto allora? - mi dice dopo un'ora che siamo a tavola.
- Spero di essere un po' più partecipe stavolta - la provoco.
- Oh, non puoi capire quanto lo sarai.
Mi da appuntamento in camera sua dopo dieci minuti.
La lascio andare e dopo otto minuti mi alzo e vado verso gli ascensori.
"Sto salendo", le scrivo in un messaggio che non legge.
La sua stanza è la 827, la porta è socchiusa e dentro c'è penombra.
Lei è con il solito reggicalze, inginocchiata sul letto, sta succhiando il cazzo di un ragazzone dotato in fisico e in natura.
Resto bloccato sull'uscio, sto per girare i tacchi, ma lei mi blocca.
- Dove vai? te l'ho detto, niente di banale, voglio il massimo.
Questo è il modo in cui Claudia si presentò a me, il modo nel quale ha gestito tutta la sua vita lavorativa.
Aiutata da un fisico bellissimo, un metro e settantaquattro, le gambe scolpite da anni di danza, buona chiarissima con gli occhi verdi, uno spirito trasgressivo, una porca con la laurea.
Vi racconterò la sua carriera ed i suoi inciampi.
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