Uno squirt nel parcheggio
di
Bravuomo
genere
tradimenti
Io e Mina non vorremmo tradire i nostri rispettivi partner. Il fatto è che la nostra sessualità è strabordante rispetto alla loro e siamo costretti a ricavarci uno spazio nostro nel quale sentirci liberi di esprimerci in quel senso.
Siamo stati amanti nel 2014. I nostri rapporti sessuali erano furiosi, umidi, bagnati, devastanti per i nostri corpi. Eravamo 11 anni più giovani di adesso, io stavo lasciando una moglie infedele e lei stava con un narcisista egoriferito.
La nostra scoperta sessuale reciproca non transitava per una conoscenza casuale online, o per una presentazione fra amici. Ci eravamo incontrati per esigenze di lavoro e da li ne era nato un rapporto professionale serio.
Ci ritrovammo a letto insieme quasi per caso: un bacio sotto casa sua, io che l’avevo riaccompagnata a casa dopo una cena di lavoro con altri professionisti. Le nostre mani frugarono subito sotto i vestiti e ci procurammo subito due orgasmi parcheggiati ordinatamente tra le altre auto, incuranti di eventuali passanti, che comunque non ci furono nei cinque minuti di intenso lavorio di mani e di bocche.
Gli incontri erano a casa sua e cominciarono già dal giorno dopo. Noi ci agganciamo perfettamente: Mina ama la lingerie estrema, le calze, l’anale, il rimming, lei squirta fortemente ed io amo bere quei fluidi e riceverli dritto in faccia. Mina ama giocare pesantemente con il mio culetto ed io con il suo, ama essere legata e scopata con violenza e ci piace scopare con forza tenendoci due bei plug infilati dietro.
Poi ci siamo persi: lei voleva di più, io volevo riprovarci con la moglie infedele e quindi lei ha trovato subito un altro ed io, tramontato il progetto moglie infedele per il bene dei figli, diverse altre fino ad oggi che sono con una compagna stabile.
Abbiamo anche avuto una lite a distanza qualche anno fa, a metà di questo percorso lungo undici anni: Mina ha detto ad una sua amica, con la quale andavo a letto, che l’avevo chiamata alludendo al fatto che ci stessi provando. La cosa non era vera, ma lei voleva primeggiare sull’amica, la quale invece ci ha creduto e dopo avermi insultato è sparita per sempre. Direi poco male, perché sebbene non fosse affatto vero che ci avessi provato con Mina in quella circostanza, la signora non era l’unica partner sessuale in quel periodo affollato.
Prima di Natale, del Natale 2025 intendo, una professionista mi ha invitato ad un brindisi in uno di questi eventi per gente che cerca di fare affari con altra gente. E’ una cosa che cerco di evitare, l’imbarazzo di conoscere altri disperati in cerca di una occasione di fare contratti, roba tra avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro.
Ma questa persona, una direttrice di una filiale di banca, era già la terza volta che mi invitava e ho voluto fare una comparsata in questo posto che era anche facilmente raggiungibile per me.
Quando mi presentati all’appuntamento oltre alla titolare dello spazio che ospitava l’evento c’era la direttrice di banca e… Mina. Anche lei era fra gli invitati.
Ci siamo guardati ed ognuno di noi ha visto negli occhi dell’altra il perdono per il passato e la voglia di fare pace.
Ci siamo parlati, con educazione, ci siamo abbracciati ed io ho sentito la morbidezza della sua pelle che avevo dimenticato, il suo fisico minuto e delicato, il suo trucco leggero che sa di cipria di una volta, per via dell’educazione ricevuta.
Ci siamo seduti su due sedie in disparte, l’evento era un insuccesso e lasciammo i pochi inutili avventori davanti al buffet ad ingozzarsi di tramezzini e rustici, mentre noi ci aggiornavamo rapidamente sugli ultimi cinque anni di vita.
Dopo solo un’ora me ne andai ma il suo messaggio mi raggiunse mentre non ero ancora arrivato a casa.
- Comunque, sappi che guardarti mi fa sempre lo stesso effetto: debbo strizzare le mutandine –
Si, fra di noi c’era una attrazione immutata nel tempo per la sincerità che aveva contraddistinto la nostra relazione fisica.
- Me ne sono accorto da come ancheggiavi sulla sedia e ho passato il tempo a chiedermi se hai ancora quel buon sapore - replicai rischiando di andare a sbattere con l’auto.
- Vieni ad assaggiare allora, sto per uscire da questo evento del cavolo, passa a prendermi - fu lapidaria Mina.
A quel punto ho invertito la direzione e mi sono sistemato in un parcheggio laterale al luogo dell’evento. Inviato un messaggio ad Mina, dopo soli cinque minuti vedo dallo specchietto laterale destro lei arrivare sui suoi tacchetti. Arrivata alla mia auto non sale davanti, ma mi bussa sullo sportello posteriore per frasi sbloccare la portiera.
Scendo a salgo dietro e lei non dice nulla: tira solo la gonna su, fino alla vita, sfila le mutandine restando con tacchetti e autoreggenti color grigio scuro.
- Dai che sto morendo - mi dice.
Affondo con ingordigia il mio muso in quella fica perfettamente depilata, liscia e so cosa accadrà in pochi secondi, del potente spruzzo che dovrò contenere. Il desiderio è troppo forte, reciproco, Mina si libererà sicuramente dopo pochi colpi di lingua.
La tiro verso di me sollevando il suo bacino con due mani sotto le natiche, infilo la lingua nel buco del suo culo per assaporare e per bagnare. Poi ci infilo dentro l’indice destro e riprendo con la sua fica. Succhio e tengo la bocca come una ventosa, la sento contrarsi e sta per arrivare la cascata, devo raccoglierne il più possibile per non sporcarci.
- Cazzo cosa sei, ti sborro in boccaaaaa - sono le sue parole mentre si contorce e dimena ed io ingoio i suoi spruzzi intermittenti.
La sua fica sapeva di giornata, era in giro dal mattino, un sapore di urina e di aroma dolce, ed io ce l’ho tutto spalmato sul viso, il mio indice sa del suo culo, dolciastro ed amaro.
Con due fazzoletti asciughiamo i sedili di pelle sotto il suo sedere, ma la mia erezione è incontenibile.
Mina mi slaccia i pantaloni e lo affonda in bocca. Sa che deve fare in fretta per le condizioni nelle quali siamo e da vera porca lo spinge in gola fino ad avere conati di vomito, ma questo mi fa scoppiare la testa, lei lo sa; perciò, la tengo ferma mentre tossisce s sborro sollevando il bacino da sedile.
La mia sborra sale infuocata, sento il calore si un orgasmo quasi dimenticato, selvaggio. Mina lo contiene, ingurgita, tossisce e gliene esce un po’ dal naso, ma non demorde, non vuole perdersi nulla.
Poi si tira su, prende il mio indice che le avevo messo nel culo, se lo porta in bocca e lo pulisce tutto, guardandomi negli occhi.
Poi sono arrivate le feste di Natale del cazzo, ma a capodanno ci siamo scritti: chat silenziata, messaggi cancellati appena letti, a volte nemmeno aperti, letti solo in anteprima e cancellati.
- Peccato non convincerli a fare un’orgetta - ci siamo detti riferendoci ai nostri partner.
Si, impossibile sia con il suo, sia con la mia.
Ma non fa nulla, ci meritiamo il piacere.
Siamo stati amanti nel 2014. I nostri rapporti sessuali erano furiosi, umidi, bagnati, devastanti per i nostri corpi. Eravamo 11 anni più giovani di adesso, io stavo lasciando una moglie infedele e lei stava con un narcisista egoriferito.
La nostra scoperta sessuale reciproca non transitava per una conoscenza casuale online, o per una presentazione fra amici. Ci eravamo incontrati per esigenze di lavoro e da li ne era nato un rapporto professionale serio.
Ci ritrovammo a letto insieme quasi per caso: un bacio sotto casa sua, io che l’avevo riaccompagnata a casa dopo una cena di lavoro con altri professionisti. Le nostre mani frugarono subito sotto i vestiti e ci procurammo subito due orgasmi parcheggiati ordinatamente tra le altre auto, incuranti di eventuali passanti, che comunque non ci furono nei cinque minuti di intenso lavorio di mani e di bocche.
Gli incontri erano a casa sua e cominciarono già dal giorno dopo. Noi ci agganciamo perfettamente: Mina ama la lingerie estrema, le calze, l’anale, il rimming, lei squirta fortemente ed io amo bere quei fluidi e riceverli dritto in faccia. Mina ama giocare pesantemente con il mio culetto ed io con il suo, ama essere legata e scopata con violenza e ci piace scopare con forza tenendoci due bei plug infilati dietro.
Poi ci siamo persi: lei voleva di più, io volevo riprovarci con la moglie infedele e quindi lei ha trovato subito un altro ed io, tramontato il progetto moglie infedele per il bene dei figli, diverse altre fino ad oggi che sono con una compagna stabile.
Abbiamo anche avuto una lite a distanza qualche anno fa, a metà di questo percorso lungo undici anni: Mina ha detto ad una sua amica, con la quale andavo a letto, che l’avevo chiamata alludendo al fatto che ci stessi provando. La cosa non era vera, ma lei voleva primeggiare sull’amica, la quale invece ci ha creduto e dopo avermi insultato è sparita per sempre. Direi poco male, perché sebbene non fosse affatto vero che ci avessi provato con Mina in quella circostanza, la signora non era l’unica partner sessuale in quel periodo affollato.
Prima di Natale, del Natale 2025 intendo, una professionista mi ha invitato ad un brindisi in uno di questi eventi per gente che cerca di fare affari con altra gente. E’ una cosa che cerco di evitare, l’imbarazzo di conoscere altri disperati in cerca di una occasione di fare contratti, roba tra avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro.
Ma questa persona, una direttrice di una filiale di banca, era già la terza volta che mi invitava e ho voluto fare una comparsata in questo posto che era anche facilmente raggiungibile per me.
Quando mi presentati all’appuntamento oltre alla titolare dello spazio che ospitava l’evento c’era la direttrice di banca e… Mina. Anche lei era fra gli invitati.
Ci siamo guardati ed ognuno di noi ha visto negli occhi dell’altra il perdono per il passato e la voglia di fare pace.
Ci siamo parlati, con educazione, ci siamo abbracciati ed io ho sentito la morbidezza della sua pelle che avevo dimenticato, il suo fisico minuto e delicato, il suo trucco leggero che sa di cipria di una volta, per via dell’educazione ricevuta.
Ci siamo seduti su due sedie in disparte, l’evento era un insuccesso e lasciammo i pochi inutili avventori davanti al buffet ad ingozzarsi di tramezzini e rustici, mentre noi ci aggiornavamo rapidamente sugli ultimi cinque anni di vita.
Dopo solo un’ora me ne andai ma il suo messaggio mi raggiunse mentre non ero ancora arrivato a casa.
- Comunque, sappi che guardarti mi fa sempre lo stesso effetto: debbo strizzare le mutandine –
Si, fra di noi c’era una attrazione immutata nel tempo per la sincerità che aveva contraddistinto la nostra relazione fisica.
- Me ne sono accorto da come ancheggiavi sulla sedia e ho passato il tempo a chiedermi se hai ancora quel buon sapore - replicai rischiando di andare a sbattere con l’auto.
- Vieni ad assaggiare allora, sto per uscire da questo evento del cavolo, passa a prendermi - fu lapidaria Mina.
A quel punto ho invertito la direzione e mi sono sistemato in un parcheggio laterale al luogo dell’evento. Inviato un messaggio ad Mina, dopo soli cinque minuti vedo dallo specchietto laterale destro lei arrivare sui suoi tacchetti. Arrivata alla mia auto non sale davanti, ma mi bussa sullo sportello posteriore per frasi sbloccare la portiera.
Scendo a salgo dietro e lei non dice nulla: tira solo la gonna su, fino alla vita, sfila le mutandine restando con tacchetti e autoreggenti color grigio scuro.
- Dai che sto morendo - mi dice.
Affondo con ingordigia il mio muso in quella fica perfettamente depilata, liscia e so cosa accadrà in pochi secondi, del potente spruzzo che dovrò contenere. Il desiderio è troppo forte, reciproco, Mina si libererà sicuramente dopo pochi colpi di lingua.
La tiro verso di me sollevando il suo bacino con due mani sotto le natiche, infilo la lingua nel buco del suo culo per assaporare e per bagnare. Poi ci infilo dentro l’indice destro e riprendo con la sua fica. Succhio e tengo la bocca come una ventosa, la sento contrarsi e sta per arrivare la cascata, devo raccoglierne il più possibile per non sporcarci.
- Cazzo cosa sei, ti sborro in boccaaaaa - sono le sue parole mentre si contorce e dimena ed io ingoio i suoi spruzzi intermittenti.
La sua fica sapeva di giornata, era in giro dal mattino, un sapore di urina e di aroma dolce, ed io ce l’ho tutto spalmato sul viso, il mio indice sa del suo culo, dolciastro ed amaro.
Con due fazzoletti asciughiamo i sedili di pelle sotto il suo sedere, ma la mia erezione è incontenibile.
Mina mi slaccia i pantaloni e lo affonda in bocca. Sa che deve fare in fretta per le condizioni nelle quali siamo e da vera porca lo spinge in gola fino ad avere conati di vomito, ma questo mi fa scoppiare la testa, lei lo sa; perciò, la tengo ferma mentre tossisce s sborro sollevando il bacino da sedile.
La mia sborra sale infuocata, sento il calore si un orgasmo quasi dimenticato, selvaggio. Mina lo contiene, ingurgita, tossisce e gliene esce un po’ dal naso, ma non demorde, non vuole perdersi nulla.
Poi si tira su, prende il mio indice che le avevo messo nel culo, se lo porta in bocca e lo pulisce tutto, guardandomi negli occhi.
Poi sono arrivate le feste di Natale del cazzo, ma a capodanno ci siamo scritti: chat silenziata, messaggi cancellati appena letti, a volte nemmeno aperti, letti solo in anteprima e cancellati.
- Peccato non convincerli a fare un’orgetta - ci siamo detti riferendoci ai nostri partner.
Si, impossibile sia con il suo, sia con la mia.
Ma non fa nulla, ci meritiamo il piacere.
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