Il mio primo lavoro di baby sitter parte 2
scritto il 2025-11-02 tempo di lettura 2 min
di
Viola c
genere
Prime esperienze
cura
A
Il ticchettio della pioggia contro i vetri sembrava scandire i pensieri di entrambi. Nessuno parlava più. Le tazze ormai fredde sul tavolo erano solo un pretesto per restare lì, seduti, a cercare parole che non sarebbero bastate.
Lei si alzò piano, per prendere la giacca, ma lui fece un passo verso di lei.
«Aspetta», disse con voce quasi un sussurro.
Lei si voltò. Si trovarono vicinissimi, più di quanto avessero mai osato. Per un istante si guardarono soltanto — e in quello sguardo c’era tutto: la timidezza, la paura, il desiderio, la riconoscenza.
Fu lui a chinarsi appena, e lei non si ritrasse.
Il bacio fu lento, incerto, come se entrambi avessero paura di romperlo. Nessuna fretta, solo la scoperta di qualcosa di troppo vero per essere solo un impulso.
Quando si staccarono, lei restò con gli occhi chiusi, respirando piano.
«Marco…» sussurrò.
Lui le accarezzò la guancia, in silenzio.
«C’è una cosa che non sai...»
La voce di lei tremava appena. «Io… non sono mai stata con nessuno.»
Lui rimase immobile per un momento. Poi inspirò lentamente, come per trovare le parole giuste.
«Non serve, adesso», disse dolcemente. «Non voglio rovinare qualcosa di così puro. Non voglio che tu te ne penta.»
Lei lo guardò negli occhi. Non c’era delusione, solo rispetto. Una tenerezza che le riempì il cuore.
Lui le prese la mano, intrecciando le dita.
«Quando sarà il momento, se mai lo sarà… voglio che sia per amore, non per confusione.»
Lei annuì. Il cuore le batteva forte, ma non di vergogna: era gratitudine.
Si abbracciarono in silenzio, restando così a lungo, mentre la pioggia continuava a cadere fuori, come a proteggerli da tutto il resto del mondo.
Lei si alzò piano, per prendere la giacca, ma lui fece un passo verso di lei.
«Aspetta», disse con voce quasi un sussurro.
Lei si voltò. Si trovarono vicinissimi, più di quanto avessero mai osato. Per un istante si guardarono soltanto — e in quello sguardo c’era tutto: la timidezza, la paura, il desiderio, la riconoscenza.
Fu lui a chinarsi appena, e lei non si ritrasse.
Il bacio fu lento, incerto, come se entrambi avessero paura di romperlo. Nessuna fretta, solo la scoperta di qualcosa di troppo vero per essere solo un impulso.
Quando si staccarono, lei restò con gli occhi chiusi, respirando piano.
«Marco…» sussurrò.
Lui le accarezzò la guancia, in silenzio.
«C’è una cosa che non sai...»
La voce di lei tremava appena. «Io… non sono mai stata con nessuno.»
Lui rimase immobile per un momento. Poi inspirò lentamente, come per trovare le parole giuste.
«Non serve, adesso», disse dolcemente. «Non voglio rovinare qualcosa di così puro. Non voglio che tu te ne penta.»
Lei lo guardò negli occhi. Non c’era delusione, solo rispetto. Una tenerezza che le riempì il cuore.
Lui le prese la mano, intrecciando le dita.
«Quando sarà il momento, se mai lo sarà… voglio che sia per amore, non per confusione.»
Lei annuì. Il cuore le batteva forte, ma non di vergogna: era gratitudine.
Si abbracciarono in silenzio, restando così a lungo, mentre la pioggia continuava a cadere fuori, come a proteggerli da tutto il resto del mondo.
di
Viola c
Viola c
3.6K
visite
visite
18
voti
voti
valutazione
4.6
4.6
il tuo voto
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto sucessivo
Il mio primo lavoro da baby sitter parte 3
Commenti dei lettori al racconto erotico