Erotici Racconti

Una mamma incinta

Scritto da , il 2013-01-17, genere incesti

Ero completamente imbambolata, ero incinta e tutto per una scopata non protetta, a 37 anni avvenuta in occasione di una festa sulla spiaggia con un ragazzo conosciuto poche ore prima.
Senza marito, con un figlio quasi diciottenne, ero riuscita ad incasinarmi la vita senza sapere il perché.

Percorsi il tragitto dal laboratorio analisi alla scuola dove insegnavo in trance con lo sguardo fisso al pezzo di carta che mi condannava a nuovi sacrifici e a un compito non semplice quello di spiegarlo a mio figlio.

Ero seduta sul divano da un tempo non quantificabile quando Luca fischiettando una canzoncina vedendomi seria mi si avvicinò:
-Mamma che c'è ?-
-Luca tua madre e una cretina-
-Mi mise un braccio sulle spalle e con voce preoccupata:
-dimmi che problema hai-
-Sono incinta, e la cosa più bella e che non so chi sia il padre-
Lo vidi sgranare gli occhi e dopo una breve pausa:
-Cavoli mamma ma con quanta gente scopi-
In un altra occasione il dialogo sarebbe terminato lì con un ceffone a mio figlio, invece mi voltai verso lui e con gli occhi gonfi di lacrime cominciai a piangere come una bambina.
Luca mi abbracciò e con dolcezza e delicatezza disse:
-Tranquilla mamma hai cresciuto me.... ora siamo in due e pensi che non ce la faremo a crescere lui o lei-
Provai in quel momento un sentimento di smisurato amore per il mio Luca, senza rendersene conto stava impersonando la figura dell'uomo di casa lo baciai sulle labbra come nostra consuetudine e senti la sua mano accarezzarmi i capelli con tenerezza.

Il ginecologo fu chiaro
-Signora deve stare riposata e calma comunque dal momento che me l'ha chiesto l'informo che il nascituro e una femmina-
Luca mi vide uscire dall'ambulatorio raggiante e quando seppe che avrebbe avuto una sorella si emozionò al punto di dire:
-La chiameremo Stefania e sono sicuro che sarà bellissima-

La rotondità della mia pancia cominciava a notarsi lasciai i mie jeans attillati e le gonne corte per passare a vestiti più adatti, il mio corpo era più femminile, non ero ingrassata, la pancia era cresciuta, i seni erano floridi ed i capezzoli si erano ingrossati ed inscuriti. Mi rallegrai con me stessa.
Luca entrò in camera mia e mi sorprese mentre mi stavo osservando, istintivamente mi copri i seni e il pube:
-Luca non puoi entrare cosi all'improvviso in camera mia-
-Scusami mamma ma debbo uscire ti volevo avvisare-
Poi emettendo un fischio di ammirazione aggiunse:
-Però mamma sei proprio bella anche con la pancia sei veramente bella-
L'esternazione di mio figlio mi rese felice e mi senti fiera e felice della bimba che portavo in grembo.

Era il 25 di novembre il mio compleanno era alle porte ed ero nel mio quarto mese di gravidanza un fattorino suonò al campanello di casa e consegnò un mazzo di rose rosse il bigliettino diceva solo”auguri dal tuo LUCA”
Ero pronta!! la promessa che mi avrebbe portato fuori a cena con i soldi risparmiati dal lavoro estivo di bagnino era stata mantenuta.
Mi ero vestita con un grazioso completino chiaro acquistato alcuni giorni prima nel negozio Premaman sotto casa nostra.
Sebbene il locale fosse pieno il cameriere riuscì a trovarci un posticino appartato e tranquillo.
Luca era un perfetto cavaliere attento e premuroso ma soprattutto geloso delle persone che mi guardavano, capì in quel momento che mi sentiva sua, e mi posi una domanda “ero la sua mamma oppure per lui rappresentavo un qualcosa di più” un brivido percorse la mia schiena.
Comunque passammo una bella serata.

Eravamo sazi ed un poco alticci, il tassista aprendomi la portiera vedendo il mio stato mi fece gli auguri lo ringraziammo ed entrammo nel cortile di casa faceva freddo e mi strinsi stretta stretta a mio figlio il tragitto era breve ma il brivido avuto prima al ristorante si ripresento e la certezza che non fosse un brivido di freddo l'ebbi quando mi si bagnarono le mutandine.

-Mamma guardiamo un poco la TV-
-Si Luca, non mi va di andare subito a letto-
Mi sedetti vicino a lui e mi appoggiai al suo corpo, Luca comincio ad accarezzarmi provai un senso di benessere e piacere quando la sua mano sollevo il maglioncino di cachemire e con un massaggio circolatorio accarezzo la rotondità della pancia.
Guardai il volto del mio tesoro era assorto nei suoi pensieri con aria scanzonata dissi:
-Cosa pensi amore-
-Mamma io ti voglio bene, ma sono tanto geloso-
La sensazione che stesse per dirmi qualcosa che lo tormentava mi balenò in testa:
-E allora cosa vuoi dire-
-Prima, al ristorante un uomo non ti toglieva gli occhi di dosso-
-Ma Luca non posso girare con un sacco in testa-
-Si però......non mi va che altre persone ti desiderino-
Lo disse come quando era piccolino facendo il broncio era talmente dolce che istintivamente lo baciai come facevo allora sulla bocca.

Avevo bisogno di queste tenerezze e quando Luca comincio a farmi alcune coccole mi senti rilassata e tranquilla mi sdraiai sul divano, la sua mano s'infilo sotto la maglia sfilandomela dalla testa le carezze sulla schiena erano delicate e molto piacevoli, emisi dei sospiri, accompagnati da alcuni gridolini di piacere.
Inavvertitamente facendo cosi lo incoraggiai ad ampliare il raggio d'azione della sua mano e la sua carezza arrivò a toccare l'inizio del mio fondo schiena:
-Luca fai il bravo sono tua mamma ma sono anche una donna perciò-
-Ok mamma ho capito ma lo facevo senza malizia-
Ebbi un fremito quando la mano s'incuneo sotto le mutandine e le dita sfiorarono il solco anale con voce flebile sussurrai:
-Luca ma cosa diavolo stai facendo?-
Era così piacevole il suo tocco che pensai di controllarne la situazione, dopo avermi accarezzato la schiena la sua mano scivolo sul davanti concentrandosi nuovamente sulla pancia il movimento lento e mirato mi fece socchiudere gli occhi. Ed attesi quello che mi aspettavo accadesse ma del quale non ero altrettanto sicura che non che lo volessi.

Quando i polpastrelli oltrepassarono la leggera barriera degli slip per poi aprirsi un varco fra la bionda lanugine del pube il mio respiro cominciò a diventare affannoso pensavo di saper gestire la situazione ma non era cosi cercai di protestare ma nessun suono ebbe la forza di uscire dalla mia gola, sudavo e la mia mente non era più razionale Luca mi spoglio mi aprì le gambe e, mentre cercavo di valutare le sue intenzioni la sua lingua cominciò a leccarmi l’interno delle cosce con l'obiettivo prefissato ovvero la vagina.

Provai a protestare, ma quando la sua lingua frugo ogni anfratto della mia femminilità e cominciò a roteare intorno al clitoride, persi oltre all'amor proprio ogni ritegno.
-Mamma non dire nulla e una cosa stupenda meravigliosa-

E affondò nuovamente il suo volto nel mio inguine con delicatezza succhiò aspiro i miei umori titillandomi il clitoride fino a portarmi alla soglia del godimento. Era bravo molto bravo ma non volli che le sue dita entrassero dentro me.

-Mamma andiamo in camera da letto staremo meglio-
Approvai il suo consiglio e liberandomi degli ultimi indumenti rimastimi addosso percorsi le scale che conducevano al reparto notte e mi posizionai nel migliore dei modi per accogliere il suo pene, la punta del suo arnese si fece largo fra le natiche, muovendo il bacino detti una spinta di reni e lo sentii entrare dentro me.

“Fai piano per favore…” lo supplicai le sue spinte erano lievi e calibrate poi gradatamente aumentarono d'intensità fino a diventare un ritmo cadenzato e regolare, cominciai a godere e quando il corpo di mio figlio si tese e s'irrigidì contro la mia schiena riempiendomi la pancia della sua essenza venni come un fiume in piena.

Stranamente non sentivo il peso di quello che era successo capivo che un rapporto con il proprio figlio agli occhi della quasi totalità delle persone sarebbe risultato aberrante ma a me sinceramente non importava nulla amavo mio figlio e il suo piacere dentro me era la prova che ne ero ricambiata.

Spossata mi gettai di lato sul letto e la faccia di Luca fece capolino dalle mie spalle gli sorrisi e ci baciammo languidamente.
-Mamma ti amo...... però però non avremo fatto del male alla sorellina-
Furono le prime parole che uscirono dalla sua bocca e teneramente mi baciò il mio pancione.

I giorni passarono e cosi pure i mesi il nostro rapporto si consolidò al punto che dormivamo assieme e fino alla fine dell'ottavo mese continuammo la nostra routine sessuale alternandola a rapporti orali per non gravare troppo sul feto.

Nacque Melissa una bella bimba dagli occhi azzurri come il mare e fu il più bel regalo che avessi potuto fare a mio figlio, la mia vita e quella di Luca cambiò radicalmente, per evitare i commenti e le malelingue accettai il trasferimento in una scuola della Liguria ed andammo ad abitare in una casa singola sulle colline nei dintorni di La Spezia...... il seguito sarebbe superfluo dirlo.... l'importante è che viviamo una vita tranquilla come una vera famiglia Madre, Figlio, (alla sera marito) e il nostro piccolo tesoro.

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