Mai dire mai. 2 .... Infatti..

Scritto da , il 2022-11-24, genere gay

Al ritorno dal lavoro, la sera, ho provato a scacciare i demoni. Ho cercato di avvicinarmi a mia moglie che però mi ha fatto subito capire che non era aria, presa com'era tra le paturnie della figlia e quella scassacazzi di mia suocera che l'aveva fatta innervosire come al solito.
Così, dopo cena, con il Tablet al seguito mi sono gustato del buon porno d'annata, che adoro, e poi mi sono segato, per puro esercizio fisico.
La mattina seguente sono salito in auto, avevo quell'offerta del giorno prima da considerare ma, in verità, ero deciso a far finta di niente e lasciar correre.
Giulia mi vede arrivare e, come al solito apparecchia per la colazione. Scambiamo le solite chiacchiere mentre io valuto il suo corpo ed alzo ipoteticamente, una paletta con un bel otto, come voto.
Fuori, parcheggiato vicino alle toilettes, c'è il furgone del supermarket.
Pago, saluto e mi avvio verso l'auto. Mentre prendo le chiavi guardo verso i bagni e lo vedo. Il camionista sta parlando con due che sembra conoscere, poi loro si allontanano e lui resta solo, vicino alla porta dei maschi.
Non so cosa aspettarmi ma, senza pensarci vado verso di lui. Quando entro, lui si sta lavando le mani e fischietta. Poi mi vede e mi fa un cenno con le mani bagnate. Io resto fermo, lui viene verso di me e quando è vicino mi dice : - allora? Vuoi fare la prova gratuita? Guarda, io adesso prendo il furgone e mi fermo alla prossima piazzola, a due km da qui, ci rimarrò quaranta minuti, poi devo tornare alle consegne, fai tu- e, mentre esce, fa un respiro profondo.
Vado, mi sembra di essere un automa, non ho pensieri in testa, devo andare.
Vedo il furgone e mi parcheggio proprio di fronte al lato guidatore.
Lo vedo, è seduto nella cabina ed ha un piede, quello sinistro che esce dal vetro.
Scendo, incrocio il suo sguardo e attendo istruzioni. Mi fa un cenno con la mano indicando la seduta del lato passeggero.
Faccio il giro, e salgo.
È seduto a gambe larghe ed ha i pantaloni sbottonati. Dalle mutande esce fuori mezzo cazzo, già viola. Sono ipnotizzato, lui lo intuisce e chiede: - ti va di vederlo tutto? - con voce tremante gli dico di sì. Lui solleva il culo, afferra i pantaloni e li cala. Ha un cazzo enorme, si stringe le palle e fa ballonzolare il pisello. Poi mi ordina di toccarlo, resto un attimo immobile, poi allungo la mano destra e lo sfioro. Ho paura di sentirmi male, ho il cuore impazzito, sfioro la cappella, è bollente poi scendo giù, fino ai coglioni e li prendo in mano, sono caldi, sudati, fantastici.
Lui mi lascia fare, così inizio a segarlo, è una sensazione incredibile, è duro, caldo, meraviglioso. La corona della cappella è più scura ma è bellissima ed io la stringo per poi lasciarla scivolare, su e giù, aiutato dagli umori che fuoriescono dall'uretra.
Il ragazzo ansima poi mi chiede : - di la verità, lo vorresti ciucciare, vero? Posso concedertelo ma, è una prova gratuita quindi... Una succhiatina e poi basta - Poggia il palmo della mano destra sulla mia nuca e mi dirige verso di lui.
Apro la bocca e provo, questo ho pensato in quell'attimo, e poco dopo avevo quel cappellone scivoloso fra i denti, una sensazione fantastica, potevo far godere quell'uomo con i miei baci e non ambivo ad altro. Non provai nemmeno a portarlo in gola perché avrei vomitato ma l'ho leccato come meglio potevo.
Improvvisamente il ragazzo mi mette il palmo sulla fronte e mi allontana da quella visione: - è la prova gratuita, ricordi? Puoi solo fare piccoli assaggi, non ci provare-così dicendo si impossessa di nuovo del suo cazzo e comincia a segarlo con rabbia. Poco dopo lo vedo tremare e spara quattro schizzi di sborra bianca che si depositano sulla sua pancia e nell'ombellico.
: - hai un altra possibilità, puoi assaggiarlo, per vedere se può piacerti -
Mentre lo dice intinge il dito nell'ombellico e lo porta alle mie labbra, le dischiudo e assaggio. Non riesco a giudicarlo ma non mi fa schifo.
: - senti, io devo andare, sarò di nuovo in questa zona tra due giorni, se vorrai con trenta euro puoi fare del mio cazzo quello che vuoi e, a proposito, io sono Mario. - ci siamo presentati poi scendendo gli ho detto che se avessi potuto mi sarei fatto vivo.
Sono salito in macchina, il cazzo mi faceva male, mentre mi recavo al lavoro, in ritardo, non riuscivo a credere a quello che avevo fatto e, a quanto mi era piaciuto. Avevo due giorni per cercare di capire cosa volessi fare.....

Questo racconto di è stato letto 3 0 6 3 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.