Mia moglie scopre il piacere con jack.

Scritto da , il 2022-10-07, genere zoofilia

Quando la vita ti cambia per una battuta da bar……

Siamo una felicissima famiglia composta da me 52 anni, mia moglie Sandra di 40 anni e nostra figlia, Beatrice, di 26 anni.

Quello che vado a raccontare è avvenuto all’incirca 12 anni orsono.

Jack il nostro cane, un bellissimo labrador di 6 anni, era in subbuglio ormonale a causa della cagnetta in calore del nostro vicino e in quei giorni lo portavamo fuori maggiormente per tenerlo il piu lontano possibile.
In uno di quei giorni, mentre eravamo a passeggio incontrammo Lidia una Amica di famiglia cosi ci fermammo al bar a prendere un caffe.
Quel giorno Jack era agitato piu del solito e finimmo col parlare con Lidia del problema che avevamo con lui. Si discuteva di trovare una cagna adeguata a lui per farlo sfogare, quando Lidia rivolta a Sandra, se ne usci con una frase che turbò entrambi:
- “Scusate, oramai sono diversi anni che vi sento dire sempre la stessa cosa ma hai mai pensato a soddisfarlo te…? In fondo non saresti né la prima e né l’ultima che lo fa…” – e scoppiò a ridere.
Dopo l’attimo d’imbarazzo, io e Sandra ci guardammo e gli demmo della scema seguendola nella risata e fini lì.

Almeno così sembrava.

Al ritorno a casa, in auto, commentammo quanto detto da Lidia e ribadimmo che doveva essere ammattita.

Intanto, per il resto del giorno, l’idea di “Sandra e Jack” si faceva sempre piu insistente nella mia testa provocandomi una strana eccitazione e credo che anche in Sandra doveva aver avuto lo stesso effetto perche la sera a letto, ci ritrovammo eccitati come non capitava da molto tempo e scopammo per circa un’ora come assatanati fino ad accasciarci sfiniti sul letto l’uno di fronte l’altro.
Ci scrutavamo in silenzio ma la sensazione era che entrambi volessimo dire qualcosa di cui non avevamo il coraggio.
Da parte mia, ero conscio che tutta quella carica erotica era dovuta all’averla immaginata sottomessa a Jack ma non sapevo come dirglielo fino a che non ce la feci piu e gli chiesi:
- “Se ti confesso una cosa, prometti di non arrabbiarti?”

Al suo consenso gli confessai che le parole di Lidia mi erano entrate in testa e che per tutto il pomeriggio non ero riuscito a levarmi dalla testa l’immagine perversa di Lei che facesse sesso con Jack.

Da parte sua, con un sorrisino stampato sulle labbra, si limitò a dire che ero matto mi diede un bacio e giratasi si mise a cucchiaio e ci addormentammo.

Il giorno dopo, al lavoro, non riuscivo a pensare ad altro cosi col cellulare mi misi alla ricerca di informazioni sui rapporti tra donne e cani.
Tra i tanti video e blog, fui colpito da uno in particolare in cui l’autrice spiegava, come se fosse un manuale d’uso, su come affrontare la situazione, come avvicinarsi e avvicinare il cane alla donna, il problema del nodo (che poi problema non è), a come fare un pompino al cane e altro.
Mi eccitai al punto che dovetti scappare in bagno a masturbarmi.

Maturai la convinzione di desiderare guardarla fare sesso con Jack.

Dovevo escogitare un piano su come coinvolgerla, cosi decisi che una volta a casa avrei finto di essere distratto perche intento a ricerche su internet relative a ulteriori notizie sull’argomento zoofilo.
Pur temendo una sua reazione negativa cosi feci. Quando incuriosita dal mio atteggiamento, insolito, si avvicinò e si accorse di quello che stavo guardando, fece una smorfia di distacco e venne a sedersi accanto a me commentandone i contenuti.

In quel momento mi convinsi che l’argomento eccitava anche Lei e che forse era gia coinvolta piu di quanto potessi immaginare, perciò dovevo approfittarne.

Mentre si guardava quei filmini, allungai una mano in mezzo alle sue gambe e la trovai tutta bagnata, mi misi a sgrillettarla e le infilai due dita in figa. Non ci fu alcuna reazione da parte sua se non mugolii e respiri affannosi, allora gli dissi:
- “Vedo che non sono il solo qua ad essere eccitato… ho come l’impressione che questa figa non vede l’ora di fare la conoscenza di Jack.”

Per sua risposta spinse il bacino contro la mia mano e ne aumentò il ritmo.

Posai il tablet e chiamai Jack, quando fu vicino a noi, tolsi la mano oramai pregna dei suoi umori dalla sua figa e la porsi a Jack il quale la lecco tutta. Riaffondai le dita in nella figa e le riproposi a Jack e lo feci per diverse volte.
Non essendoci alcuna reazione negativa ma al contrario Sandra era in extasi dal piacere, la feci posizionare sul bordo del sofa e invitai Jack a leccarla.
Sandra, da parte sua, si allargò le grandi labbra per permettere a Jack di affondare la sua lingua il piu a fondo possibile e intanto si sgrillettava, cosa che gli provocò il suo primo orgasmo.
A quella visione tirai fuori il mio cazzo e gl’e lo spinsi in bocca la quale non esitò un attimo a succhiarlo.
Eravamo nel pieno della nostra avventura perversa quando sentii il rumore dello scooter di nostra figlia che stava rientrando e facemmo giusto in tempo a ricomporci che Beatrice comparve sulla porta.

Per il resto della serata fu una tortura continua, al di là dell’eccitazione che ci portavamo dietro io e Sandra, Jack era un continuo andare ad annusare in mezzo alle gambe di Sandra e non fu facile nascondere il tutto agli occhi di Beatrice.
Dovemmo aspettare di andare a letto per scaricare “parte” di quella eccitazione e decidemmo che il giorno dopo non sarei andato al lavoro per finire di realizzare la nostra perversione.

Aspettai che Beatrice andasse a scuola, giusto il tempo di chiudere la porta con le chiavi e mi avvicinai a Sandra e senza se e senza ma la spogliai tutta. Andammo in soggiorno e l’invitai a mettersi carponi. In un attimo Jack le era intorno che l’annusava e la leccava.

La lasciai sola con Jack, presi il cellulare e iniziai a riprendere il tutto.
Si cercavano entrambi, fu Sandra a prendere l’iniziativa, lo fece sdraiare e prese a massaggiargli il sacco e le palle poi quando vide fuoriuscire la punta del cazzo color roseo si avvicinò con il viso e iniziò a leccarglielo.
Con le mani continuava a stuzzicargli le palle ed il nodo e per la prima volta gli vidi schizzare i suoi liquidi sulla faccia di Sandra.
Dopo un po Jack si tirò su e provò a saltare sopra Sandra, capimmo che voleva montarla.

Ovviamente non avevamo esperienza, quello che sapevamo era limitato a quanto visto e letto il giorno prima su internet ma si sa in queste cose l’istinto ti guida.

Ci trasferimmo in camera da letto, Sandra si sdraiò con le gambe a bordo letto e lasciammo prendere l’iniziativa a Jack. Infatti riprese a leccarle la figa poi eccolo che si tirò sul letto e simulando la scopata tentò di penetrarla senza riuscirci. Per fortuna l’altezza della figa era alla stessa altezza del cazzo di Jack e dopo diversi tentativi l’aiutai a trovare la strada ed in pochi istanti le fu dentro.
Mentre Jack la scopava, Sandra gemeva come una indemoniata.
Quella scopata non durò molto, ma quando la sentii lamentarsi, perche iniziò a sentire qualcosa ingrossarsi nella figa capii che era il famoso nodo e che Jack le stava scaricando fiotti di sperma in figa provocandole diversi orgasmi multipli.
Alla fine Lei e Jack rimasero incastrati per circa 15/20 minuti e in quei minuti interminabili, volli che mi raccontasse le sensazioni che provava.
Quando Jack si staccò da Lei per quanto scossa e ancora agitata, decisi che era arrivato il mio turno di godere, la feci posizionare carponi e l’inculai. Volle che le venissi in bocca e cosi al momento giusto, ultimai la mia scopata sborrandole tutto in bocca e ingoiò tutto.

Da quel giorno Sandra divenne la cagna mia e di Jack, finché un giorno, per quante attenzioni avessimo preso, fummo colti in fragrante da Beatrice… (ma questo è un altro racconto).



Sono graditi commenti e suggerimenti: thorn63@yahoo.it

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