Paghi per ciò che hai fatto 3° cap

Scritto da , il 2022-05-24, genere dominazione

Miriam viene presa in consegna dalle vecchie entrano in casa li zia Elsa nemmeno la guarda dice alle vecchie di portarla nella sua stanza e di fare come stabilito, Miriam sapeva che la zia era una persona dura non immaginava così tanto, la accompagnano nella sua stanza spartana ma con un letto morbido e lenzuola pulite con una porta finestra che da su un giardino in fiore le dicono d farsi una doccia le lasciano un vestito pulito e che le avrebbero portato da mangiare più tardi, Miriam rimase sola con i suoi pensieri, Il giorno successivo non successe nulla scambio un paio d parole con le vecchie della zia nemmeno l’ombra, Il terzo giorno stessa cosa colazione passeggiata nel giardino pranzo, nel pomeriggio una vecchia la venne a prendere era attesa dalla zia, Miriam aveva il cuore in gola non sapeva cosa pensare ad attenderla assieme alla zia c’era una dottoressa che come le disse la zia avrebbe provveduto ad assisterla per il parto e che ora l’avrebbe visitata, Miriam fece per salutare la dottoressa ma venne ignorata, la visita fu accurata e minuziosa ma fredda come se stesse visitando un corpo senza valore si sentiva umiliata nell’anima, la visita si concluse due ore dopo e la dottoressa andandosene disse alla zia di seguire le sue indicazioni e che sarebbe tornata domani mattina. La sera le diedero una tisana e si addormentò in breve tempo un sonno profondo senza sogni. La mattina successiva si svegliò con mal di pancia ed era tutta bagnata si erano rotte le acque non capiva mancavano ancora due settimane al parto le vecchie la vennero a prendere e la portarono in una se così si può chiamare una infermeria ad attenderla la zia e la dottoressa avevano già preparato il tutto capì che e avevano indotto il parto era entrata il travaglio tre ore dopo Elisabeth era nata era felice aveva la sua bimba e sembrava che tutto quello che le era successo negli ultimi giorni fosse solo un sogno lontano, per tre giorni fece la mamma il quarto giorno al suo risveglio sua madre era li con in braccio la bambina le disse che era fiera di lei ma che ora doveva affrontare il suo destino la bimba la prendeva lei e che la aspettava tra due anni nel frattempo avrebbe sempre raccontato alla bimba di quanto fosse forte la sua mamma, Miriam fece per reagire per riprendersi la figlia ma una vecchia le aveva fatto una iniezione e crollo addormentata.
Al suo risveglio non era più nella sua stanza li era tutto diverso era in una cantina illuminata da fredde luci al neon era legata su un tavolaccio le gambe divaricate e tirate all’indietro fica e culo in bella vista le tette legate alla base sembravano due palloncini dai capezzoli gocciolava il latte accanto a lei le due vecchie completamente nude erano veramente oscene le tette di sicuro una volta erano nelle sode ma ora erano vuote e cadenti arrivavano quasi all’ombelico avevano tre grossi anelli per capezzolo ormai lungo quasi 10 cm le labbra della figa penzolavano in mezzo alle loro gambe tirate verso il basso da due grossi anelli per labbro la zia indossava un completo di latex rosso fiamma era come una seconda pelle aderentissimo il suo sguardo faceva paura i suoi occhi azzurri erano glaciali, la sua voce tagliente gli disse diverse cose l’unica che Miriam comprese fu che tra qualche giorno sarebbe stata ricoverata in clinica e che avrebbe subito delle procedure per prepararla al meglio, era terrorizzata voleva gridare ma non riusciva a farlo la paura l’aveva paralizzata urlo solo quando la zia le infilò un ago lungo 10 cm e largo 3 mm nelle tette dal capezzolo stando bene attenta a non danneggiare i condotti del latte agli aghi sono collegate due flebo di 250 ml di un liquido giallastro e oleoso stessa cosa viene fatta alle grandi labbra due flebo da 250 ml per lato e una flebo più piccola per il clitoride li l’ago di 3 mm è solo lungo 3 cm ma le flebo impiegheranno circa 4 ore per essere fatte 4 ore di agonia i liquido brucia e il dolore è insopportabile Miriam sviene più volte ma viene sempre rianimata dalle vecchie si piscia anche un paio di volte addosso, sono passate tre e la zia si sta annoiando è stufa di masturbarsi e di farsi leccare la figa dalle vecchie guardando l’agonia di Miriam e fa chiamare da una delle vecchie Oz, Oz è un suo devoto servitore il suo braccio armato fa tutto quello che la sua padrona li chiede ha ucciso violentato picchiato per lei è un omuncolo alto un metro e cinquanta calvo grasso ma con una forza mostruosa e un cazzo altrettanto mostruoso sembra quello di un cavallo lungo grosso e nodoso, al suo arrivo si mette in ginocchio alla sua padrona Elsa ordina alle due vecchie di leccare il cazzo a Oz e quando sarà bello in tiro di inculare Miriam a secco e di non preoccuparsi se si rompe lo ricuciamo, alla vista della ragazza Oz è subito in tiro è abitato alle vecchie e una ragazza giovane non capita spesso bastano un paio di leccate delle vecchie per portare il cazzo al massimo dello splendore incula Miriam con un colpo secco lei sbarra gli occhi le esce un urlo che riempie la stanza Oz la incula senza pietà urla sino a svenire nuovamente la lasciano così Oz le riempie il culo si sborra quando sfila il cazzo esce sangue la lacerata Elsa ammira il culo aperto che non accenna in nessun modo a chiudersi le flebo sono finite le tette le grandi labbra e il clitoride sono gonfi, viene presa di peso e buttata in una cella con il culo che sanguina ancora.
Viene fatta riprendere dalle vecchie che le hanno portato la cena non mangia da ieri una ciotola piena di una pontiglia marroncina in cui galleggiano pezzi di carne e verdure Miriam anora dolorante dice di non aver fame le vecchie le dicono che se non mangia immediatamente le mettono un tubo in bocca e le versano il tutto direttamente nello stomaco, e una di loro ha un tubo in mano, mangia tutto anche se ha un aspetto disgustoso sembra gia mezza digerita e vomitata non ha un cattivo sapore quando ha quasi finito una vecchia le dice aspetta ti condisco quella che rimane vedrai sarà più gustosa le piscia nella ciotola riempiendola d nuovo, Miriam con le lacrime agli occhi è costretta a buttare giù il tutto, nella sua mente una vocina sta gridando bastarde un giorno mi vendicherò, ma quella vocina sa anche che questo non accadrà mai, le vecchie gli lasciano una bottiglia d’acqua e se ne vanno le fa male ovunque le tette piene di latte e della flebo sono quelle che le danno più fastidio vorrebbe mungersi per svuotarsi ma appena le tocca sente fitte di dolore ma non toccarle fa anche peggio prende coraggio e le schiaccia fra di loro il latte schizza tre getti per tetta urla di dolore resiste pochi secondi poi lascia la presa riprende fiato e le schiaccia di nuovo fra di loro altro latte altro dolore le ci vuole quasi un’ora per alleggerire la pressione del latte sul pavimento di sasso ce ne quasi un litro, si sdraia per terra e si mette a dormire. Un calcio la sveglia è Oz la prende per i capelli la tira fuori dalla cella e la porta in mezzo alla stanza le lega le mani e abbassa un argano e a appende al gancio e la solleva da terra un 10 cm è paralizzata dal terrore e poi come farebbe a difendersi da quell’uomo la potrebbe spezzare in due con una mano, Ok le mette tue tappi nel naso sono forati le permettono di respirare anche se con fatica le mette anche un plung gonfiabile ne culo e lo gongia sino a tapparle il culo controlla che non possa uscire e poi prima di metterle dei tappi nelle orecchie gli dice “per i tappi poi mi ringrazierai e se vuoi un consiglio tieni gli occhi chiusi e la bocca chiusi e se ti entra qualcosa in bocca masticala e mangiale o mangeranno te” le tappa le orecchie la e pare una botola sotto di lei una luce si accende è una fossa di un metro di diametro profonda 3 la cala nella fossa fino a farle toccare con i piedi il fondo in modo che le braccia non debbano sostenere tutto il peso del corpo ma non la toglie dall’argano riamane con le braccia legate al gancio sopra la testa Oz le consiglia di chiudere bocca e occhi tira una leva e tre aperture si aprono nella fossa da cui escono migliaia e migliaia di insetti blatte scarafaggi formiche che la ricoprono sino sotto il seno li sente correre su tutto i corpo si stanno arrampicando sulle tette sulla testa sulla faccia la mordono la pungono urla disperata le entrano in bocca cerca di sputarle ma poi si ricorda del consiglio e li mastica e li ingoia in breve è completamente ricoperta di insetti Oz chiude la botola la luce si spegne e rimane sola a combattere con quel esercito di piccoli animaletti che la pungono ovunque sente che le stanno anche entrando nella figa e la morsicano senza pietà, non può fare altro che tenere bocca e occhi chiusi e sperara che tutto finisca presto.

Continua

per commenti proposte e altro contattatemi don.jerez1963@gmail.com

Questo racconto di è stato letto 2 7 2 4 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.