Ancillare

Scritto da , il 2021-11-25, genere dominazione

Ancillare

Alla mia scrivania, una sera del lock down, verso le 5, Bea, la collaboratrice domestica rumena che è con me da quasi sei mesi ( ereditata da mia moglie che mi ha lasciato dopo poco il suo arrivo, per un suo collega di ufficio più divertente di me ), mi porta l’ultimo caffè della giornata, ed io, immerso nella lettura di un voluminoso incartamento, inavvertitamente urto la tazzina e lo rovescio sulle sue lunghe gambe.
Mi sporgo per aiutarla e le sfioro le calze per asciugarla con il fazzoletto profumato che porto sempre con me, un vezzo ereditato da mio nonno
Lei si scosta ma non sembra infastidita, solo un po’ intimorita forse per il mio gesto inaspettato

Il giorno dopo stessa scena, io faccio attenzione a non versarlo e lei rimane in piedi accanto a me.
Ha il grembiule con i bottoni e quelli in basso sono slacciati lasciando intravvedere le sue gambe inguainate in calze nere molto fini, tutta un'altra cosa rispetto a quelle di ieri dozzinali color carne.
-Humm non puoi mettere quelle belle calze con le ciabatte per fare le faccende, almeno quando mi porti il caffè mettiti delle scarpe decenti le dico senza sapere bene il perché.

Il giorno dopo quasi la stessa scena ma la vedo più alta, si è messa dei graziosi sandali a ciabatta col tacco, ( che appartenevano a mia moglie ) e il grembiule è maliziosamente sbottonato anche in alto così che posso intravedere i suoi seni liberi da costrizioni
Sembra quasi nuda sotto il grembiule e mi fa una certa impressione, soprattutto al mio amico di
sotto
-Vado bene cosi Signore?
Intuendo un qualche tipo di gioco
- Si ..ma forse dovrei controllare meglio
-In che senso?
-Allontanati al centro della stanza e sbottonati il grembiule
Mi aspetto una qualche reazione di sdegno, almeno qualche istante di indecisione, ma lei ubbidendo si sposta dove la posso vedere bene mentre leggo nei suoi occhi un’velo di eccitazione …... Si mette al centro della stanza, gambe leggermente discoste e comincia lentamente a sbottonarsi il grembiule un bottone dopo l’altro fino a lasciare i lembi accostati, il suo respiro si fa affannoso, il petto sale e scende con più evidenza e i capezzoli che si ergono tendono la stoffa dolcemente verso l’alto a testimonianza dell’assenza del reggiseno.
Le mani scendono lungo i fianchi, i lembi si scostano ancora un po’ e posso intravedere i suoi seni sodi con i capezzoli erti che guardano all’insù, il ventre piatto, il monte di venere coperto da una leggera peluria che fa capolino dalle ingenue mutandine di cotone bianco, lo stacco nero delle calze di cui si intravvedono i laccetti del reggicalze, le gambe slanciate che finiscono con una caviglia nervosa ed un piedino grazioso incastrato in queste ciabattine di raso estremamente eccitante, la guardo con calma e le dico di girarsi e andare fino al muro di fronte e poi di tornare indietro
Si gira con grazie e arrivata al muro torna verso di me in una visione molto arrapante, le lunghe gambe che escono dal grembiule fino a scoprire il bordo delle calze, l’incedere sculettante in equilibrio instabile con quelle scarpe che andrebbero indossate con un adeguato esercizio pena uno scivolone sempre in agguato,
Si ferma davanti alla mia scrivania – le è piaciuto lo spettacolo Signore?
-Certo mia servetta, ma ora abbassati e metti le mani sul tavolo che voglio conoscerti meglio
Lei esegue, ubbidendo ancora con un lampo negli occhi, appoggiando le mani sul tavolo di fronte a me, il suo bel viso da slava a una spanna dal mio, gli occhi grigi velati dall’accavallarsi delle emozioni, un nasino perfetto, le labbra dischiuse e umide a disegnare una bocca carnosa e ben tagliata e faccio una grande fatica a non ficcarle la lingua in bocca.
I lembi si aprono ulteriormente e lasciano vedere il seno ritto e sodo con i capezzoli turgidi completamente esposti che reclamano un mio riconoscimento, un bacio, un morsetto, una leccatina; il mio sguardo si muove lungo il suo corpo con calma fino al suo pube coperto dalle mutandine che sono giusto all’altezza del ripiano e posso vedere bene i laccetti del reggicalze e la sua carne nuda chiara e appetitosa.
Il suo sguardo è intenso e lascia trasparire una forte eccitazione, io la guardo lungamente scorrendo lo sguardo lungo tutto il suo corpo esposto con molta calma, mi pare di cogliere un aroma di donna in calore e vederla fremere per un brivido che la percorre.
-Va bene puoi andare, grazie
Lei si rialza chiaramente delusa, prende la tazzina la rimette sul vassoio e fa per andarsene
-Domani ti voglio senza quelle mutandine da educanda !
-Va bene Signore !

È stato da parte mia uno sforzo enorme non saltarle addosso subito ma voglio che la sua voglia salga e diventi per lei un desiderio importante e ben ponderato
-Non ti venga in mente di toccarti stanotte !
-Va bene Signore come vuole lei, risponde lei con lo sguardo basso e la voce sottile che quasi non la sento mentre un ombra di sorriso le muove le labbra.

Durante il giorno successivo ripenso alla situazione e mi domando quali possono essere i prossimi passi per la serata, per poter giocare con lei e capire fino a dove spingermi nel gioco “Padrone-servetta” e alla fine decido di assecondare gli eventi ma mi rifornisco di qualche piccolo gioco che era rimato a lungo nei cassetti della mia camera da letto.

Finalmente alle 5 in punto come si fosse in Inghilterra si presenta nel mio studio portando il vassoio con il caffè la zuccheriera e il bricco del latte. Entra nella stanza fino alla mia scrivania, io faccio finta di essere immerso nelle carte e, quando finalmente alzo gli occhi dalle mie scartoffie rimango piacevolmente sorpreso
E’ nuda, senza reggiseno, senza mutandine, con i capezzoli erti e certamente colorati dello stesso colore del rossetto rosa che le sottolinea le deliziose labbra dal taglio all’ingiù, come se fosse un po’ imbronciata, ha il reggicalze e un paio di calze nere velatissime, i soliti sandali con cui si deve essere esercitata perché sembra più sicura le sue grandi labbra sbocciano come un fiore glabro dal suo ventre oggi implume.
-Brava ! vedo che finalmente hai imparato l’abbigliamento giusto ! approvo mentre mi viene quasi un colpo..
-grazie Signore !
-vedo che ti sei anche depilata le tue parti intime.. commento con la salivazione quasi azzerata, è davvero molto bella e sexy in quella mise da mignotta pronta all’uso
- si Signore, ho pensato che le avrebbe fatto piacere vedere anche le mie altre labbra giù sotto, mi dice arrossendo deliziosamente
- si … certo… dico cercando di riprendere l’autocontrollo
-ora però devi imparare la posizione corretta…riprendendomi e tastando il terreno per capire fin dove mi sarei potuto spingere
-certo Signore come desidera
-una servetta come te deve inginocchiarsi davanti al suo Padrone e porgere il vassoio con le braccia tese alla mia altezza
-certo Signore, e prontamente esegue riuscendo a mantenere il vassoio in equilibrio senza fare cascare nulla

Devo dire che vederla in quella posizione, nuda con le braccia tese, i muscoli delle spalle e del petto contratti per sostenere il peso e mantenere il vassoio alla mia altezza, mi dà una grande eccitazione e il mio cazzo si erge prepotente nei pantaloni reclamando la sua parte.

Ma ancora è presto, voglio godermi la situazione il più a lungo possibile e spingere il gioco fin dove possibile

-Bene servetta, vedo che sei brava a eseguire gli ordini, ora spiegami il perché di tutta questa devozione, le chiedo mentre sorseggio il mio caffè
-grazie Signore, grazie della sua domanda, è che sono innamorata di lei da mesi e lei non mi ha mai nemmeno considerata, stavo perdendo ogni speranza e l’altra sera quando mi ha asciugato il caffè sulla gamba stavo quasi per svenire dall’emozione. Finalmente un gesto nei miei confronti che mi ha ridato la speranza e per non perdere l’occasione ho deciso di assecondarla in tutto quello che chiedeva, chiede e mi chiederà ….

La cosa si stava facendo intrigante, una potenziale schiava d’amore, come nei più erotici romanzi rosa !
-Quindi hai deciso di eseguire tutti i miei ordini qualsiasi essi siano ?
-si mio Signore, in suo onore e per il suo piacere, io sono la sua devota serva e qualsiasi altra cosa lei mi onorerà di farmi essere.
In Bea si stava palesando una interessante opportunità di reciproco divertimento !!
Avevo finito di bere il mio caffè e quindi era ora di passare oltre,
-alzati senza far cadere nulla e posa il vassoio sul mio tavolo
Con uno sforzo di equilibrio, non certo aiutato dalle ciabattine con i tacchi, riuscì ad alzarsi da quella scomoda posizione, col petto che si alzava e abbassava affannosamente e le braccia che tremavano un po’ per la fatica di reggere il vassoio verso di me.
-bene vai al centro della stanza e mettiti in posizione, gambe un po’ larghe, dritta, petto in fuori le mani sulla nuca, questa è la posizione di attesa, ….ecco brava
Bea esegue prontamente offrendomi uno spettacolo notevole.. vederla cosi esposta nella sua nudità offerta ..un splendida donna dalle proporzioni decisamente arrapanti
-Spiegami bene, ok sei innamorata di me ma non è un po’ troppo questa…. Chiamiamola col suo nome, proposta di sottomissione ?
- Lei non sa cosa ho passato prima di entrare in questa casa, qualsiasi lavoro facessi finiva che avrei dovuto sottomettermi alle laide offerte del padrone di turno che pure mi pagava una miseria al nero..qui non solo lei mi paga decentemente ma mi ha regolarizzato dandomi un futuro di dignità e quindi quello che faccio è una mia libera scelta…
Ok capisco, avendo recuperato un certo un distacco …..
-ora vediamo la posizione di ispezione, con le gambe nella stessa posizione con le mani prendi le caviglie e tira su bene il culo che voglio vedere i tuoi buchi esposti
Bea obbedisce prontamente lasciandomi vedere e apprezzare le sue grazie più recondite per la gioia del mio cazzo che comincia ad appezzare davvero
-huummm vedo che ti sei depilata bene davanti ma ti tuo sedere è ancora troppo peloso, devi provvedere al più presto, le dico sprezzante guardandole i suoi buchi generosamente offerti da quella posizione oscena
-poi quella di cuccia, in ginocchio, piante dei piedi su, ginocchia larghe, le mani sulle cosce con le palme all’insù.

Ubbidiente Bea si porta anche nell’ultima posizione, le gambe fasciate dalle calze nere, il respiro un po’ affannoso, i capezzoli turgidi, gli occhi lucidi e la bocca semi aperta, le mani abbandonate a palmo in su sulle splendide cosce … uno spettacolo molto erotico

-Facciamo un po’ di addestramento nelle varie posizioni per vedere se hai capito bene.!
-si Signore
-ispezione
-cuccia
-attesa
-cuccia
-attesa
-ispezione
Bea prendeva rapidamente le varie posizioni, via via più affannata e la pelle resa lucida da un velo di sudore che si stava formando sulla sua pelle chiara, un odore misto di eccitazione e fatica cominciava a diffondersi nella stanza.
Ora ferma nella posizione di ispezione con le mani alle caviglie, il seno leggermente penzolante, la sua fica dischiusa e umida che si vede bene tra le cosce e il buchino grinzoso che faceva capolino tra le mele era uno spettacolo molto arrapante, mi slaccio i pantaloni, li scalcio via insieme alle mutande e comincio a strusciare il mio cazzo duro nel solco della sua fica, bagnatissima di eccitazione.
La trattengo per le sua vita sottile e la penetro dolcemente ma decisamente fino ad arrivare a battere contro il suo culo esposto, lei fa un sospiro di accoglienza e dopo un breve momento di assaporamento del suo spazio caldo e avvolgente comincio prima lentamente e poi più velocemente a entrare e uscire da lei.. entrambi sospiriamo e emettiamo mugolii di piacere presi dall’intensità del momento, risalgo con le mie mani a cercare i suoi capezzoli e comincio a stuzzicarli e a pizzicottarli dolcemente, la sento ansare sempre più forte mentre mi impegno per darle il massimo piacere portando una mano sul suo clitoride e alla fine la sento godere intensamente con un grido liberatorio e una litania
– si si si padrone mio, fai godere la tua serva, così così così entra dentro di me riempi la mia indegna fica affamata del tuo cazzo di Padrone..
A quel punto giunto anche io al limite mi ritiro da lei e la spruzzo rigogliosamente sulla schiena e sulle natiche, lei si gira e mi lecca via gli ultimi sbocchi del mio seme.
-cuccia
Lei è ancora in un'altra dimensione e mi guarda senza reagire, io allora le do una sculacciata su sedere che le fa perdere l’equilibrio e rovinare a terra
-così disubbidisci subito ai miei ordini ! altro che la tua serva, tu non mi rispetti nemmeno un po’, altro che !!
-mi scusi Signore ! mentre molto rapidamente si mette in ginocchio e prende la posizione
E’ decisamente bella con le cosce larghe le mani bianche abbandonate sopra le calze nere in un contrasto cromatico spettacolare e le i tacchi delle sue ciabattine che guardano il soffitto. Il petto ansante con i capezzoli ancora ritti per l’orgasmo appena avuto, allungo una mano verso la sua fica e la trovo calda, umidissima e, chinandomi verso di lei, le infilo due dita dentro cominciando a muoverle dentro e fuori, circolarmente appoggiando il palmo su suo clitoride e riportandola su di giri
-scusa un fico secco, mi devi ubbidire immediatamente qualsiasi cosa ti dico in qualsiasi momento. Ti devi occupare unicamente del mio piacere non del tuo, tu sei la serva io il tuo Signore… altrimenti sei libera di andartene da questa casa, ti troverò un altro lavoro presso qualche famiglia di conoscenti e la finiamo qui ! le dico bisbigliandole in un orecchio mentre ho due dita profondamente infilate dentro di lei
-no la prego Signore, non voglio perderla ora che finalmente si è degnato di dare piacere alla sua umile serva, mi ha fatto l’onore di farmi felice e d’ora in poi farò tutto quello che vuole Lei in qualsiasi momento, come vuole lei. Potrà fare di me quello che vuole, scoparmi, incularmi, punirmi, sarò la sua serva e la sua puttana….
-uhuuum ! potrebbe anche funzionare Bea, ma mi devi convincere e devi esserlo bene perché perderò molto tempo con te che potrei impiegare diversamente, ti lascio qui a riflettere e mi troverai in sala alla televisione.
La lascio lì in ginocchio e vado nella stanza della televisione e mi metto a guardare la mia serie preferita: dopo pochi minuti la sento arrivare mi giro e la vedo a quattro zampe, con i capelli raccolti in una coda di cavallo, i seni leggermente attratti dalla forza di gravità, scodinzolante e il mio frustino da cavallo tra i denti…si avvicina alla mia poltrona e lo lascia cadere ai miei piedi poi si gira e mi mostra il suo splendido culo inarcando bene le reni esponendolo così quanto le è possibile …
-Posso parlare Signore ?
Le facci un cenno di assenso….
-Signore La prego punisca la sua puledra riottosa, usi il suo frustino per farle capire chi comanda, non abbia pietà, lo faccia con l’intento di imprimerle le sue istruzioni sulla sua testa dura…
Ho sempre sognato di usarlo sulla mia ex moglie ma il rispetto verso le donne mi ha sempre frenato …ma qui si tratta di una puledrina volenterosa....
Prendo il frustino e lo passo sulla schiena candida di Bea, risalgo lungo la schiena fino alle scapole, lei si inarca con un gemito, sento il profumo della sua eccitazione che si diffonde, ridiscendo fino al suo meraviglioso culo sottolineato dal reggicalze e dal bordo delle calze nere.
Mi faccio strada tra le sue natiche, le sfioro il buco grinzoso e lo struscio energicamente tra le sue grandi labbra.. lei comincia a gemere in modo evidente e allora….

sciaff 1- non devi mai godere senza il mio permesso
sciaff 2- i tuoi orgasmi mi appartengono quindi non ti puoi masturbare in nessun modo ne averne senza il mio consenso
sciaff 3- non puoi andare con nessuno uomo o donna senza il mio consenso
sciaff 4- in casa devi stare sempre nuda, con calze scarpe con i tacchi e null’altro
sciaff 5- questo sempre a meno che non ti dia delle specifiche istruzione sul vestito
sciaff 6- quando avrò ospiti ti darò i vestiti che deciderò

il suo sedere stava diventando striato di un bel rosso quindi sono sceso verso le cosce ed ho continuato
sciaff 7- dovrai servirmi con totale devozione senza indugi o tentennamenti
sciaff 8- dovrai servire i miei ospiti con la stessa devozione nei limiti che di volta in volta ti dirò
sciaff 9- anche con loro non dovrai mai avere tentennamenti
a questo punto ha cominciato a cedere e le lacrime le scendevano copiose finendo sul tappeto
-Vuoi che smetta piccola puledra ?
-no Signore, no voglio che lei finisca di impartirmi le lezioni una volta per tutte.. mi risponde tutto d’un fiato
Quasi toccato da cotanta dedizione sono risalito sopra le natiche
Sciaff 10- mi dovrai dare sempre del Signore o Padrone
Sciaff 11- mi dovrai svegliare la mattina alle 7 portandomi il caffè in camera mia
Sciaff 12-mi dovrai massaggiare e accudire ogni mio desiderio
Sciaff 13- mi dovrai obbedire in tutto e per tutto quanto ti chiederò
Sciaff 14 - dovrai accettare ogni mia perversione
Sciaff 15 – dovrai curare con estrema attenzione la tua igiene, non voglio cattivi odori
Sciaff 16 – non voglio vedere un pelo sulle tue parti intime ne sotto le ascelle
Sciaff 17 – dovrai curare con estrema attenzione i tuoi piedi, mi piacciono molto e li voglio perfetti
.
Sciaff 19- accetterai tutte le punizioni che vorrò darti, sia per correggere i tuoi errori, sia senza motivo alcuno, solo per il mio piacere personale
Sciaff 20- Potrai andartene in qualunque momento ed io ti aiuterò a trovare un altro lavoro

A questo punto le sue cosce, il suo culo e la sua schiena erano striate di bei segni rossi ma ero stato davvero attento a non farle troppo male, infatti era riuscita ad arrivare in fondo senza troppe grida..
-hai capito bene serva?
-si mio Signore, cercherò di ricordarle tutte, nel caso me le ripeterà di nuovo, ma sia più coraggioso perché da mio padre sono stata abituata a ben altre battute….

Raccolta l’informazione, l’ho fatta girare e appoggiare la schiena arrossata sul tappeto, le ho alzato le gambe sulle mie spalle e sono entrato nuovamente dentro di lei con spinte lente e vigorose che la facevano strusciare sulla dura lana sotto di lei.
Bea ha cominciato subito a gridare e incitarmi..
-si si così Padrone si ! chiava la tua serva, sfondale le figa, slabbrala e fottila, strisciala per la casa per il tuo piacere…si dai si così, in un crescendo fino a quasi l’orgasmo
-posso mio signore ?
-si, te lo sei meritato
-grazie si si, grazie si !!! godooooo grazie si godoo ..!!! la sua serva è felice e a sua totale servizio !! sono la sua puttana, i suoi buchi, il suo cesso se lo desidera…

Sono uscito da dentro di lei e l’ho imboccata col mio cazzo pulsante sull’orlo di un orgasmo devastante - succhia tutto e non perderne una goccia !!
Bea succhia quasi voracemente ingoiando il mio copiosissimo orgasmo, poi mi ha diligentemente ripulito leccando tutti i miei umori mescolati hai suoi con soddisfazione e diligenza.. un lavoro davvero da servetta…Questa donna cominciava proprio a piacermi…

Qualche ora dopo mentre mi sta servendo la cena con la mise di ordinanza….
-Cosa volevi dire quando mi hai rimproverato di essere troppo gentile con il frustino ?
-purtroppo mio Signore la mia infanzia è stata funestata da un padre ubriacone e violento che la sera quando tornava a casa non lesinava le botte a mia madre e a me, non disdegnando la cintura dei suoi pantaloni per insegnarci chi era il padrone e le assicuro che ci andava giù davvero in modo pesante, altro che i suoi dolci colpi sul mio sedere che non hanno fatto altro che scaldare il mio culo e accendere il piacere dentro di me. E’ questo il motivo per cui sono venuta in Italia insieme a mia madre, per sfuggire alla violenta gelosia di quel farabutto.
-Dov’è tua madre ora ?
-dalle suore che sta cercando un lavoro anche lei, purtroppo non parla l’italiano e quindi non trova nulla
Io la guardo e penso che se Bea è così bella forse anche la madre lo è altrettanto e la casa è molto grande
-quanti anni ha ?
lei mi guarda con curiosità
-42 mio Signore e intuendo forse i miei pensieri aggiunge prontamente.. ed è veramente bella !
-potrebbe venire qui anche lei a dare una mano, il giardino ne ha un gran bisogno ( era il passatempo di quella sante donna della mia ex ) e sono sicura che sarebbe veramente servizievole verso il mio Signore.. ed io avrei più tempo per accudirla personalmente…mi dice con aria speranzosa e decisamente maliziosa
il mio uccello che rialza la testa risponde per me implicitamente, -potrebbe essere una soluzione interessante però ad un patto
-tutto quello che vuole mio Signore !
-io non voglio interagire con lei visto che non sa la mia lingua. La assumerò regolarmente come sei assunta tu, con lo stesso stipendio e le darò vitto e alloggio ma le regole che ti ho appena insegnato varranno anche per lei. Però ti dovrai occupare di tutto tu, le insegnerai quanto sarà necessario e provvederai a punirla quando non rispetterà le regole di casa. Il primo mese sarà così, il secondo mese ti punirò nella stessa misura di quanto spetta a lei e dal quarto mese ti punirò il doppio.
Lei mi guarda e invece di insultarmi come mi aspettavo mi sorride felice!!!
-Certo mio Signore, ho capito perfettamente e ti assicuro che sarò inflessibile nel farle rispettare le regole di casa… ho una lunga lista di ….”insegnamenti” da recuperare !!! non ti pentirai della mia gestione della casa!!
-Un ultima cosa, voglio dirtelo ancora; ve ne potrete andare in qualsiasi momento ed io vi scriverò una lettera di referenze che vi aprirà qualsiasi porta in questa città.
-Va benissimo mio Signore, ma vedrete che non ce ne sarà bisogno.
-D’accordo allora falla venire domani alle 15.
Il giorno dopo alle 14,55 sento suonare alla porta e poco dopo un bussare discreto alla mia porta mi preannuncia il loro arrivo.
Aspetto qualche minuto prima di rispondere per lasciare ammansire la mia eccitazione e riprendere il controllo
-avanti !
La porta si apre e Bea, rigorosamente e orgogliosamente nuda in calze nere con reggicalze e ciabattine col tacco, introduce nella mia stanza sua madre.
Faccio una grande fatica a mantenere il controllo: una splendida donna bionda sui 45 anni, alta come Bea, un viso angelico con degli occhi azzurri un po’ slavati ma molto intensi, un naso un po’ a patata, la bocca come la figlia ma le labbra più piene, almeno una terza di seno, pancia piatta gambe lunghe e magre, caviglia sottile e piccoli piedi in un paio di brutte scarpe rumene. Indossa un abito tipo grembiule a fiori anche questo di chiara origine autoctona; nel complesso una donna assolutamente notevole e terrificantemente vestita.
Le guardo con calma e poi rivolgo uno sguardo interrogativo a Bea che capisce e dà un ordine secco a sua madre che arrossisce visibilmente e con titubanza porta le mani sui bottoni del vestito e lentamente comincia a slacciarli. La figlia le rivolge ancora un ordine secco e lei finisce di sbottonarsi più rapidamente, si sfila il vestito e lo lascia cadere a terra.
Faccio decisamente fatica a rimanere impassibile, Mirna è veramente una splendida donna e il rossore che le imporpora il viso la rende decisamente sexy.
Quello che non va decisamente è il suo abbigliamento, l’intimo è veramente triste e le scarpe sbertucciate la sviliscono moltissimo aiutandomi però a mantenere un contegno distaccato.
Guardo ancora Bea che impartisce un nuovo ordine e la mamma porta riluttante le mani dietro le spalle e slaccia il reggiseno lo mantiene su con il braccio. Bea perde decisamente la pazienza e cominciando a alzare la voce nella sua lingua lo strappa dal seno materno, poi le dà leggero ceffone di incoraggiamento e Mirna si toglie anche le orribili mutande lasciandole cadere terra, poi si toglie finalmente le scarpe e rimane nuda in mezzo alla stanza, visibilmente a disagio ma per me una visione estremamente erotica.
La situazione però non sembra del tutto dispiacerle perché i capezzoli cominciano ad indurirsi e svettano orgogliosi su uno splendido paio di tette sode che, nonostante l’età, guardano ancora verso l’alto.
Faccio cenno a Bea che voglio che giri su se stessa e lei fa eseguire a sua madre alcuni giri che mi danno agio di contemplare la splendida donna che è; poi la fa mettere nella posizione di attesa con le gambe leggermente aperte e le braccia dietro la testa.
-bene serva, le hai spiegato le regole della casa ? lei è d’accordo ? non voglio imporle qualcosa di cui non è bene consapevole e concorde.
Bea le da un altro ordine e Mirna va verso la sedia dove ho appoggiato il frustino da cavallo, lo prende e lo porta a sua figlia con aria estremamente sottomessa e rassegnata dopodiché si rimette in posizione.
Bea mi guarda ed a un mio cenno comincia a colpirla molto più duramente di quanto avrei fatto io sulle cosce davanti, sulla pancia, sul seno lasciando delle evidenti striature rosse.
Mirna fa una evidente fatica e prova sicuramente un forte dolore ma all’inizio riesce a reprimere ogni lamento sperando finisca presto ma sua figlia non è dello stesso avviso e la colpisce più forte sulla schiena e su suo splendido culo.
Mirna cade sul tappeto piangendo e gridando qualcosa e Bea smette a malincuore.
-hai visto mio Signore come si incentiva la comprensione e la sottomissione di una nuova serva ? Hai visto la sua disponibilità ? dammi la possibilità di prendere qualche cosa dagli armadi di tua moglie e ti assicuro che ne sari soddisfatto.
-Va bene, l’importante è che quelle orride scarpe e quei vestiti terrificanti spariscano la più presto da casa mia.
Le due donne escono dal mio studio regalandomi la vista dei loro culi splendidi, uno dei quali con due strisce rosse quasi sanguinati “ci va giù dura la ragazza” ho pensato fortemente turbato dallo spettacolo.

Un oretta dopo, al solito verso le 5, sento bussare e entra Mirna, con un reggiseno bordeaux aperto davanti a lasciare i capezzoli eretti bene in vista, un tanga coordinato che le copre a mala pena la folta peluria bionda, delle spettacolari calze nere lucide con reggicalze anch’esso coordinato. Ai piedi un paio di decolté col tacco assassino di Gucci. Mi ricordo bene l’insieme che avevo comprato spendendo un occhio della testa e che non era piaciuto alla mia signora avendolo giudicato troppo volgare…. Il solito pensiero di gratitudine per l’uomo che l’aveva portata via da me !!!
Su Mirna l’effetto era mozzafiato e il mio cazzo ha immediatamente alzato la tesata diventando di pietra come se avesse guardato negli occhi la Medusa.
Avanza nella stanza tenendo il vassoio con il mio caffè fino alla mia scrivania, poi si inginocchia e mi porge il vassoio dal quale con calma prendo un cucchiaino di zucchero, lo verso nella tazzina, lo giro, lo assaggio, ci ripenso e aggiungo un altro pochino di zucchero, giro ancora, riporto alla bocca la tazzina, bevo un piccolo sorso, la guardo negli occhi cogliendone la paura di non riuscire a sostenere il pesante vassoio d’argento ancora per molto, bevo un altro sorso spostando lo sguardo verso i suoi capezzoli puntuti, il vassoio comincia a tremare visibilmente, bevo l’ultimo sorso e poggio la tazzina sul vassoio. Mirna a questo punto non sa come fare per rimettersi in piedi decisamente impacciata dalle scarpe col tacco e mentre ci prova il vassoio traballa pericolosamente facendo cadere la zuccheriera, io prendo il vassoio al volo e lei riesce ad alzarsi col il volto in fiamme e un lampo di vero terrore nei suoi occhi. Le rimetto il vassoio in mano e le do un leggero ceffone indicandole la porta e lei se ne va piangendo penso più per la vergogna che per il dolore del mio buffetto….

Una cena leggera come al solito, servito a tavola dalla mia fedele servetta in tenuta da casa che è meno sorridente del solito, io non ci faccio molto caso perché assorto nella lettura di un giallo del commissario Bordelli che ho quasi finito.
La guardo apprezzandone le linee e le proporzioni, le lunghe gambe e il seno ritto e quando si volta per tornare in cucina esibisce un culo sodo e orgoglioso, penso che presto, se le cose andranno ancora avanti, la porterò a fare dei piercing che mi piacciono molto.

Dopo cena Bea mi invita ad accomodarmi in mansarda che c’è qualcosa per me e io salgo le piccole scale incuriosito. Arrivato trovo Mirna appesa ad una corda che passando sopra una trave le lega i polsi e la costringe in punta dei suoi adorabili piedini; Bea che sta imparando a conoscermi bene le ha messo un paio di zoccoli della mia ex che la costringono in una posizione molto precaria essendo il legno del pavimento scivoloso per la punta degli zoccoletti di legno. Mirna è completamente nuda e già abbastanza sudata per la fatica che fa a stare sulle punta per evitare di perdere il sostegno degli zoccoli e finire così a gravare con tutto il suo peso sulle braccia…
Bea arriva subito dopo di me con in mano una frusta che non avevo mai visto in casa, tipo gatto a nove code ma con le corde di soffice velluto senza nodi e dall’aria poco sinistra ma la sua espressione non è davvero sorridente,
-quella stupida di mia madre non è capace nemmeno di reggere un vassoio per 5 minuti e mi ha fatto fare una figura da stupida ma ora ne pagherà le conseguenze !!!
Si accosta un po’ di lato a sua madre e comincia a colpirla con metodo e determinazione, sui segni che già portava dal pomeriggio, un colpo dopo l’altro, abbastanza duramente anche se lo strumento che usa lascia solo delle piccole striature rossastre sulla tenera pelle della malcapitata. Parte dalle cosce e risale verso il ventre, la pancia, il seno, indugiando sui capezzoli che colpisce più volte strappando alla malcapitata delle sonore grida di dolore prontamente soffocate dal un ordine impartito dalla figlia che evidentemente le incute parecchio terrore ! quando il davanti è una striatura di segni, ho contato più di 30 colpi, passa al lato B, senza diminuire la forza solo rallentando un po’ il ritmo colpendola dall’alto vero il basso fino ad arrivare al suo splendido culo che colpisce più duramente del resto…
-brutta serva schifosa, mi hai fatto fare una pessima figura col mio Padrone che è stato così generoso da accoglierti nella sua splendida casa e tu nemmeno un vassoio sai tenere in mano per pochi minuti !! vergognati ! ma ora la lezione ti sarà servita a capire che io non scherzo ed ho la responsabilità del tuo addestramento..
E prende a frustarla dal basso verso l’alto tra le gambe, cercando di colpirla nelle zone più tenere che spesso riesce a raggiungere a giudicare dalle contorsioni che fa la tapina che scalciando ha perso gli zoccoli e che si tiene su a forza di braccia…
Però non mi sembra che la mamma sia particolarmente indolenzita anzi i capezzoli cominciano a ergersi e tra le gambe mi pare di cogliere un’ umidità rivelata anche dal profumo di eccitazione che pervade la stanza… a dire il vero non so bene se sono io che da un pezzo sono di nuovo marmoreo o Bea che mi sembra sovraeccitata o Mirna che subisce la punizione con una certa vena masochistica.
Comunque Bea cala Mirna e le slega le mani, lei si mette a quattro zampe e mi si avvicina con una strana luce negli occhi, mi chiede qualcosa nella sua lingua e senza attendere risposta mi slaccia i pantaloni e estrae il mio cazzo turgido e lo imbocca prima dolcemente, dandogli bacini e leccatine e poi sempre più voracemente e profondamente arrivando in breve a battere il suo adorabile nasino sul mio pube, sollecitata dalla figlia che la tiene per i capelli e la spinge con veemenza avanti e indietro….
-brutta troia di una serva irriconoscente succhia il cazzo del mio Padrone, dagli piacere e fatti perdonare della tua inettitudine, bevilo tutto e non perdere una goccia di tutto quello che vorrà darti altrimenti la battuta che ti ho dato sarà solo uno scherzo in confronto alla prossima….ho in mente di usare il suo frustino da cavallo e lo sai bene che quello stronzo di tuo marito mi ha insegnato bene a mie spese…
A quelle parole ha veramente raddoppiato gli sforzi e guardandomi negli occhi con uno sguardo tra l’arrapato e l’impaurito mi ha accolto completamente dentro la sua gola mentre Bea ha cominciato a masturbarsi furiosamente sulla poltrona davanti a me con le gambe alzate per farmi vedere bene mentre si pastrugnava la fica calda e piena di umori ..
-si dai brutta zoccola fai godere il mio padrone e anche me e non osare venire altrimenti ti lascio legata tutta la notte
Io ero davvero arrivato al limite e ho cominciato a scaricare direttamente nella sua gola il mi orgasmo che mi ha quasi cortocircuitato il cervello ….-siii vengo, godoooo, che bocca pazzesca che hai .. che pompinara galattica che sei !!! godooooo, si si si !!
Mi spengo nella sua gola e lei repentinamente con la bocca ancora piena del mio sperma si gira e bacia sua figlia in bocca in un perverso gioco tra lingue e miei umori. Mirna imprigiona tra le sue dita un capezzolo di Bea e lo strizza e lo torce tenendola attaccata a se, senza lasciarle possibilità di ritrarsi.
-mamma che troia che sei, ti ricordi ancora bene come ti facevo godere per lenire le botte di mio padre e te ti facevi leccare la fica per dimenticare le tue pene… anche ora vorresti fare così.. si strizzami i capezzoli, scambiamoci la sborra del nostro Signore… girati che ti lecco la fica che ti ho martoriato can la mia frusta…..sono sicura che hai imparato la lezione o forse sbaglierai ancora per farti appendere più duramente…
Come non detto si sono racchiuse in un 69 pieno di umori e di slinguazzate sulla fica e sul clitroride che Bea aveva decisamente grosso e prominente…in quel momento ho deciso che le avrei inanellate nei capezzoli e nelle labbra delle fica per poi mettere un piccolo moschettone a salvaguardia delle mie proprietà.. sempre che fossero d’accordo ovviamente..
Questi pensieri e la vista delle due zoccole che bevevano i reciprochi succhi copiosi me lo hanno fatto tornare duro che nemmeno le pasticchine blu avrebbero potuto tanto
Lo prendo in mano e con un affondo deciso entro dentro la grotta umida e stretta di Bea che mi accoglie con un lungo mugolio di piacere
-si Padrone mio entra dentro di me, fammi tua mentre questa troia balcanica mi lecca il clitoride, spingi e slabbra questa indegna fica fino a farla venire che mia madre asciuga tutta la piscia che mi faccio addosso pensando alla tua nerchia poderosa che mi sconquassa tutta….
Certo queste parole mi incitano e mi spingono oltre i mei limiti ma la vista del buco grinzoso di Mirna che occhieggia davanti a me invitante tra le chiappe striate a sangue dalle frustate precedenti mi induce altri pensieri e altre voglie…lo estraggo dalla filiale fica e lo abbocco al matriarcale buco tondo e comincio a spingere e entrare facilitato dalla abbondantissima lubrificazione. Mirna all’inizio si dimena e io comincio a sculacciarla con forza strappandole altre grida di dolore, poi improvvisamente l’anello cede e sono risucchiato nello stretto budello che evidentemente non veniva usato da parecchio tempo…
-hhahahahhhaaagggg …. Un grido tra dolore e piacere ma subito trasformato in piacere dalle stimolazioni della figlia e dallo stantuffare rigido e orgoglioso del mio cazzo tra le sue rotondità arrossate.. mi attacco ai suoi capezzoli e comincio ad andare avanti e indietro con forza alla ricerca di una profondità infinita.
Lei continua a gorgogliare di godimento a occhi chiusi e la bocca in pasto a sua figlia… fino a che viene in preda agli spasimi e alle alte grida di piacere nella sua incomprensibile lingua…mi ritraggo e le due si contendono con la bocca il mio cazzo che comincia a ritrarsi ad un esistenza più morigerata
Cazzo che spettacolare scopata ! gli amori ancillari sono davvero soddisfacenti ….

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