Storie di Rosa Maria – parte seconda: io, lei, il mio amico Andrea e…….

Scritto da , il 2021-01-20, genere trio



Erano passate diverse settimane dall’incontro con Giacomo, settimane durante le quali, anche sfruttando alcune mie amicizie particolari, ero riuscito a scongiurare eventuali ulteriori ricatti da parte di quel delinquente. Si, il porco non ci avrebbe dato più fastidio. Appena la cosa era stata sistemata ne avevo parlato con Rosa Maria per rassicurarla. Erano seguiti giorni sereni tra di noi, sereni e di intensa passione. L’effetto dell’incontro con Giacomo sulla mia mente malata aveva avuto il suo effetto ed il ricordo delle scene cui avevo assistito mi permisero di avere rapporti plurimi con orgasmi multipli, per diversi giorni. La scopavo per un tempo interminabile cambiando di posizione più volte ed appena decidevo di venire bastava chiudere gli occhi e ricordare qualcuna delle tante scene conservate gelosamente nella mia mente. Alcune scene erano quelle che più di altre mi facevano venire subito:
Rosa Maria distesa sul letto con le cosce accavallate sulle spalle di Giacomo con la faccia da cagna che gode e lui che la chiava e contemporaneamente la bacia in bocca in modo voluttuoso; Rosa Maria che succhia avidamente la sua verga venosa; lui che leccandole la fica la fa venire come una zoccola; ma tra tutte, quella ad effetto esplosivo era la scena in cui Giacomo le rompeva il culo: il suo buco allargato, il sangue che le colava lungo le cosce e la banana di Giacomo che faceva avanti dietro velocemente fino alla venuta. Unico lato negativo era stato che nonostante adesso Rosa Maria avesse il culo rotto, non me lo voleva dare, un po’ perchè diceva che aveva paura di sentire ancora dolore, un po’ perché era arrabbiata con me perché ancora non avevo lasciato mia moglie. Inutile spiegarle che avendolo ormai rotto non avrebbe più sentito dolore! Comunque, ero felice, perché avevo finalmente con me la medicina che mi serviva! Si, quei ricordi erano come una medicina anzi, di più, come una vera droga, una droga di cui non potevo fare a meno. Con Rosa Maria a volte ne parlavo e parlandone mi dava l’impressione che pian piano stava riuscendo a dimenticare il lato negativo dell’esperienza, godendo pienamente e nel vero senso della parola dei benefici di quell’esperienza. Purtroppo quelle scene scritte nel mio cervello erano appunto come una vera droga per me, ma come tutte le droghe, anche nel mio caso, l’effetto tolleranza ad un certo punto si fece vivo e l’intensità emozionale dei ricordi iniziò lentamente, ma inesorabilmente, a scemare. Pian piano restarono solo ricordi privi di effetti e mi ritrovai punto ed accapo con i miei problemi, anzi ancora peggio di prima. Dopo queste settimane, per venire, era necessario non più solo un pizzico di fantasia, l’enzima mentale magico di cui vi ho parlato allora, ma una vagonata intera. Ricaddi nella frustrazione e questo in un certo modo incrinò il rapporto tra di noi. Lei sosteneva che a me non piacesse più fisicamente, che la vedevo brutta, che non mi faceva più arrapare come una volta ed era per questo che stentavo a venire. Naturalmente io, nonostante sapessi quale fosse l’unico modo per nutrire la mia fantasia, non avevo avuto ancora il coraggio di proporle un nuovo incontro con altri maschi per paura di un suo rifiuto. Un evento però accadde qualche tempo dopo, una di quelle coincidenze inaspettate che a volte capitano proprio nel momento in cui non si riesce più a vedere la luce in fondo al tunnel. Tornavo dallo studio e mi ero fermato ad un bar a bere una birra quando ad un tratto, incontrai Andrea, un mio vecchio caro amico conosciuto in palestra.

Io: Andrea, pezzo di fango, come stai? Che ci fai qui?

Andrea: brutto stronzo che ci fai tu? Ma quanti anni sono passati? Mi fa piacere rivederti!

Io: fa piacere anche a me, dai siediti qui e beviamoci una birra come ai vecchi tempi.

Ci eravamo conosciuti all’età di sedici anni circa appunto dicevo in palestra ed avevamo fatto subito amicizia; usciva insieme a me ad ai miei amici ed era in poco tempo diventato amico anche di loro, anche se con me era un rapporto più intenso. Ai tempi le ragazze nemmeno uscivano con noi e per questo motivo, avendo a quell’età gli ormoni a mille, avevamo avuto anche alcuni momenti di intimità: ancora me lo ricordo come fosse stato ieri.
La prima volta che accadde eravamo usciti con altri amici e ci eravamo ubriacati di brutto; poi verso le due di notte avevamo salutato gli altri e stavamo facendo rotta verso casa quando a lui era venuta l’idea di intrufolarci nella palestra che frequentavamo per farci una doccia calda. Riuscimmo ad entrare da una finestra secondaria che immetteva direttamente nelle docce; non accendemmo la luce accontentandoci di quella della luna che filtrava dalle aperture; ci spogliammo e ci infilammo sotto la doccia ancora sbronzi. Dopo un poco, sempre con l’acqua calda sopra di noi, si sedemmo a terra poggiando le spalle al muro mentre l’acqua cadeva su di noi. Lui iniziò ad accarezzarmi mentre mi parlava di quanto era bona Olga, una ragazza appena entrata nel nostro gruppo, finchè mi mise la mano sul cazzo ed iniziò a strofinarmelo chiedendomi di immaginare che me lo stesse facendo Olga; il mio cazzo diventò durissimo ed una voglia matta di sesso mi assalì; poi mi chiese di toccarglielo; mi spostai un poco e lo guardai bene: era un cazzo di medie dimensioni, duro e venoso, un po’ storto verso sinistra, con un glande grosso e molto scuro. L’eccitazione arrivò alle stelle. Iniziai a sagarlo lentamente…. Era duro e molto caldo; mentre lo masturbavo lui mi accarezzava i capelli e mi diceva che stava immaginando che stessimo insieme e che fossimo una coppia normale, lui il maschio ed io la sua ragazza. Effettivamente allora ero molto effeminato, senza peli, cappelli lunghi ondulati, modi di fare gentili. Ad un tratto avvicinò la sua testa e mi poggiò la sua bocca alla mia. Aprimmo le nostre bocche contemporaneamente e subito le nostre lingue iniziarono a lottare tra loro in modo irrefrenabile. Aveva una grande lingua calda ed umida, era strano, ma mi piaceva succhiarla, mi piaceva la sua saliva. Limonammo per un po’…….. io mi sentivo femmina e lui era il mio uomo. Ad un tratto mi disse di prenderlo in bocca che poi lui lo avrebbe fatto con me; si alzo in piedi ed io mi inginocchiai davanti a lui. Mi chiese di mettergli le mani sulle cosce e di usare solo la bocca. Mi prese per la nuca ed avvicinò la sua verga alla mia bocca chiedendomi di succhiargliela; io non me lo feci dire due volte e subito lo presi in bocca; lui iniziò a muovermi la testa avanti ed indietro lentamente; era molto caldo, duro ed aveva anche un buon sapore. Passarono una decina di minuti e mi disse di stare pronto che stava per venire; ricordo che in quel momento non vedevo l'ora che accadesse: avevo una sete irrefrenabile del suo sperma; accelerò il movimento in modo forsennato poi, ad un tratto, mi sentii inondare la bocca di un liquido caldo ed un po’ salato seguito da un urlo di piacere: assaporai lo sperma per la prima volta e lo ingoiai come lui mi aveva chiesto. L’eiaculazione fu prolungata ed abbondante. Subito ci risedemmo esausti; io era contento perchè sapevo che sarebbe toccato a me. Mi disse però che non le la sentiva di succhiarmelo perchè era spompato ed aveva due afte in bocca e poi per quella sera si era calato nella parte del maschio dominatore e che io dovevo essere la sua donna; mi sparò solo una sega: era delicato ma deciso e mentre mi masturbava mi disse per farmi venire di pensare che me lo stesse facendo Olga; io ci provai a pensare ad Olga, ma con scarsi risultati; a quei tempi quando mi segavo in bagno, per venire pensavo a mia madre e quella volta la immaginai durante la gita di Parigi a letto con i due autisti del pullman che la chiavavano senza pietà: lei nuda sul letto che si comportava da vera zoccola con i due maschi, prendendola ovunque e facendosi sborrare in bocca e sulle grosse tette; appena pensai alla scena in cui mia madre era nuda ed in ginocchio e i due autisti le eiaculavano dentro la bocca che teneva completamente aperta, venni copiosamente inondandogli la mano di sperma. Ci rilassammo un po', ma poco dopo, mi convinse a succhiarglielo ancora ed io ancora ubriaco eseguii il suo desiderio. Questa volta il pompino durò più a lungo, ma alla fine mi venne di nuovo in bocca e di nuovo io ingoiai il suo sperma. Da quel giorno capitava spesso che alla fine della serata ci ritrovavamo nel suo garage in intimità; sapevamo di non essere finocchi, ma che per carenza di donne eravamo quasi costretti a sfogare tra di noi, i nostri istinti, come nelle carceri. In quel periodo ingoiai molto sperma! Una volta, durante un viaggio in Tunisia, avevamo preso la camera insieme e la notte ci ritrovammo a letto insieme; quella volta cercò in tutti i modi di incularmi, ma riuscii a resistere anche se la voglia era matta; ci accontentammo di fare un sessantanove.
Tornai alla realtà continuando a sorseggiare la mia birra.

Andrea: e che mi racconti? sempre sposato?

Io: si sempre sposato.

Andrea: quindi tutto casa e chiesa?

Io: ma, veramente proprio casa e chiesa no

Andrea: ah lo sapevo che mi nascondevi qualcosa mascalzone mio!

Gli parlai di Rosa Maria raccontandogli tutto fin dall’inizio, compresa l’esperienza con Giacomo; gli mostrai un po’ di foto ed alla fine anche le immagini che avevamo fatto per Giacomo in cui appariva senza veli.

Andrea: cazzo ma è proprio un pezzo di fica: questa è una rovina famiglie!

Io: ho anche un filmino hard mentre siamo da Giacomo.

Andrea: ah ah questo non puoi non farmelo vedere cavolo, stasera me lo mandi. Cavolo è proprio bona, guarda qui, che tette, belle grosse e succose e che fica bella rasata ed aperta: ma dove cavolo l’hai capitata sta zoccola? Scusa posso prendermi sempre queste libertà vero? Siamo sempre amici?

Io: certo e poi hai ragione è una zoccola, mi ha anche tradito, ma io ne sono innamorato e non riesco a posarla.

Andrea: è proprio una prostituta, questa farà pompini da dea vero?

Io: si, succhia divinamente.

Andrea: immagino con ingoio!

Io: si, le piace lo sperma, dice che è buono e poi che contiene principi nobili, vitamine e cazzate simili!

Andrea: madonna che vacca! Questa per soddisfarla ci vuole il martello pneumatico! Ma è sposata? Lavora? Ha figli?

Io: era sposata, poi ha divorziato; ha due figlie di 26 e 23 anni; lavora in un hotel a due stelle come cameriera.

Andrea: a due, manco a tre! Stai attento amigos, questa ha visto il pollo da spennare!

Parlammo un po’ dei motivi che mi avevano portato all’incontro con Andrea e del fatto che adesso l’effetto di quell’incontro era svanito.

Andrea: mi piacerebbe scoparmela a sangue la tua puttana….. cazzo!

Io: beh a chi lo dice, mi darebbe nuova linfa mentale, ma è un’impresa impossibile!

Andrea: perché impossibile, l’ha fatto una prima volta, non sarebbe più una novità, basta solo trovare la chiave giusta: in fondo sei riuscito a fare emergere la troia che è in lei! Hai detto che l’avevi convinta con la storia dell’avvocato, bene, dille che io sono l’avvocato e che voglio conoscerla, si, voglio conoscere la futura compagna del mio migliore amico! Altrimenti non ti faccio divorziare!
Seguì una comune risata; continuammo a discutere pianificando come la cosa potesse essere impostata. Pian piano da pura ipotesi scherzosa la cosa inizio ad intrigarmi sempre di più e da pura fantasia si trasformò in progetto.

Andrea: vedi, quel Giacomo era un vecchio porco, uno rozzo e volgare, un puttaniere sessantenne. Ha sbagliato nei modi e nonostante tutto se l’è chiavata come Giove comanda. Noi dobbiamo impostare il tutto con i giusti modi e trattarla da principessa. Vedrai, sarà un successo. E poi chiederemo aiuto all’alcool ed a qualcos’altro!

Io: cioè?

Andrea: una sostanza, con potente effetto disinibente, vedrai che mischiata nell’alcool avrà un effetto divino senza che in lei muti il senso di coscienza. Glielo farà apprezzare a pieno, vedrai, fidati!
Restammo ancora un po’ a parlare poi ci salutammo dandoci appuntamento in chat per la stessa sera per pianificare il nostro folle piano.
L’indomani pomeriggio mi incontrai con Rosa Maria pronto ad intraprendere quanto pianificato con Andrea.

Io: amore una notizia grandiosa, stenterai a credermi! Ieri ho sentito Andrea, il mio amico avvocato, ha la pratica della separazione pronta. Ma ha detto che se non accettiamo un invito a cena da lui non mi fa separare.

Rosa Maria: amore vero mi dici? Non illudermi ancora una volta ti prego, non lo sopporterei!

Io: amore tranquilla lo sai che non ti mentirei mai.

Rosa Maria: sono felice amore, finalmente staremo insieme come una vera coppia! E quando ci dobbiamo andare?

Io: è per dopodomani sera. Piuttosto tieni la mia carta di credito e vedi di comprarti qualcosa di nuovo, non farmi fare qualche brutta figura con il mio amico, magari presentandosi con i tuoi soliti vestiti consumati!

Rosa Maria: ma come ti permetti a dirmi queste cose! Ricordati che tu non mi hai trovato per strada!

Capii di avere fatto una gaffe e cercai di rimediare……

Io: che centra, mi faceva piacere che comprassi qualcosa di nuovo e bello, dovrai essere impeccabile. Tienila la carta di credito, vai dal parrucchiere, dall’estetista, comprati vestito e scarpe nuove, fai tu, anche dei trucchi nuovo, tutto quello che vuoi.

Rosa Maria: ok amore ma non voglio darti l’impressione di quella che ti vuole sfruttare e che sta con te solo per i soldi.

Il giorno dell’appuntamento ci presentammo a casa di Andrea verso le venti.

Andrea: accomodatevi, ma che piacere avervi qui; ma che bella la tua signora! Adesso capisco perché ti vuoi separare, è bellissima.

Rosa Maria: ma che dice, per favore un tempo forse lo ero, ma adesso non direi.

Andrea si avvicinò, prese i nostri soprabiti, baciò la mano di Rosa Maria e ci fece accomodare.

Andrea: intanto diamoci di tu e poi insisto e confermo, sei splendida ed il mio amico ha fatto la scelta giusta.

Iniziammo a parlare del più e del meno per un bel po’ cordialmente fino a quando Andrea si alzo per preparare un aperitivo; stappò una bottiglia di Syrah e mi fece segno di mettermi davanti per coprire la vista a Rosa Maria; prese una bustina con una polvere e la versò dentro uno dei bicchieri; subito la polvere si sciolse. Diede il bicchiere a Rosa Maria e l’altro a me. Poi riempi anche il suo.

Andrea: allora un bel brindisi al prossimo divorzio ed un augurio alla nuova coppia.

Ci sedemmo a tavola e mangiammo divinamente; Andrea si comportò da bravo padrone di casa. Rosa Maria era splendente e seguiva Andrea nei suoi discorsi sorridendo sempre e trovandosi sempre d’accordo con lui.

Andrea: allora Rosa mi diceva il qui presente che vi siete conosciuti su fb, ma come mai hai accettato la sua amicizia, un tipo così palloso.

Scoppiammo a ridere mentre Andrea mi mise il braccio sulla spalla in segno di amicizia.

Rosa Maria: ma mi è sembrato subito un tipo interessante e poi conoscendolo bene devo confermarlo che vero interessante anche se un po’ strano.

Andrea: in che senso strano?

Rosa Maria: no, così ha le sue stranezze……..; ma che strano, mi sento caldissima e mi gira un po’ la testa.. Sarà stato il vino! Mi sento veramente strana, allegra ma strana….

Scoppiò in una risata isterica. Andrea si alzò e si portò dietro al sua sedia.

Andrea: se il tuo compagno permette ti faccio un massaggio nel collo e ti passa tutto, sai, io ho studiato tecniche di rilassamento birmane.

Rosa Maria: ok volentieri.

Andrea prima le accarezzò da dietro i capelli e poi mise a massaggiarle il collo.

Andrea: Rosa hai i muscoli contratti, chiudi gli occhi e rilassati…….. così brava, hai una pelle molto liscia…..

Rosa Maria chiuse gli occhi e si rilasso profondamente nel giro di pochi istanti. La sostanza che Andrea le aveva dato era un potente disinibitore e contemporaneamente era un potentissimo eccitante.

Andrea: ma lo sa che emani un profumo buonissimo, cosi tu gli uomini rischi di farli impazzire però…..

Rosa Maria: ma che dici, non mi calcola nessuno ormai….

Detto questo le si avvicinò al collo sfiorando per qualche istante la sua pelle con la sua. Vidi tutti i peli delle braccia di Rosa Maria rizzarsi in aria all’istante ed anche Andrea lo capì.

Andrea: ti piace, come sto andando?

Rosa Maria: vai benissimo, sai massaggiare divinamente, sto molto meglio…

Sempre tra lo scherzoso ed il serio Andra continuava a stuzzicarla.

Andrea: ma se adesso provassi a baciarti cosa faresti?

Rosa Maria: buh non lo so, no si può sapere prima di farlo!

Andrea: sicuramente il mio amico nonché tuo compagno mi spaccherebbe la faccia…..

Rosa Maria: guarda proprio questa è l’ultima cosa che succederebbe, ma che vai a pensare, anzi magari gli piacerebbe pure…..

Andrea: ma che dici, amico mio così è?

Io: beh se lo chiedessi tu, come potrei oppormi, siamo amici da decenni e come si può deludere un amico.

Intanto Andrea sempre vicinissimo a Rosa Maria le faceva sentire il suo odore e l’odore dell’alito; le passò le dita nelle orecchie, tra i capelli , nel collo…..

Andrea: e allora se ci provassi tu che diresti?

Rosa Maria: che direi? Vabbè dai un bacio amichevole ce lo possiamo anche dare…..

Andrea con il polpastrello del dito indice iniziò a sfiorarle le labbra ricoperte da rossetto rosso fiamma, poi avvicinò la sua bocca alla sua guardandola fissa negli occhi; i loro sguardi si incrociarono e restarono fissi l’uno nell’altro.
Andrea sentì intenso il suo alito e lei quello di lui. Rosa Maria chiuse gli occhi ed Andrea accostò la sua bocca alle rosse labbra di Rosa Maria che subito si aprirono lasciando passare la lingua del mio amico che le scivolò tutta in bocca! Iniziarono a pomiciare prima delicatamente, poi via via più intensamente. Vedevo Rosa Maria che mentre veniva baciata teneva gli occhi completamente chiusi ed aveva le guance bollenti e sudate. Le loro bocche erano al massimo dell’apertura e le labbra erano perfettamente adese le une alle altre e dentro le loro bocche, là dove potevo solo immaginare, le loro lingue lottavano tra di loro senza sosta; dopo un po’ il baciarsi diventò più sensuale e potevo osservare le loro lingue completamente fuori dalle bocche e grondanti di saliva che si agitavano contorcendosi tra di loro in modo irrefrenabile, attorcigliandosi vicendevolmente e scambiandosi la saliva. Andrea la teneva per la nuca e Rosa Maria allargate le labbra ed aperta completamente la bocca, riceveva la lingua di Andrea, lasciando che le leccasse in modo avido dentro la bocca. Andrea poi aiutandosi con le dita le fece aprire al massimo la bocca e le fece uscire tutta la lingua di fuori per prenderla tutta in bocca e succhiarla. Per me vedere la lingua di Rosa Maria tutta succhiata da Andra fu una sensazione troppo eccitante. Si staccarono.

Rosa Maria: madonna che bacio, me lo ero dimenticato di cosa volesse dire essere baciata da un uomo!

Andrea: bacia bene la tua compagna sai……

Io: lo so amico, lo so bene, ma fa bene anche altre cose…….

Rosa Maria: sei uno stronzo, ma che deve pensare di me il tuo amico, che sono una sgualdrina? Mi manchi sempre di rispetto!

Andrea: dai non ti agitare che perdi il beneficio del massaggio, chiudi gli occhi…… non sei una sgualdrina, sei solo una donna vogliosa……

Andrea riprese a massaggiarla, poi prese a baciarle il collo: piccoli baci, morsetti, leccate si alternavano in modo perfetto….. Era bravo e pian piano la stava conquistando.

Rosa Maria: no ti supplico il collo no, non farmi questo, ti prego, no dai il collo no........ non è giusto........ non sei corretto, così impazzisco, potrei perdere il controllo…..

Intanto Andrea aveva iniziato ad accarezzarla sui fianchi, sulle braccia e sui seni, sempre dietro;

Andrea: Rosa, è dal primo momento che ti ho vista che ti desidero, sei incantevole ed emani odore di donna! Dai fammi vedere come perdi il controllo, dai che anche il tuo compagno è d’accordo……

Rosa Maria: Andrea dai, che fai ? fai il bravo! Mi metti in imbarazzo così…..

Andrea: non parlare e lasciati andare, ti desidero come un matto e il tuo compagno non vede l’ora di guardare

Rosa Maria: dai aspetta un attimo, stai fermo; lo so che lui è un cornuto e che non aspetta altro, lui si eccita solo se mi vede data in pasto ad altri uomini come una puttana!….

Io: ma che puttana, dai Rosa, siamo qua, è un’occasione irripetibile che non era stata prevista, credimi, lasciati andare, hai la mia benedizione.

Rosa Maria: si non era stata prevista, voi due non le contate giusta, fate i finti tonti ma secondo me vi siete messi d’accordo. Comunque, voglio dimostrarvi che sono una vera donna…..

Detto questo si alzò in piedi e sorridendo si mise davanti ad Andrea, poi si sfibbio la camicetta di seta e se la tolse. Restò in reggiseno bianco, ma solo per un paio di secondi. Un colpo seco e lo fece cadere a terra.

Andrea un po’ scioccato per la sua iniziativa restò a bocca aperta ad ammirare le sue mammelle. A me il seno di Rosa Maria mi faceva impazzire perché era vero, autentico, vissuto, con le cicatrici causate dal tempo, dalle due gravidanze, dall’allattamento e dalle succhiate ricevute dai maschi negli anni precedenti che lo rendevano ancora più appetibile: due tette di media grandezza un po’ cadute, con qualche piccola smagliatura, ma ancora in buona parte sode, con le areole rugose, più scure della pelle circostante e centrate da grossi capezzoli.

Rosa Maria; dai che fai imbambolato, non ti piace il mio seno? Dai accarezzamelo! mi piace.......

Lui iniziò a palparle le mammelle, gingillandole i capezzoli.

Andrea: sei una bella donna Rosa, mi piaci da morire

Rosa Maria: ti sbagli invece, come ti avrà detto il tuo amico io ero una bella donna e basta prima di conoscere lui……. Adesso grazie a lui sono diventata meno bella ma un po’ zoccola, anzi una vera troia, una grande puttana che va col primo venuto......... vero amore?

Detto questo di denudo completamente e si inginocchiò davanti ad Andrea

Rosa Maria: tu mi piaci del resto non me ne frega niente; adesso sono qui, nuda, in ginocchio davanti a te; sono a tua disposizione, lui sarà ben felice di guardare tutto quello che mi farai come un cornuto; sono la tua puttana.

Andrea: mi piacciono le donne che prendono iniziativa! Hai sete? Vuoi il mio cazzo?

Rosa Maria: tiralo fuori che ne ho voglia.

Rosa Maria gli abbassò prima i pantaloni e poi le mutande ed estrasse il suo pene già in erezione; riconobbi la sua verga, non enorme, diciamo nella norma, dura e venosa, sormontata da un glande lucido e violaceo; sotto uno scroto peloso.

Andrea prese Rosa Maria per la nuca e l’avvicinò a se.

Andrea: allora vuoi il mio cazzo! prendilo, è qui bello duro e venoso, tutto a tua disposizione ........ fammi vedere che sai fare, dai fai la porca…

Rosa Maria sorrise mostrando la sua vera natura da zoccola, afferrò con la mano destra il suo cazzo e cominciò ad accarezzarlo: teneva quel bastone tra le mani ammirando quel glande lucido e violaceo, caldo e pulsante, rigonfio di sangue; ne sentì il calore e l’odore; se lo passo sul viso, tra i capelli, sul collo, sulle orecchie e sulle labbra;

Rosa Maria: è bello caldo e fa odore di maschio…….

Lo odorò ancora quindi lo avvicinò alla bocca vogliosa e lo coprì con piccoli baci; subito dopo uscita la lingua, cominciò a fare il suo dovere: iniziò a leccargli il glande quindi passò la lingua ripetutamente e velocemente sul frenulo, poi lungo il solco balano-prepuziale e sul meato uretrale; poi leccò con la lingua tutta in fuori l’asta, per tutta la lunghezza, dal basso all’alto e poi di nuovo in basso lungo tutta la superficie e poi ancora più in giù fino a succhiargli lo scroto; sembrava una pompinara professionista! Ad un tratto Andrea il cui respiro era ormai un ansimare, le afferrò la testa e le poggiò il suo cazzo sulla bocca! Rosa Maria lo guardò fisso negli occhi…

Rosa Maria: ha anche un buon sapore. Adesso cosa vuoi?

Andrea: sei una grande troia… dai, adesso succhiamelo........ devi prenderlo tutto in bocca......

Quindi prese nuovamente Rosa Maria per la nuca e le poggio praticamente il membro sulla bocca e lei, allargate le labbra, lo accolse in bocca; Andrea iniziò a muoverle la testa avanti e dietro in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente, stantuffandola a dovere; Rosa Maria mentre lo spompinava teneva gli occhi chiusi, mentre le sue mani tenevano le cosce dell’uomo

Andrea: dai Rosa così, continua a succhiarmelo che mi piace........ sei brava a fare pompe, si vede che ne hai succhiato cazzi!

Andrea mi fece cenno di avvicinarmi e di abbassarmi pantaloni e mutande.

Andrea: Rosa adesso devi superare te stessa, devi succhiarla a tutti e due, un po’ a destra, un po’ a sinistra, come una vera zoccola del bordello.

Prese il mio cazzo con la mano sinistra e quello di Andrea con le destra e sbocchinava un po’ me, un po’ lui…..succhiò i nostri cazzi per una decina di minuti…..

Andrea: aspetta dedicati sono a me adesso, sto per venire

Andrea iniziò a muoverle la testa in modo, poi dopo un paio di minuti emise un urlo disumano e venne, sborrandole in bocca. Rosa Maria ingoiò tutto lo sperma che Andrea le stava eiaculando in bocca e no ne fece uscire nemmeno una goccia; quando Andrea stacco la presa sulla nuca lei continuo a muovere la testa avanti e indietro per essere sicura che avesse completato l’eiaculazione e per ripulirgli il cazzo completamente.

Andrea: mamma che pompino! Rosa hai ingoiato?

Rosa Maria: non lo hai visto, non vedi che non hai sporcato niente, nonostante fosse abbondantissimo; avresti riempito mezzo bicchiere!

Andrea: ti è piaciuto il sapore del mio sperma?

Rosa Maria: si, era caldissimo ed aveva un buon sapore, l’ho bevuto volentieri.

Andrea: continua a succhiarglielo e fallo venire….

Rosa Maria: ma chi lui, no, con lui ci vuole tempo……..

Io: stavolta ti sbagli, dai succhialo che sto per sborrare

La vista della mia amata che succhiava il cazzo di Andrea aveva portato la mia eccitazione alle stelle; chiesi a Rosa Maria di segarlo mentre me la succhiava per eccitarmi ancora di più e subito dopo raggiunsi l’orgasmo venendole in bocca; l’eiaculazione durò una ventina di secondi ed anche stavolta Rosa Maria ingoiò tutto lo sperma senza farne cadere una goccia.

Io: ripuliscimi bene il cazzo.

Dopo avermi ripulito con l lingua ci distendemmo spossati sul divano, tutti e tre nudi; dopo una decina di minuti andammo tutti e tre in camera da letto e Andrea stappò una bottiglia di spumante.

Rosa Maria: non pensare che tutto questo per me sia normale; mi sento a disagio, non sono abituata a questo genere di cose; lui ti avrà detto che già l’abbiamo fatto una volta, ma ti prego, non giudicarmi male, quella volta l’ho fatto solo per amore del mio compagno. A lui eccitava l’idea di vedermi a letto con un altro per poi dopo immaginarmi mentre faccio la troia.

Andrea: si mi ha raccontato che siete andati da quel vecchio grasso e porco! Ma desso perché lo hai fatto? Per lui?

Rosa Maria: no, stavolta l’ho fatto perché mi andava, perché mi sei piaciuto subito ed ho sentito voglia di fare sesso!

Ci mettemmo tutti e tre a letto, nudi come vermi; Andrea si mise di fianco a lei ed inizio a guardare Rosa Maria mentre con la mano le accarezzava dolcemente i capelli, poi con il dito indice le sfiorò delicatamente le labbra; si avvicinò e riprese a baciarla in bocca, prima delicatamente, poi in modo voluttuoso, con la lingua.

Rosa Maria: che fai? hai ancora voglia? ma sei monello

Andrea: si, mi è venuta voglia di te

Rosa Maria gli sorrise con un’espressione di vera zoccola; lui le piaceva davvero e questo in un certo senso mi stava iniziando a dare fastidio.

Rosa Maria: dai tesoro baciami ancora, ne ho voglia.

Rosa Maria: pensa che sono una gran troia, la tua troia, sono una troia d'alto bordo e vado con il primo venuto; dai; toccami tutta, baciami, non smettere ti prego............

Andrea: voglio succhiarti le tette! Vieni qua amore che stasera sei la mia troia....

Rosa Maria: voglio la tua lingua sui capezzoli, dai......, succhiami il seno, poppalo come se stessi allattando.

Andrea si avvicinò al suo petto e uscita la lingua iniziò a leccarle ed a succhiarle le tette con avidità indescrivibile: una per volta leccava tutta la cute della mammella, soffermandosi sull’areola dove passava la lingua descrivendo cerchi concentrici, quindi si dedicava al capezzolo che prima leccava con passaggi ritmici e rapidi e poi, introdottolo in bocca, succhiava; infine tentava di introdursi tutta la mammella in bocca, per poi poppare.

Continuò a baciarla ed ad abbracciarla con le sue braccia da vero maschio, toccandola tutta. Poi le infilò la mano ed iniziò a sfregare le dita sulla vulva rasata che rapidamente si bagnò di colata; a quel punto, Rosa Maria iniziò ad ansimare come una cagna in calore.

Andrea: ti piace Rosa? vedo che sei già bagnata! vuoi che smetta? mi piace la tua fica rasata, sei proprio una zoccola……. Dai fammi vedere, allargale le grandi labbra; bellissima fica, guarda guarda, le piccole labbra. E guarda che foro che hai, bello grande, si vede che hai preso molti cazzi in vita tua……. Dai fammi vedere il clitoride. Si eccolo……


Rosa Maria: mi piace moltissimo, continua a toccarmi la fica, si ancora, ancora.........., dai adesso sgrillettami il clitoride che mi piace....

Andrea continuando ad accarezzare la sua vulva, riprese a pomiciare in modo indecoroso, quindi divaricate le grandi labbra iniziò a gingillarle il clitoride per un po', per poi infilarle due dita dentro la vagina; dopo qualche minuto che la masturbava freneticamente con le dita in vagina, estrasse le dita e ricominciò a sgrillettarla! queste manovre regalarono a Rosa Maria intense fitte di piacere miste ad una voglia crescente di cazzo! dopo un po' smise di sgrillettarla, le divaricò le cosce mettendo completamente in vista la sua vulva! Vedevo le cosce divaricate ed al centro la fessura. Ricominciò a baciarla in bocca con la lingua per poi dedicarsi con esperienza e tenacia al seno, quel seno che più volte avevo palpato e succhiato anche io!

Andrea: adesso voglio leccarti la fica.

Rosa Maria: dai non farmi più aspettare, non resisto, accomodati! adesso sono la tua donna...... voglio sentire la tua calda lingua tra i miei genitali........dai leccamela, leccami la fica, fammi sentire troia..........

Avvicinò allora la sua bocca e tenendo ben divaricate le grandi labbra, iniziò a leccarle la vulva; vedevo la sua calda lingua nella vulva di Rosa Maria e la sua testa tra le sue cosce divaricate; Rosa Maria iniziò chiaramente a provare un piacere indescrivibile, accompagnato da un inevitabile ansimare; si ansimava come una cagna in calore! lui le leccava e succhiava le piccole labbra in modo avido, per poi passare a leccarle abilmente e velocemente il clitoride che diventò turgido e grosso; la vulva si riempì di colata che lui si premurò di assaporare ed ingoiare.

Rosa Maria: madonna, lecchi la fica divinamente....... si ancora, continua, ho voglia di cazzo........, continua... leccamela ancora in questo modo meraviglioso....

A questo punto Rosa Maria inizio ad accarezzargli il viso.........

Rosa Maria: sei bello e sei bravo continua........ ti desidero, ti voglio..........

Continuava a leccargliela avidamente; Rosa Maria sempre con gli occhi chiusi come faceva sempre. La leccata non durò a lungo e dopo pochi minuti Rosa Maria venne esplodendo in un urlo violento conseguenza di un orgasmo per lei divino.

Dopo averle dato il tempo di riprendersi, la fece distendere sul letto, le prese le gambe e se le mise sopra le spalle, quindi le poggiò il cazzo sull'ostio vaginale e la penetrò senza pensarci.
Rosa Maria emanò subito un gemito da vacca ed Andrea, una volta che la sua verga era entrata tutta dentro la vagina di Rosa Maria, iniziò a muovere il bacino, dando inizio alla monta.
Non credevo ai miei occhi, una altro la stava cavalcando.
Andrea muoveva il bacino tra le cosce di Rosa Maria ritmicamente ed a ogni colpo di reni, il suo uccello la penetrava a fondo dentro la vagina dilatata, fino a sbattere contro l'utero e la forza trasmessa da ogni colpo si trasmetteva al corpo di lei che sobbalzava in dietro secondo un ritmo armonico e costante; con le mani l'uomo le accarezzava tutto il corpo soffermandosi a palparle i grossi seni.

Rosa Maria: ah che bello, dai fottimi, fottimi, sono la tua troia, la tua cagna in calore, la tua vacca..... baciami mentre mi fotto, ne ho voglia......... ah così ancora, si dai chiavami, sfondami l'utero dai. L'uomo si fermò, estrasse il pene e ricominciò a baciarla con la lingua, poi la mise alla pecorina, la sculacciò energicamente per un po'.

Andrea le diede una ripassata con la lingua nella vulva; appena finì di lavorare di lingua, subito la penetrò da tergo riprendendo a montarla.

Rosa Maria completamente sconvolta e fuori di se, iniziò a godere come una vacca, anche perché, come detto l’altra volta, la posizione a pecora causava un intenso fregamento sul suo clitoride, facendola godere come una cagna..

Rosa Maria: ah si mi piace alla pecorina, dai fottimi, trattami da troia.......perchè non ti ho incontrato prima ?

Aveva la faccia congesta e sudata; a tratti si mordeva le labbra come per trattenere i lamenti, a tratti posseduta dal desiderio usciva la lingua succosa e grondante di saliva e si leccava le labbra simulando un’attrice hard; a tratti inarcava il collo all’indietro ed aperta completamente la bocca emanava caldi e ovattati sospiri di piacere!
Ad ogni colpo di bacino di Andrea, vedevo una vibrazione superficiale delle mammelle, i capelli corti e biondi anch'essi si muovevano. Con le mani Andrea le accarezzava tutto il corpo soffermandosi a palparle energicamente le tette; un paio di volte insalivate le mani con la propria saliva, le passava sulle tette spalmandole a dovere!

Andrea: vedo che stai godendo puttana che sei! sei una troia da quattro soldi! voglio sentire che grugnisci come una scrofa mentre godi. Cerca di venire puttana...........

Di tanto in tanto Rosa Maria ormai completamente fuori di se girava la testa verso l’uomo ed uscita la lingua dalla bocca, si leccava le labbra trasmettendogli il desiderio di avere la sua lingua e lui gliela concedeva ben volentieri, limonandola a dovere. Un paio di volte Andrea la sculacciò quasi a sottolineare che la stava sottomettendo.
Dopo qualche minuto Rosa Maria inarcò al massimo delle possibilità la schiena all’indietro, contrasse tutti i muscoli del suo corpo ed aperta la bocca vogliosa assunse l’espressione da orgasmo e venne, emettendo un urlo di godimento lunghissimo e totalmente disinibito!

Andrea ancora non veniva e continuava a montarla.

Rosa Maria: voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, tranquillo te l’ho detto che prendo la pillola.........

Subito dopo anche l’uomo raggiunse l’orgasmo, emanò un grugnito da verro e le venne
dentro, allagandole la vagina di sperma.
Si staccarono a si distesero supini sul letto mentre io mi avvicinai a lei; Rosa Maria sudata prese una sigaretta dalla borsa e l'accese; vidi che dalla sua fessura usciva sperma.

Io: amore sei stata fantastica, ti è piaciuto?

Rosa Maria: certo che mi è piaciuto

Andrea: adesso voglio che dai il culo al tuo compagno.

Io: non vedo l’ora ma poi lo devi dare anche a lui……


Rosa Maria si alzò in piedi e chiese ad Andrea di alzarsi; si inginocchio davanti a lui e prese il suo cazzo nuovamente in bocca: iniziò a sbocchinarlo. Vedevo la testa di mia Rosa Maria ritmicamente andare avanti e indietro in un movimento costante ed armonico, mentre con la lingua percorreva ogni centimetro della sua asta e con la mano accompagnava tale movimento. La faccia di Andrea mostrava chiaramente che le sensazioni che provava erano stupende. La mano dell'uomo accompagnava la testa di Rosa Maria a prendere quel cazzo sempre più dentro, fino alle tonsille! Rosa Maria continuò ancora per un po' quel movimento lento con la testa, facendo ben aderire le labbra al cazzo di Andrea. Con la lingua lo pennellava e mentre veniva su lo succhiava. Arrivata in cima alla cappella la baciava con le labbra e la leccava con la lingua. E poi ricominciava. Ormai si vedeva chiaramente che Rosa Maria era una vera esperta nel fare pompini. I capelli le cadevano giù oscurandole la visuale e rendendole difficoltosa l’operazione. Andrea presto se ne avvide e li raccolse con le mani, mentre Rosa Maria continuava a spompinarlo. Dopo un po' Andrea estrasse il suo cazzo dalla bocca di mia Rosa Maria e la fece mettere sul letto alla pecorina, si allontano!

Andrea: adesso Rosy tocca al tuo compagno.

Mi posizionai dietro di lei e con uno sforzo minimo le introdussi il mio cazzo dentro il culo; iniziai a muovermi ritmicamente ma solo dopo pochi secondi, sentii che stava arrivando il momento; accelerai come un forsennato finchè raggiunsi l’orgasmo e le eiaculai dentro il retto; estrassi il cazzo dal suo culo e mi misi di lato.
Andrea di avvicino nuovamente con il cazzo in erezione, quindi messosi dietro di lei e poggiata la sua trivella sul suo ostio vaginale, con una lievissima forza, la penetrò; inizio a montarla nuovamente con ritmo e decisione, da vero maschio, muovendo ritmicamente il bacino dietro di lei; vedevo dall'espressione del viso di Rosa Maria e dai suoi movimenti, che stava godendo come una cagna in calore. Ad un tratto Andrea estrasse il suo cannolo dalla vagina di mia Rosa Maria e la fece distendere sul letto, quindi le alzò le gambe allargandogliele per bene e mettendo in vista oltre che la gran fica rasata superrotta, anche il buco del culo. Quindi mise la mano di Rosa Maria sulla vulva e lei iniziò a sgrillettarsi freneticamente; subito dopo sputo sul suo buco del culo ancora sporco del mio sperma e le poggiò il grosso glande contro. Dopo un minimo sforzo vidi il suo sfollagente entrare completamente dentro l'ano di Rosa Maria inculandola; iniziò a muoversi ritmicamente. Rosa Maria completamente fuori di se continuò a sgrillettarsi finchè raggiunse l'orgasmo; Andrea, dopo qualche minuto raggiunse anche lui l'orgasmo, estrasse il pene dal buco del culo e, allargatale la fica le sborrò sulla vulva; subito dopo iniziò a spalmarle lo sperma dentro la vulva ed allargato l'ostio vaginale, che in Rosa Maria, anche a seguito dei parti, è abbastanza ampio, gli infilò con le dita parte dello sperma in vagina. Quindi si distese su di lei iniziandola a baciare alla francese. Poi si staccarono e Rosa Maria si accese una sigaretta.
Ci rivestimmo e dopo un po' andammo via. In macchina non scambiammo una parola, Rosa Maria mi disse che aveva un terribile mal di testa e non aveva voglia di parlare.
Passarono alcuni giorni, che trascorremmo normalmente, senza commentare troppo l'accaduto; soltanto a letto, ricordavamo le varie scene per aumentare l'eccitamento.
Dopo alcuni giorni, una mattina, mi chiamò il mio amico Andrea.

Andrea: ciao caro come va?

Io: benone e tu?

Andrea: bene grazie. Come va con Rosy? Tutto bene? La cura ha avuto effetto? Che ti ha detto?

Io: si a gonfie vele, va che è una meraviglia; non abbiamo parlato molto, ma a letto le cose cambiano e ci divertiamo a ricordare scena per scena, con effetto dirompente.

Andrea: ascolta ho una super proposta da farti. Volevo organizzare una cosa con Rosy me e due miei amici; tra l’altro uno di questi gestisce un grosso bordello di lusso dove potremmo inserirla se lo vorrai, però questo con il tempo, prima si devono rendere conto. Vorrei organizzare la cosa in questo modo: lei non deve sapere che tu sai, così poi vedremo se te lo riferisce o te lo terrà nascosto, per provare anche la sua fedeltà! Che ne pensi?

Io: si, si può fare, la cosa mi pare stuzzicante!

Andrea: ok allora faremo in questo modo, ora ti spiego…..

Restammo a parlare per due ore durante le quali mi spiegò nei particolari il piano e la parte che dovevo svolgere; tutto poi sarebbe stato filmato da lui. Poi parlammo di Rosa Maria, mi disse che le era piaciuto molto, che era veramente una donna da letto e che sarebbe stata ottima come puttana di alto bordo in bordelli di classe.
Il pomeriggio stesso mi vidi con Rosa Maria a casa sua, in paese. Andammo a letto e dopo avere fatto l’amore, ancora nudi ed abbracciati sotto le coperte iniziai ad ordire il piano di Andrea.

Io: amore oggi mi ha chiamato Andrea per darmi due buone notizie: la prima è che la pratica è quasi pronta e la seconda è che un suo caro amico, che ha un grosso albergo, ha bisogno di una capo cameriera di polso ed avrebbe pensato a te; a quanto pare lo stipendio è ottimo, sulle mille e duecento euro e ti assicurano anche un pasto caldo ed una stanza tutta tua per le tue cose.

Rosa Maria: amore ma sono due notizie stupende……. Il lavoro sembra buono, però quando staremo insieme, non voglio lavorare, ti dovrai prendere cura tu di me, io sono stanza di sgobbare e no voglio più lavorare…

Io: certo amore, succederà presto lo sai…… Allora Andrea ti aspetta domani a cena al ristorante “Le tre suore peccatrici” per presentarti questo suo amico imprenditore; mi ha raccomandato di vestirti bene per fare colpo..

Rosa Maria: certo amore mi faro bella perché me lo chiedi tu, lo sai che io amo solo te e desidero solo te….

Con Andrea aravamo rimasti che avrebbe avuto sempre una telecamera ed un microfono puntato su di lei attraverso i quali avrei potuto seguire l’operazione.

Si incontrarono verso le venti davanti al noto ristorante.

Andrea: ciao cara piacere di vederti; dai entriamo che c’è un tavolo prenotato per noi; spero che il pesce ti piaccia.

Rosa Maria: si lo adoro!

Il pranzo si svolse tranquillamente poi, mentre mangiavano il dolce, la cosa prese una piega inaspettata.

Andrea: vedo che siete una coppia molto affiatata, vi amate molto immagino.

Rosa Maria: in realtà da qualche tempo l’amore è calato e l’abitudine sta prendendo il sopravvento. Ascolta Andrea, devo dirtelo, sarei un’ipocrita, non lo amo più, io mi sto innamorando di te.
Non prendermi per pazza, ma tu sei un uomo speciale, sei un vero uomo a letto e nella vita, non una mezza cartuccia come il tuo amico che per venire mi ha dato in pasto ad altri maschi: Non glielo perdono quello che mi ha fatto passare.

Andrea: ma parli per quando siamo stati a letto?

Rosa Maria: no, non parlo di te, con te è stato meraviglioso, parlo di quando mi ha fatto scopare da quel vecchio porco di Giacomo; ti prego mettiamoci insieme e mandiamolo a fanculo il tuo amico, che a letto è pure una frana con quel suo pene piccolo.

Andrea: non parlare così del mio amico, noi due siamo amici da sempre e l’amicizia è sacra. Adesso andiamo che ci aspettano. Qualunque cosa ti chiederemo non opporti, ne va del tuo futuro lavoro, intesi? Se farai la brava poi ti prometto che ci penserò ad una storia con te.

Rosa Maria: ok farò come mi dirai tu amore mio.

Andrea la prese per mano ed uscirono per andare all’appuntamento.

Entrarono in un appartamento arredato in stile 800 inglese ed ad accoglierli c’erano due uomini sulla sessantina ben vestiti.

Andrea: ti presento i miei amici Roberto e Tullio.

Si accomodarono, stapparono una bottiglia di vino rosso e parlarono per una mezz’ora. Poi Roberto chiese a Rosa Maria di sedersi si una sedia messa di fronte a loro.

Andrea: Rosy a questo punto loro vogliono vedere un po’ come sei fatta; dovresti scoprire il seno.

Rosa Maria: ok ma scusate perché dovrei, cioè cosa c’entra con il lavoro proposto?

Roberto: signora serve perché ci sarebbe la possibilità di guadagnare anche molto di più; sa a volte qualche cliente vecchio e ricco vorrebbe vedere qualcuna delle cameriere nude, mi spiego, e con un piccolo sforzo potrebbe guadagnare tre, quattrocento euro in un colpo.

Andrea: capito, quando li vedi sti soldi facendo la sguattera….. dai spogliati.

Rosa Maria tolse prima la camicetta e subito dopo il reggiseno, restando con le tette di fuori con sopra una collana di perle.

Roberto: si alzi in piedi e giri intorno a se stessa così’ brava; Tullio falle qualche foto

Roberto si avvicinò a lei e le iniziò a tastare le mammelle con le mani.

Roberto: mi piace il suo seno, ancora sodo, pelle liscia, areole rugose… vediamo i capezzoli… belli duri: faccio male così?

Rosa Maria: si se me li strizza così si….

Roberto: devono essere dolci, posso assaggiare?

Rosa Maria: ok

Roberto iniziò a succhiarle i capezzoli, poi a leccarli velocemente, poi a leccarli lentamente con la lingua di fuori, poi ancora a succhiarli, per poi succhiarle tutte e due le mammelle a fondo. Poi si stacco da lei.

Roberto: adesso baciami tesoro.

La baciò in bocca mentre lei ci stava senza opporre resistenza; durò per un po’. Andrea intanto le si mise di spalle ed inizio a denudarla completamente.

Andrea: Rosy togliamo questi vestiti che fa caldo e poi non vogliamo essere formali con i miei amici, vero?

Rosa Maria: Andrea non capisco spiegami?

Andrea: non devi capire, devi lasciarti andare……. Dai tesoro, stai serena…..

Roberto: signora adesso risponda a qualche domanda solo per conoscerci meglio;

Per quasi un ora vollero raccontata la sua vita sessuale dall’inizio al giorno prima, vita che in parte ritroverete nel primo capitolo della saga.

Tullio: ci parli di questo tradimento che ha vissuto nei confronti dell’attuale compagno.

Rosa Maria: ero arrabbiata perché lui era partito con la famiglia per una vacanza; tra i tanti che ci provavano su FB c’era Livio, questo cameriere che in realtà da qualche anno si è dedicato al sindacato; ho accettato un invito: siamo andati prima a mangiarci un panino ed una birra in un autogrill e poi in discoteca fino a tardi; dopo mi ha invitata a bere qualcosa a casa sua: ero arrabbiata e volevo fargliela pagare e ho accettato l’invito. Arrivati a casa dopo il primo bicchiere siamo finiti a letto.

Tullio: ti è piaciuto fare l’amore con lui? Rispondi sinceramente se menti me ne accorgo

Rosa Maria: si mi e piaciuto anche se dopo me ne sono pentita.

Tullio: sei venuta?

Rosa Maria: si.

Tullio: come sei venuta, hai detto che sei clitoridea.

Rosa Maria: mi ha leccato la fica.

Tullio: gliel’hai chiesto esplicitamente?

Rosa Maria: si gli ho detto che potevo venire solo così!

Tullio: e lui è venuto?

Rosa Maria: si, tre volte.

Tullio: non ti ha sodomizzato perché hai detto prima che è successo poi con Giacomo; gliel’hai succhiato?

Rosa Maria: si

Tullio: ok; e poi dimmi, vi siete rivisti ancora?

Rosa Maria: si, tre, anzi no, quattro volte e poi ho deciso di chiudere.

Tullio: ho capito ed avendo ascoltato questo secondo te cosa pensiamo di te noi ?

Rosa Maria: che sono una troia! Ma non è così, io ero arrabbiata!

Tullio: cosa dirai di oggi al tuo compagno?

Rosa Maria: non lo so, penso di non dire niente.

Roberto: parlaci del tuo ex compagno

Rosa Maria: mi ero separata da mio marito da tre mesi, ero sola senza soldi e disperata; un giorno durante un uscita conobbi Pietro, un commerciante di frutta sessantenne e pieno di soldi; uscimmo per un po' di tempo; un giorno si presentò con un gioiello costoso e mi fece cadere. Facemmo l'amore per la prima volta quella sera. Durò per qualche anno e poi lo lascai perchè conobbi l'attuale compagno.

Roberto: vuoi dire l'attuale amante.......

Rosa Maria: si giusto l'attuale amante.

Roberto: perchè l'hai lasciato?

Rosa Maria: perchè era un narcisista di merda, tirchio e pidocchioso e mi cercava solo per scoparmi.

Roberto: era bravo a letto?

Rosa Maria: andavo a casa sua nei fine settimana e li scopavamo; non era bravo, ma leccava bene e questo a me basta!

Roberto: glielo succhiavi
Rosa Maria: certo, altrimenti non gli si drizzava.

Roberto: ci stavi per i soldi?

Rosa Maria: no, ne ero innamorata, almeno all'inizio; penso che se non avessi incontrato il mio attuale amante non avrei trovato la forza di lasciarlo quel porco!

Detto questo Tullio si avvicinò a Rosa Maria che era seduta sulla sedia e le allargò le cosce; poi con la mano le allargò le grandi labbra ed inizio a frizionare le sue piccole labbra; Rosa Maria restò immobile ed in silenzio. Poi localizzato il clitoride cominciò a frizionarlo.

Tullio: ti piace? Vuoi che continuo? Vuoi che mi fermo? Puoi scegliere!

Rosa Maria non disse nulla ed a quel punto l’uomo si avvicinò a lei ed iniziò a baciarla con la lingua. Rosa Maria si lasciò andare in baci voluttuosi!

Tullio: hai un buon alito ed un buon sapore. Vieni qui adesso, vieni, inginocchiati.

Rosa Maria nuda si inginocchiò mentre i tre uomini contemporaneamente si denudarono; poi avvicinatisi a lei le porsero i loro cazzi in erezione; Rosa Maria iniziò a succhiare i loro cazzi avidamente. Lo sbocchinamento durò un po'; era meraviglioso vedere come Rosa Maria, da vera ingorda, succhiasse quelle tre verghe; dopo un po' i tre maschi si staccarono e Rosa Maria ebbe un attimo di tregua.
Poco dopo Tullio si mise tra le gambe di Rosa Maria ed allargatele le cosce mise in bella vista la sua fica rasata; Roberto intanto le tenne la testa bassa ed iniziò a baciarla alla francese per un po' quindi spostò la sua bocca sul suo torace e uscita la lingua vogliosa iniziò a leccare ed a succhiare le tette con avidità indescrivibile dopo averle scostato la collana di perle che indossava. Intanto Tullio smise di leccarle la vulva e iniziò a gingillarle il clitoride che, inizialmente delle dimensioni di un cece rapidamente, durante lo sgrillettamento, diventò turgido e grosso come un gamberetto sgusciato. Quindi mostrando una grande sete di fica, avvicinò nuovamente la sua bocca alla vulva di Rosa Maria e tenendo ben divaricate le grandi labbra, riprese a leccarle ed a succhiarle le piccole labbra in modo avido; quindi passò a leccarle abilmente e velocemente il clitoride che diventò ancora più turgido e grosso; la vulva si riempì di colata che Tullio si premurò di assaporare ed ingoiare. Allora Rosa Maria inizio nuovamente ad ansimare come una cagna in calore

Rosa Maria: ma che vi prende, siete sfrenati.........

Detto questo Rosa Maria riprese a pomiciare con Roberto con tutti i santi crismi; intanto Tullio si voltò verso di lei, quindi si posizionò tra le sue cosce ed aiutandosi con le mani e senza pietà la penetrò dentro la vagina; dalla posizione non riuscivo a vedere i particolari, tipo quanto lui era dotato e l'entrata del pene nella vagina, potevo solo vedere lui da dietro! quando iniziò a muoversi lì capii che aveva iniziato a montarla! Mentre lui le infilava il cannolo nella vagina, Rosa Maria emanò un mugugno di soddisfazione!
Durante la monta, Rosa Maria continuò a mugugnare con un ritmo crescente, chiaro segno che la cosa le piaceva un sacco, altrimenti che senso avrebbe il mugugnare?! a quel punto non riuscii a resistere e mi infilai la mano tra le mutande afferrandomi il membro che da un bel po' era in erezione ed iniziai a segarmi. Tullio ritmicamente muoveva il bacino tra le gambe di Rosa Maria ed ad ogni colpo di reni, il fallo dell'uomo le penetrava a fondo dentro la vagina dilatata, fino a sbattere contro l'utero e la forza trasmessa da ogni colpo di reni si trasmetteva al corpo di Rosa Maria che sobbalzava in dietro secondo un ritmo sicuramente non lento, neanche veloce, ma certamente armonico e costante; ogni colpo di reni Rosa Maria sobbalzava in dietro, le sue mammelle sobbalzavano anch'esse e anche la collana che portava al collo sobbalzava in un gioco ritmico e simmetrico! Con le mani l'uomo le accarezzava tutto il corpo soffermandosi a palparle le tette; un paio di volte insalivate le mani con la propria saliva, le passava sulle tette di Rosa Maria spalmandole di calda saliva! intanto Roberto si portò vicino al suo viso alla sua sinistra ed iniziò ad accarezzarle il viso e la bocca;
L'uomo avvicinò il suo enorme pene in erezione: una verga lunga circa venticinque centimetri dura e venosa, sormontata da un grosso glande; sotto uno scroto enorme e pelosissimo. L’uomo allora la prese per la nuca e l’avvicinò a se; Rosa Maria si trovò così a tu per tu con quell’enorme fallo incredibilmente turgido e paonazzo; in un primo tempo istintivamente si ritrasse, ma quando i suoi occhi incrociarono quelli di lui, il desiderio di sfuggire svanì; lei vedeva a pochi centimetri dal suo viso quel bastone con quel grosso glande lucido e violaceo, caldo e pulsante, rigonfio di sangue; ne sentì l’odore intenso; lui allora glielo passo sul viso, tra i capelli e sulle orecchie; glielo fece odorare ripetutamente quindi lo avvicinò alla bocca poggiandolo sulle sue labbra
Rosa Maria uscita la sua calda lingua, cominciò a fare il suo dovere: iniziò a leccargli il glande ripulendolo dal sottile strato di smegma che lo ricopriva e dal secreto prodotto a causa dell’eccitamento che gli fuoriusciva copioso dal meato uretrale, quindi passava la lingua ripetutamente e velocemente sul frenulo, quindi leccava con la lingua tutta in fuori l’asta per tutta la lunghezza dal basso all’alto e poi di nuovo in basso lungo tutta la superficie e poi ancora più in giù fino a succhiargli i testicoli; sembrava una vera professionista del sesso orale! Ad un tratto l’uomo il cui respiro era ormai un ansimare inquietante, la prese per la nuca e le poggio praticamente il membro sulla bocca.....

Roberto: dai succhiamelo come prima!

Lei, senza più alcuna resistenza o, allargate le labbra, lo accolse in bocca; l’uomo allora iniziò a muoverle la testa avanti e dietro in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente, stantuffandola a dovere; vedevo quell’enorme mazza di carne scomparire nella bocca di Rosa Maria e ricomparire immediatamente dopo, secondo un ritmo frenetico; sentivo il rumore della suzione che diventava un frastuono da conato di vomito quando il glande le passava tra le tonsille schiacciandole l’ugola contro il velopendulo; intanto il Tullio emanò un lamento intenso di piacere e venne eiaculandole dentro la vagina che si riempì rapidamente del suo sperma. Dopo circa dieci minuti che lavorava di bocca come una maiala, sentendo quell’enorme proboscide pulsare, fece il gesto di ritrarsi ma, anticipata nell’intenzione, si sentì afferrare i capelli della nuca e si ritrovò costretta a muovere la testa molto più velocemente di prima: qualche istante dopo, mentre continuava a spolpargli l'uccello, l’uomo esplose con un grugnito di piacere e tenendola stretta a se per evitare che potesse allontanarsi all’ultimo momento, le eiaculò in bocca: una enorme quantità di sperma denso e caldo si riversò copiosamente dentro la bocca di Rosa Maria sotto forma di fiotti abbondanti ad elevata pressione, che si susseguirono in rapida successione, uno dopo l’altro, per un tempo che sembrò interminabile.........

Roberto Ingoia, ingoia, brutta vacca

A quel punto accelerai il movimento della mano con la quale mi stavo segando e venni copiosamente dentro le mutande, bagnandole completamente; dicevamo, ah si che il Roberto disse a Rosa Maria di ingoiare e lei non potendo fare altrimenti, ubbidì prontamente e bevve il suo sperma; la quantità di sperma eiaculato dall’uomo era impensabile, ma tutto sommato commensurabile alle estreme dimensioni dei suoi testicoli; ad ogni fase esplosiva, la sua bocca veniva allagata da una quantità enorme di bianco seme che usciva dal pene dell’uomo e con eguale rapidità lo ingoiava, non prima naturalmente e con suo grande disgusto, di averlo assaporato per bene, percependone a pieno oltre al sapore di muschio, anche la densità, il calore e l’odore intenso; con quel mostruoso membro in bocca e nonostante il notevole impegno, non riuscì però ad inghiottire tutto; appena ingoiava lo sperma appena eiaculato, la bocca si riempiva di altro sperma dell’ondata successiva, con il risultato che lei cominciò a tossire ed il liquido cominciò a fuoriuscirle dalle labbra e dal naso. A quel punto l’uomo estrasse il suo membro dalla bocca e continuò ad eiacularle addosso in modo copioso: Rosa Maria si sentì investita da un liquido abbondante e caldissimo e in pochi secondi si ritrovò tutta insozzata; lo sperma le aveva inondato le mammelle, il collo, la faccia, i capelli; persino la collana di perle si ritrovarono immersi in quel liquido bianco ed appiccicoso. A quel punto fu il turno di Andrea che avvicinatosi a Rosa Maria facendola mettere in posizione prona quindi iniziò delicatamente ad accarezzare le natiche di Rosa Maria ed a baciarle delicatamente; le accarezzo la vulva da dietro, poi la schiena e le mammelle; quindi le prese la testa tra le mani e guardandola negli occhi, delicatamente le parlò.....
Poi iniziò a baciarla prima delicatamente sulle labbra poi alla francese ed a quanto potevo vedere lei lo assecondò, forse illusa che fosse un uomo diverso! dopo un po' si staccò da lei e tornò alle sue spalle ricominciando ad accarezzarle le natiche.
L'uomo continuò ad accarezzare le natiche di Rosa Maria e poi all'improvviso mollo uno schiaffo fortissimo sulla natica destra poi uno sulla sinistra ed un altro ed un altro ancora, passo davanti a lei e presale delicatamente per i capelli, prima le sputò in faccia dandole della puttana, quindi si portò dietro di lei e sempre tergo la penetrò con decisione nella vagina; si proprio così, con decisione, le infilò il cazzo nella fica ormai fradicia, rossissima, sporca di seme ed iniziò a cavalcare, fottendola da tergo; dopo un po', non contento, senza che fosse venuto, estrasse il membro dalla vagina ed iniziò a leccarle ed a succhiarle l’orifizio anale che, in Rosa Maria è non più vergineo e abbastanza dilatato a causa del cazzo di Giacomo che ha preso dietro, e che permetteva alla lingua di entrare quasi tutta nel canale anale; subito dopo medio e indice di entrambe le mani scivolarono fino al buco del culo e, divaricatolo, lo tennero spalancato.
Rosa Maria ora capiva chiaramente che stava per essere sodomizzata; poco dopo infatti sentì la cappella appoggiarsi allo sfintere; colta dal terrore di sentire ancora dolore tentò di divincolarsi, ma fu tutto inutile; l'uomo che la teneva la strinse forte ed un cazzo che stavolta le parve grosso all’inverosimile e duro come un pezzo di legno, le sfondò impietosamente il culo, penetrando rapidamente dentro il retto. Nonostante fosse un ano già rotto, l'atto generò un fortissimo dolore; l’uomo ricominciò ad incularla muovendosi ritmicamente in lei, sbattendola sonoramente avanti e indietro. Poco dopo l'uomo venne nel suo retto che si riempii. Estrasse la verga dal suo intestino e continuò ad eiacularle sulla schiena coprendola di calda e bianca sborra che subito le spalmò addosso.
Subito dopo, senza un attimo di sosta, Rosa Maria, esausta, venne fatta posizionare sopra Roberto che intanto si era steso sul lettino supino; l'uomo, con decisione, le infilò il cazzo nella fica ormai fradicia, rossissima, sporca di seme e ridotta ad un porto di mare; mentre il maschio sotto di lei inizio a fotterla e contemporaneamente a palparle ed a succhiarle energicamente le tette. Tullio si mise in piedi dietro di lei, piegò le gambe ed afferrò i glutei di Rosa Maria, divaricandoglieli; iniziò quindi a leccarle ed a succhiarle l’orifizio anale e subito dopo le infilò la verga nel culo; due ora si muovevano contemporaneamente e Rosa Maria travolta dalla loro foga e dai loro colpi frenetici, non capiva più nulla; adesso la sentivo mugugnare più intensamente e vedevo il suo caldo e voglioso corpo contorcersi dal piacere ma, purtroppo, il godimento non le veniva da me, ma era dovuto soltanto ai corpi assatanati di uomini che la stavano sfruttando a loro piacimento!
Sembrava una vera troia e d’altra parte troia lo era veramente, visto il suo passato e visto come stava mugugnando!


Rosa Maria: basta vi prego basta.........

Il tempo scorreva veloce, ma i due maschi parevano instancabili e continuavano a scoparla con vigore. Il dolore proveniente dal culo era sempre fortissimo, ma gradatamente si riduceva, trasformandosi miracolosamente in godimento crescente, sempre più crescente; ad un tratto Rosa Maria raggiunse l’orgasmo emettendo un gemito da vera cagna; poco dopo anche i due raggiunsero a loro volta contemporaneamente l’orgasmo, eiaculando copiosamente dentro i due orifizi di Rosa Maria; nonostante ciò non si fermarono anzi, incredibilmente continuarono a chiavarla, senza mai toglierle le verghe dalla vagina e dal retto; Il terzo maschio intanto glielo mise in bocca iniziando a stantuffarla e venne poco dopo nella sua bocca. Incredibile il numero di volte che eiacularono dentro di lei: orgasmo dopo orgasmo, fiotti caldi di sperma la stavano riempiendo. Finito di scopare si distesero tutti e quattro esausti.
Tornò a casa sua verso le 18; io arrivai poco dopo.

Io: ciao amore, come è andata?

Rosa Maria: bene, Andrea è stato molto gentile; mi ha presentato questo imprenditore padrone dell’albergo, una persona gentile che mi ha prospettato questo nuovo lavoro. Sembra una cosa interessante.

Io: non ci ha provato?

Rosa Maria: ma che dici amore, non essere sempre sospettoso, non ci prova nessuno con me.

Io: lo so amore che tu ami solo me e che mi sei fedele……..

Dopo avere fatto l’amore la salutai ed andai via.

(Capitolo dedicato all'ex compagno cornuto di Rosa Maria).




















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