Mia sorella Giorgia (2)

Scritto da , il 2021-01-10, genere incesti


consiglio di leggere la prima parte prima di questa



Mia sorella era ancora seduta sulla sedia con le mutande e i jeans abbassati, vedevo la sua figa lucida impregnata di umori, mi rimisi il pisello ormai moscio dentro i pantaloni e presi in braccio Giorgia per portarla sul divano.
- Adesso tocca a me farti contenta – dissi con già l’acquolina in bocca.
La feci stendere a pancia in su e cominciai a sfilarle gli stivali neri di pelle, guardandola negli occhi, lei deglutiva vistosamente. Le tolsi anche jeans e mutande, posai le sue gambe sulle mie spalle e inginocchiato sul tappeto mi abbassai per arrivare col viso sopra la sua fighetta.
Il profumo era inebriante e aiutandomi con le dita divaricai leggermente le sue labbra per poter arrivare meglio a baciare il clitoride.
- Oh che bello, sì leccamelo così… -
Alternavo bacetti con le mie labbra a leccate circolari intorno al bottoncino, per poi scendere con la lingua fino a sotto la fessura e risalire fino a sopra leccandola tutta.
- Usa anche le dita, dai –
Cominciai allora a farmi strada dentro di lei, continuando a usare la lingua fuori: era bellissimo vederla eccitarsi sempre più, presa da due fronti.
Le mie labbra erano sempre più bagnate e i gemiti di mia sorella sempre più forti, anche lei non sarebbe durata molto…
Quando chiuse gli occhi, capii che era vicina a venire e infatti poco dopo mi ha afferrato i capelli spingendo la mia testa ancora più verso la sua figa ormai al limite, liberando l’orgasmo…
Tremava tutta, ma io continuavo a leccarla anche se più piano, la mia faccia era completamente inondata dal suo piacere, ora a me piace molto la birra ma il suo nettare era meglio di qualunque IPA avessi mai bevuto e ne approfittai.
Quando lei riaprì gli occhi, io stavo sorridendo e lei mi sorrise a sua volta.
- È stato così bello anche per me che mi è tornato già durissimo –
- Eh ti pareva… -
Mi tolsi anch’io pantaloni e mutande e lo stesso feci col suo maglioncino e reggiseno, che dritti i suoi capezzoli ancora duri per l’orgasmo appena provato.
Lei si sedette meglio sul divano e io mi avvicinai con l’uccello alle sue tette inginocchiandomi a cavallo delle sue cosce.
- Non possiamo scopare, però ci sono altri modi per divertirsi… - ammiccai.
Mia sorella capì al volo e sputò sul mio pisello mentre gli stringeva le tette attorno, io ho cominciato a muovere il bacino su e giù in una stupenda spagnola, entrambi guardavamo sparire e ricomparire il mio cazzo là in mezzo e quando arrivava nel punto più alto con la lingua gli dava una leccatina sulla cappella.
Dopo un po’ di avanti e indietro, volli provare a fare una cosa simile anche col sedere.
La feci girare a pancia sotto e mi misi sopra di lei, Giorgia era perplessa.
- Che vuoi fare? Non puoi entrare col pisello, anche se ne avrei una voglia che non immagini… -
- Tranquilla, sto fuori, è che non voglio che il tuo culo si senta trascurato, finora l’abbiamo tenuto in disparte –
Appoggiai il cazzo ancora umido sul suo bellissimo culo e cominciai a muoverlo sopra il fiorellino, senza entrare (mi sembra che si chiami sega tedesca questa pratica), mentre con le mani strizzavo le sue chiappe attorno al mio cazzo.
Sentivo montare l’orgasmo, mancava poco, lo sentiva anche lei.
- Che porco che sei, non ti facevo così maiale… mi arrapi un casino, pensa quando potrai mettermelo nel culo e godermi dentro… -
A quelle parole venni immediatamente, sborrando come una fontana, alcuni schizzi di sperma le arrivarono fino a metà schiena: che spettacolo, mia sorella distesa sul divano con il culo e la schiena bagnati.
La aiutai a ripulirsi con dei fazzoletti, poi lei raccolse i suoi vestiti e si diresse verso il bagno per farsi una doccia, con il suo culo che ondeggiava sexy davanti ai miei occhi.
Non la seguii subito, mi buttai un attimo sul divano per riprendere le forze.
Il rumore dell’acqua che scrosciava nella doccia e la sensazione di totale relax in ogni parte del mio corpo mi spingevano verso l’assopimento, però il pensiero che mia sorella fosse nuda a pochi metri di distanza da me ebbe la meglio e così la raggiunsi in bagno.
Il vapore non aveva ancora appannato completamente le pareti della doccia permettendomi di ammirare il corpo di Giorgia sotto l’acqua, stavolta senza doverla spiare dal buco della serratura, spettacolo... Dopo qualche secondo si accorse della mia presenza e sorridendo mi chiese di entrare con lei.
- Aiutami a lavarmi la schiena, l’ho guardata allo specchio prima di entrare in doccia, me l’hai imbrattata come una tela di Van Gogh… -
Non me lo feci ripetere due volte, benedicendo di aver scelto a suo tempo un piatto doccia enorme.
Mi prese in mano l’uccello appena aprii le portine della doccia e mi tirò dolcemente verso di lei sotto l’acqua calda.
Mentre le pulivo la schiena, ho sentito che la sua pelle, all’inizio liscia e morbida, era diventata come la pelle d’oca pur essendo al caldo, Giorgia si stava eccitando di nuovo.
- Ok, la “tela” è a posto, io approfitto per lavarmi il pennello –
- Ah ah ci penso io, non preoccuparti –
Dopo avermelo smanettato un po’ sotto l’acqua, si mise in ginocchio e lo prese in bocca, stavolta senza guardarmi perché l’acqua era ancora aperta e le arrivava in faccia.
Chiusi il rubinetto e gli occhi e mi gustai le sue labbra massaggiarmi il cazzo per un tempo indefinito, sarei rimasto così per sempre, ma mia sorella era scomoda e dunque mi fece sdraiare sul piatto doccia e si mise sopra di me, al rovescio, per iniziare un 69.
- Prima mi hai dato del porco, però anche tu non scherzi – riuscii a dirle prima che mi zittisse appoggiando la figa sulla mia faccia.
La sua risposta è stata una serie di “gho” “uhm” “slurp” perché aveva già ripreso a succhiarmelo, così ricominciai a darmi da fare con la sua patata, all’inizio sapeva di docciaschiuma, dopo qualche leccata riconobbi il gusto che avevo assaggiato prima in soggiorno.
Con le mani fisse sulle sue chiappe, reggevo il piatto da dove stavo mangiando, davanti agli occhi avevo il suo buchetto del culo, non seppi resistere e visto che con la lingua non ci arrivavo cominciai a solleticarglielo con un dito, prima sul bordo, per fuori, poi glielo misi dentro, aggiungendone un altro subito dopo.



Che bravo che è a leccarmela, mi sta facendo morire, è da tanto che non sbrodolavo in questo modo, spero di non annegarlo hi hi hi… e le due dita in culo sono la ciliegina sulla torta, però così mi fa distrarre dal pompino, non va bene, adesso mi impegno di più e gli dò il colpo di grazia… eccolo, lo sento, gli sta tremando il cazzo, altre due o tre pompate di quelle che dico io e ci siamo… sììì cosììì aaahhh che buona, ne aveva ancora nelle palle, non ci credo… ci sono quasi anch’io… dai fratellone… se mi leggi nel pensiero non fermarti con la lingua e con le dita… sììì… godooo… ancooora… sììììì… che bello!
Aspetto ad alzarmi perché mi gira la testa, Luca mi dà uno schiaffetto sul sedere, il segnale che vuole venire su, sposto una gamba di lato e mi metto seduta sui talloni, si mette seduto anche lui e di slancio mi bacia, prima solo sulle labbra, quelle orizzontali stavolta, poi con un po’ di lingua mi fa sentire il sapore della mia intimità e io ricambio restituendogli in bocca qualche goccia del suo sperma.
Ci stacchiamo a fatica, mio fratello si alza e riapre il rubinetto, ci diamo l’ultima sciacquata e poi usciamo dalla doccia, il tempo di asciugarmi e rivestirmi e sono già in soggiorno, mi infilo gli stivali e mi avvio verso la porta.
- L’antipasto è stato delizioso, ti chiamo nei prossimi giorni per metterci d’accordo per quando continuare con le altre portate – scherzo io prima di salutarlo e ritornare alla macchina.



continua…



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